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Certificati Double Chance

Conosci i certificati di investimento Double Chance?

Che cosa sono, quando convengono e che cosa offrono i certificati di investimento double chance

Ricevo qualche mail ogni giorno con preziosissimi suggerimenti relativi agli argomenti che gli Amici che seguono il blog desiderano approfondire. Così oggi scoprirai i segreti dei certificati double chance, che le banche propongono come alternativa per investire i tuoi soldi.

Anzitutto imparerai che cosa sono, che rischi implicano, dove si possono comprare e in che condizioni convengono.

I certificati di investimento

Hai presente il colesterolo? Così come esistono due versioni dello stesso (quello buono e quello cattivo), esistono anche due tipologie di certificati di investimento. Quelli buoni, che scoprirai in un’altro momento e quelli “cattivi” di cui parleremo ora. E vedremo anche quando i cattivi possono diventare buoni.

La prima cosa che devi sapere è che i certificati sono titoli di debito non coperti dal fondo interbancario di tutela. In pratica sono prestiti che fai alla banca e quindi vanno utilizzati con cautela, poiché in caso di default dell’istituto non saresti per nulla tutelato.

I double chance: investire al raddoppio

La caratteristica comune dei certificati di investimento è quella di avere un “sottostante” che può essere un azione o un indice di borsa o una valuta ed un prezzo di riferimento (strike). Nel caso dei double chance le cose vanno in questa maniera:

  • se alla scadenza il sottostante ha registrato una performance positiva (rispetto lo strike che coincide con il prezzo del sottostante nel giorno di emissione del certificato) otterrai un raddoppio della stessa
  • se alla scadenza il sottostante avrà registrato una perdita, subirai la medesima perdita.

Ovviamente c’è un limite, comunicato per ogni singolo certificato, oltre al quale la performance non sarà raddoppiata. Ora ti mostro un esempio chiarificatore. Immagina che il certificato abbia come sottostante il titolo Alpha, che al momento dell’emissione del certificato stesso vale 10 euro. La performance massima è del 30% e la scadenza 3 mesi.

Possono verificarsi tre scenari ben definiti:

  •  il titolo Alpha alla scadenza vale meno di 10 euro. Ad esempio chiude a 8 euro. Tu incasserai il controvalore del titolo, come se lo avessi venduto quel giorno e subirai una perdita (nell’esempio il 20%)
  • il titolo Alpha ha un rialzo compreso tra zero e +30%. In questo caso otterrai a scadenza la restituzione del capitale più la performance realizzata da Alpha raddoppiata. Se ad esempio il titolo facesse +8% tu prenderai il 16%
  • il titolo Alpha cresce di oltre il limite massimo. Ad esempio registra + 31%. In questo caso la performance del certificato sarà di +60% ossia il doppio del massimo consentito.

Ora vediamo i punti pro e contro di questi strumenti.

Vantaggi dei certificati double chance

Questi certificati sono adatti a chi si aspetta un moderato rialzo del sottostante. In questo caso grazie al raddoppio della performance positiva il titolo darà un rendimento più elevato rispetto all’investimento diretto nel sottostante medesimo.

Se è questo il tuo caso, però, ti do due consigli:

  • compra il certificato solo dopo l’emissione per evitare di trovartelo “svalutato” già il primo giorno di negoziazione per colpa dello scomputo della commissione implicita da parte del mercato
  • dedica una parte limitata del tuo portafoglio a questo investimento. L’ideale è investire solo una quota del totale che potrà essere “ricostituita” con gli interessi maturati sui restanti investimenti escluso, ovviamente, il certificato stesso.

E ora gli svantaggi

A differenza dell’investimento diretto nel sottostante che non ha scadenza, il double chance ha un termine al quale sarà rimborsato comunque impedendoti di beneficiare dei successivi rialzi. Inoltre molto spesso il prezzo dei certificati non è equo, nel senso che non ripaga i rischi corsi ed infine essendo il certificato un titolo di debito emesso da una banca non ti dà la garanzia della protezione del capitale in caso di default.

I certificati sono dei “derivati cartolarizzati” che sono scambiati in borsa nel mercato Sedex e sono molto popolari, a livello bancario, proprio perché hanno una struttura commissionale opaca. Vedila in questi termini: il rischio che corri (al prezzo di emissione del certificato) non è adeguatamente ricompensato.

Per questo motivo io ti sconsiglio di utilizzare questi strumenti. Se proprio vuoi investire in certificati double chance, quanto meno comprali sul mercato dopo la loro emissione.

A presto!!

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Comments

  • Danilo

    bellissimo post Giacomo….complimenti

    • Giacomo

      @ Danilo
      Grazie di cuore. Si tratta di un argomento che mi aveva richiesto un Amico che legge il blog tempo fa ma che sono riuscito a scrivere solo ora…
      Buon proseguimento!!

  • Francesco

    Buongiorno signor Giacomo.
    Innanzitutto tanti complimenti per i suoi articoli sempre utili, motivo per il quale volevo permettermi di chiederle info per quanto riguarda il titolo unipol, nello specifico le privilegiate. Spulciando su internet mi ha colpito il bilancio della societa’ che e’ davvero messa male considerando i prezzi dei vari rami assicurativi. Inoltre su internet ho trovato tantissimi post di investitori infuriati, i quali a seguito dell’aumento di capitale hanno perso i propri risparmi. Come vede lei questa societa’ in considerazione della fusione con fonsai? Mi scusi so gia’ che non e’ pertinente con il suo articolo ma non saprei a chi chiedere queste delucidazioni.
    Cordiali saluti ed un abbraccio virtuale.

    • Giacomo

      @ Francesco
      In effetti i problemi ci sono. Proprio per evitare situazioni di questo genere consiglio di utilizzare strumenti efficienti e diversificati come gli ETF. Lei ha investito nelle Unipol? Se lo ha fatto ha messo uno stop loss?

      • Francesco

        Buongiorno signor Giacomo. Premetto che sono un piccolissimo investitore sul mercato azionario, mentre il 95% del capitale e’ investito su conti deposito, titoli di stato e buoni fruttiferi postali. Per quanto riguarda l’azionariato faccio un investimento senza considerare il dividendo in quanto preferisco titoli deprezzati per vendetti con eventuale surplus. Qualche volta e’ andata bene altre meno ma attualmente sono in vantaggio. Attualmente in azioni posseggo Unicredit ed oggi ho provato a cavalcare Unipol priv. UNIcredit senza stop löss e finalmente dopo circa 7 mesi ho rivisto il capitale mentre su unipol ingresso a 1,10 e stop a 1,04. So che quest’ultime sono rischiose anche su eventuali sviluppi giuridici.

  • giuliano

    Carissimo Dottor Giacomo Saver,
    altro post indispensabile! In banca i soloni (nel senso che tirano le sòle) gestori, ti incantano con le stratosferiche virtù di questi prodotti più vicini alla spazzatura che all’investimento…
    Sempre più convinto che se si volesse rischiare il proprio denaro è molto meglio andare al casinò! Qualche microsperanza di guadagno si potrebbe manifestare! :-)
    Radar sempre accesi!
    … e buona giornata a tutti!

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