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Alla Crisi del Debito le Banche Reagiscono Così

La crisi del debito sta mettendo a dura prova i bilanci delle banche? Ecco la soluzione…

Di fronte alla maggior preparazione degli investitori, e alla riduzione dei margini di guadagno, le banche hanno inventato due nuove strategia per vendere prodotti inefficienti. Riconoscere queste trappole è facile e importante.

La crisi del debito che attanaglia in una morsa mortale i risparmi di milioni di individui creando un vero e proprio panico finanziario, ha un risvolto positivo. Le banche si trovano a che fare non solo con persone disorientate, ma anche più consapevoli e preparate. La crescente formazione finanziaria degli investitori ha due conseguenze:

  • i margini di profitto legati al risparmio gestito si assottigliano, perché sempre più persone scelgono di investire in strumenti finanziari a basso costo
  • le banche devono inventare nuove strade per rimpolpare i loro bilanci, appesantiti dalla crisi del debito sovrano.

 

Una nuova sfida per le banche

Il risparmio gestito, che ha consentito alle banche di guadagnare soldi a palate negli anni ’90, sta giungendo al capolinea. Ormai le persone come te sono informate e sanno bene che è inutile pagare fior di commissioni se poi il ritorno economico del sostegno di un professionista è decisamente modesto.

Chi sottoscrive i fondi comuni spesso e volentieri chiede lo sconto o l’azzeramento delle commissioni di ingresso, è attento alle commissioni di gestione e così via. Oppure ci sono sempre più persone che scelgono gli ETF invece dei fondi tradizionali. Urge escogitare un rimedio.

La crisi del debito

La crisi del debito sta mettendo in ginocchio le banche, che hanno in portafoglio parecchi titoli di stato. Inoltre il peggioramento del rating impone agli intermediari finanziari di alleggerire il portafoglio vendendo BTP e company. Qualche maligno insinua che il BTP day sia un’astuta manovra per permettere alle banche il window dressing di fine anno. Chissà… Quel che è certo è che gli istituti fanno sempre maggiore difficoltà a recuperare redditività e liquidità. Come coniugare entrambe queste esigenze?

Le soluzioni ‘magiche’ sono due:

  • abbinare un prodotto efficiente con uno carico di costi
  • raccogliere denaro con i conti deposito e poi cercare di vendere altri strumenti.

Così risparmiatori italiani pagheranno la crisi del debito

Chi segue la prima strada è una rete di promotori finanziari che fa capo ad un importante gruppo bancario tedesco. A latere di un pronti contro termine viene offerta una costosissima polizza unit linked, che deve essere sottoscritta in un unico pacchetto. Così, a fronte di un rendimento interessante offerto dal pronti contro termine, sopporterai costi commissionali elevate che mandano in rosso l’operazione considerata nella sua interezza. Inutile che ti dica che queste offerte sono da evitare…

Più subdoli sono i conti deposito. Sono il primo a parlarne bene, perché sono strumenti vantaggiosi ed utili, ma bisogna fare attenzione a che cosa accadrà dopo.

Dando prova di convenienza ed efficienza, le banche on line che li propongono si creano una solida reputazione che sfrutteranno per cercare di venderti altri prodotti. Ing, ad esempio, propone fondi comuni, Che Banca sta chiamando i clienti per proporre la sottoscrizione del nuovo conto corrente.

La crisi del debito ha messo a nudo la fragilità del sistema bancario, basato sulla vendita di prodotti finanziari costosi con un valore aggiunto negativo per il cliente.

Anni fa i promotori finanziari ed i dipendenti delle banche chiamavano i potenziali clienti prendendo i nominativi dagli elenchi telefonici. Ora questo è più difficile sia perché molte persone non sono più in elenco sia perché i risparmiatori hanno sviluppato degli anticorpi verso queste telefonate.

Quando le ricevo, personalmente mi limito a dire “grazie, ma non mi interessa” e a riattaccare.

Che fare allora? Hai qualche idea?

INDOVINATO!!

Le banche partono offrendoti prodotti remunerativi, per poi chiamarti, in qualità di cliente, ed offrirti delle vere e proprie sole.

Giacomo, dimmi come posso difendermi!!

Se mi hai seguito fin qui sai bene che ci sono due strade per evitare di cadere nelle trappole di cui abbiamo parlato. Evitare i ‘pacchetti omnicomprensivi’ di investimento che comprendono più prodotti da sottoscrivere in blocco e valutare caso per caso le proposte che provengono dalle banche, anche quelle on line.

Il fatto che queste siano migliori delle altre non significa che non rifilino prodotti costosi.

Investire in modo saggio i tuoi soldi ora più che mai è possibile grazie agli straordinari strumenti di formazione che puoi trovare nel blog.

Quanto per te è importante la formazione finanziaria? Scrivilo nei commenti…

Alla prossima

Giacomo

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Comments

  • Alessio

    Caro Giacomo,
    forse la mia osservazione è un po’ off topic, ma credo sia importante per tutti i lettori del tuo blog.
    Faccio riferimento alla nuova imposta di bollo (art. 19 della manovra Monti) dello 0,1 per cento (dal 2013 diventa 0,15 per cento) proporzionale al valore di mercato di prodotti e strumenti finanziari.
    Lavoro in ambito legale e l’idea che mi sono fatto è che oltre ai conti correnti ordinari anche i conti deposito non si qualificano come prodotti o strumenti finanziari, in quanto depositi di denaro non rappresentati da strumenti finanziari.
    Qual è la tua idea in proposito?
    A parte questo, aspetto con ansia i tuoi suggerimenti per “minimizzare” l’incidenza di questa patrimoniale mascherata (l’unica cosa che ho capito, per ora, è che per chi ha più di 34.000 euro di titoli, la nuova imposta peggiora la situazione rispetto all’imposta di bollo sul deposito titoli introdotta qualche mese fa).
    Grazie

    • Giacomo

      @ Alessio
      Leggendo l’articolo 1 del decreto legislativo 58/98 (il così detto Testo Unico sulla Finanza) credo di poter dire che i conti deposito non saranno tassati.
      Più difficile è, invece, trovare una via di uscita a questa tassa… Ma scriverò un post su essa per la settimana prossima

  • Joda

    Si potrebbe aprire un deposito titoli all’estero ? Un qualsiasi paese UE vicino Francia, Austria o Germania ? Che vantaggi e/o svantaggi ci sarebbero ?

    • Giacomo

      @ Joda
      E’ possibile solo aprendo un conto corrente abbinato. I vantaggi sarebbero quelli di essre ‘fuori’ dai problemi dell’Italia e dell’euro (soprattutto se lo aprissi in Svizzera o un Paese extra UE).
      Gli svantaggi sono i costi elevati e la necessità di andare all’estero per aprirlo.
      Un caro saluto :)

      • Joda

        Grazie della risposta.

        Mi piacerebbe approfondire la cosa.
        Vediamo : in Italia uno che apre un conto corrente in svizzera o altro paese extra UE viene visto come un evasore. Ma suppongo che chiunque possa farlo se in modo trasparente bonifica da un C/C italiano su uno svizzero. Solo che aprire un C/C in svizzera ho sentito che è costoso.

        Aprirlo ad esempio in Germania: esistono delle banche on-linee a cui associare il deposito titoli ? Continuo a sentire che i C/C italiani sono tra i più cari in europa, allora in Germania costeranno di meno.

        Andare sul posto per aprirlo : va bene che se abiti in Sicilia ti conviene aprirlo in Tunisia, ma se abiti a Bolzano sei a 2 ore di auto. Poi i italia esistono dei C/C on-linee (mi sembra IwBank) dove per aprire un C/C non devi recarti da nessuna parte; fai tutto con fax o lettera e e-mail.

        Non mi fido più dello stato, tenere i soldi in Italia è sempre più rischioso e oneroso.

        • Giacomo

          @ Joda

          Puoi operare tranquillamente dal web, ma l’apertura deve avvenire in filiale per i conti correnti dei non residenti.
          Se apri un conto all’estero nel rispetto delle norme valutarie (adesempio lo movimenti con bonifici dall’Italia) non sei assolutamente visto come un evasore.
          Non credo però sia possibile aprire il conto senza recarti in filiale. Di fatto ciò è precluso a chi vive lontano dai confini con il Paese in cui si desidera aprire il c/c…

  • giovanni

    Che banca cerca anche di vendere per telefono le proprie obbligazioni, che hanno (a conti fatti) rendimenti molto inferiori ad un BTP, ma noi, Grazie a Giacomo, siamo vaccinati ed abbiamo gli anticorpi per combattere questi affaristi. Ricordarsi sempre: quaado qualcuno ti offre qualcosa di vantaggioso la primissima cosa da chiedersi è : dov’e la fregatura? SEMPRE occhi spalancati e orecchie come radar!

  • giovanni

    Per Joda: se una banca ha dei costi maggiori rispetto ad un’altra è semplicissimo io ne ho aperto una seconda via web, ho tutto gratis a fronte di un canone ridicolo e possono anche “ricattare” il direttore della prima banca: cioè vai dove hai i costi sono più alti e dici al direttore: io qui pago per esempio 100 e di là per esempio 30. come mai? o adeguiamo i costi altrimenti tolgo tutto.
    Io l’ho fatto ed in un nanosecondo pur di non perdermi come cliente ha fatto una bella richiesta di adeguamento costi (50% in meno!) ai suoi superiori. ricordati questo: in questo momento, vista la difficoltà della banche a finanziarsi, siamo noi che abbiamo il coltello dalla parte del manico (fino a quando non lo so) però dobbiamo approfittarne per rosicchiare tutti questi costi che ci addebitano inutilmente. Il mondo è dei furbi!

    • Giacomo

      @ Giovanni
      OTTIMO CONSIGLIO. Da scolpire nella pietra se fosse posibile!!

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