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Gli ETF obbligazionari: il cattivo consiglio di Morningstar

Morningstar e gli ETF: tre cose non dette

In un articolo apparso di recente sul suo sito, Morningstar elogia i vantaggi degli ETF che replicano un indice obbligazionario sostenendo che con essi puoi gestire in modo dinamico la duration del tuo portafoglio. Ma la realtà è diversa…

Morningstar è il sito più ‘gettonato’ dagli investitori in fondi. Presente in Italia dal 2001, questo portale che raccoglie in un grande database tutti i dati relativi ai fondi comuni collocati in Italia, ha ampliato la gamma di prodotti analizzati. Oggi comprende anche gli ETF e le azioni. Utilizzare i fondi comuni ‘replicanti’ invece di quelli a gestione attiva è uno dei tre importanti segreti per investire in modo intelligente. Scoprirai gli altri due grazie alla lettura di questo ebook omaggio, dallo stesso titolo.

Nell’articolo apparso i primi di maggio sul sito italiano, Morningstar approfondisce il ‘caso’ degli ETF obbligazionari e del loro impiego per modellare la duration di un portafoglio. Ma sorvola su tre aspetti importanti…

Obbligazioni e duration

La duration è la durata media finanziaria di un titolo obbligazionario o di un portafoglio di obbligazioni. Nell’investimento perfetto andrai a fondo della faccenda e scoprirai l’importanza che questo indicatore ha. In estrema sintesi possiamo dire le obbligazioni con durate residue ‘lunghe’ hanno una duration elevata e con essa un maggiore rischio.

Dopo aver illustrato il concetto di duration, Josè Garcia Zarate magnifica gli ETF come strumento per gestirla al meglio.

Dov’è che il suo ragionamento si pianta? Te lo svelerò dopo averti detto due parole su Morningstar…

Morningstar: chi sei?

Morningstar è una società americana specializzata nell’analisi dei fondi comuni. Il grande pregio è l’indipendenza dalle singole società di gestione, nei confronti delle quali l’azienda è staccata. Famose sono le ‘stelle‘ con cui Morningstar esprime un giudizio sintetico sulla qualità della gestione di un determinato fondo.

Se è vero che la società in questione è indipendente dai singoli intermediari che gestiscono fondi comuni, è altrettanto vero che la stessa è dipendente dall’industria del risparmio gestito nel suo complesso. Morningstar può pubblicare le performance deludenti di un o o più fondi comuni, può ‘penalizzarli’ attribuendo loro un basso numero di stelle, ma non può prendere posizione contro l’intero settore, che è lo stesso che le dà da vivere. L’azienda, infatti, si finanzia vendendo pubblicazioni e strumenti di analisi utili in primo luogo ai promotori finanziari Guarda caso,gli stessi soggetti che vivono di fondi comuni e di risparmio gestito.

Può allora Morningstar parlare male dei fondi comuni in generale o di una loro fetta importante, quale gli ETF?

ETF azionari sì grazie. ETF obbligazionari? No, grazie

Gli ETF di cui parla l’articolo di Morningstar sono quelli che replicano un indice di titoli di stato. In particolare esiste un indice globale, l’EuroMTS global, e dei sottoindici dello stesso suddivisi per durata residua dei titoli che li compongono. Avremo così l’EuroMTSglobal 1-3 anni, quello 3-5 anni e così via.

E avremo tanti ETF ognuno dei quali replica un sottoindice ed un ETF, diverso dai precedenti, che replica l’EuroMSTglobal. La gestione della duration consiste nell’attribuire pesi differenti agli ETF che replicano i sottoindici rispetto all’importanza che questi hanno nel paniere globale. Credi che i tassi scendano? Invece di comprare l’ETF sull’indice globale, compri quello sul sottoindice formato da titoli di stato con durata (e duration) lunga. Vuoi proteggerti da un rialzo nei tassi? Compri ‘di più’ dell’ETF che replica il sottoindice 1-3 anni e ‘meno’ dell’indice globale o del sottoindice con scadenze più lunghe.

L’approccio suggerito da Morningstar comporta tre diversi problemi:

  • costi elevati in termini di commissioni di negoziazione. Ogni volta che vendi e compri gli ETF paghi una commissione minima dello 0,19%, che non è poco se consideri che si tratta di titoli di stato
  • costi elevati in termini di commissione di gestione. Gli ETF vincono la sfida coni fondi comuni tradizionali nell’ambito azionario, ma restano cari se utilizzati come veicolo per l’investimento in obbligazioni
  • gli indici obbligazionari governativi sono molto concentrati, a livello di emittenti. Pensa che l’EuroMTSglobal era composto, al 31 marzo 2011, per il 24% da titoli di stato italiani, per il 23% da titoli governativi francesi e per il 20% da quelli tedeschi.

Che senso ha allora comprare un ETF per ‘diversificare’ date queste premesse?

L’unica spiegazione che mi sento di dare è che Morningstar deve parlare bene dei fondi comuni in generale, ma che gli ETF obbligazionari sono da evitare. Meglio comprare direttamente singoli titoli e tenerli in portafoglio. Inoltre ‘giocare’ con la duration potrebbe essere pericoloso se i tassi si muovono nella direzione opposta a quella prevista. Immagini che cosa accadrebbe se i tassi di interesse salissero e tu avessi investito tutto il tuo portafoglio in titoli a lunga scadenza?

Costruisciti un paniere di titoli di stato a tasso fisso con durata residua massima di 5/7 anni o di titoli a tasso variabile e dimentica la duration!

Se nei commenti vorrai esprimere la tua opinione o farmi domande di approfondimento, sarò lieto di risponderti.

Dedicato al tuo duraturo benessere finanziario

Giacomo

 

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Comments

  • MARCO

    CIAO, ho letto un articolo interessante sulla rivista INTERNAZIONALE riguardo il fondo BLACKROCK è la gestione degli etf. BLACKROCK ha comprato nel 2009 il ramo gestione patrimoniale della BARCLAYS che includeva gli ISHARES, azienda leader nell.emissione di ETF. se ricordate il crash della borsa di new york nel 6 maggio 2010,crollò del 10% di botto, per poi recuperare dopo pochi minuti, dovuto ad un ordine di vendita partito male. quando la borsa scese in pochi minuti ripeto del 10%, il 70% delle transazioni era costituito da ETF. più ne vengono emessi, più aumenta il rischio che, se il mercato azionario crolla per qualche motivo, il conseguente calo degli ETF aggravi la situazione. la BLACKROCK ha ammesso che gli ETF sono rimasti coinvolti in maniera “massiccia” nel flash crash del 6 maggio 2010. forse la prossima bolla speculativa oltre che alle materie prime, sarà legata anche alla emissione troppo sostenuta di ETF.

    • Giacomo

      Marco, ricordo l’episodio ma non credo che gli ETF siano così coinvolti, non più di quanto non lo siano le azioni. Semmai il problema è di natura tecnica: quando le borse scendono molto scattano gli stop loss degli operatori che scelgono di chiudere le posizioni per evitare di subire dei danni maggiori. E sono proprio queste vendite a far scendere ulteriormente le quotazioni. Ciò accade comunque, sia che uno venda un ETF sia che venda i titoli che compongono l’indice stesso che l’ETF replica.
      Possiamo processare gli ETF per il regime fiscale sfavorevole, per gli spread denaro-lettera a volte un po’ampi ma non per questo motivo :)
      Buona domenica!!

  • Gianni

    Caro Giacomo, c’è un dettaglio importante che a mio avviso hai tarscurato, comprare un ETF obbligazionario è operativamente molto più facile e molto più trasparente che comprare un’obbligazione (e ancora più facile che comprarne più di una per diversificare). Mi spiego: dicamo che decido ci comprare un’obbligazione X a tasso fisso, ora calcolare il rendiemento netto di tale obbligazione è un’operazione piuttosto complessa. L’obbligazione avrà un certa cedola, una certa scadenza, ed un prezzo sul mercato TLX/MOT, ma il prezzo a cui lo compri è poi diverso, ovvero dopo averla comprata devi pagare il rateo interessi della cedola a colui che te l’ha venduta. Calcolo che ovviamente fa la banca, ma insomma quello che voglio dire è che il prezzo dell’obbligazione non comprende tutto. Quindi se voglio comprare più obbligazioni devo per ciascuno calcolarmi il rendimento netto e poi passare all’acquisto. In egual modo se a un certo punto decido di vendere le mie obbligazioni, il prezzo sul mercato al solito non comprende tutto, devo calcolare quanto prenderò anche dal rateo interessi della cedola che vado a cedere al compratore insieme all’obbligazione.

    Ora quando invece compro un ETF il prezzo incorpora già tutto, so che lo compro ad un certo prezzo che è quello, e sopratutto quando vedo che è salito e dovessi decidere di venderlo ad un certo prezzo lo potrò vendere esattamente a quel prezzo, senza dover calcolare ratei interessi ed altro.

    Correggimi se sbaglio.

    • Giacomo

      @ Gianni
      Il tuo ragionamento è corretto, carissimo.
      L’unica cosa su cui non mi trovi d’accordo è la complicazione del calcolo. Anzi, è molto più semplice determinare il rendimento ex ante di un’obbligazione che di un ETF.

      Se acquisti un singolo titolo puoi immediatamente avere il dettaglio del rendimento:

      http://www.segretibancari.com/risorse-omaggio/video/come-si-calcola-il-rendimento-di-un-bond/

      Nel caso di un ETF, al contrario, non hai nessun parametro di redditivià. Il rendimento di un portafoglio di titoli è poi semplicemente la media ponderata del rendimento dei singoli bond che lo compongono.
      Come dire: è tutto molto facile :) Ovvio che l’acquisto di un ETF semplifica ancora di più le cose, ma secondo me alla luce di quanto ti ho detto e delle incertezze che ci sono sulla redditività del prodotto, sceglierei comunque le obbligazioni e non l’ETF.

  • Matteo

    Scusate l’ignoranza, ma se compro un titolo di stato mi tassano al 12.5% e se compro un ETF obbligazionario mi tassano al 20%? Se è così credo che l’ETF obbligazionario non mi convenga.
    In secondo luogo BTP plain vanilla non hanno rendimenti difficili da calcolare e comunque si trovano già calcolari su alcuni siti.
    Il rateo poi è un costo fittizio: devi solo anticipare al venditore la parte di cedola maturata che gli spetta. Quei soldi comunque li riavrai entro 6 mesi. Dico male?

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