stop loss dinamici

Come fissare gli stop loss

Stop loss fissi e dinamici. La potenza (e la semplicità) di uno strumento che ti proteggerà dai ribassi della borsa

Dopo aver descritto i motivi per cui gli stop loss sono un “tool” indispensabile per i tuoi investimenti in borsa, ora passerai alla fase pratica, così sarai in grado di fissarli e di utilizzarli al meglio. Alla fine scoprirai l’ultimo tassello che fa quadrare il cerchio. Buona lettura!!

Non ho capito bene come, in concreto, posso applicare lo stop loss ai miei investimenti in borsa“. Alfredo non è l’unico a farmi questa domanda. Sono certo che anche tu hai qualche dubbio, vero? Ok, hai scaricato e letto l’ebook omaggio che ti svela tre segreti per investire in modo intelligente ma ti manca un pezzo per completare il puzzle. Non ti preoccupare, al termine di questo post saprai ogni cosa. Te lo prometto.

Un buon stop loss

Immagina di andare al ristorante. Sei alla ricerca di un cibo raffinato, ma al contempo non vuoi spendere un capitale. Qual è il menu che fa per te? Ti confesso che sono curioso e che mi piacerebbe assaggiare la cucina di Gordon Ramsay, ma temo il prezzo proibitivo del conto finale. Allora che faccio? Cerco ristoranti di una certa classe che offrano un buon compromesso tra prezzo e qualità. So che il cibo non sarà all’altezza di quello cucinato nei risotranti del cuoco più pagato al mondo, ma in compenso l’onere sarà sostenibile. “Che cosa c’entra tutto questo con lo stop loss?” Te lo spiego subito.

Una protezione troppo elevata fa in modo che i tuoi rischi siano veramente bassi, ma non appena la borsa inizia ad oscillare e i tuoi investimenti scendono – anche se di poco – subito dovresti liquidare le posizioni. Il risultato sarebbero parecchie operazioni chiuse in perdita, che alla fine avranno un certa rilevanza. Sollevare un pesetto da un kilogrammo è cosa da nulla, ma se i pesi si sommano fino a diventare cinquanta il discorso cambia.

Fissare uno stop loss troppo largo, ossia troppo distante dal prezzo di borsa dei tuoi investimenti, implica che esso “scatta” con minore frequenza, ma quando il livello di uscita è raggiunto la perdita per quella singola operazione è piuttosto elevata. Hai intuito la regola aurea? Il livello di uscita dovrà essere un compromesso tra la necessità di ridurre le eccessive vendite e quella di proteggere i tuoi investimenti.

Quanto può oscillare la borsa?

Il primo criterio con cui determinare la perdita massima sopportabile è di natura soggettiva. Esso non tiene conto di quanto il valore in borsa dei tuoi investimenti possa oscillare, ma solo della tua soglia di perdita superata la quale vai in panico. In quest’ottica puoi scegliere di determinare la perdita massima sostenibile in valore assoluto oppure calcolarla con l’uso di una percentuale.

Il secondo criterio per fissare gli stop loss è di tipo statistico-quantitativo. Puoi determinare il livello di uscita in due modi distinti:

  • calcolando la deviazione standard dei rendimenti (positivi e negativi) dei tuoi investimenti in un certo periodo (ad esempio a livello mensile) e utilizzare quella misura. In questo caso dovrai scaricare i dati storici da un sito come, ad esempio, yahoo finanza, calcolare i rendimenti dei singoli investimenti e determinarne la deviazione standard. Se quest’ultima è pari al 7%, tale sarà il livello dello stop loss
  • calcolando la perdita massima in modo tale che essa sia compensata dagli interessi che maturano sulla parte “non a rischio” del tuo portafoglio. Questa seconda opzione è molto più semplice e ti permette di avere la garanzia della restituzione integrale del capitale in  corrispondenza di una data futura che hai scelto.

Ecco come proteggere i tuoi investimenti

Alfredo mi ha posto una domanda. La stessa che ti stai ponendo tu ora ed alla quale risponderemo. Ecco su che cosa si calcola lo stop loss. Il primo livello di uscita è determinato prendendo come riferimento il valore iniziale del tuo impiego. Se il livello di uscita è pari all’8% di perdita massima ed il costo di acquisto del tuo ETF (o della tua azione) è di 5 euro, lo stop loss scatterà a 4,6 euro ( 5* (1-8/100). Ma tu sei entrato/a in borsa sull’onda di un trend rialzista e dopo una settimana il tuo titolo vale 7 euro. Non vorrai mica perdere tutti i guadagni ottenuti, vero?

Ecco allora che a partire dalla settimana successiva all’acquisto, lo stop loss non è più calcolato sul costo storico ma sul massimo realizzato nella settimana. Nel nostro caso 7 * (1-8/100) = 6,44. In questo modo se il titolo perde l’8% dal suo massimo di periodo tu esci, lo vendi, e realizzi comunque un guadagno (nell’esempio 1,44 euro) che nessuno potrà più toglierti. Se invece il titolo non sarà salito, lo stop loss resta quello precedente.

Lo stop loss calcolato secondo questa regola, in borsa si chiama “dinamico” o in gergo anglosassone “trailing stop“. Esso proteggerà come uno scudo i tuoi investimenti evitando che un repentino crollo ti  distrugga il guadagno accumulato magari in mesi di paziente attesa. Ricorda di aggiornare il nuovo livello di uscita sulla base del massimo prezzo che il tuo titolo registra ogni settimana.

Con pochi minuti di lavoro metterai in salvo i tuoi investimenti.

A presto!!

Giacomo

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Comments

  • Bob

    Ciao, mi puoi fare un esempio di deviazione standard) intendi la volatilità ovvero l’oscillazione dei prezzi?

    ritengo molto interessante il consiglio di utilizzare come SL una perdita che può essere subito ricoperta con degli interessi attivi certi in altri conto deposito

    ciao
    Bob

    • Giacomo

      @ Bob
      Per deviazione standard intendo lo scarto quadratico medio dei rendimenti di un’attività finanziaria. Praticamente ti scarichi su un file excel la serie storica dei prezz dal sito yahoo finanza e calcoli il rendimento giornaliero, calcolato come variazione percentuale dei prezzi tra il giorno x e quello successivo. A quel punto utilizzando le formule pre impostate del foglio elettronico determini la deviazione standard giornaliera. Oppure scarichi i dati settimanali o mensili e fai lo stesso procedimento….

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