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Il Rating dell’Italia. Cosa cambia per i tuoi BTP

L’Italia ha un Rating BBB+. Chi se ne frega! O no?

Venerdì 13 gennaio è arrivata la notizia del downgrade del rating dell’Italia. Ma cosa cambia ora che i BTP sono in serie B?

Se ti sei rovinato il week end a causa del downgrade del rating dell’Italia perché pensi a cosa accadrà ai tuoi BTP, sei nel posto giusto. Come sempre facciamo un po’ di chiarezza su quello che fino a pochi mesi fa era considerato l’investimento sicuro per eccellenza.

Il rating

Come sai, il rating è il giudizio di affidabilità di un emittente, espresso da apposite agenzie mediante una sigla numerica che parte dalla tripla A e scende. Tanto migliore è questo valore tanto più solvibile è l’emittente delle obbligazioni. Anche l’Italia, al pari degli altri Stati, organismi sovranazionali e società ha il suo rating. Che è peggiorato notevolmente negli ultimi giorni.

Se i possessori dei BTP sono preoccupati per il downgrade dell’Italia ecco ciò che nessuno ti dice.Il rating non è un dogma di fede ma è un giudizio che di solito è espresso in ritardo. Per quanto le agenzie che hanno colpito l’Italia e i suoi BTP dicano che è peggiorata la solvibilità del nostro Paese, esso si basa su dati storici e – permettimi di dirlo – nemmeno troppo obiettivi.

Ti ricordo che la Enron, WorldCom e Parmalat avevano il massimo rating (tripla A) fino a qualche giorno prima del dissesto. E non è tutto… Ci sono due grossi limiti ai rating:

  • i giudizi sono pagati dagli stessi emittenti, per cui non sempre le agenzie possono essere ‘severe’
  • le agenzie stesse sono proprietarie di grandi società finanziarie. Immagina – per fare un esempio – che ci sia un legame tra i grossi speculatori che scommettono al ribasso sui BTP e le agenzie di rating. Le seconde affossano l’Italia con un giudizio negativo mentre i primi guadagnano.

L’Italia in serie B

Ma quali sono le conseguenze concrete della retrocessione dell’Italia?

In primo luogo devi sapere che gli investitori istituzionali hanno il divieto, per regolamento, di detenere in portafoglio titoli il cui rating sia inferiore ad un certo livello. Ad esempio alcuni fondi si fermano alla A. La conseguenza di ciò è che se i BTP perdono colpi e passano in territorio ‘proibito’ dovranno essere venduti.

Il mio timore, nel fine settimana, era che ci fossero vendite copiose sui BTP che ‘uscivano’ dai portafogli istituzionali degli investitori per questioni di regolamento, più che non per una concreta sfiducia nell’Italia. Per fortuna ciò non è accaduto, o meglio, le vendite sono state più che compensate dagli acquisti che hanno fatto scendere i tassi (e lo spread).

Quindi l’impatto del downgrade sull’Italia è stato molto limitato, anche perché gli operatori si attendevano già un peggioramento del rating sui nostri BTP. Inoltre il fatto che ci siano state delle bocciature a raffica mi fa pensare più ad una strumentalizzazione del giudizio che non ad un pericolo incombente.

Se pensi che sia un pazzo ottimista ti chiedo di fare una riflessione. Come mai il downgrade dell’Italia arriva solo DOPO che il decreto salva Italia ha dato una sterzata alle finanze pubbliche? Come mai la gran parte degli stati europei sono sotto assedio proprio oggi? Certo, questo rappresenta uno stimolo ad agire, ma nessuno mi toglie dalla testa che ci siano grossi interessi speculativi in gioco.

Semplicemente quelli di fare guadagnare i ribassisti (che hanno venduto BTP allo scoperto) che probabilmente sono gli stessi azionisti delle Agenzie di Rating.

Al Rating puoi fare… tohhhh

Il Governatore della BCE commentando il dowgrade del rating dell’Italia ha detto che è opportuno ridurre il peso che questo giudizio ha nelle scelte di portafoglio. Infatti esso è un giudizio e, alla prova dei fatti, nemmeno così attendibile visti i precedenti storici.

Nessuno vieta che i BTP siano rimborsati regolarmente alle scadenza nonostante l’Italia sia finita in serie B. Io non posso che essere d’accordo con quello che dice Draghi. L’inutilità del rating è infatti uno dei capisaldi dell’ebook l’investimento perfetto che non solo denunciava già la fallacia di questo indicatore un anno fa, ma fornisce misure concrete per investire con successo anche in ambito obbligazionario.

Se ancora non lo hai letto ti consiglio di investire qualche euro per studiarlo, perché contiene ‘ricette senza tempo’ per investire con successo.

Un abbraccio fraterno

Giacomo

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Comments

  • giuliano

    Carissimo Dottor Giacomo Saver,
    e se la procura di Trani che ha mandato la finanza negli uffici di Standard & Poor’s fosse il granello di sabbia che spacca il sistema? Sono in linea con il tuo pensiero di una massiccia dose di speculazione per i soliti noti che fanno i ribassisti…
    Stiamo dove l’acqua è bassa e radar perennemente accesi!
    Buon fine settimana a tutti!

    • Marco

      Permettimi Giuliano, io spero proprio di no. Spero cioè che la procura di Trani (non conosco la notizia) abbia mandato gli ispettori per motivi ben diversi dal downgrade. Sarebbe gravissimo il contrario. Faccio francamente fatica a capire tutto questo accanimento contro le agenzie di rating; è vero che va limitato il loro “potere” ma solo per il fatto che ci sono “regolamenti” che si basano sul rating delle agenzie (es un fondo non potrà comperare obbligazioni Italiane se il regolamento prevede che possa acquistare solo titoli con rating A e superiori) ma in questo caso è sufficiente cambiare quel regolamento, in questo senso limitare il “potere” delle agenzie di rating. Sento della grande confusione a riguardo alimentata dai media che cavalcavano prima lo spread (senza differenza tra i titoli a breve e a lunga scadenza il che rende solo mediatica l’informazione) e ora con i rating. Le agenzie di rating danno un parere, è il loro lavoro, si espongono al rischio di sbagliare dando un parere che verrà smentito dai fatti o di prenderci; il loro “potere” dipende dall’attendibilità che il mercato, cioè i grandi investitori gli danno; ma i grandi investitori NON hanno bisogno di aspettare il rating di S&P per decidere, così S&P declassa gli USA e la Francia e non succede nulla, perchè non è successo nulla sul downgrade, se qualcosa era successo era già accaduto prima perchè i player di mercato delle agenzie se ne fregano abbastanza, le anticipano al limite. Questi argomenti non sono facili, me ne rendo perfettamente conto, e i media li cavalcano per fare notizia con la solita superficialità… mediatica.

      • giuliano

        Gentilissimo Marco,
        concordo in pieno con la tua analisi. La cosa che mi lascia perplesso è che una volta studiavo l’aggiotaggio come reato piuttosto pesante, e secondo me in questo caso le agenzie di rating sono piuttosto vicine a questo reato… di certo la grancassa mediatica crea della gran confusione che il nostro mitico Dott. Giacomo aiuta a sgonfiare!!
        Rinnov il buon fine settimana a tutti!

  • Claudio

    Se non erro gran parte degli azionisti delle agenzie di rating sono finanzieri a loro volta. C’è un gran conflitto di interessi e soprattutto un probabile utilizzo delle notizie (su probabili modifiche dei rating) prima che vengano comunicate al mercato, cosa illegale a quanto ne so. Questo per me è un motivo in più per non fidarmi dei giudizi delle banche e degli analisti! Claudio

  • Leonardo

    bellissimo articolo complimenti perche mi hai fatto aprire gli occhi su qualcosa che,prima di conoscere segretibancari.com,credevo fosse quasi una bibbia!!

  • Nicola

    E quindi, Giacomo, avendo dei risparmi, è opportuno comprare adesso dei btp?
    Oppure è meglio aspettare?

    • Giacomo

      @ Nicola
      Io non aspetterei oltre. Infatti da ottobre ad oggi i prezzi di tutti i btp (ed in particolare quelli a breve scadenza) sono saliti parecchio. E credo che una volta chiariti i dubbi sull’euro e sull’Europa in generale i tassi sui BTP potranno scendere ulteriormente…

      • Nicola

        Non ho ben capito il senso di quello che hai detto. Forse volevi dire che i prezzi da ottobre ad oggi sono scesi ed una volta chiariti i dubbi sull’euro potranno risalire? Scusami, ma non me ne intendo molto.

        • Giacomo

          @ Nicola
          Esattamente. Non hai nessuna garanzia in merito al fatto che i prezzi scendano ancora se aspetti. Anzi, è probabile che essi risalgano.
          Per questo motivo ti dico di comprare subito :)

  • Filippo

    le agenzie di rating sono ridicole. riassumerei il loro lavoro in tre parole:

    chi disprezza compra

  • Emiliano

    Buongiorno a tutti,
    Concordo con quanto detto riguardo le agenzie di rating.

    Personalmente ritengo che spesso una delle dirette conseguenze di questo “dare i voti” sia quello di destabilizzare il mercato, alimentando la speculazione soprattutto in un momento così critico per l’economia (soprattutto Europea).

    Non a caso, anche se probabilmente servirà a poco, si sta procedendo per introdurre certe “regole”, come l’articolo seguente riporta (fonte ilsole24ore):
    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-11-28/cosi-cambia-mondo-rating-144522.shtml?uuid=AbjqnD7G

    Buon venerdì a tutti,
    Emiliano

    • Giacomo

      @ Emiliano
      In effetti Agenzie di Rating e Banche di Investimento sono strette in un abbraccio mortale (per il risparmiatore) da enormi conflitti di interessi.
      Per la serie: le Agenzie scrivono le pagelle e le banche speculano. Sminuire l’importanza del rating o – come scrive l’articolista nel link che hai indicato – ridurre la frequenza di aggiornamento del giudizio sono i primi passi avanti.

      Stiamo vivendo un periodo di grandi cambiamenti a livello finanziario, una vera rivoluzione, e fino a che non saranno imboccate strade nuove (con coraggio) non usciremo dal pantano.

      Buon week end a tutti!!

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