obbligazioni della banca

Una riflessione sull’investimento in obbligazioni strutturate proposte dalla tua banca

Hai investito in obbligazioni strutturate e non sai che fare?

Mi è capitato il caso di una persona che aveva investito in obbligazioni della propria banca. Nonostante la scadenza fosse ormai vicina, i suoi titoli erano ancora in perdita. Mentre il suo consulente gli ha consigliato di tenerle, Salvo ha scoperto che…

Si è appena conclusa la settimana dedicata alla consulenza finanziaria gratuita, riservata agli iscritti al blog Segretibancari.com. Tra le decine e decine di richieste di aiuto che mi hanno tenuto impegnato per cinque lunghi giorni, quella di Salvo è stata una delle più curiose.

Premetto che il nostro amico ha da poco scoperto il nostro blog, così non aveva ancora fatto suoi i consigli dell’investitore intelligente ed era caduto vittima delle obbligazioni strutturate emesse dalla sua banca.

Giacomo, questa obbligazione sta per scadere, ma se la vendessi oggi perderei. La mia banca mi consiglia di tenerla

Rimango sempre stupito nel constatare come più passa il tempo e meno gli istituti di credito si facciano scrupoli nel rifilare obbligazioni pericolose ai propri clienti. Forse questa è la conseguenza del fatto che le persone si stanno finalmente svegliando dal torpore ed iniziano ad essere più smaliziate.

Così, non riuscendo più ad estorcere commissioni assurde su un fondo di investimento, la tua banca tenta un’altra strada: quella delle obbligazioni sicure. Questi strumenti, che sovente sono strutturati, nel senso che la loro remunerazione dipende dall’andamento di uno o più parametri finanziari complessi, nascondono due tipi di insidie:

  • NON SONO LIQUIDE, dove per liquidità intendo la facilità con cui riesci a vendere le tue obbligazioni su un mercato caratterizzato da molti scambi. I titoli emessi dalla banca, invece, sono difficilmente vendibili prima della scadenza e, se lo sono, non hanno un mercato ufficiale. Tu vai allo sportello e il “consulente” ti offre un prezzo. Prendere o lasciare. Inutile che ti dica che quel prezzo sarà vantaggioso solo per una controparte, vero?
  • HANNO COMMISSIONI OCCULTE. L’obbligazione è formata da due componenti, entrambi descritti nel prospetto informativo. La parte obbligazionaria e quella derivativa. La logica vorrebbe che la somma delle due corrispondesse al valore nominale che tu paghi per acquistare il titolo al momento dell’emissione. Ma purtroppo non è così. La somma delle due componenti è inferiore al 100%. La differenza ad arrivare al valore nominale è proprio la commissione occulta che tu paghi senza saperlo.

Le obbligazioni strutturate sono da evitare, ma ormai ci sono dentro

Salvo, dopo la breve spiegazione, ha compreso i motivi per i quali dovrà evitare con attenzione questi strumenti. Ma il bello deve ancora venire. Sebbene le obbligazioni scadano nel 2013, il loro prezzo attuale è pari al 97% del nominale. Inutile aggiungere che la condizione sulla cui base il titolo avrebbe pagato interessi non si verificherà, per cui due sono le conseguenze e le possibilità di scelta:

  • conservare le obbligazioni sino alla scadenza recuperando solo il capitale
  • venderle prima perdendo anche il 3%

La banca, ovviamente, propone di mantenere, ma ora imparerai perché è meglio vendere il titolo e salutare l’istituto che ha fornito un consiglio così dannoso.

Dal sito tradinglab.it scopriamo che il BTP 1 giugno 2013 al 2% ha un rendimento netto del 2,53% annuo. Al 21 gennaio il suo prezzo era pari a 98,019. Se Salvo vendesse le sue obbligazioni oggi, ricaverebbe su un importo ipotetico di 20.000 euro, 19.400 euro. Considerando anche il rateo di interessi maturati sul BTP, il suo prezzo di acquisto (commissioni escluse) è pari al 98,27% del nominale acquistato.

Ciò significa che spendendo i 19.400 euro ricavati vendendo le obbligazioni strutturate, potremo acquistare 19.000 euro nominali del BTP spendendo 18.671,30 euro. Ho eseguito i calcoli con un foglio elettronico, quindi abbi pazienza se ci sono degli arrotondamenti. A questo punto ci troveremo con 728,70 euro liquidi da investire in un conto deposito. La somma deriva dalla differenza tra 19.400 euro e 18.671,30. Per semplicità supponiamo che il conto deposito abbia un rendimento NULLO.

Nei prossimi mesi il BTP pagherà tre cedole allo 0,875% netto semestrale (il 2% annuo meno l’imposta sostitutiva). Il totale degli interessi ammonterà a 498,75 euro cui si aggiungerà il capitale a scadenza di 19.000 euro. OTTIMO.

L’amico Salvo avrà quindi 19.498,75 euro più i 728,70 lasciati sul conto deposito: 20.227,45 euro contro i 20.000 che riprenderebbe se seguisse i consigli della banca.

Conclusione

Se hai ceduto alla resistibile tentazione delle obbligazioni strutturate, sii sempre critico nei confronti dei consigli che ti vengono offerti. Non prendere per oro colato ciò che ti dice il tuo interlocutore solo perché è vestito con giacca e cravatta, non suda nemmeno ad agosto e usa un linguaggio difficile. Rifletti e ragiona su che cosa sia meglio per te e non per la tua banca. Sono onorato e felice di essere il tuo formatore finanziario!!

Perché non commenti questo post? Ti riconosci nel caso di Salvatore?

Dedicato ai tuoi investimenti

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Comments

  • giuliano

    Gentilissimo Dottor Giacomo Saver,
    penso ce un’altra perla da inserire nei prodotti strutturati siano i blue profit di intesa sanpaolo, prodotti millantati a capitale garantito ed esclusi da successione… cose che sono totalmente false.
    … e ribadisco il concetto che anche tu hai già espresso più volte: “non sottovalutare mai la forza della semplicità”.
    Un caro saluto a tutti!

    • Giacomo

      Caro Giuliano,
      un tribunale importante, forse anche la Corte di Cassazione, ha messo in dubbio l’impignorabilità e l’insequestrabilità delle polizze. Sembra, infatti, che il tribunale fallimentare possa in certi casi chiedere il riscatto della polizza prima della scadenza e rivalersi sul controvalore. Quest’eventualità annullerebbe i benefici tanto vantati dai venditori in merito alla “blindatura” dei contratti. Un caro saluto

      • Roberto

        Vorrei che ci fosse un minimo di scientificità in più in questi commenti “da bar”: “un tribunale importante” quale sarebbe? Che sentenza?

        Le polizze vita, ai sensi dell’art. 1923 del CC,sono impignorabili ed insequestrabili oltre a non essere soggette a tasse di successione. Le stesse Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 8271 del 31 marzo 2008, hanno risolto il contrasto giurisprudenziale (tra Cass. n. 8676/00 e le precedenti Cass. nn. 1811/65; 2802/72; 11975/99).

        Ovviamente qualora sia evidente la stipula di una polizza con intenti fraudolenti, effettuata in momenti sospetti immediatamente precedenti una bancarotta o simili…beh…è una fortuna che in quel caso la legge consenta una eccezione!!
        Però per cortesia, invece di demonizzare qualsiasi cosa, incoraggiamo le persone a INFORMARSI, O A CHIEDERE A CHI NE SA DI PIU’… INVECE DI FARE TANTO BUONISMO del tipo “chiedete a me, tanto io sono buono e le banche sono cattive”. Fornisca titoli di libri e articoli VERI (non banali pdf autografi) e concorra alla formazione di una cultura finanziaria completa !!!!

        Esistono anche certificati obbligazionari di buona qualità, esistono anche derivati di buona qualità, esistono anche fondi comuni di buona qualità… come in tutte le cose della vita, c’è il buono e c’è il cattivo, STA AL BUON SENSO E ALLA CULTURA PERSONALE PERMETTERCI DI DISCERNERE IL BUONO DAL CATTIVO, un po’ come si fa al mercato. O forse non dovremmo più mangiare ciliege, perchè alcune erano bacate?? Signore, ma a che titolo dispensa tutti questi consigli ? Non tutto quello che dice è sbagliato, ma troppo spesso impreciso, limitante, esclusivamente mirato a portare acqua al suo mulino…

        • Giacomo

          @ Roberto
          Mi dica qual è il mio mulino al quale porto acqua e che convenienza ho a fornire una vera informazione…

  • ezio

    ciao Giacomo,
    proprio oggi la mia banca mi ha proposto delle sue obbligazioni strutturate, dicendomi che non avevano costi-
    Andando però a vedere il prospetto ( come tu spieghi bene nel tuo articolo) il costo reale è del 3,81% e se le vendo prima del tempo ci rimetto un bel po-
    Grazie mille, mi hai evitato un pessimo investimento.

    • Giacomo

      Non mi devi ringraziare, Ezio.
      Come vedi è sufficiente un po’ di sano scetticismo e di attenta lettura per evitare i prodotti finanziari capestro!!
      Complimenti per la tua attenzione e grazie per la testimonianza

  • Osvaldo

    Buongiorno,

    le scrivo perchè sono in corso di decisione se revocare da una proposta UBI IT0005040065 un obbligazione a tasso fisso dell’1,6% lordi, 1,18 netto 5/9/14-18 in quanto 4 anni mi sembrano troppi oggi su un tasso fisso, poi il rating di UBI è BBB- poi mi sembra di aver letto che questo tipo di investimento non ha alcuna garanzia reale nemmeno dal fondo interbancario…ora che cosa prendere: Generali mi propone una sua polizza legata ad una gestione separata, GESAV, che garantirebbe il capitale versato e degli interessi che attualmente sono al 3,9% lordo – 1,4% di spese…con penalità decrescenti in caso di ritiro prima dei 5 anni ecc… oppure parcheggiare tutto momentaneamente in un obbligazione più a breve termine…premetto che l’obiettivo è un investimento il più possibile sicuro, anche se con rendimento inferiore…la ringrazio per la risposta…dovrei andare alla banca più tardi a decidere…

    Osvaldo

    • Osvaldo

      In attesa di una sua opinione ho revocato l’investimento…anche se credo che prima del 5 settembre,data di emissione, potrei risottoscriverlo…mi sembra di aver capito di non sottoscrivere generalmente mai obbligazioni in fase di emissione,ma semmai sul mercato,nonostante le spese di acquisto…

    • Giacomo

      @ Osvaldo
      Sinceramente non farei né l’una né l’altra cosa. L’obbligazione offre rendimenti troppo bassi per essere interessante mentre la polizza ha costi notevoli cui si aggiungono le commissioni in caso di riscatto nei primi anni.
      piuttosto terrei i soldi sul conto corrente in attesa che si presentino delle occasioni sul mercato dei bond ma non vincolerei i miei soldi con Generali…

      • Osvaldo

        Grazie Giacomo.
        Quindi anche Generali, nonostante il blasone, ha delle spese occulte poco chiare,soprattutto se ritiri prima di 5 anni…
        Sto ascoltando il tuo consiglio in attesa che esca qualche occasione…forse il Btp Italia di settembre?…ma oggi vedendo che sono stati venduti tutti i BOT a 0,27% mi torno a preoccupare…un mio consulente della Intra private Bank mi invita ad investire ad un conto deposito trimestrale,a 3 mesi quindi lo 0,25% netto, l’1,35% lordo annuo…poi c’e’ conto arancio che mi darebbe 1,2% lordo sul deposito e 1,7% lordo se nuovo cliente o 1,4% se gia cliente…sul vincolato a 1 anno, che se poi ti servono prima prendi comunque 1% lordo…e’ difficile oggi investire se vuoi un capitale garantito ed un rendimento non deprimente…Altroconsumo consiglia un conto su Bccforweb che da 2% lordo sul conto corrente ed anche il 3,5% lordo sui vincolati…ma c’è da fidarsi di Bccforweb?…anche se sponsorizzato da Altroconsumo?
        Ti ringrazio anticipatamente

        Osvaldo

        • Giacomo

          @ Osvaldo
          Concordo con te che il momento è molto complicato con tassi di interesse ai minimi e possibili perdite in conto capitale in caso di movimenti “anomali” dei rendimenti.
          Oggi come oggi non aumenterei il peso dei titoli di stato in portafoglio, per il fatto che il rischio a mio avviso non è adeguatamente remunerato.

          Mi sembra buona l’idea di tenere fermi i soldi sul conto corrente in attesa di occasioni migliori che possono derivare da uno ‘sgonfiamento’ dei prezzi sia sull’obbligazionario sia sull’azionario.

          La cosa che non farei però è vincolare senza possibilità di smobilizzo, perché se si presenterà un’opportunità di investimento è meglio avere le mani libere…

  • Osvaldo

    …esistono dei fondi etici interessanti?…che investono quindi in attività eticamente corrette?

    • Giacomo

      @ Osvaldo
      Sì, esistono fondi etici che rispettano rigidi criteri in merito agli investimenti effettuabili (ad esempio escludono le multinazionali del tabacco o le aziende che sfruttano il lavoro minorile), ma prima di sceglierli è sempre opportuno verificarne l’andamento ed il rendimento.

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