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Il Ruolo della Fiducia nel Default dell’Euro

La fiducia è il vero collante dell’euro nella crisi peggiore della sua storia

Fin che c’è fiducia il default dell’Euro e del debito pubblico sarà evitato. Per questo il bid to cover ratio va monitorato

Sono giorni cruciali per il futuro dell’Euro. Entro fine mese sapremo se ci sarà il default della moneta unica con uno sfaldamento delle “velleità europeistiche” oppure no.  Ma la vera protagonista della scena è la fiducia. Essa è l’ingrediente che non deve mancare per evitare il default di tutto il sistema.  Stai per scoprire perché l’indicatore bid to cover ratio è così importante.

Il default dell’euro arriverà se…

In psicologia si chiamano “profezie autoavverantisi“. In economia si chiamano “aspettative autorealizzantisi“. Mi ha sempre affascinato il legame tra queste due discipline solo apparentemente distanti l’una dall’altra, come Laura e Renato ci dimostrano in questo “best-downloaded” teletraining.

Ma che cosa significa tutto ciò? Semplicemente questo: tu ti formi un’aspettativa in merito al futuro ed agisci in base ad essa, giusto? Lo stesso faccio io e altrettanto fanno milioni di persone. Ora, se tutti temiamo una cosa (ad esempio il default dell’euro) e ci comportiamo di conseguenza, esso arriverà come conseguenza delle nostre scelte.

Pensa per un attimo alla tua banca. Tu sai bene che le banche non tengono tutti i depositi in forma liquida. Solo una parte del denaro raccolto si trova fisicamente in cassaforte, perché la maggior parte di esso è prestato. In tempi normali non accade nulla: la scorta di liquidità presente basta per fronteggiare i rimborsi.

Ma se i risparmiatori temono una crisi ed il default ritireranno tutti simultaneamente i loro depositi. E il default arriverà perché la banca non è in grado di dare i soldi a tutti e subito. Lo stesso meccanismo riguarda l’euro e le aste dei titoli pubblici. Per questo è importante il rapporto bid to cover.

Fino a che la fiducia e la credibilità saranno le protagoniste, il default dell’euro sarà evitato. Ma allora cosa dovremo attenderci per il prossimo futuro?

La situazione del debito italiano

Inutile dirlo. I soldi per rimborsare lo stock di debito pubblico non ci sono. Anche la regola del pareggio di bilancio non spiegherà i suoi effetti in modo immediato. Come possiamo pensare di risolvere in pochi mesi un problema che si è stratificato nel corso degli ultimi decenni?

Immagina di avere una falla nella tua vasca da bagno. L’acqua scorre via rapida e tu non riesci a versarne abbastanza per fare il bagno. La dinamica è la stessa per quanto riguarda il debito pubblico. Il vincolo di pareggio di bilancio è il tappo che impedisce all’acqua di continuare a defluire (ovvero al debito di crescere).

Ma gli effetti di questa manovra (e delle altre che il governo si accinge a varare per evitare il default) si vedranno solo nel lungo termine. E mano a mano che il debito pubblico scenderà la situazione diventerà più sostenibile. Ma se manca la fiducia il default dell’euro è imminente.

Per questo è necessario mantenere un clima positivo di fiducia. I soldi che lo stato raccoglie attraverso l’emissione in asta di nuovi titoli di debito servono, nell’immediato, a rimborsare quelli in scadenza. Solo con il passare del tempo – se il meccanismo non andrà in default prima – i nuovi titoli saranno inferiori a quelli in scadenza come ammontare. Ma se il rubinetto della liquidità si chiude prima che ciò accada l’euro andrà in default con l’Italia.

Ti ho descritto tutto questo per delineare in modo lucido la situazione di oggi. Ora ti dirò come fare a conoscere la misura della fiducia nei confronti della tenuta dell’euro senza lasciarti prendere dal panico mediatico.
Il bid to cover esprime il rapporto tra la domanda di titoli del debito pubblico in asta e il quantitativo disponibile. Fino a che esso è maggiore di uno significa che i titoli pubblici di nuova emissione hanno trovato compratori.

Solo un indice bid to cover inferiore a uno vorrebbe dire che c’è crisi di fiducia e i nostri titoli non sono più appetibili.
Evidentemente questo sarebbe il preludio ad un default dell’Italia e dell’euro senza precedenti. Il bid to cover nelle ultime aste è diminuito, ma resta ben superiore ai livelli di guardia.

Una parola per evitare il default dell’euro

I mercati aspettano solo una cosa dai nostri governanti: misure concrete che diano credibilità e restituiscano la fiducia. Questo e solo questo. Se dal meeting di fine giugno emergerà la volontà concreta di risolvere questa situazione e di imbrigliare il debito pubblico, si accenderà un circolo virtuoso.

La fiducia eviterà il default dell’euro nella misura in cui i titoli del debito pubblico di nuova emissione continueranno a trovare compratori, e la nuova liquidità servirà per pagare puntualmente i bond in scadenza e i relativi interessi. D’altro lato le politiche fiscali rigorose ridurranno il fabbisogno di nuovi capitali e, nel corso degli anni, il debito pubblico si assottiglierà.

Se – al contrario – nulla di concreto verrà fatto, la fiducia svanirà, i titoli di nuova emissione non saranno sottoscritti, il bid to cover scenderà ed il default dell’euro sarà a questo punto probabile.

Tu resta fermo. Vendere oggi i BTP significa subire una perdita certa, aspettare e rimandare può significare subire a cose fatte un danno inferiore.  Sii fedele alla tua strategia. E non dimenticare di seguire i mercati e cogliere le opportunità che sempre si presentano. Ora hai tutti gli strumenti “giusti” per navigare sicuro in ogni condizione.

Un abbraccio fraterno

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Comments

  • filippo

    Il famoso schema ponzi, che manda in galera chi lo applica, è quel che fanno gli stati alle loro aste.

    Un controsenso incredibile

  • sergio

    Ciao Giacomo, condivisibile quello che scrivi ma secondo me con queste considerazioni:
    1) il Bit to cover può essere alterato da manovre speculative (specialmente nell’asta BOT è facile avanzare richieste fortissime a prezzi molto bassi che saranno esclusi dall’assegnazione ma entreranno nel calcolo del Btc)
    2) il rialzo o ribasso dei tassi di assegnazione possono risentire di eventi non necessariamente legati all’offerta dell’asta (se 15 giorni prima un’asta spagnola è andata male ne risente anche l’asta italiana senza che le cause di diminuzione del Btc siano legate alla situazione italiana stessa).
    Personalmente osservo con molta attenzione, oltre al Btc, la differenza di rendimento tra il titolo offerto in asta e lo stesso titolo sul secondario (in caso di una riapertura) il giorno prima oppure il rendimento di un titolo confrontabile nel caso di nuova emissione.
    Se ci sono scostamenti sensibili in positivo o negativo sono segnali inequivocabili della difficoltà o facilità da parte dello stato di collocare nuovo debito a copertura di quello in scadenza.
    Grazie e un abbraccio
    Sergio

    • Giacomo

      @ Sergio
      Grazie a Te… Ottima l’idea di paragonare i due rendimenti. Ricambio volentieri l’abbraccio a te e a tutti i lettori…

  • Matteo

    Io capisco la fiducia, ma la situazione Grecia non mi sembra risolta. Anzi, se falliscono i “pro Euro” il default sarà ancora più sonoro.
    Alla fine siamo di fronte a un “aut aut”: o si fanno sconti alla Grecia, o non le resta che uscire dall’euro.
    E che dire di Spagna e, peggio ancora, Irlanda, cui nessuno parla? Tutto sistemato?
    Addirittura la borsa +3% in due giorni?
    La vera prova è, a mio avviso, dal 26 al 28 di questo mese, quando ci staranno le aste dei titoli di Stato.
    Giacomo, credi che lo spread rimanga sui 420-450, o risalirà?

    • Giacomo

      @ Matteo
      Credo che scenderà se si troverà finalmente una soluzione che non sia solo di facciata al problema del debito pubblico.
      Ma è solo una mia opinione “smentibilissima” :)

      • Matteo

        In effetti deve per forza scendere, pena il default.
        Mi stavo proprio interrogando sui tempi che necessiteranno: entro fine mese? entro la fine dell’estate?
        Mi sembra che il rendimento dei BTP a 5-10 anni sia sceso troppo rispetto al clima di incertezza che ancora aleggia.

  • Nicola

    Mi chedo:
    -Se dovesse verificarsi davvero un default il problema sarebbe solo di chi detiene titoli di stato italiani o di tutti gli italiani che hanno un investito in Italia in maniera differente (c/c deposito, etf, fondi comuni, seconde case, titoli stranieri, ecc) ?
    - Che cosa dovrebbe accedere al prossimo meeting internazionale perchè si eviti un default? Non credi che se decidessero di stampare moneta e generare forte inflazione, i risparmiatori subiranno un danno simile a quello di un default (anche se con impatto psicologico meno traumatico) ?
    Ciao e grazie per la formazione

    • Giacomo

      @ Nicola
      Se saltasse l’Italia e con essa il debito pubblico credo che nella voragine sarebbero coinvolti tutti quanti, anche coloro i quali hanno titoli esteri in Italia oppure conti deposito o addirittura case. Sarebbe veramente una catastrofe i cui danni sarebbero paragonabili ad una guerra.
      L’inflazione certamente erode il potere di acquisto dei risparmi, ed in questo è una tassa occulta.
      Però a differenza delle tasse ‘tradizionali’ può essere evitata grazie all’investimento in attività che difendono il loro potere di acquisto dal rialzo dei prezzi…

      • Nicola

        E allora che senso ha parcheggiare i soldi nel c/c deposito quando adesso si possono comprare titoli di stato a saldo? Se saltano i titoli di stato, salta tutto, anche il c/c deposito.

        • Matteo

          Da questa settimana sembra che i BTP siano meno convenienti, con lo spread a 400 punti.
          Vediamo che succede la settimana prossima con la collocazione dei nostri titoli.

  • Matteo

    Conosci mica un sito dove si può trovare il bid-to-cover ratio per ogni asta?
    Il Ministero del Tesoro lo fornisce?

  • igor

    concordo con Filippo : non affatichiamoci in analisi o previsioni , è un perfetto schema Ponzi che prima o poi salterà ..

  • sergio

    Ciao a tutti,
    io dico che il default Italia non ci sarà e nemmeno quello spagnolo o greco perché ci sono alcuni dati macro che non dobbiamo mai perdere di vista:
    il debito pubblico calcolato a livello europeo è di circa il 90% del PIL e quindi enormemente migliore di USA e Giappone, ad esempio
    un default italiano seguirebbe quello greco e spagnolo e provocherebbe danni enormi a tutti compresa la Germania
    …… e allora perché provocare tutto questo macello che avrebbe ripercussioni mondiali enormi quando basta, in casi estremi, mettersi a stampare moneta …..
    La Germania sta GIUSTAMENTE facendo pressing perché i paesi più indebitati facciano riforme strutturali (e in Italia NON abbiamo ancora iniziato !!!).

    Quindi VIVA il rigore tedesco se spingerà i nostri governanti a tagliare 150 miliardi annui di sprechi, a vendere patrimonio sottoutilizzato per 300 miliardi da dedicare ad abbattimento debito e sgravio fiscale del lavoro e magari a tagliare 1 milione di dipendenti pubblici per riportare il rapporto a livello europeo..
    Forse arriveremo ad avere strade a livello europeo e soprattutto a prezzo europeo …
    Nel frattempo investiamo con la testa e teniamo i nervi saldi

    Ciao a tutti
    Sergio

    • Giacomo

      @ Sergio
      Condivido ogni virgola di quello che scrivi…
      Buon week end!!

    • Matteo

      E’ esattamente quello che penso. La condizione non è così critica e siamo “Too big to fail”.
      Alla fine si sistemerà tutto con qualche punto di inflazione.
      L’isteria generale potrebbe far fare affari a chi usa la testa.

    • Nicola

      Anche io condivido al 100% quello che dici, ma ho l’impressione che il nostro govermo stia pensando più ad aumentare la pressione fiscale che a tagliare gli sprechi. Qusto perchè le nostre lobby sono troppo forti e neanche un governo tecnico riesce a contrastarle. E questo è un male.

  • Mauro

    Opinioni, visioni, prospettive… ognuno di noi ha una sua personalissima idea, come si suol dire, il futuro ė incerto per definizione.

    Personalmente guardo meno tutti questi dati, spread, masse monetarie, PIL, ecc.. Mi piace guardare la storia, interpretare i segnali che vedo dalle persone sulla strada. La storia ci insegna che ogni qual volta il potere o definiamola ricchezza, era in mano a pochi, i popoli si sono rivoltati. Questo processo sta cominciando, guardate le elezioni degli altri paesi, le frange estremiste di sinistra e destra hanno dei rialzi impressionanti. Quando una persona non sta bene diventa estremista, vuole cambiare la sua posizione. I primi a farne le spese saranno i politici stessi, poi saranno gli stranieri. Siamo in guerra, ma senza fucili, questa è battaglia economica e finchè la merkel si ostina a pensare solo a se stessa, noi perderemo tutti.
    La politica tedesca mi sembra quella del marito che si evira per fare un dispetto alla moglie. Capisco che loro sono stati ligi nei conti, sono bravi e vanno in pensione quando muoiono e non possono vedere i paesi mediterranei con i 50 al mare pagati dallo stato, capisco tutto… Ma le conseguenze?

    Se invece la culona
    voglio sperare che l’Italia non esca dall’euro, che i btp vengano rimborsati ( il finanziamento al debito pubblico non è uno schema ponzi),

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