OPA

Quando l’OPA diventa una trappola

In questo caso l’OPA si è rivelata tagliente per i soldi dei risparmiatori

L’offerta pubblica di acquisto, OPA, è uno strumento nato per tutelare gli azionisti di minoranza di una società per azioni. Ma quest’azienda ha saputo aggirare l’ostacolo e a farne le spese sono sempre i soliti…

La conoscenza implica potere. Questo vale anche nel caso delle OPA che, nate per tutelare i piccoli risparmiatori, si sono rivoltate spesso contro gli stessi soggetti che avrebbero dovuto difendere. Il consiglio che voglio darti, prima di iniziare ad affrontare l’argomento centrale di questo post , è di NON FIDARTI di nessuno. Nemmeno di quello che dico io. Per prima cosa verifica l’attendibilità dell’informazione ricevuta in modo da farti un’idea tua.

IW Bank lancia la sua OPA

UBI Banca, azionista di riferimento di IW Bank, ha lanciato un’offerta pubblica di  acquisto sulle azioni IWBank ad un prezzo di euro 1,988 l’una. Solo il 57% in meno del prezzo di collocamento iniziale. Ma non è di questo che voglio parlarti.La cosa interessante è che la legge sulle OPA prevede il così detto “squeeze out“,  ossia la possibilità per chi lancia un’offerta pubblica totalitaria, di acquistare anche le azioni rimaste in circolazione se l’ammontare di queste ultime è inferiore al 5% del totale. Ed è proprio ciò che ha fatto UBI costringendo i suoi piccoli azionisti, nonché clienti, a consegnare le azioni IW Bank in cambio di un tozzo di pane.

Claudio, però, non ha aderito alla proposta ed è rimasto fregato. Le azioni IWBank, dopo l’OPA, non sono più scambiate in borsa con il risultato che esse sono di fatto carta straccia. Anzi, nemmeno, dal momento che si trattava di titoli ‘virtuali’ in deposito presso Montetitoli.

L’OPA e la tutela dell’azionista di minoranza

Quando si trattava di prendere il controllo di una società, un tempo i principali azionisti si trovavano in privato e fissavano il corrispettivo del pacchetto di azioni scambiato. Poiché è sufficiente una frazione delle azioni totali per governare di fatto l’azienda, tale pacchetto veniva scambiato fuori borsa ad un valore superiore a quello determinato dai mercati regolamentati.

Accadeva ad esempio che un’azione ‘di maggioranza’ , ossia facente parte del pacchetto che consentiva di prendere il controllo della società, venisse ceduta ad un prezzo comprensivo di un premio proprio in virtù del fatto che tale blocco azionario avrebbe permesso il controllo dell’azienda. In questo modo i piccoli risparmiatori, che non disponevano a livello individuale di così tante azioni sufficienti a controllare l’azienda, erano danneggiati.

La legge sulle OPA prevede che non vi siano trattative riservate, come accade nelle vendite immobiliari. Chi vuole acquistare una società assumendone il controllo azionario deve rivolgersi al mercato. Vuole il 20% del totale delle azioni in circolazione? Bene, chiunque può cedergli le sue fino a quell’ammontare. E’ scorretto che l’acquirente contatti fuori mercato l’azionista di maggioranza che detiene un pacchetto singolo di quell’ammontare e lo acquisti da lui ad un valore superiore a quello ufficiale fregando tutti gli altri. Questa è la ratio della norma sulle OPA.

Il poblema, come abbiamo visto, si verifica nel caso di OPA totalitaria con lo sqeeze out. In questo caso, se l’offerta va a buon fine, i titoli della società saranno delistati, ossia non più ammessi agli scambi presso un mercato regolamentato. E a meno che chi li detiene trovi una controparte disposta ad acquistarli, non varranno più niente.

OPA,OPV e rimedi

Mi chiedo: che cosa fanno gli organi di vigilanza in casi come questi? NULLA. Le azioni IWBank sono state vendute durante un’offerta pubblica di Vendita (nota con il termine OPV o, l’omologo anglosassone di IPO) a 4,60 euro nel 2006. Com’è possibile che oggi vengano ricomprate a 1,988 euro? Delle due l’una: o il prezzo di collocamento iniziale era troppo elevato, o quello di riacquisto troppo basso. Ok, c’è stata la grande crisi, ma l’escursione di prezzo tra il 2006 ed oggi mi sembra eccessiva. Poveraccio chi ci è finito in mezzo.

E poveraccio Claudio che, per non avere aderito all’OPA ora si ritrova con un pugno di mosche in mano!!

Ora vorresti che ti dessi qualche consiglio su come evitare di finire in quete trappole, vero? Perfetto, è proprio quello che farò:

  • non comprare MAI azioni durante le fasi di collocamento. Facilmente il prezzo salirà nei giorni seguenti se c’è molta euforia, per poi sgonfiarsi negli anni successivi. Piuttosto compra le azioni sul mercato quando il loro prezzo e l’entusiasmo che le avvolge si è raffreddato
  • evita, se possibile, di acquistare singoli titoli. Meglio restare diversificati con strumenti efficienti come gli ETF se parliamo di impieghi in azioni
  • diversifica il momento di ingresso sul mercato
  • osserva le cose dalla giusta prospettiva. Essere cliente soddisfatto di una banca on line, non significa necessariamente essere anche un azionista remunerato..

Come vedi anche lo zucchero, a volte, può essere amaro…

Dedicato ai tuoi preziosi risparmi

Giacomo

P.S. se ancora non lo hai fatto, ti prego di dedicarmi 12 secondi del tuo tempo votando nel sondaggio qui a fianco. Proprio sulla tua destra, nella home page. Grazie….

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Comments

  • giuliano

    Carissimo Dottor Giacomo Saver,
    ottimo davvero questo post! Si sposta l’asticella un pò più in alto per meglio comprendere certe manovre che ai più rimangono un enigma irrisolvibile.
    Grazie infinite e buon fine settimana a tutti!

    • Giacomo

      Sei sempre troppo buono Giuliano!!
      Grazie per i tuoi complimenti e a presto…
      Buon fine settimana a tutti!

  • Filippo

    “Quando si trattava di prendere il controllo di una società, un tempo i principali azionisti si trovavano in privato e fissavano il corrispettivo del pacchetto di azioni scambiato. Poiché è sufficiente una frazione delle azioni totali per governare di fatto l’azienda, tale pacchetto veniva scambiato fuori borsa ad un valore superiore a quello determinato dai mercati regolamentati”

    Una curiosità: come si faceva a vendere le azioni fuori dal mercato? Tizio mi pagava il corrispettivo per le azioni ed io come le consegnavo? Si andava in banca?

    • Giacomo

      Una volta i certificati azionari potevano essere anche tenuti in apposite cassette di sicurezza, a differenza di oggi in cui la dematerializzazione ha reso obbligatorio l’intervento di Montetitoli. Le persone di riferimento si incontravano face fo face e si scambiavano il denaro con i titoli. Oppure il venditore dava ordine alla sua banca di trasferire i certificati al compratore. Molte semplice :)

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