Attenzione: Questo Portafoglio Potrebbe Esplodere!!

portafoglio-esplosivo

Un portafoglio esplosivo è un mix di investimenti scelti senza rispettare precise e rigorose regole di asset allocation. Marco mi perdonerà per averlo preso come riferimento, ma la sua case history è interessante. Per tutti noi.

Tutto ebbe inizio con un commento, pubblicato da Marco sul mio sito, in cui chiedeva un parere su un portafoglio composto da questi strumenti finanziari:

  • IE00B4PY7Y77 Obbl. High Yield USD
  • IE00B2NPKV68 Obbl. Paesi Emergenti
  • LU0340285161 Az. Internazionali Large Cap Blend
  • IE00B14X4T88 Az. Asia-Pacifico incl. Giappone
  • IE00B6YX5B26 Az. Paesi Emergenti

Non conosco ancora quale sia la tua impressione, ma questo portafoglio è decisamente caldo e rischia di diventare rovente.

Arrivano gli artificieri!!

La prima cosa che notiamo è che i tre strumenti finanziari sono parecchio rischiosi.

Nell’ultimo anno la loro perdita massima, calcolata da un precedente punto di massimo, è stata del:

  • 15,11% per l’iShares $ High Yield Corporate Bond
  • 9,59% per l’iShares J.P. Morgan $ Em. Markets Bond
  • 20,35% per l’UBS Msci World
  • 18,96% per l’ iShares Asia Pacific Dividend
  • 23,90% per lo SPDR S&P Emerging Markets Dividend

Non c’è dubbio che i rendimenti medi siano molto alti, ma lo è altrettanto il rischio.

Il grafico qui sotto mostra una cosa che sfugge agli occhi dei più ma che, invece, a te non deve scappare. Riesci a coglierla?

confronto

Tra i cinque investimenti proposti c’è una forte correlazione. Quando va male uno, mediamente perdono anche gli altri, mettendo sotto pressione il tuo portafoglio.

Tre consigli per costruire un portafoglio efficace

I partecipanti al mio corso dal vivo Investitore Libero  sanno bene come costruire un portafoglio efficace, personalizzato, ed in linea con le loro esigenze. Dedicheremo due interi giorni al tema della corretta pianificazione finanziaria, in modo tale che tu possa tornare a casa con un portafoglio impostato e pronto per l’uso e tutti gli strumenti che ti permetteranno di evitare di creare, senza saperlo, un esplosivo al plastico.

Mi farà piacere averti in aula, alla prossima edizione del corso, ma so bene che non tutti gli amici che leggono questo post si iscriveranno, per cui desidero condividere con te i fondamenti della strategia di Investitore Libero.

Passo # 1 – concentrati sui rischi più che non sui rendimenti attesi

In finanza rendimento e rischio camminano a braccetto: al crescere del primo sale anche il secondo. Se basi le tue scelte di investimento sui guadagni potenziali che potrai ottenere è quasi certo che correrai rischi eccessivi rispetto a quelli che puoi sopportare.

Non scordare, poi, che non puoi controllare i rendimenti del tuo portafoglio, perché è il “mercato” a generare questi ultimi. Esistono, invece, delle tecniche semplici da applicare ma molto potenti che ti permettono di mettere sotto chiave il rischio.

Passo # 2 – inserisci una sola attività rischiosa in portafoglio

Azioni ed obbligazioni emergenti presentano una forte correlazione. Per questo è bene che in un portafoglio non siano presenti entrambi. O crei un portafoglio in cui ci sono i bond emergenti e quelli ad alto rendimento, oppure uno in cui ci sono le azioni. Combinare insieme azioni ed obbligazioni emergenti, poi, è pericoloso quanto tenere la benzina accanto al fuoco del camino.

Passo # 3 – stabilisci il momento “migliore” per costruire il portafoglio

Una volta fatto il progetto ed individuati gli strumenti che ne faranno parte, poniti il problema del “quando” comprarli. La regola che insegno ad Investitore Libero è molto semplice: compra subito la quota obbligazionaria del portafoglio e segui un modello dinamico basato su indicatori macroeconomici e di sentiment per stabilire quando investire nei mercati azionari che hai individuato in precedenza.

Prima di salutarci…

Da sempre, sulle pagine di questo blog, ribadisco l’importanza di avere un metodo per investire, senza il quale la scelta degli strumenti finanziari “migliori” semplicemente non ha senso.

Marco, probabilmente, è stato abbagliato dagli alti rendimenti offerti da questi ETF in passato, ma non ha tenuto conto in modo adeguato né dei rischi né dell’elevata correlazione tra essi. In questo modo ha selezionato un insieme di prodotti che, una volta mischiati, rischaino di diventare esplosivi.

E’ un errore piuttosto comune tra gli investitori, ma se vorrai ottenere rendimenti interessanti dai tuoi investimenti farai bene a concentrarti sui rischi e sul progetto (asset strategica) prima di passare all’implementazione dello stesso.

Per favore scrivi il tuo commento qui sotto, così potremo approfondire insieme il contenuto di questo articolo.

Giacomo Saver

Fondatore e Direttore di Investitorelibero.it

34 commenti

  • Ennio / 24/10/2016
    Rispondi

    Un portafoglio come questo e’ sicuramente molto pericoloso.
    Pero’ se questi etf rappresentassero diciamo il 30% di un portafoglio composto per il restante 70% da etf su obbligazioni governative area euro e conti deposito? In questo modo una discesa anche del 25% dell’insieme degli etf “a rischio” produrebbe solo un calo del 7,5% sul portafoglio totale.
    Inoltre se si ipotizzasse di fare un pac decennale sull’intero portafoglio si potrebbe mitigare ulteriormente il rischio.
    E’ buona idea o ci sarebbero grossi rischi anche in questo caso?

    • Giacomo / 25/10/2016
      Rispondi

      @ Ennio
      Certamente se questo portafoglio fosse solo una porzione di quello totale il rischio si ridurrebbe. Concordo con l’analisi e ti faccio i miei complimenti per quello che hai scritto. Non sono d’accordo a costruire portafogli ‘pericolosi’ sotto forma di PAC perché il rischio viene solo spostato al termine del periodo di accumulazione.

      Che cosa farai quando avrai terminato l’investimento ed avrai il portafoglio “completato”? A quel punto non disporrai più della possibilità di mediare i valori di carico con altri versamenti e sarai esposto al cento per cento alle oscillazioni dei controvalori, né più né meno di come se avessi investito tutto in una volta sola.

    • gilberto / 25/10/2016
      Rispondi

      Buonasera Giacomo, leggo sempre con attenzione quello che scrivi imparando sempre qual’cosa di nuovo, spesso mi ricordi cose che vanno nel dimenticatoio evitandomi errori di superficialità. Grazie

      • Giacomo / 26/10/2016
        Rispondi

        @ Gilberto
        Grazie per i complimenti 🙂
        Tutti – io per primo – rischiamo di cadere nella trappola della superficialità.
        “Credendo di sapere” o di essere immuni da alcuni errori, finiamo per commetterli mettendo a repentaglio i rendimenti e la sicurezza dei nostri capitali.

  • Francesco / 24/10/2016
    Rispondi

    @Ennio, sicuramente sarebbe meglio. Ma non commettiamo l’ errore di ritenere le obbligazioni governative in questo momento storico come ‘esenti da rischio’ . Le obbligazioni (governative e no) hanno oggi un elevato rischio tasso. Investendo su duration e strumento sbagliato rispetto alle aspettative di rendimento si rischia di rimanere al palo per anni o perdere in conto capitale parecchi soldini. .

    • Giacomo / 25/10/2016
      Rispondi

      @ Francesco
      Credo che Ennio intendesse dire “strumenti finanziari a basso rischio”. Concordo sul fatto che oggi è bene prestare attenzione all’investimento in bond governativi. Essi non vanno evitati, ma è bene stare su durate corte e non eccedere in questo tipo di investimento.

      • Francesco / 25/10/2016
        Rispondi

        Non e’ che siccome si tratta di ETF si abbatta come per magia il rischio tassi. La valorizzazione dell’ETF subisce comunque una riduzione in base alla duration residua del relativo portofoglio titoli e si rischia parimenti di dover attendere il recupero nel corso degli anni o anche di non vedere piu’ la luce se si e’ entrati troppo tardi. Ad esempio mi aspetto che dopo marzo prossimo – se zio Mario dovesse ritirare il QE – gli ETF obbligazionari governativi inizino a ridimensionarsi, laddove ad oggi guadagnano anche un 20% rispetto a 3 anni fa.

  • alex / 24/10/2016
    Rispondi

    @francesco
    condivido anch’io quello che dici ma francesco parlava non di singole obbligazioni governative, ma di etf obbligazionari sulle obbligazioni governative. Quest’ultimi, se da 1-3 years contengono parecchio il rischio di tasso.
    @ennio
    il quesito del tuo post incuriosice anche me.
    penso però che nell’ottica di portafoglio la correlazione venga sempre alta. Attendiamo risposta di giacomo!

  • antonella / 24/10/2016
    Rispondi

    Come sempre illuminante!…..

    • Giacomo / 25/10/2016
      Rispondi

      @ Antonella
      Grazie infinite…

  • Andrea / 25/10/2016
    Rispondi

    Su suggerito dell’ottimo Giacomo, per contenere il rischio del mio portafoglio, ho utilizzato il seguente ETF: ISHARES EURO CORP BOND 1-5YR UCITS
    codice ISIN: IE00B4L60045. Su tale prodotto sono investito per il 40% del mio capitale. E sono in attesa di incrementare tale quota con le plusvalenze che incasserò sugli ETF rischiosi (Azionari internazionali. High yield e Obbligazionari Paesi emergenti).

  • francesco / 25/10/2016
    Rispondi

    ottime considerazioni, in pratica forzando un pò una similitudine non sempre scegliere dei prodotti che singolarmente sono performanti fanno venire bene la torta del proprio portafoglio. Come da tempo in questo sito viene ripetuto, correlazione e timing sono ingredienti fondamentali per la riuscita. Cordiali Saluti

  • Roel / 25/10/2016
    Rispondi

    Indicazioni e suggerimenti interessanti.
    Sarebbe utile dare spiegazioni più dettagliate sul come trovare gli “indicatori macroeconomici e di sentiment”
    da prendere in considerazione prima di acquistare i titoli
    Grazie e saluti. Roel

    • Giacomo / 26/10/2016
      Rispondi

      @ Roel
      Grazie per la domanda. Non ho nessuna difficoltà a rivelare quali siano gli indicatori macroeconomici e di sentiment da usare, anzi. Poiché essi sono il “cuore pulsante” del sistema Investitore Libero dedicheremo quasi un giorno a discutere su come usarlo e come implementarlo.
      Purtroppo non riesco a condensare in poche parole quello che dirò in aula in 6 ore, ma ti garantisco che se avrò il piacere di averti in aula saprai tutto ciò che c’è da sapere sul modello dinamico ed il suo uso.

      • Andrea / 27/10/2016
        Rispondi

        Ho frequentato l’ultimo corso di Investitore Libero e posso confermare che in 2 giorni si ricevono le informazioni giuste per investire al meglio.

        • Giacomo / 28/10/2016
          Rispondi

          @ Andrea
          Grazie infinite per la tua testimonianza. Ti ringrazio per avere avuto la voglia ed il tempo di “metterti a studiare” e sono fiero dei risultati che stai ottenendo. Un abbraccio e a presto!

  • roby / 25/10/2016
    Rispondi

    Una strategia semplicissima che ho elaborato pensando ai molti anni di previsioni e piani a medio termine fatti in azienda e ad uno strumento che usavo mensilmente chiamato rolling forecast…………si e’ rivelata ottima per non perdere tempo alla ricerca del titolo d’oro.
    Si selezionano una ventina di ETF e si investe a rotazione e in PAC solo esclusivamente sui minimi a 5/7 anni almeno ( col QE si deve allungare il tiro…….e l’intervallo). Pochissime operazioni e il tempo lavora x te. Altra regola ……pazienza e liquidita’. Tanta di entrambe……certò ci ho messo a svilupparlo…..ma ora basta un’ora…..al mese. Ciao

    • Giacomo / 26/10/2016
      Rispondi

      @ Roby
      Complimenti. E’ davvero importante disporre di un sistema, che se opportunamente configurato e continuamente ottimizzato, darà ottimi risultati nel tempo.

  • giorgio / 25/10/2016
    Rispondi

    Buonasera ho sentito parlare molto bene delle azioni rcs mediagroup può essere reale vi ringrazio per l’attenzione concessami… esistono etf simili azionari???

    • Giacomo / 26/10/2016
      Rispondi

      @ Giorgio
      Prima di stabilire quali azioni inserire in portafoglio è bene costruire un progetto di investimento più ampio.
      I passi per fare ciò, presi direttamente dal materiale di formazione di Investitore Libero sono questi:

      1 – definizione di un progetto di investimento (asset allocation strategica)
      2 – scelta dei prodotti con cui costruire il progetto
      3 – scelta del momento ottimale di acquisto e vendita.

      Tu, amico mio, sei passato subito al punto due senza aver dedicato tempo nella fase uno…

  • Salvatore / 26/10/2016
    Rispondi

    Un metodo per investire che ho seguito in passato è di considerare solo quelle azioni che nel tempo hanno sempre distribuito dividendi. Le cedole ogni sei mesi venivano investite in un ETF
    ETF SPDR S&P US DIVI ISIN IE00B6YX5D40

    • Giacomo / 27/10/2016
      Rispondi

      @ Salvatore
      Ottima idea. Tieni solo presente che la scelta di concentrarsi sulle azioni ad alto dividendo deve venire dopo aver deciso quanta parte di azionario complessivo avere in portafoglio.
      Ti auguro una splendida giornata e spero di leggerti presto.

  • Roberto / 26/10/2016
    Rispondi

    La pianificazione finanziaria è sicuramente fondamentale per un investitore e il post invita a cogliere l\’aspetto della diversificazione geografica per non squilibrarlo tutto da una sola parte con un eccesso di titolo equivalenti se ho capito bene (confesso una mia ignoranza in Finanza).
    Una mia considerazione è che l\’impegno divulgativo e di informazione del nostro Giacomo costituiscono insieme al sito una delle migliori dimostrazioni della possibilità di costruire un ponte tra la finanza ed il sociale. Quindi mi auguro che la finanza essendo uno strumento e non un fine possa essere variamente utilizzata, anche per fini etici e sociali o comunque che elementi etici, di sostenibilità ambientale e di giustizia sociale possano essere inglobati nel mercato e nella finanza.
    Quanto ai miei investimenti sono costituiti da ETF e obbligazioni. Gli ETF sono differenziati in un paniere di titoli azionari e obbligazionari riferiti a diverse aree geografiche. Le obbligazioni sono della BEI in real brasiliani. Ho investito anche (incautamente?) un 30 % del portafoglio nella polizza Postafuturo Fidelity III. Sulla bontà di quest\’ultimo investimento ho molti dubbi e mi chiedo, anche perché mi servirebbe della liquidità, se sia il caso di disinvestire parte della somma come concede e prevede la stessa polizza. Il rendimento alla chiusura del primo anno si è attestato sul 2,43% al lordo naturalmente del costo del premio unico versato. Non è esaltante e sicuramente c\’è di meglio ma forse resta almeno un investimento discretamente sicuro (?).
    Grazie Giacomo e i miei migliori auguri per il proseguimento di una attività ed un impegno rilevatosi utilissimo ai risparmiatori-investitori e quindi alla società.

    • Giacomo / 27/10/2016
      Rispondi

      @ Roberto
      Grazie a te per le belle parole di stima e di incoraggiamento.
      spero di leggerti di nuovo qui e ti auguro una magnifica giornata…

  • Laura / 26/10/2016
    Rispondi

    Buonasera Giacomo,
    Grazie per le utili email di approfondimento.
    Sono tutt’ altro che esperta in investimenti finanziari. Mi sembra evidente però che il portafoglio in esame ha una grossa componente di rischio visto che include azioni e un obbligazionario sui paesi emergenti.
    La correlazione non mi sembra alta: basti vedere i rendimenti 2013 e 2015 nel grafico sopra. E’ un portafoglio a rischio ma il tutto dipende dagli obiettivi dell’ investimento e dal suo orizzonte temporale.

    • Giacomo / 27/10/2016
      Rispondi

      @ Laura
      Vero. Tieni però presente che nei momenti di crisi le azioni e i bond emergenti tendono a comportarsi nello stesso modo, in quanto sono entrambi percepiti come “rischiosi”, per cui è pericoloso detenere nello stesso portafoglio sia azioni sia obbligazioni emergenti.
      Vedremo in aula come fare ad ottimizzare un portafoglio per farlo rendere al massimo senza per questo incrementare troppo i rischi.

  • Gab / 27/10/2016
    Rispondi

    Il bello dei mercati e degli investimenti e’ che vale tutto e il contrario di tutto . Ognuno ha la sua ricetta magica e funziona sempre finche’ i mercati sono in salita. Quando arrivano le discese non ne va bene una. Io sono un convinto utilizzatore del Pac su Indici e asset rischiosi . Questo perché evita a livello psicologico l’ansia degli acquisti in una volta sola che poi se gli indici scendono ti mettono un sacco di dubbi , dall’efficacia del sistema utilizzato a quello sulla scelta dell’investimento. Anzi se i mercati scendono sono contento perché compro piu’ quote. Il Pac per quanto mi riguarda non ha durata e’ eterno. Il tutto naturalmente impostando un asset allocation complessiva in base al proprio profilo di rischio. In questo momento per chi ha denaro disponibile la cosa migliore da fare secondo me e’ rimanere liquidi in attesa di Dicembre. Riguardo la decorrelazione fra asset non mi sembra che in questo momento ne esista una valida. Tutto e’ salito e tutto scendera’ non appena verra’ tolta la spina dalle Banche Centrali Mondiali. Fino ad allora tutti i sistemi e tutte le ricette saranno vincenti ed efficaci .

    • luca / 27/10/2016
      Rispondi

      concordo perfettamento con quello che dici. Anche io ritengo che il pac sia il migliore strumento a disposizione, da utilizzare soprattutto sulle correzioni di mercato. Ovviamente il tutto va inquadrato nell’ambito di una asset allocation che rispetti il proprio profilo di rischio ed in un arco temporale di medio/lungo periodo. Il parere di Giacomo sulle nostre considerazioni sarebbe molto interessante ed estremamente istruttivo.

      • Giacomo / 28/10/2016
        Rispondi

        @ Luca
        Il PAC è un buon sistema, ma è difficile da seguire. Chi ha davvero la forza di comprare quando tutto scende? Non solo, ma chi ha un capitale importante, come il Lettore cui si rivolge Segretibancari, difficilmente accetta l’idea di fare un piano programmato.

        L’investitore che dispone di 2-300.000 euro ha l’esigenza di entrare subito sul mercato, nei tempi giusti, per mettere a reddito il suo intero capitale.

        Il Pac è una strategia difficile da implementare a livello psicologico e funziona bene se hai un risparmio in formazione. Se hai una grossa liquidità l’ingresso graduale ti penalizzerebbe nel tempo.

    • Giacomo / 28/10/2016
      Rispondi

      @ Gab
      Hai perfettamente ragione. Quello che dico sempre ai miei corsisti è che il Sistema Investitore Libero dà il meglio di sè quando le cose vanno male, evitando di generare perdite così grosse che sarà molto difficile recuperarle.

      Purtroppo tutti sono bravi ad abbronzarsi quando c’è il sole, e nelle fasi di salita dei mercati tutte le strategie funzionano. Condivido anche l’importanza di una strategia complessiva “a monte” del mero sistema di ingresso/uscita, che governa l’intero processo.

      Ti ringrazio per il commento e ti auguro una splendida giornata.

  • Stefano / 29/10/2016
    Rispondi

    Le correlazioni tra gli strumenti finanziari possono essere comprese intuitivamente dagli andamenti nel corso degli anni. Calcolare il coefficiente di correlazione r dà un valore puntuale della correlazione tra due strumenti.
    Quando però hai n strumenti, come la maggior parte delle persone che hanno dei risparmi, allora valutare la correlazione comincia a diventare terribilmente complicato.
    Più ci penso, più mi sembra che avesse ragione Benjamin Graham che nel libro The Intelligent Investor in sostanza consigliava ai profani di comprare due fondi (magari oggi due etf) che investano in azioni e in obbligazioni a rischio contenuto, con pesi compresi tra 25% e 75% a seconda della propria propensione al rischio….

    • Giacomo / 31/10/2016
      Rispondi

      @ Stefano
      Calcolare le correlazioni tra più investimenti è meno complicato di quanto credi, grazie alla matrice di correlazione. In questo tutorial trovi le istruzioni dettagliate su come fare.
      Un caro saluto e grazie per avermi scritto…

  • Antonio / 16/11/2016
    Rispondi

    La vicenda di Marco può insegnare molto, personalmente Non sono esperto per cui vorrei porti una domanda ; mi è stato proposto di investire in BTP NO26 7.25% TRENT il cui attuale valore di mercato è 147,25,spendendo € 19.142,50 “otterrei” un BTP del valore nominale di € 13.000
    A scadenza (2026) mi verranno rimborsati € 19.142,50 o € 13.000?
    Grazie Giacomo per la tua chiarezza.
    Antonio

    • Giacomo / 17/11/2016
      Rispondi

      @ Antonio
      A scadenza ti sarà rimborsato il valore nominale del BTP, pari nel tuo caso a 13.000 €. Grazie per avermi scritto e buon proseguimento con Segreti Bancari…

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