Fondo pensione: una nuova trappola per te

Se non hai sottoscritto un fondo pensione continua a NON farlo.

La previdenza complementare ha una nuova falla. E tra gli “enne” motivi per evitare il fondo pensione ce n’è uno in più

Sai già che le polizze vita sono da evitare, vero? Magari mi segui da tempo ed hai già letto l’ebook “eretico” sull’argomento o magari sei appena atterrato su questo sito. In questo caso, prima di scoprire perché il fondo pensione è da evitare come forma di previdenza complementare ti invito a scaricare “Investimenti assicurativi? NO GRAZIE” che ti aprirà gli occhi sugli aspetti oscuri delle forme assicurative.

Ma qual è la novità che rende il fondo pensione oggi peggiore di ieri?

Breve storia della previdenza complementare

L’idea di base è buona: incrementare le basse pensioni INPS con un’integrazione volontaria sia da parte dei lavoratori sia da parte dei datori di lavoro. Ma queste forme integrative di tipo “chiuso”, ossia riservate agli appartenenti ad una determinata categoria merceologica,  presentano un limite.

Chi li promuove non ha le competenze necessarie per gestirli e così subentrano gli attori del risparmio gestito: banche, compagnie di assicurazione e SGR che, di fatto, amministreranno i soldi dei lavoratori. E non si tratta di soldi qualunque, ma di somme da cui dipenderà il tenore di vita futuro di chi li ha versati. Quindi non si scherza.

Questa prima delega fa sì che il “secondo pilastro” della previdenza sia gestito dagli stessi soggetti che, come gli studi di Mediobanca ogni anno ricordano, non hanno saputo generare valore al netto dei costi.

Vuoi investire grazie al mio supporto? Vai qui

Una vecchia novità

Il regolamento allo studio del Governo prevede la ratifica di una situazione di fatto. I Fondi pensione potranno investire fino al 100% dei propri attivi in quote di fondi di investimento e Sicav. La cosa è già concreta oggi, per molti prodotti, che di fatto sono “fondi di fondi” gravati da due commissioni:

  • quella sul contenitore
  • quella sui singoli prodotti inseriti in portafoglio.

Non solo, ma l’idea è quella di permettere l’inserimento di un massimo del 30% dell’attivo di titoli non quotati su un mercato regolamentato. Troppo a mio avviso, per un prodotto con finalità previdenziali.

Se tu hai un fondo pensione, ti sei mai preoccupato dei suoi costi o di sapere in che cosa investe? E hai sottoposto a verifica l’assunto secondo cui più sei giovane e più elevata deve essere la componente azionaria del tuo fondo, perché le azioni nel lungo periodo vincono sempre?

Consigli utili

Ora vorrei condividere con te alcuni spunti di riflessione:

  • ovviamente evita di sottoscrivere un fondo pensione anche a costo di rinunicare al contributo del datore di lavoro e tieni stretto il TFR
  • ricorda che nel lungo periodo il vero nemico da battere è l’inflazione. Tienine conto sia nel quantificare i versamenti integrativi sia nel valutare le prestazioni
  • non fidarti del futuro andamento della borsa. Con i soldi da cui dipenderà il tuo futuro tenore di vita non puoi permetterti di correre nessun rischio
  • determina un contributo da versare che sia sostenibile e non lasciarti abbagliare dalle simulazioni fatte sulla base del Gap previdenziale

Se vuoi fare una stima del gap pensionistico, non andare in banca a farti riempire la testa. Sapendo che si tratta di dati stimati usati dagli stessi intermediari che vogliono proporti la previdenza complementare, utilizza questo link.

Per qualunque domanda, dubbio, critica o scambio di idee sono costantemente a tua disposizione. Lo spazio per i commenti è il tuo spazio, per condividere con gli atri lettori e con me le tue richieste.

Giacomo Saver, Direttore e Fondatore di Segretibancari.com

122 commenti

  • giuliano / 13/07/2012
    Rispondi

    Carissimo Dottor Giacomo Saver,
    è purtroppo la solita vecchia storia… l’assalto alla diligenza!
    In questa maniera ci si gioca il futuro ed è fondamentale non farsi irretire dai cervelloni del risparmio gestito che come dici perfettamente non generano nessun valore al netto dei costi!
    E’ in gioco il nostro futuro, difendiamolo a tutti i costi!
    Un caro saluto a tutti e buon fine settimana!

    • Giacomo / 13/07/2012
      Rispondi

      @ Giuliano
      Un carissimo saluto anche a te e grazie per la fiducia e la stima con cui mi segui da più di tre anni 🙂

  • IGOR / 13/07/2012
    Rispondi

    Riporto un link preso da un’altro blog dove viene analizzata più approfonditamente l’ennesima porcata ai danni del cittadino
    Era comunque in atto una consultazione pubblica a cui inviare le proprie osservazioni

    http://www.bellelli.biz/component/content/article/1569-i-pescecani-dei-fondi-pensioni.html

    http://www.dt.tesoro.it/it/regolamentazione_settore_finanziario/consultazioni_pubbliche_online_corrente/consultazione_schema_regolamento_ministeriale_art6.html

    Saluti !

  • mauro / 14/07/2012
    Rispondi

    Carissimo Dottor Giacomo Saver,
    su questo argomento non sono per nulla in sintonia con Lei.
    forse perché so esattamente come funziona la previdenza in Italia. con l’ultima riforma Fornero le pensioni saranno ancora più magre, in particolare per chi ha iniziato a lavorare prima del 1995.
    Questa a mio avviso è cattiva informazione.
    ritornando al suo articolo…

    “Se tu hai un fondo pensione, ti sei mai preoccupato dei suoi costi”
    Ma di cosa parliamo? cometa, ter 0,28 fonchim 0,32 fonposte 0,42 tutti fondi garantiti. fonte crescita (quello dei servizi) costa lo 0,08 di ter.
    =======
    “ovviamente evita di sottoscrivere un fondo pensione anche a costo di rinunicare al contributo del datore di lavoro e tieni stretto il TFR”
    Lo vada a raccontare a tutti quei lavoratori che attendono di avere il tfr dall’azienda per cui lavoravano. già, lavoravano perché hanno chiuso (in questo periodo non accade di rado) e il tfr non è mai stato versato, era solo una riga scritta nel bilancio.
    il contributo del datore incide sui rendimenti in media di un 8-10%. mi trovi uno strumento che dia tale rendimento ogni anno garantito.
    =======
    “non fidarti del futuro andamento della borsa. Con i soldi da cui dipenderà il tuo futuro tenore di vita non puoi permetterti di correre nessun rischio”
    ma per quale motivi si accosta l’investimento o il risparmio alle sole azioni? esistono i fondi garantiti, obbligazionari, ecc..

    “determina un contributo da versare che sia sostenibile e non lasciarti abbagliare dalle simulazioni fatte sulla base del Gap previdenziale”
    tra poco l’inps manderà le buste arancioni. forse in quel momento ci si accorgerà quanto tempo si è perso e quanta fatica si dovrà fare per avere una rendita dignitosa.

    • Giacomo / 16/07/2012
      Rispondi

      @ Mauro
      Sono d’accordo con Lei che l’adesione ad un fondo pensione elimina il rischio di credito nei confronti del datore di lavoro. Ma, a mio avviso, questa non è una ragione sufficiente per aderire ad un fondo che non è costoso solo in termini di commissioni di gestione (il ter di cui giustamente parla) ma anche per effetto della “mala gestio”.

      Spesso i rendimenti dei fondi pensione sono deludenti perché gli stessi sono investiti in quote di altri fondi, oppure sono lasciati a loro stessi. Per questo, caro Mauro, oltre a ringraziarla per l’intervento, aggiungo che sono d’accordo con lei sull’esigenza di integrare la pensione. Dissento invece per quanto riguarda i fondi pensione, compresi quelli garantiti, che alla fine della vita lavorativa assicureranno un rendimento spesso inferiore a quello di un titolo di stato.

      Le auguo buona settimana!!

      • Riccardo / 12/03/2014
        Rispondi

        Buongiorno,
        se fa i rendimenti medi del fondo alleata e la media inflazione ultimi 10 anni, con il fondo alleata siamo sopra di 16 mila euro con uno stipendio lordo di 25 mila e anni alla pensione 35. (compreso 11 mila di risparimio fiscale).
        Per quanto riguarda i caricamenti sono daccordo con lei. il fondo alleata ha caricamenti del 4% il che equivale a 2406 euro tenuti buoni i parametri precedenti. ergo guadagno netto di 11/12 mila euro.
        Devo ammettere però che l’inflazione è destinata a salire (nonostante sia stagnante ora). Nessuno può sapere cosa accadrà nei prossimi 30 anni.
        In università abbiamo fatto degli stress test a riguardo e ci ballano i 50 mila euro, sia positivamente che negativamente. Resta il fatto che se guardiamo lo storico il fondo batte il tfr lasciato all’inps o azienda.
        Ciao

        • yrk73 / 10/12/2015
          Rispondi

          Adesso puoi anche rifare i calcoli, ci metti dentro anche la nuova aliquota di tassazione passat da 11,5 a 20% ed il fatto che se il fondo è obligazionario, adesso ci puoi pure perdere tutto se la banca “fallisce?”

          • Giacomo / 11/12/2015

            @ Yrk
            Se la banca fallisce con i fondi pensione non perdi nulla. Questo è uno dei pochissimi vantaggi di questi strumenti 🙂 Grazie per il tuo commento e a presto.

    • Italiasalva.it / 14/07/2013
      Rispondi

      Ci siamo occupati del Cometa a abbiamo messo in evidenza due voci che non entrano nel TER ma che depredano lo stesso i rendimenti dei fondi pensione.
      http://www.italiasalva.it/2013/07/fondo-pensione-cometa-i-risultati-2012.html

      Ha ragione Giacomo quando parla di mala gestio. L’invito ai lavoratori è di vigilare sulla gestione del proprio fondo pensione e aiutare i propri delegati segnalando possibili azioni di miglioramento

  • Emil Lazzaroni / 18/07/2012
    Rispondi

    Grande Giacomo, anche questo articolo rispecchia in pieno ciò che commentavo prima, e cioè che NON CONVIENE assolutamente affidarsi alle assicurazioni per i fondi pensione !

    Mitico, mitico, ogni articolo che leggo mi piaci sempre di più !
    A presto e buona giornata !
    Emil

  • luana / 27/07/2012
    Rispondi

    per un giovane di 30 anni come pensione integrativa..cosa conviene fare?giacchè i btpi a media scadenza sono rischiosi?

    • Giacomo / 30/07/2012
      Rispondi

      @ Luana
      Secondo me i BTPi sono meno rischiosi di quanto appaiono. Più rischioso è investire sul mercato azionario in un’ottica pensionistica poiché non ci sono garanzie di conservazione del capitale reale nemmeno dopo parecchi anni.
      Al limite, se hai paura dei BTPi, scegli i buoni postali indicizzati che hanno anche la garanzia della Cassa Depositi e Prestiti oltre che dello Stato.

      • luana / 31/07/2012
        Rispondi

        avevo vecchi buoni che ho riconvertito visto che verranno tassati…e poi buoni postali ind. sono di 48 mesi massimo…Si i btpi a lunga scadenza dice?però rispetto ai fondi e al resto,per i quali bisogna versare un tot al mese,i btpi solo ogni semestre hai gli interessi.come data quale consiglia diciamo da fare per fine anno!?

        • Killer in pensione / 01/08/2012
          Rispondi

          I buoni postali indicizzati all’inflazione durano 10 anni. Con il sistema del cambio di serie, che non sto a spiegare qui, è anche possibile (a volte) prolungarne la durata.

        • Giacomo / 01/08/2012
          Rispondi

          @ Luana
          non ho compreso bene il senso della domanda. Mi permetto di farle notare che i buoni indicizzati durano 10 anni e non 24 mesi. Non è che li ha confusi con un altro tipo di buono non indicizzato?

    • Daniela / 25/03/2016
      Rispondi

      Consiglio la differenziazione sempre e comunque, che sia per pensioni o altro, fondi e gestioni separate.

      • Giacomo / 29/03/2016
        Rispondi

        @ Daniela
        Assolutamente sì. Le regole d’oro sono due: diversificazione e informazione dettagliata su ciò che si vuole sottoscrivere.

  • Roberto / 31/07/2012
    Rispondi

    In questi giorni, mi trovo, mio malgrado, a fare i conti con attenzione sulla mia situazione all’interno del fondo Cometa, e mi trovo a confronto con una situazione che oggi mi lascia perplesso. Un domani, probabilmente, nello sconforto. Ho aderito alla nascita della previdenza integrativa (luglio 1998) obbligatoria. Ho una certa situazione di montante e, nel 2022, quando andrò in pensione, avrò a disposizione una cifra (rivalutata) di circa 104000 € come pensione integrativa. Ora:
    1. Se chiederò un vitalizio, questo corrisponderà ad una cifra lorda annua di circa 4700 €. Questo ammontare, nei prospetti previsti da Cometa nel suo sito, varia poco se si sceglie un vitalizio “sicuro” di 5 anni, di 10 anni o una rendita “immediata”.
    2. Se divido 104000€ per 4700€, ottengo circa 22 anni. Ossia, Cometa prevede che io viva fino a 89 anni. Dico “….magari!!”, ma con questa integrazione della pensione, non so quanto sia vero augurarsi tanto….!!
    3. Una volta aderito a Cometa, non posso di-sinvestire da questo fondo per aderire ad un altro: ma non è mancanza di libertà, questa? Non è, quantomeno, contro i principi che regolano le nostre leggi?
    4. Se vorrò, invece, avere un capitale immediato, questo non potrà essere superiore al 60% di quanto maturato, al netto delle tasse, ovviamente. Tant’è che al telefono gli operatori stessi di Cometa mi hanno consigliato di sfruttare gli anticipi che, senza motivazione, possono giungere al 30% di quanto maturato e si possono chiedere più volte ma, ovviamente, solo su quanto maturato da quando si è chiesto il precedente anticipo.

    Probabilmente lascerò a breve l’Azienda ove lavoro attualmente. Avrò diritto a ritirare quanto maturato in Cometa (detratte le tasse oviamente). Non re-investirò in Cometa, in quanto sto capendo che le spese connesse a questo fondo sono molto elevate.
    Il problema, ora, è trovare l’alternativa.

    R
    2. La tassazione fissa è del 23%. questa è un’informazione ricevuta al telefono dal contact centre di Cometa.

    • Giacomo / 01/08/2012
      Rispondi

      @ Roberto
      Grazie per aver condiviso con noi la tua personale esperienza.
      Per qualunque cosa sai che puoi contare sul mio aiuto. Anche contattandomi in privato per gli ovvi problemi di riservatezza.

    • mauro / 02/08/2012
      Rispondi

      Buongiorno Roberto,
      sono andato sul sito di cometa e se ho capito bene:
      uomo di 69 anni il coefficiente è di 13,57, ergo, 7.660,00 euro annui. (104.000:13,57)
      La tassazione sarà dell’11% sulle plusvalenze e del 12,7% sul capitale (15% – lo 0,35per ogni anno superiore al 15esimo)
      costi:
      Cometa Crescita Bilanciati Moderati EUR Chiusi 0,23%
      Cometa Monetario Plus Monetari EUR Chiusi 0,32%
      Cometa Reddito Bilanciati Prudenti EUR Chiusi 0,20%
      Cometa Sicurezza Fondi Garantiti Chiusi 0,28%

      a scadenza può ritirare il 50% del capitale e il resto in rendita.
      Spero che Lei non abbia rinunciato al contributo del datore (guadagno importante e sicuro) e la sua quota deducibile.

  • Alessandro / 29/10/2012
    Rispondi

    Salve, sto leggendo i diversi articoli da lei pubblicati relativi ai fondi pensione/assicurazione vita/polizza vita e ho compreso che, probabilmente, non sono i migliori strumenti di investimento.
    Se considerassimo, però, la deducibilità fino a 5164,57 €, credo che il nostro giudizio debba cambiare radicalmente. Vero?
    Perchè, posto che il mio reddito annuo sia di € 15000, l’interesse dei fondi pensione è di ben il 22%!! E se fosse € 28000, avrei un interesse del 26%!! E cosi via.
    Riflettendo su questo elemento, dunque, pur considerando tutti i costi, più o meno occulti, più o meno “giusti”, ne concludo che il fondo pensione/assicurazione o polizza vita sia un prodotto straordinario.
    La prego di correggermi se sbaglio.
    Grazie a nome mio e di tutti quelli che vorranno leggere.
    E buon lavoro.

    • Giacomo / 30/10/2012
      Rispondi

      @ Alessandro
      Ha tenuto conto del fatto che le prestazioni a scadenza saranno tassate con un’aliquota del 15% che scende dello 0,30% per ogni anno di permanenza nel fondo oltre il 15°? Se ha redditi alti allora ha un senso risparmiare oggi grazie alla deducibilità con aliquota elevata e pagare poi ad aliquota più bassa.

      Ma risparmiare oggi il 20% (faccio per dire) per pagare il 15% poi non dà tutti questi vantaggi. Lei che ne dice?

  • rosa / 13/12/2012
    Rispondi

    Buongiorno Dottor Giacomo Saver,
    chiedo in anticipo scusa per la mia ignoranza ma come sa l’eta pensionistica aumenta sempre di piu e io sono molto preoccupata per il mio futuro!!! non voglio trovarmi a 70 o 80 anni a fare la fame! come succede spesso in questi giorni! ho 24 anni e pensavo che cominciando a fare un’integrazione pensionistica da ora potevo poi arrivare ad avere una pensione piu dignitosa !! ho letto pero nel suo articolo che non lo consiglia!! cosa posso fare quindi io?? mi consiglia i buoni postali?? ho letto su altri siti che genertel e ellianz sono assicuratori seri!!! cortesemente mi dia un consiglio!!
    la ringrazio

    • Giacomo / 14/12/2012
      Rispondi

      @ Rosa
      Nel dubbio abbiamo due certezze:
      1) che la pensione pubblica non sarà più sufficiente a mantenere il nostro tenore di vita futuro inalterato
      2) che la previdenza complementare è un focolaio di costi e di inefficienze, solo in parte compensato dai benefici fiscali.

      Le cose da fare per creare una vera e sana pensione integrativa sono due:

      a) evitare tutte le proposte provenienti dal mondo bancario ed assicurativo
      b) utilizzare una metodologia semplice ma potente come quella descritta qui.

      Le auguro un piacevole fine settimana…

  • Maurizio / 14/01/2013
    Rispondi

    Quesito: al raggiungimento dell’età pensionabile comincio a percepire la rendita relativa alla pensione integrativa sottoscritta con qualche ente privato. Tale rendita è calcolata prevalentemente sulla durata della vita media. Nel caso in cui io sopravviva oltre la vita media l’ente continuerà ad erogare la rendita anche se ad un certo punto l’ammontare erogato supererà il montante versato. Giusto? Se è così, quale altro prodotto finanziario può avere questa caratteristica?

    • Giacomo / 15/01/2013
      Rispondi

      @ Maurizio
      Solo i contratti di assicurazione sulla vita hanno la caratteristica di pagare una rendita fino a che l’assicurato è in vita. questo significa che il “rischio di longevità” è a carico della compagnia.
      Se, come ti auguro, supererai i cento anni continuerai a prendere una rendita fino a che sarai su questa Terra. Al contrario, se dovessi … dopo poco che sei in pensione la compagnia tratterrebbe i premi versati e non darebbe nulla ai tuoi eredi.

      questo, almeno, nella formula “pura” del contratto di assicurazione.

  • Manu / 08/03/2013
    Rispondi

    Cosa mi dice Dott. Saver,
    del Fondo Pensione Solidarietà Veneto?

    • Giacomo / 09/03/2013
      Rispondi

      @ Manu
      Che è da evitare come tutti i fondi pensione esistenti sul mercato. Sono prodotti cari, rigidi ed inefficienti.

  • emidio / 25/04/2013
    Rispondi

    Buon giorno,
    con il presente messaggio vi segnalo il mio caso:
    sono un uomo nato nel novembre 1969
    dal 1998 al 2005 ho lavorato presso un’ azienda privata
    dal settembre 2005 in poi sono impiegato nella scuola come insegnante
    vorrei sapere cosa mi conviene ai fini pensionistici
    considerando che :
    1) quando lavoravo nell’azienda privata i contributi venivano versati all’ INPS
    e ora vengono versati all’ INPDAP
    2) ho riscattato i 4 anni di laurea nel 1998
    3) ho prestato 15 mesi di servizio militare 1996/97

    Quale sarebbe la prospettiva nel caso di ricongiugimento dei contributi (costi-benefici)?
    Quale sarebbe la prospettiva ne caso di non ricongiugimento dei contributi (costi-benefici)?
    Quale sarebbe il costo di un eventuale rigongiungiungimento dei contributi,?
    I sindacati non riescono a darmi una risposta chiara

    la ringrazio in anticipo per la sua cortese risposta
    Distinti saluti

    • Giacomo / 29/04/2013
      Rispondi

      @ Emidio
      La ringrazio per il suo intervento. Purtroppo non possiamo fornire analisi approfondite di situazioni previdenziali individuali in questa sede. Le segnalo due risorse cui potrà fare riferimento per ottenere una soluzione ai suoi quesiti:
      1 – l’ebook salva la tua pensione che le mostrerà una semplice ma efficace via per la costruzione di una pensione integrativa;
      2 – il servizio di consulenza indipendente personalizzata.
      Un cordiale saluto e a presto.

  • Tman / 30/04/2013
    Rispondi

    Numeri in breve:
    Io ho aderito al fondo FONTE.
    Questo prima del 2007.
    Il mio datore di lavoro integra 1,5% del mio stipendio LORDO al mese. Io contribuisco con l’1%

    Di fisso ho un incremento del 2,5% sul mio TFR. Considerando che ho scelto la soglia di gestione “bilanciata” che è sempre cresciuta (non di molto ma non è mai scesa) in totale ho avuto un incremento che sfiora il 3% sulla mia quota annuale del TFR.
    In pratica, ogni anno, ho più di 600 euro in più rispetto a chi ha lasciato il TFR in azienda (col rischio che se qusta fallisse non lo rivedrebbe più)

    Per contro ho che se me ne vado posso risquotere il 50% del capitale ma il restante 50% mi verrà restituito dopo 24 mesi se non ho un lavoro.
    Però posso riscuotere il 75% nel caso di malattie,ristrutturazione prima casa ecc.

    Fino adesso ho avuto un incremento di capitale e non mi lamento: con il discorso contributivo del datore di lavoro ha reso più che lasciarlo in banca.

  • emilio / 03/07/2013
    Rispondi

    Buongiorno Dottor Giacomo Saver,

    immagino che conosca il fondo pensione il mio domani di intesasanpaolo, cosa mi può dirmi al riguardo perchè personalmente sono ignorante in materia…

    se ho ben compreso con l’opzione SENZA RISCHI – SOLO TFR la mia azienda raddoppia il mio contributo mensile, ad esempio se accantono 20€/mese l’azienda ne versa altrettanti senza e ripeto senza rischi!! è vero?

    inoltre mi conferma che oggi il Fisco con la nuova disposizione detta SID può entrare a consultare il mio patrimonio del fondo? e se si a fronte di eventuali insolvenze che non mi auguro… il patrimonio potrebbe essere intaccato?

    nel ringraziarla anticipatamente porgo i miei più cordiali saluti, Emilio

    • Giacomo / 04/07/2013
      Rispondi

      @ Emilio
      I fondi pensione sono generalmente da evitare in quanto investimenti rigidi e molto vincolanti. Pur non potendo fare analisi dettagliate in questa sede, confermo che il fisco può avere accesso ai suoi dati relativi al fondo (montante contributivo maturato, versamenti fatti, ecc). Il patrimonio del fondo è autonomo e separato sia rispetto ai partecipanti sia rispetto alla Società di gestione, pertanto non potrà in nessun caso venire aggredito.

  • emilia / 01/02/2014
    Rispondi

    ciao volevo chiederti se il tfr può essere spostato da assiscurazione alleata al datore di lavoro?anche un fondo pensione.tu sei contrario a questi fondi pensione,ma a me mancano spero 3 anni se non cambiano le leggi.e io non so come investire ..ti ringrazio e ti auguro una buona serata emilia

    • Giacomo / 03/02/2014
      Rispondi

      @ Emilia
      purtroppo non è possibile riprendersi il TFR una volta che questo è fatto confluire nel fondo pensione. Per sapere dove investire ti consiglio di provare gratuitamente per un mese intero questo servizio:

      http://www.formazionefinanza.com/trend/

      Un caro saluto e a presto!!

  • emilia / 03/02/2014
    Rispondi

    ciao non mi sono spiegata il tfr può essere spostato da assicurazione privata a datore di lavoro?e un fondo pensione spostato in un altro fondo?grazie x la tua disponibilità ciao

    • Giacomo / 04/02/2014
      Rispondi

      @ Emilia
      Il fondo pensione può essere trasferito da un intermediario ad un altro dopo 2 anni dall’iscrizione mentre il TFR una volta trasferito nel fondo non può più tornare al datore di lavoro.

  • Yasmin / 21/02/2014
    Rispondi

    Gentile dr. Sover,
    le spiego in breve la mia situazione: nell’anno 2010 svolgo un lavoro stagionale in un altra provincia rispetto a quella dove risiedo, essendo una giovane ragazza ingenua, aderisco ad un fondo tramite l’agenzia assicurativa A. ( della mia città di residenza) pensando di fare la cosa più furba in modo da non perdere il tfr.
    Torno a casa e inizio uno stage, dopodiché inizio il mio apprendistato nel 2012 quindi inizio a percepire di nuovo uno stipendio. L’assicuratore lo sento per altri motivi.. e salta fuori il discorso che io sono obbligata a farmi versare dal mio datore di lavoro il tfr lì da loro… ma io mi chiedo.. non sono libera di lasciarlo in azienda?
    Io ero convinta che quell’iscrizione fosse solo per quel contratto di lavoro…
    La prego mi dica come devo comportarmi perchè sono molto confusa.. Con l’occasione vorrei chiederle anche per quanto riguarda il riscatto di Alleanza d’oro… ormai mi mancano solo 3 versamenti per i 36 mesi…come comportarmi… Non sopporto più gli assicuratori e le agenzie…. visto che sono sempre molto poco cordiali…
    Ringraziandola per la sua disponibilità le porgo cordiali saluti.
    Yasmin

    • Giacomo / 24/02/2014
      Rispondi

      @ Yasmin
      Rispondo volentieri alle sue domande. Purtroppo, una volta fatta la scelta di far confluire il TFR in un fondo pensione, essa diventa irreversibile e vale anche per il futuro. La scelta di tenere il TFR in azienda va fatta nei primi 6 mesi dall’assunzione.

      Purtroppo, cara Amica, ormai il danno è fatto. Interrompa subito i versamenti sulla polizza Alleanza. In questo modo eviterà di continuare a pagare costi che arrivano tranquillamente al 10% su ogni versamento da lei effettuato.

      Se ha bisogno di ulteriore assistenza relativa al suo contratto per sapere se addirittura convenga liquidare oggi la polizza e investire in altro modo il capitale ottenuto, la prego di contattare il servizio clienti di Segreti Bancari scrivendo a info at segretibancari.com.

      Un caro saluto e a presto.

  • Riccardo / 12/03/2014
    Rispondi

    Confermo i caricamenti elevati per alleanza sulla d’oro, ma comunico a yasmin che per ora il fondo pensione è la scelta migliore. Se fosse uno studente di economia e avesse fatto un piccolo calcolo con i rendimenti medi degli ultimi 10 anni saprebbe che il fondo batte l’inps per più di 10 mila euro (Compreso il caricamento del 4,5% su ogni versamento di tfr).
    cordialmente
    Riccardo

  • Riccardo / 14/03/2014
    Rispondi

    Report Universitario – confronto tra tfr lasciato in azienda (INPS) e investito in un fondo pensione.

    Il tfr annuo è calcolato: (stipendio lordo annuale) x 0,0691
    Il tfr può essere lasciato in azienda (se l’azienda ha più di 50 dipendenti  l’azienda è costretta a versarlo all’INPS).

    Come viene rivalutato il tfr dall’INPS (o azienda):
    tfr x (1,5% + 75% inflazione)
    Si deduce quindi che la rivalutazione minima del trf è di 1,5%
    Attenzione: l’inflazione è calcolata senza l’aumento del prezzo del tabacco (vedi indice FOI)

    Come viene rivalutato il tfr investito in un fondo pensione:
    tfr x (rendimento fondo)
    Il rendimento del fondo è dovuto agli investimenti del fondo (obbligazionario, azionario o misto). Pertanto, per ogni fondo pensione, esistono più linee di investimento. Prenderemo in considerazione solo la linea obbligazionaria, dove i fondi hanno un rendimento minimo garantito che va dallo 0% al 2%. Il fondo pensione che prenderemo come esempio sarà il Fondo Alleata di Alleanza Assicurazioni S.p.a. con rendimento minimo garantito 1%

    Tassazione INPS:
    20% sulla plusvalenza + percentuale in base allo stipendio lordo degli ultimi 5 anni, su montante (es. se uno prende 30000,00 euro negli ultimi 5 anni, l’aliquota da applicare al montante sarà del 38%)

    Tassazione fondo
    11% sulla plusvalenza + percentuale in base agli anni residui alla pensione, su montante (es. all’investitore mancano 35 anni alla pensione, l’aliquota da applicare al montante sarà del 9% )

    Età pensionabile:
    – Donne: 63,5 anni
    – Uomini: 65 anni

    1) Esempio calcolo montanti con rendimenti medi INPS e fondo uguali: 2,5%

    Stipendio lordo annuo: 22000 euro
    Tfr annuo: 22000 x 0,0691 = 1520 euro
    Anni alla pensione: 35
    ———————————————————————————————
    Modalità INPS/azienda
    Capitale = 1520 x 35 = 53200
    Montante = 85578
    Plusvalenza = 32378

    Tassazione
    32378 x 0,2 = 6475
    85578 x 0,27 = 23106
    Capitale alla pensione = 85578 – 6475 – 23106 = 55997 euro

    Criticità:
    – indicizzazione al tasso d’inflazione (se l’inflazione è bassa e stagnante, il rendimento sarà basso)
    – possibilità di insolvenza dell’azienda in caso di default
    Vincoli:
    – il tfr rimane in azienda/INPS fino al momento del licenziamento
    – possibilità di prelievo del 70% dopo 8 anni per prima casa.
    ————————————————————————————————–
    Modalità tfr investito in fondo pensione
    Capitale = 1451 x 35 = 50806 (nota: il tfr è decurtato del 4,5% che sono i costi di gestione fondo)
    Montante = 81690
    Plusvalenza = 30905

    Tassazione
    30905 x 0,11= 3399
    81690 x 0,09 = 7352
    Capitale alla pensione = 81690 – 3399 – 7352 = 70939 euro

    Criticità:
    – rivalutazione al rendimento del fondo (possibilità che il fondo non abbia una buona performance)
    – irreversibilità dello stanziamento del tfr (una volta investito nel fondo non può più essere spostato, anche nel caso di cambio lavoro il tfr sarà investito per tutta la durata della vita lavorativa)
    Vincoli:
    – Il tfr rimane vincolato fino alla pensione
    – Possibilità di prelievo del 75% dopo 8 anni per prima casa e del 30% per qualsiasi motivo

    2) Esempio di calcolo montante in modalità INPS/azienda con inflazione media del 4% (1,5% in più del paragone precedente)

    Stipendio lordo annuo: 22000 euro
    Tfr annuo: 1520 euro
    Anni alla pensione: 35

    Capitale = 1520 x 35 = 53200
    Montante = 116429
    Plusvalenza = 63229

    Tassazione
    63229 x 0,2 = 12645
    116479 x 0,27 = 31449
    Capitale alla pensione = 116429 – 31449 – 12645 = 72335 euro

    Conclusioni:
    Il tasso d’inflazione medio degli ultimi 6 anni è 2,88% [quindi un rendimento medio INPS del 1,5 + (0,75x 2,88) = 3,66 %], mentre il rendimento medio netto del fondo Alleata degli ultimi 6 anni è 3,49%.
    Il risparmio fiscale investendo il tfr in un fondo pensione con rendimento 2,5% è compensabile solamente con un rendimento dell’INPS del 4%, ergo tasso d’inflazione medio di circa 3,33 %.
    Se tenessimo buono il rendimento medio di Alleata di 3,49%, per pareggiare il montante alla pensione decurtato delle rispettive tasse, l’inflazione media dovrebbe essere di circa 4,66% (quindi rendimento medio inps del 5%), mentre in realtà è stata di 2,88%. (vedi calcolo successivo)
    Si auspica comunque un probabile aumento dell’inflazione nei prossimi anni, ma gli andamenti dei rendimenti obbligazionari sono correlati positivamente all’inflazione, ergo cresce il rendimento dell’INPS, cresce il rendimento del fondo.
    Ciò che non è prevedibile è l’ammontare di crescita dell’inflazione e il rendimento dei fondi. Per esempio, nel 2013 c’è stata un’inflazione del 1,2% (il tabacco non è incluso), mentre si auspicava un inflazione superiore al 3%.
    A favore dell’INPS abbiamo un rendimento garantito del 1,5% mentre il fondo pensione garantisce solo l’1%. Il rendimento minimo garantito rimane comunque un fattore poco incisivo sulla scelta dell’investimento perché mai raggiunto da entrambi le parti (rendimenti sempre maggiori dell’1% e inflazione sempre maggiore di 0%).

    ALLEATA al 3,49% medio
    Stipendio lordo annuo: 22000 euro
    Tfr annuo: 1520 euro
    Anni alla pensione: 35

    Capitale = 1451 x 35 = 50785
    Montante = 99919
    Plusvalenza = 49134

    Tassazione
    49134 x 0,11 = 5404
    99919 x 0,09 = 8992
    Capitale alla pensione = 99919 – 5404 – 8992 = 85523 euro

    INPS 5% medio
    Stipendio lordo annuo: 22000 euro
    Tfr annuo: 1520 euro
    Anni alla pensione: 35

    Capitale = 1520 x 35 = 53200
    Montante = 144000
    Plusvalenza = 90951

    Tassazione
    90951 x 0,2 = 18190
    144000 x 0,27= 38880
    Capitale alla pensione = 144000 – 18190 – 38880 = 86930 euro

    se avete bisogno chiarimenti:
    rikimorets@hotmail.com

  • antonio / 01/04/2014
    Rispondi

    salve.io praticamente sono rimasto fregato dopo essere stato licenziato.tempo fa all inizio del rapporto di lavoro o deciso di versare il mio tfr.in un fondo pensione non l avessi mai fatto mi stanno facendo dannare sti pezzi di merda praticamente mi dicono che non posso riscattare il mio trattamento di fine rapporto perchè la legge di questo fondo dice che posso riscattare solo il 50% e non solo per riscattare il 50%bisogna essere disoccupato almeno 12 mesi.roba da matti ce qualcuno che mi potrebbe aiutare…..

    • Giacomo / 02/04/2014
      Rispondi

      @ Antonio
      Purtroppo non è possibile riprendere i tuoi soldi prima del termine indicato perché è la legge che lo prevede. Ecco un altro motivo per EVITARE di sottoscrivere questi pericolosi fondi pensione, rigidi e poco adatti alle esigenze previdenziali delle persone.
      Mi dispiace sinceramente per la tua situazione. Se c’è qualche cosa che posso fare per te non hai che da dirmelo. Un abbraccio.

  • salvo / 07/05/2014
    Rispondi

    Salve dott.Saver,
    io che a giugno 2007 ho aderito ad un fondo pensione aperto,cosa posso fare adesso?ho capito,che posso fare ben poco.
    Pertanto, visto che dal 2007 a tutt’ora il mio fondo pensione è stato su azionario 100%(ho 28 anni e 8 anni di contributi), pensa che sia il caso di indirizzarlo su bilanciato (50% az.-50% obl.) o del tutto garantito?
    Pensavo di destinare una certa somma al mese (tipo 50€ – 100€) in un nuovo fondo dove posso “combattere” l’inflazione, cosa mi consiglia oltre ai BFP?

  • Sara / 12/12/2014
    Rispondi

    Buongiorno. Ho 28 anni e lavoro da 3. Fino ad ora ho lasciato il tfr all’INPS (lavoro in una ditta con più di 50 dipendenti), ma stavo pensando di spostare la quota del TFR in un fondo pensione collettivo che la mia azienda ha stipulato con una banca (fondo ARCA). In questo modo oltre alla quota del TFR la ditta versa l’1.5&% e io come dipendente lo stesso. Potete darmi un consiglio se vale la pena seguire questo approccio?
    Da quello che ho capito essendo un fondo pensione collettivo se mi dovessi licenziare posso decidere in quel momento se riscattare quanto messo da parte o se spostarlo su un altro fondo privato. Purtroppo c’è molta confusione a riguardo e molte opinioni contrastanti. Grazie

  • Massimo / 01/02/2015
    Rispondi

    buongiorno.
    Potrebbe darmi un consiglio se aderire o meno ad un prodotto apparentemente con zero costi di caricamento come “pensionline” di Genertel e con pochi costi di gestione?
    Inoltre, se io modulassi il mio pagamento mensile in maniera PERCENTUALE rispetto al mio stipendio negli anni, ad esempio il 10%, e via via che dovesse aumentare il mio stipendio aumentare l’importo della rata, sarei maggiormente al riparo dall’inflazione e quindi dalla potenziale perdita di potere d’acquisto negli anni?
    Grazie in anticipo.
    Massimo, 44 anni.
    Dipendente pubblico.

  • tato / 04/02/2015
    Rispondi

    ciao giacomo vorrei chiederti un parere in merito al fondo pensione; io ho il fondo pensione della byblos di cui verso il 3% io e l 1 l azienda più il mio tfr. volevo chiederti vale la pena versare il tfr in questi fondi o meglio versarli a quelli postali tipo fondo posta previdenza valore, e chiederti pure se è normale che questi fondi (byblos) trattengono dal primo prelievo il 21% e dal secondo prelievo l 11%? ti ringrazio anticipatamente…

    • Giacomo / 05/02/2015
      Rispondi

      @ Tato
      Di solito i fondi pensione non convengono, perché sono troppo costosi ed ingessati. Puoi bloccare i versamenti e dirottare altrove i tuoi prossimi risparmi. Un caro saluto e a presto!!

      • M.A. / 04/04/2016
        Rispondi

        @Tato

        Anche io ho un fondo pensione Byblos, ma so che non è possibile recedere in alcun modo. Vorrei tornare ad avere il Tfr in azienda, ma è davvero possibile?

        • Giacomo / 05/04/2016
          Rispondi

          @ M.A.
          Purtroppo no: una volta scelto di versare il TFR in un fondo pensione non si torna più indietro. Un caro saluto e alla prossima.

  • Salvatore / 26/05/2015
    Rispondi

    Salve. dal 2003 sono iscritto al fondenergia. Adesso l’azienda versa un 2.5% ed io un 2%+6% volontario oltre il tfr. Studiandolo sempre le quote e andamento secondo mè un ottimo fondo. Nel 2015 in 4 mesi ho versato sommando tfr/quote e versamenti e togliendo le commisioni amministrative ( 1.75 euro mese ) un totale 2.831 euro. il mio totale fondo in 4 mesi è aumentato di 6.800 euro. Oltre 3.900 euro di quadagno ( lordo ) in 4 mesi. la mia domanda è: Chi mi da’ +1.000 euro di interessi lordi al mese ??? 2) domanda : Arrivati alla pensione se il fondo supera i 75.000 euro vengono liquidati tutti. Quindi preventivamente….conviene avendo somme +alte prendere il 75% ultimo anno anche se tassato di piu’ ma poi avere il rimanente senza ricorrere al 50% subito e 50% a vitalizio..???? saluti e grazie

    • Giacomo / 27/05/2015
      Rispondi

      @ Salvatore
      Se i mercati azionari scenderanno il suo fondo pensione subirà un bel collasso di valore. Tenga sempre presente che la realtà ha due facce e che i guadagni considerevoli sono stati comunque dettati da un contesto molto positivo oltre al fatto che lei ha accumulato anche durante le fasi di ribasso mediando i prezzi.
      Secondo me alla fine del periodo lavorativo conviene prendere il vitalizio così si è certi di ottenere una rendita fino a che si è in vita e non il capitale che potrebbe finire prima.
      Un caro saluto e grazie a te!!

    • yrk73 / 10/12/2015
      Rispondi

      stranamente è quello che succede a tutti i primi mesi, poi aumentano la rata e dopo altrettanti mesi il “mercato” gli risucchia tutto, è successo a tutti tranquillo non diventerai milionario ma vai bene se ti rimane quello che versi

      • Giacomo / 11/12/2015
        Rispondi

        @ Yr
        Purtroppo è così. In banca ti racontano la storia secondo cui più è lunga l’età pensionabile maggiore deve essere la quota investita in azioni. Poi arrivano i ribassi, perdi più di quanto credevi ed allora cambi linea passando (nel momento sbagliato) ad una gestione più prudente. A quel punto lì è “tanto” se recuperi i tuoi soldi dopo parecchi anni.

  • Claudio / 04/06/2015
    Rispondi

    Buongiorno Sig. Giacomo. Io da circa 5 anni ho aderito al fondo pensione Alleanza spostando così anche la quota del Tfr. A Gennaio 2014 purtroppo ho perso il posto di lavoro e da allora sono disoccupato, così a Gennaio 2015 dopo un anno ho fatto la richiesta di percepirne il 50% come d’accordo di contratto, ho presentato tutti i documenti da loro richiesti e ancora non ho ricevuto nulla. Sono 6 mesi che sto ancora aspettando e quando li contatto mi chiedono documenti che non servono a nulla perché quelli che servono li ho già presentati quindi è un modo per farmi perdere tempo, oppure non sanno darmi risposta o danno risposte assurde dicendomi che faranno un sollecito in sede e che a breve mi ricontattano ma così non è. Addirittura ultimamente li contatto e non mi rispondono più al telefono. Chiedo consiglio a lei su come posso fare se può darmi una mano. Io ancora oggi sono disoccupato e di quei soldi ne ho veramente bisogno. Grazie del suo tempo. Cordiali saluti.

    • Giacomo / 05/06/2015
      Rispondi

      @ Claudio
      Le consiglio di fare reclamo alla COVIP che vigila sui Fondi Pensione scrivendo ai contatti che trova qui: http://www.covip.it/?page_id=1493. Mi faccia sapere e in bocca al lupo…

    • yrk73 / 10/12/2015
      Rispondi

      idem, con un vecchio ares fip di fineco ci ho messo 5 mesi per farmi dare i soldi dopo 8 anni per ristrutturazione. Ti prendono per sfinimento, ho ripetuto le firme in filiale 5 volte in 5 giorni diversi perchè non la accettavano, come se dopo 8 anni uno firmasse identico. W l’Italia

  • Bruno / 23/06/2015
    Rispondi

    Ciao Giacomo,
    innanzitutto grazie per i preziosi consigli, se ti avessi ascoltato prima magari non sarei caduto nella trappola dei fondi. Purtroppo lavorando in un azienda con più di 50 dipendenti non ho avuto scelta. Dopo una serie infinita di telefonate, appostamenti e adescamenti vari al limite dello stalking, vinto dalla stanchezza ho trasferito il tfr al PIP Alleata Previdenza di Alleanza Assicurazioni. Purtroppo non ho modo di trovare i rendimenti delle linee, in particolare della linea Alleata Garantita che almeno mi garantisce il capitale con un minimo del 1%. L’agente Alleanza mi sventola sempre sotto il naso gli ultimi rendimenti del celeberrimo fondo negli ultimi 5 anni: 3,64, 3,30, 3,72, 3,53 e 3,25 nel 2014. La mia domanda è una (ed ho paura della risposta), dopo aver seguito il consiglio di leggere bene i contratti mi sono preso la nota informativa e a pagina 1,2,3 e 4 mi si dice che “i dati di rendimento non includono i costi gravanti direttamente sull’aderente” COSA SIGNIFICA?
    Avendo ormai capito che ad ogni versamento mi viene prelevato il 4,5% significa che vado addirittura a rendimento negativo e che quindi mi spetta solo il rendimento minimo garantito del 1%???????
    Ti chiedo la cortesia di essere preciso in merito e, se puoi, mi sapresti dire dove posso trovare i rendimenti reali delle linee di Alleata Previdenza al di fuori del sito di Alleanza?
    Su mornign star non trovo nulla e neanche sugli altri siti.
    Ti ringrazio di cuore per la tua disponibilità e per la pazienza che sempre usi a chi, come me, vive ancora nella speranza di incontrare persone che non si approfittino dell’ignoranza degli altri.
    Perdona lo sfogo ma sono reamente preoccupato per tutto quanto sopra descritto.
    Grazie ancora.

    Bruno

    • Giacomo / 24/06/2015
      Rispondi

      @ Bruno
      Carissimo, è per me un vivo piacere poterti aiutare. I rendimenti delle linee di gestione sono solo reperibili sul sito di Alleanza, ma stai tranquillo che si tratta di dati affidabili. Il “vero” problema è che quei numeri non si applicano a quello che versi, ma a quello che versi meno i costi di ingresso.

      Quindi se versi 100 euro effettivamente ne saranno impiegati 95,50 ed è su questa somma che si applicano i rendimenti. Quindi un rendimento del 4% significa che a fine anno avrai ottenuto 99,32 il primo anno e 103,29 il secondo. Quindi un 4% annuo su due anni – per colpa dei costi – per te si è tradotto in un 1,63% misero.

      Purtroppo hai avuto la sfortuna di incontrare persone che si sono approfittate del tuo “non sapere” per venderti prodotti molto costosi. Ti prego di leggere questi due ebook gratuiti che ti aiuteranno a capire di più sui perversi meccanismi delle assicurazioni e fondi pensione:
      http://segretibancari.com/risorse/Investimentiassicurativi.pdf
      http://segretibancari.com/risorse/polizze.pdf
      Un caro saluto e contattami se hai bisogno del mio aiuto.

      • Bruno / 24/06/2015
        Rispondi

        Ciao Giacomo, ti ringrazio per la sempre puntuale e chiarissima risposta. Abuso ancora della tua pazienza per l’ultimo dubbio che mi attanaglia. Purtroppo non ho la possibilità di allegarti quanto riportato nella nota informativa sull’illustrazione dei dati storici di rischio/rendimento della linea Alleata Garantita dove viene riportato testualmente che “i dati di rendimento non includono i costi gravanti direttamente sull’aderente”. Applicando il tuo ineccepibile ed illuminante ragionamento sui rendimenti che si applicano non su quanto ho versato, ma su quanto ho versato meno i costi sostenuti, ti chiedo una mano d’aiuto per capire in maniera definitiva. Visto che dal 2010 ad oggi la gestione Alleata Garantita non ha mai fatto registrare rendimenti superiori al 4,5% il rendimento riconosciuto, applicato alle somme versate meno i costi, è stato quello minimo garantito del 1%?
        Ti chiedo questo perchè, essendo il responsabile del personale dell’azienda, sento il peso dei consigli dati ai colleghi al momento della scelta relativa alla destinazione del tfr e mi rendo conto in questo momento dello sbaglio commesso. Mi spiace tediarti con questa richiesta specifica ma ho necessità di chiarire in maniera definitiva l’aspetto relativo ai presunti rendimenti prospettati dall’agente. Una volta chiarito il tutto cercherò di traghettare la mia posizione e quella dei colleghi presso fondi meno costosi e che rendano qualcosa anche a noi lavoratori e non all’agente Alleanza di turno. Infine seguirò fedelmente quanto hai scritto sulle strategie da porre in essere per limitare i danni della destinazione del tfr ai fondi perchè, come dici sempre tu, non è mai troppo tardi!
        Grazie e scusami ancora per l’incalzante richiesta.
        Con affetto.

        Bruno

        • Giacomo / 25/06/2015
          Rispondi

          @ Bruno
          E’ un piacere risponderti. diciamo che il costo degli aderenti (il ‘famoso 4,5% pagato all’inizio) si ammortizza con il passare degli anni per cui il rendimento della linea di gestione “si avvicina” un po’ a quello della linea con il passare degli anni. Senza mai raggiungerlo però.

          Inoltre su ogni nuovo versamento occorre ripartire da capo e ammortizzare il nuovo costo che obiettivamente è molto elevato. Per cui se da un lato è probabile che i rendimenti con il passare degli anni crescano un po’ per l’effetto di diluizione dei costi iniziali, è altrettanto vero che sarebbe meglio non pagare questi costi.

          L’idea di trasferire il fondo pensione ad un’altra forma meno onerosa secondo me è ottima. Per qualunque cosa sono qui per te, scrivimi e ti aiuterò volentieri.

  • fabio / 24/06/2015
    Rispondi

    Salve ho messo 10 anni fa 1000 euro su un fondo pensione presso compagnia assicurativa…ora mi servivano per ristrutturazione casa…ma non essendo prima casa non me li danno. Possibile che non si possano mai riprendere i propi soldi anticipatamente??…posso portarli su un altra compagnia o banca??

  • john / 24/06/2015
    Rispondi

    Non sono d’accordo per niente con l’articolo!
    Italia fa schifo e non bisogna fidarsi di nessuno!
    Ma io mi fido dei numeri….
    ho il fondo fonte da 3 anni e mi ha fatto guadagnare la bellezza di 700 euro con un comparto garantito.
    Per non parlare che l’azienda ci ha messo a mio favore altri 800 euro.
    PS: prendo una paga di 1200 euro.( non 2000)

    Questo vi fa capire il rendimento!

    • Giacomo / 25/06/2015
      Rispondi

      @ John
      Di certo il contributo datoriale ha il suo peso ma i suoi soldi saranno bloccati per molti anni. Io non amo investimenti in cui sono altri a decidere quando e come potrò riavere i miei soldi, ma se lei è soddisfatto sono davvero contento per Lei…

  • Alessandro / 20/08/2015
    Rispondi

    Tenendo conto che adesso il lavoro è sempre precario e che anche sul fondo Fonte per gli interinali il requisito per rimanere è avere un contratto attivo, appena scade il contratto puoi chiedere che ti venga liquidato tutto quanto. Giusto? Non capisco la non convenienza visto che a me stanno facendo contratti di 2 mesi e poi ne aprono uno nuovo. Grazie

    • Giacomo / 21/08/2015
      Rispondi

      @ Alessandro
      Non basta la sola perdita del lavoro per richiedere il riscatto di un fondo pensione. Ci vuole un periodo di inoccupazione piuttosto lungo (48 mesi per chiudere la posizione). Ecco perché sconsiglio di aderire a questi prodotti. Un abbraccio a presto!!

  • Matteo / 01/09/2015
    Rispondi

    Vorrei capire come fare delle valutazioni sistematiche per confrontare Fondo pensione vs. BTP/Buoni fruttiferi considerando anche lo sconto fiscale dato dalla deducibilità (5.164,57Eur scaglione 41%) esistono strumenti di calcolo disponibili?

    Importante anche la disponibilità del capitale a scadenza.

    Grazie

    • Giacomo / 02/09/2015
      Rispondi

      @ Matteo
      Sì esistono ma purtroppo il loro studio va oltre gli obiettivi di questo sito. Occorrerebbe un piccolo corso di matematica finanziaria per padroneggiare questo tipo di scelta finanziaria. Grazie a lei e a presto!!

  • luca / 02/09/2015
    Rispondi

    ciao Giacomo

    ho 49 anni e purtroppo da 17 ho sottoscritto FONCHIM comparto crescita.

    Assunto di aver sbagliato la mia domanda è: quale comparto è meglio scegliere nel mio caso? Resto al comparto crescita o è meglio rifugiarmi nello stabilità o addirittura garantito.

    grazie

    • Giacomo / 03/09/2015
      Rispondi

      @ Luca
      Io starei su comparti a basso rischio, facendo il passaggio durante una fase positiva di andamento dei mercati azionari. L’investimento in borsa è molto più rischioso di quanto la teoria classica della finanza non ci faccia credere per cui è bene stare su comparti stabilità o garantito per sfruttare il vantaggio fiscale ma non mettere a rischio i soldi che ti serviranno per la pensione.

      Per qualunque cosa sono qui, scrivimi e ti risponderò sempre volentieri!!

      • LUCA / 09/10/2015
        Rispondi

        ok Giacomo,

        seguirò certamente il tuo consiglio, il problema è se cambiare subito dato che non so se in questo momento siamo in una fase positiva dei mercati azionari o dovrò aspettare a lungo, ammesso che in questo momento la fase sia negativa e chissà quando si riprenderà.

        grazie mille Giacomo

        • Giacomo / 12/10/2015
          Rispondi

          @ Luca
          La fase sui merato inquesto momneto non è favorevole, ma purtroppo non so dirti quando le cose cambieranno. Sarà il sistema che uso a dirmelo e non appena i dati diranno che è ora di ritornare sul mercato azionario lo faremo…

  • Francesco / 29/10/2015
    Rispondi

    Salve, la mia categoria di lavoro appartiene al fondo Priamo , ma tutt’oggi dopo quasi 20 anni di servizio continuo a mantenere il tfr in azienda. Purtroppo a forza dei continui “martellamenti mediatici” della riforma pensionistica della Fornero, sono tentato di aderire al Fondo sopra elencato per avere una pensione integrativa. Le chiedo gentilmente di mettersi al mio posto e dirmi cosa farebbe nella mia situazione a 43 anni?

    • Giacomo / 30/10/2015
      Rispondi

      @ Francesco
      Io terrei il TFR in azienda e non cederei ai “martellamenti mediatici”. Il conferimento del TFR in un fondo pensione è purtroppo una scelta senza ritorno che la espone a costi notevoli e ad una grande rigidità perché poi non riuscirà più a riprendere i suoi soldi. Per qualunque cosa sono qui per Lei. Risponderle sarà sempre un piacere…

  • gilberto / 04/11/2015
    Rispondi

    Buongiorno, vi sottopongo questa lettera che ho inviato per avere chiarimenti mio “Fondo Pensione APERTO” (Pioneer) :
    ………………………………………………………………………….

    Ho bisogno di un chiarimento per quanto riguarda il Progetto Esemplificativo Personalizzato che mi mandate annualmente.
    Nella “Stima della rata di rendita lorda annuale” si ipotizza che a 66 anni la posizione individuale maturata possa essere di Euro 35.674 e che la rata annuale di rendita vitalizia al pensionamento sia di Euro 1.542 lordi .

    Quindi deduco che :
    questa rendita annuale vitalizia di Euro 1.542 lordi , corrisponde alla posizione individuale accumulata di Euro 35.674 (cioè la posizione stimata al momento del pensionamento ) .

    Quindi, di conseguenza, vorrei sapere se è giusto questo calcolo:
    Euro 35.674 (posizione stimata al pensionamento ad anni 66 ) :
    Euro 1.542 (rendita vitalizia al pensionamento) =
    23,13 anni (cioè anni che ci vogliono per riavere la propria posizione maturata).

    Se questo calcolo è giusto , per riottenere (in forma di rendita) il mio capitale maturato, io dovrei rimanere in vita fino a 89,13 anni (cioè anni 66 + 23,13).
    Se io dovessi morire prima, magari a 80 anni , perderei parte della mia posizione maturata.
    E’ vero quanto dico qui sopra?
    saluti
    …………………………………………………………

    Non ho avuto una risposta chiara. Mi potete aiutare Voi?
    grazie .

    • Giacomo / 05/11/2015
      Rispondi

      @ Gilberto
      Sì è esatto. Ricevere una rendita invece del capitale significa ‘scommettere’ sulla propria longevità. E’ questo uno dei motivi per cui sconsiglio l’adesione ad un fondo pensione. Se sei già dentro ti conviene riscattare (se stai dentro i limiti previsti dalla legge) tutto il versato con le rivalutazioni sotto forma di capitale e non di rendita.
      Un caro saluto e a presto!!

  • Rosario Ilario / 01/01/2016
    Rispondi

    Salve, la contatto per un’informazione circa 15 anni fa mia suocera ha fatto un Fondo pensione Intesa San Paolo oggi chiamata IL MIO DOMANI, ci sono sul fondo circa mille euro che non sono stati incrementati negli anni se non come unico deposito quando fu aperto. Nel tempo ho letto molti commenti sui fondi deposi ed a seguito di questo mia moglie voleva prelevare questi soldi per versarli in un fondo deposito. Ho sentito diverse volte la banca per conoscere le procedure di prelievo ma mi è stato riferito che non possono essere prelevati, quindi sono bloccati se non la metà della somma solo ed esclusivamente dopo due anni di disoccupazione come contributo di assistenza. Puo consigliarmi ma sopratutto confermarmi che ciò che mi è stato detto corrisponde a verità ?
    Diversamente esiste un modo per svincolare questi soldi e gestirli come meglio crede mia moglie ?
    Grazie in anticipo per la sua risposta.

  • RobyMax1 / 05/01/2016
    Rispondi

    Ciao Giacomo e complimenti, sei l\’unico che mi ci ha fatto capire qualcosa.
    Troppo poco però per scegliere, visto che gli squali sono in agguato di \”fessi\” come me.
    Sono al decimo anno di lavoro con una grossissima multinazionale, in ottimo stato di salute per fortuna e, ovviamente, con molto più di 50 lavoratori.
    Il mio TFR l\’ho per ora lasciato in azienda.
    Ma qui la mia domanda per eccellenza: se leggo in giro, nei fondi il TFR è tassato tra il 9 ed il 15%, in azienda è, minimo, al 23% e sale in base al reddito.
    Se i numeri sono questi, non sarebbe già un motivo più che valido per passare ad un fondo pensione?
    Grazie ed ancora complimenti per l\’ottimo lavoro.

    • Giacomo / 07/01/2016
      Rispondi

      @ Roby
      Dipende dalla tua situazione reddituale (ovvero da qual è l’aliquota media che pagheresti incassando il TFR) ed inoltre dal tempo che ti manca alla pensione. Se questo non è molto lungo allora puoi valutare l’adesione ad un fondo pensione di categoria o uno aperto a costi bassi. Grazie per i complimenti e per il tuo commento. Per qualunque cosa sono qui per te. A presto!!

  • Fabio / 09/01/2016
    Rispondi

    Ciao Giacomo, cosa ne pensi dei fondi pensione di poste italiane? dicono che danno un reddito garantito del 1,5% (poco ma come dicono loro sicuro) poi arrivato all’età pensionistica hai anche la possibilità di poter prendere tutti i soldi subito o divisi in poco tempo ( 5 o 10 anni ) a parte la solita procedura rendita finchè rimani in vita. Sono un ragazzo di 24 anni e volevo iniziare ora a costruirmi una vecchiaia un po più tranquilla…

    • Giacomo / 11/01/2016
      Rispondi

      @ Fabio
      Secondo me tutti i fondi pensione sono da evitare perché oltre ad essere prodotti cari ed inefficienti sono anche rigidi. Una per tutte: se anche cambi lavoro o ti licenzi non puoi riprendere i tuoi soldi se non in determinate circostanze. La normativa è troppo severa ed i vantaggi troppo piccoli rispetto ai vincoli per farmi cambiare idea su questi prodotti.
      I prodotti postali non fanno eccezione e sono da evitare come tutti gli altri secondo me…

  • Antonio / 01/02/2016
    Rispondi

    Ciao Giacomo sono stato assunto da poco in una multinazionale con il contratto jobs act. Ed ora in azienda mi hanno proposto di aderire al fondo Cometa, secondo te cosa mi consigli di accettare oppure di lasciare le cose come stanno.e poi se puoi spiegarmi in termini semplici come funziona Cometa.almeno per farmi un’dea di tutta sta cosa. Ti Ringrazio in anticipo Giacomo…

    • Giacomo / 02/02/2016
      Rispondi

      @ Antonio
      Io ti sconsiglio di aderire al fondo Cometa. Oltre al fatto che pagheresti dei costi di gestione per tutta la durata della tua vita lavorativa, di fatto non saresti più libero di usare il tuo denaro perché i fondi pensione sono molto “rigidi” sotto questo punto di vista.
      Essi, peraltro, funzionano esattamente come i fondi comuni di investimento. Sono solo più rigidi perché una volta entrati non si esce più se non in casi eccezionali: http://www.segretibancari.com/consulenzafinanziaria/previdenza-complementare-come-uscirne/.
      Per qualunque domanda sono qui per te. Alla prossima!!

  • Alice / 17/02/2016
    Rispondi

    Buongiorno dottor.saver io due anni fa per sfinimento dei consulenti del gruppo Alleanza ho deciso di spostare il mio tfr da loro…la prima domanda è quando andrò in pensione il mio capitale lo posso avere tutto al 100%?altra cosa mi sento di aver fatto una cavolata ma dato che ormai non posso più tornare indietro (trispostarlo in azienda) come posso fare per limitare danni…cioè esiste un altro fondo più trasparente e più sicuro???

    • Giacomo / 18/02/2016
      Rispondi

      @ Alice
      La possibilità di riavere indietro il capitale per intero alla scadenza dipende dalla linea di gestione scelta. Alcuni fondi pensione, infatti, hanno una forte componente azionaria che annulla la garanzia della restituzione del capitale alla scadenza. Trattandosi di assicurazioni tradizionali credo che questo rischio non ci sia e che, a parità di altre condizioni, alla scadenza possa contare sulla restituzione intera di quanto versato.

      Se sono trascorsi almeno due anni dalla sua iscrizione può cambiare fondo pensione, scegliendone uno meno costoso e versando lì i suoi nuovi contributi.

  • lorenzo / 27/02/2016
    Rispondi

    Ciao Giacomo, qualche anno fa ho aderito a Cometa comparto MonetarioPlus.
    Oramai, consapevole dell’errore grazie anche ai tuoi consigli, non potendo porvi rimedio e visto che dovrò conviverci per almeno 35 anni, volevo chiederti se vale la pena fare uno switch al comparto Reddito, per avere forse un rendimento maggiore di quello avuto se lasciato in Azienda. Ho solo un dubbio: analizzando il fondo sul sito della Morningstar vedo che mentre il MonetarioPuls è superiore al suo indice, il comparto Reddito è sempre inferiore. Questo significa che è gestito male o sono i costi che lo frenano?
    Tempo fa, e precisamente nel dicembre 2013, avevi pubblicato un post “Morningstar: Come Usare i Tool per i Tuoi Investimenti”, in cui inserivi un video su come utilizzare al meglio tale sito. Il video non è più disponibile. Ti chiedevo se è possibile ripubblicarlo.
    Ciao e grazie del tempo che ci dedichi

    • Giacomo / 29/02/2016
      Rispondi

      @ Lorenzo
      Sto rifacendo il mio canale youtube ed alcuni video sono stati eliminati, perché rimpiazzati con altri più aggiornati. Non escludo di rimettere un tutorial in cui spiego come usare il sito morningstar per scegliere un fondo comune (o pensione). Il motivo per cui il comparto monetario è più performante del “reddito” risiede nel fatto che il primo ha un benchmark più facile da battere rispetto al secondo (il rendimento di un deposito in euro a tre mesi), per cui il suo andamento risulta essere vincente rispetto agli altri.
      In linea di massima è condivisibile la scelta di tenere il fondo investito in prodotti di liquidità, per beneficiare dell’agevolazione fiscale senza esporre i propri soldi alle oscillazioni dei mercati finanziari.
      Un caro saluto e a presto!!

  • andrea / 08/03/2016
    Rispondi

    Ciao Giacomo,

    quindi lasciare il proprio TFR presso INPS al momento è la scelta migliore?

    • Giacomo / 09/03/2016
      Rispondi

      @ Andrea
      Secondo me sì anche se poi bisognerà integrare la pensione con versamenti volontari su un piano di investimento finanziario ad hoc.

  • Daniela / 25/03/2016
    Rispondi

    Non capisco perchè fare di tutta l’erba un fascio. Spero lei sappia che sta causando un danno enorme di disinformazione. Questa gente che le crede, che associa tutte le assicurazioni e le banche sotto la stessa bandiera, tra 40 anni saranno senza casa, disperati e senza possibilità di tirare su i figli. Spero che a quel punto si metterà la mano sulla coscienza. Se ne ha una.

    • Giacomo / 29/03/2016
      Rispondi

      @ Daniela
      Credo di aver creato un po’ di confusione e me ne scuso. Io non ho mai detto che non conviene crearsi una pensione integrativa: al contrario sono assolutamente convinto che sia indispensabile farlo. La mia perplessità nasce solo dal veicolo usato. Lei può andare da Milano a Napoli in taxi o in treno: nel primo caso spenderebbe una fortuna, mentre nel secondo giungerebbe a destinazione ugualmente ma con costi decisamente inferiori.
      Sono i fondi pensione a non essere adatti all’obiettivo pensionistico a causa della loro rigidità e dei costi che nascondono, mentre l’esigenza di crearsi una rendita è fuori discussione.

  • Simone / 05/04/2016
    Rispondi

    Salve a tutti ho un problema grande nel senso che in posta mi hanno consigliato di fare un fondo pesi none ho messo 2000 euro e sto versando 50 euro al mese ma ora ho chiesto di riavere quesi soldi perché mi servono disperatamente ma dicono non è’ possibile se non dopo otto anni solo il 30 per cento….AIUTATE,MI,,,,,,,

    • Giacomo / 06/04/2016
      Rispondi

      @ Simone
      Purtroppo è così. I soldi investiti nei fondi pensione non sono liberamente prelevabili. Ecco perché insisto sempre molto nella formazione e nella consapevolezza. Bisogna sapere quello che si fa PRIMA di sottoscrivere un investimento (fondo pensione nel tuo caso) e non correre ai ripari dopo. Nel tuo caso purtroppo -scusa la franchezza – non c’è molto da fare…

  • Andrea / 17/04/2016
    Rispondi

    A prescindere dalle considerazioni sui vantaggi o meno di partecipare ad un fondo pensione. Vorrei fare una semplice domanda. Dato che la legge prevede che calcolando solo il 70% del montante maturato sul fondo se la rendita generata sarà inferiore al 50% della pensione sociale INPS (che nel 2015 era pari a 442,30 Euro mensili per un totale annuale di 5749,90 Euro, da cui si ricava che il riferimento è pari alla metà: 2874,95 Euro all’anno) si potrà avere tutto il capitale nel momento della pensione, la domanda è: quale è il capitale massimo sul fondo pensione tale che io possa essere sicuro di avere indietro tutto il capitale (salvo le tasse) e non essere obbligato ad avere una rendita ? Ovviamente facendo il caso di usare come riferimento la pensione sociale INPS del 2015, è chiaro che nel futuro questa potrà cambiare.

  • Andrea / 17/04/2016
    Rispondi

    Provo a rispondermi da solo dopo aver fatto un po’ di ricerche in Internet. Il mio Fondo applica le tabelle di conversione RG48 con tasso tecnico 0%. Il sottoscritto verrà mandato in pensione all’età di 68 anni (considerando già l’age-shifting) a cui corrisponde un valore di 17,4651 di capitale per ogni Euro di rendita annuale. Ne consegue che 2874,95 Euro (50% della rendita INPS) * 17,4651 = 50211,29 Euro. Considerando che viene usato come base di calcolo il 70% del montante sul fondo, occorre quindi fare 50211,29 / 0,7 = 71730, 41 Euro. Se non ho mal interpretato il tutto (chiedo a Giacomo un parere), direi che se tengo meno di 70.000 Euro sul fondo riesco a prendermi il 100% del capitale, se ho di più chiedo un anticipo (tassato al 23%) per abbassare il montante.

    • Giacomo / 18/04/2016
      Rispondi

      @ Andrea
      Giusto… convertendo in rendita il 70% del montante contributivo del fondo pensione ottieni una rendita inferiore alla metà dell’assegno sociale puoi chiedere il pagamento del capitale.

  • Carmelo / 21/04/2016
    Rispondi

    Salve,
    da anni ho posticipato la scelta di “dove” collocare il TFR. La mia azienda aderisce al fondo Allianz INSIEME e tutti i miei colleghi aderenti hanno avuto dei rendimenti che il TFR ad oggi non da.

    Ho capito la sua posizione rispetto a tutti i fondi pensione in maniera indiscriminata, ma non ho ancora concretamente capito “cosa” fare dato che lei stesso indica come necessario “integrare”.

    Grazie per i consigli e, considerando la sua esperienza in materia, le chiederei un paragone al netto delle commissioni tra il rendimento del fondo INSIEME e il TFR lasciato in azienda.

    Grazie,
    C

    • Giacomo / 22/04/2016
      Rispondi

      @ Carmelo
      E’ indispensabile costruirsi una rendita pensionistica integrativa visto che l’età pensionabile si allontana sempre più e la rendita che avremo sarà sempre più bassa. Tuttavia i FP a mio avviso sono strumenti opachi, rigidi e vincolanti che si possono evitare. Se vuoi sapere come crearti un capitale per la pensione puoi iniziare da qui: http://segretibancari.com/ascuoladiinvestimenti/

  • Lorenzo / 27/04/2016
    Rispondi

    Salve Giacomo,

    avrei bisogno di un consiglio potrei contattarla privatamente via email?

    • Giacomo / 27/04/2016
      Rispondi

      @ Lorenzo
      Purtroppo non faccio consulenze one to one. Se vuoi sottopormi il quo quesito per favore usa la pagina Facebook di Segretibancari: tps://www.facebook.com/segretibancari/ oppure vieni alla prossima edizione di Investitore Libero. Un abbraccio e a presto.

  • Paul / 29/04/2016
    Rispondi

    i fondi fanno schiffo. Ho aderito nel 2007 al fondo Byblos.
    Il Fondo dice:
    L’aderente può uscire dal Fondo prima del pensionamento?
    Nei casi di cessazione del rapporto di lavoro e nelle altre ipotesi di perdita dei requisiti di partecipazione al fondo l’aderente è legittimato al riscatto della posizione individuale.

    Cosa succede quando l’aderente perde i requisiti di partecipazione? Può riscattare la posizione? Esiste un termine entro cui effettuare il riscatto? Posso riscattare la mia posizione se ho una cessione del quinto?

    La perdita dei requisiti di partecipazione può originare da diverse situazioni (perdita del lavoro, modificazioni del rapporto di lavoro, cambiamento di attività, licenziamento, mobilità…). L’iscritto a Byblos può:

    trasferire la propria posizione individuale ad altra forma pensionistica complementare

    attendere 12 mesi, senza lavoro, per riscattare la metà della posizione o 48 mesi per riscattare tutto;

    riscattare subito tutta la posizione individuale, ma accettando una tassazione meno favorevole
    In caso di riscatto immediato per perdita dei requisiti di partecipazione (o di altre cause non rientranti nelle casistiche sopra elencate) la tassazione è del 23%.

    La mia domanda e se perdi il lavoro per licenziamento o dimissione puoi riscattare o no?!

    • Giacomo / 02/05/2016
      Rispondi

      @ Paul
      Grazie per il tuo commento. Trovi le risposte che cerchi in questo articolo: http://www.segretibancari.com/consulenzafinanziaria/previdenza-complementare-come-uscirne/. Un caro saluto e al prossimo commento 🙂

      • daniele / 17/05/2016
        Rispondi

        gent.mo giacomo circa 8 anni fa ho aderito al fondo pensione my pension di Mediolanum e qualche mese fa anche al fondo del pubblico impiego perseo con versasmento nello stesso del tfr. dando un occhiata in rete di Mediolanum parlano solo male adducendo costi molto alti, pensa sarebbe meglio far confluire tutto in perseo chiudendo Mediolanum o lasciare differenziato? cosa ne pensa? grazie e saluti

        • Giacomo / 18/05/2016
          Rispondi

          @ Daniele
          La sua è un’ottima idea. Trasferisca tutto nel fondo pensione Perseo e chiuda con Mediolanum i cui costi sono davvero troppo alti e sono la ragione delle performance deludenti.

  • Paolo / 10/06/2016
    Rispondi

    Salve Giacomo,
    la ringrazio anticipatamente per i consigli che elargisce in questo sito, sono davvero molto utili.

    Le espongo il mio dubbio: ho 34 anni e lavoro in un’azienda solida che suggerisce la sottoscrizione del fondo Generali Global. L’azienda per il fondo dona un contributo del 3% della RAL di circa 35000 (che negli anni dovrebbe crescere).

    Sono parecchio indeciso se aderire o meno visti i suoi commenti e i pareri discordanti che trovo in giro.

    Riuscirebbe con un esempio pratico a spiegarmi il perché scegliere o meno tale fondo pensione contro il TFR (lasciando da parte la questione della possibilità di riscattare parzialmente i soldi)?

    Cordiali saluti,
    Paolo

    • Giacomo / 13/06/2016
      Rispondi

      @ Paolo
      Purtroppo, per ragioni di tempo, non posso fare esempi pratici e singole analisi. Il contributo datoriale del 3% è sicuramente interessante, ma occorre analizzare bene l’indice di costo del fondo Generali, perché se esso è troppo alto vanificherà i rendimenti che potrà ottenere nel tempo.
      Cerchi la voce “costi” nel prospetto informativo e verifichi che gli stessi non siano troppo alti. in ogni caso sia consapevole del fatto che aderendo ad un Fondo pensione o prodotto analogo blocca, di fatto, i suoi soldi per circa 30 anni…

    • Massimiliano / 15/09/2016
      Rispondi

      Ciao Paolo,

      mi trovo nella tua stessa situazione. Anche i valori numerici sono pressapoco identici. Medesima situazione anche rispetto al discorso aziendale.
      Nutro qualche dubbio anche io ma ne sono uscito informandomi. Innanzi tutto, se in molti accettano, avranno le loro buonissime ragioni. Personalmente non ho accettato. Il motivo è estremamente banale. Non voglio che altri giochino a fare i trader con i miei soldi.
      Ho miei investimenti privati che hanno come obiettivo quello di migliorare il valore del capitale investito secondo precise strategie. Ovvio, non sono certo un mago della finanza ma ciò non serve. Detto questo, sono ASSOLUTAMENTE d’accordo col fatto che integrare la pensione INPS sia necessario. Ho più di 30 anni davanti a me di lavoro. Dunque, per almeno un decennio mi maturerò un capitale liquido in azienda. Poi si vedrà. Vediamo come si comporteranno questi fondi da qui a 10 anni. Eventualmente potrei aderire a quello di categoria, bancario, tra una decina d’anni… Non ho fretta. Ma per ora, i miei soldi li vorrei mantenere liquidi per così dire. Saluti

  • tiziana / 14/06/2016
    Rispondi

    buongiorno Giacomo.
    volevo un’informazione su un fondo pensione aperto “Insieme” di Allianz Ras che ho fatto per mio figlio ancora a carico.
    e? stato aperto nel 2011 con una cifra pari a 35.000 euro , nel 2012 ho fatto un’ulteriore deposito di 5000 euro.
    da allora più niente perché mio figlio è diventato contrario alla cosa e mi ha proibito di fare ulteriori versamenti. possiamo lasciare questi soldi senza fare ulteriori aggiunte fino alla pensione di mio figlio (mancheranno tantissimi anni). Non facendo più versamenti potrebbero non dargli poi i soldi…? sono preoccupata. Mi schiarisca le idee . Grazie molte

    • Giacomo / 15/06/2016
      Rispondi

      @ Tiziana
      Stia tranquilla, può evitare di fare ulteriori versamenti senza nessun problema. Il fondo pensione non è vincolante come le polizze, da questo punto di vista, per cui anche se non versa più quello che ha già messo nel fondo continuerà a rivalutarsi con il trascorrere del tempo.Un caro saluto e grazie a lei…

  • Nhio / 17/06/2016
    Rispondi

    Ho appena \”investito\” parecchio tempo (fortuna solo quello) nel leggere parecchie cose su Internet circa l\’argomento, ma non viene mai fatto riferimento o citato uno degli aspetti (imho) più importanti nel valutare l\’investimento (stavolta di denaro) in un fondo pensione: il MUTUO!!!! Cosa voglio dire: ieri in banca hanno cercato di convincermi della convenienza nell\’investire in un fondo pensione (sopratutto facendo leva sul futuro dei miei figli) mostrandomi l\’elevata convenienza nel poter detrarre fiscalmente ecc….. Alchè io ho detto: sarei anche disposto a prendere in considerazione l\’investimento di una somma di denaro che altrimenti accantonerei in un conto o sotto il letto….ma se io ho aperto un mutuo con la banca, significa che ogni euro che mi avanza è un euro che la banca mi ha prestato e sul quale mi farà pagare un interesse! Quindi non ha senso dirmi quanto può valere un euro dei miei soldi senza considerare che io su quell\’euro sto già pagando un interesse! A sto punto se avanzo qualcosa meglio ridarlo al proprietario (la banca) abbassando il capitale del mio mutuo. Quando avrò estinto il mutuo se ne riparlerà. Siete d\’accordo?

    • Giacomo / 18/06/2016
      Rispondi

      @ Nhio
      Assolutamente d’accordo. Se uno ha un prestito dovrebbe prima estinguere quello è poi pensare al resto.
      Anche la chiusura del mutuo è un investimento.

  • Andrea / 13/07/2016
    Rispondi

    Scusa Giacomo, cosa mi consiglia di fare per poter avere una vita serena dopo la vita lavorativa( dopo esser entrato in pensione che età ancora non si sa più con tutto sto casino di date in avanti?)
    Grazie

    • Giacomo / 14/07/2016
      Rispondi

      @ Andrea
      Se vuoi imparare un sistema completo per investire che ti renda libero da problemi di carattere economico (compresa la difficoltà di sapere dove investire, quando farlo e come) ti suggerisco di iscriverti alla prossima edizione di Investitore Libero, il corso dal vivo che ti insegnerà come impostare un piano di investimento personalizzato interattivo. Trovi tutti i dettagli qui.
      Un caro saluto e spero di vederti in aula 😉

  • marco / 24/08/2016
    Rispondi

    Buongiorno Dottor Giacomo Saver.
    Se versassi 3.000 euro annui in fondo pensione , grazie alle detrazioni irpef, mi saprebbe dire quanto mi rimarrebbe in più netto in busta paga con un imponibile IRPEF di Euro 36.800,00 ed una ritenuta lorda di Euro 10.334,00? Il netto attuale è di Euro 27.000 circa.

    • Giacomo / 24/08/2016
      Rispondi

      @ Marco
      Volentieri. l’aliquota marginale su cui paga le imposte è del 38%. Versando 3.000 euro nel fondo pensione avrà quindi u risparmio di euro 1.140.

  • Marco / 16/09/2016
    Rispondi

    Buongiorno Giacomo,
    Nel caso abbia firmato un contratto per destinare il TFR ad un fondo pensione, ma senza comunicarlo alla mia azienda (o in alternativa senza comunicarlo ad un nuovo datore al momento del cambio di lavoro), ha idea se ci sono delle procedure tra enti per cui avverrà comunque una comunicazione alla mia azienda che iniziarà a versare nel fondo?

    Grazie!

    • Giacomo / 16/09/2016
      Rispondi

      @ Marco
      Non saprei risponderti ma temo che le comunicazioni avvengano d’ufficio. Al momento dell’assunzione suppongo ti sarà fatta la domanda relativa al TFR e se hai sottoscritto un fondo pensione non puoi tornare indietro…

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