assicurazione-vita

Hai dubbi sulla convenienza dell’assicurazione vita?

Se dubiti della convenienza delle assicurazioni vita e della polizza sei nel posto giusto…

Non lo dico io ma i numeri. La convenienza dell’assicurazione vita è solo apparente. Al termine  di questo post saprai perché.

Gli squali finanziari non vanno mai in vacanza. Anzi, approfittano delle alte temperature per venirti a trovare con la giacca stirata di fresco e il profumo che persiste dal mattino. E cercano di fare leva sulla tua paura per venderti il classico
investimento assicurativo. Io ho fatto qualche calcolo per te per dimostrarti come la convenienza dell’assicurazione vita sia solo apparente, così come la sua sicurezza.

La polizza vita più vecchia del mondo

La classica assicurazione vita è quella in forma di rendita. Essa ti garantisce un pagamento ricorrente sino a che sarai vivo a fronte della corresponsione, da parte tua, di una serie di premi annui. A garantire il buon fine dell’operazione c’è una gestione separata, che investe in titoli di stato i premi raccolti e i cui importi sono tenuti distinti dalle altre attività della compagnia.

Inutile dire che se lo Stato dovesse dichiarare bancarotta anche il valore delle gestioni separate evaporerebbe come l’acqua che bolle in pentola e la compagnia non riuscirebbe a colmare un buco così grande con il proprio capitale sociale.

Per smontare la convenienza di questa polizza vita, invece, mi sono finto cliente ed ho ottenuto un preventivo da Zurich.

Dove sta la convenienza?

Vediamo che cosa mi hanno proposto. A fronte di un versamento annuale di 4.000 euro per 25 anni (ipotizzando di essere un quarantenne), la rendita minima garantita con il tasso tecnico del 2% sarà pari a 6.173 euro annui.
Tralasciamo il discorso inflazione per fare un paio di calcoli finanziari.

Se invece di sottoscrivere questa assicurazione vita io investissi direttamente i premi al 2% dopo 25 anni avrei un montante di euro 130.684. Immaginiamo di prelevare 6.173 euro ogni anno da questa somma, ok?
Io esaurirei i soldi solo all’età di 91 anni. Per cui se mi aspetto di vivere oltre questa data, a queste condizioni, converrebbe la polizza vita. Ma immaginiamo che invece del 2% io riesca ad investire al 4% annuo. In questo caso il montante allam ia età di 65 anni passerebbe a 138.604 ed io avrei risorse fino a  115 anni.

Se poi il 4% fosse un tasso reale (cosa che le assicurazioni vita non offrono) sarei anche relativamente certo che 6.000 euro di rendita avranno un potere di acquisto costante e non diminuirebbero in modo drammatico a causa dell’inflazione. Pensa che un tasso di crescita dei prezzi del 3% farebbe precipitare la tua rendita (tra venticinque anni) a poco meno di 3.000 euro in termini di potere di acquisto di oggi.

Se ora stai pensando che sia difficile arrivare ad ottenere il 3-4% reale da un investimento diretto, mi dispiace per te ma dovrai ricrederti. In ogni caso la prossima volta che qualcuno ti magnificherà la convenienza dell’assicurazione vita, riportagli questi numeri.

E rimandalo a casa a mani vuote!!

Un caro saluto.

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Comments

  • Emil Lazzaroni

    Ciao Giacomo !
    Ho trovato per caso il tuo sito girovagando su laboratorioebook.it

    Devo dire che è davvero interessante e parla di argomenti si stretta attualità, complimenti !
    Personalmente ho solo 20 anni, quindi sono un bocconcino per le assicurazioni vita di tutte le compagnie della mia zona. E infatti da quando ho finito la scuola, 2 anni fa, sono stato tartassato di chiamate da ogni assicurazione. Avrò fatto almeno 10 colloqui, in cui mi sono state propinate assicurazioni vita, assicurazioni morte, deposito tfr, lavorare in assicurazione ecc ecc ecc….

    Sai che ti dico ? Non ho mai fatto niente ! ahahah ! E come volevasi dimostrare il tuo articolo rispecchia in pieno il mio pensiero che in realtà non conviene per niente farle !

    Congratulazioni, da oggi hai un fedele lettore in piu !
    Buona continuazione, ci sentiamo !
    Emil

    • Giacomo

      @ Emil
      Grazie!!

  • FabioG

    Caro Giacomo,
    a peggiorare ulteriormente il quadro ci sono i “caricamenti”.

    Ti racconto una storia reale. Una persona a me cara aveva sottoscritto una polizza vita, che le era stata venduta dal promotore finanziario di una nota banca, e che aveva caricamenti dell’ 11% sul premio versato!!!!!!!!!

    In pratica su un versamento di 150€ mensili quello che finiva realmente nella gestione separata erano solo 133.50€. Una bella pelata, direi.

    Quando glielo ho fatto notare è andata su tutte le furie ed ha preso appuntamento col promotore, pretendendo che andassi con lei in banca, per chiedere chiarimenti sui caricamenti che, fino ad allora, non sapeva ne cosa fossero ne quanto contribuissero ad erodere i suoi risparmi. Nessuno glielo aveva spiegato.

    Fino a qui qualcuno potrebbe anche dire che, in fondo, è stata lei ingeua a “fidarsi” del “venditore finanziario”.

    La cosa gravissima invece è stata che il promotore, di fronte alla domanda: mi spieghi dove vanno a finire i soldi dei caricamenti? (150-133.50=16.5) Lui le ha risposto con un giro di parole degno del migliore affabulatore, tentando di farle credere che le sarebbero stati restituiti alla scadenza della polizza. Ovviamente una balla. I caricamenti sono puro guadagno della compagnia STOP.

    Questa persona, delusa e amareggiata dal comportamento del “venditore finanziario” decide di recedere dal contratto e farsi restituire i premi versati, ovviamente detratti di tutti i caricamenti.

    Cigliegina sulla torta, che sapevamo già dalla lettura attenta del contratto, è che il primo anno di versamenti (150*12= 1800€) venivano sequestrati (uso questo termine perchè descrive bene l’idea) e restituiti come “bonus fedelta” solo se si effettuavano tutti i versamenti fino alla scadenza.

    Notare la finezza del termine “bonus fedeltà”, infatti negli estratti conto annuali compariva come: “valore della posizione”= TOT euro + 1800€ di bonus fedeltà, ma di bonus c’è proprio poco, visto che sono i suoi soldi sequestrati all’inizio!

    Comunque, oltre al prodotto spazzatura, ho potuto constatare con i miei occhi come questo “venditore di fumo finanziario” abbia tentato in tutti i modi di: girare la frittata, indorare la pillola, cambiare le carte in tavola, arrivando anche a mentire, pur di giustificare il suo prodotto.

    In finale un grazie di cuore a te, Giacomo, che mi hai permesso, grazie alla formazione che mi sono fatto sul tuo materiale, di aiutare una persona cara!! Lo ripeto sempre: il tuo pregio è di essere un buon insegnante, pochi concetti (ma buoni) spiegati in maniera comprensibile.

    Saluti

    • Giacomo

      @ FabioG
      Grazie a te!! Sono davvero davvero felice di esserti stato di aiuto :)

  • Gianni

    @Giacomo ma ammesso e nn concesso che ti facciano una poliza vita regolare (cioè senza le porcate di cui si parla nel commento qui sopra) la convenienza di fare la poliza rispetto a mettere da parte i soldi i un conto deposito (o btp o altro similare), nn sta nel fatto che è fiscalmente detraibile in qualche misura quello che s versa nella poliza vita? O mi sbaglio? Grazie

    • Giacomo

      @ Gianni
      Dal 2001 i premi relativi a polizze caso vita non sono più detraibili. L’unica convenienza delle polizze vita sta nella copertura dai rischi. Ad esempio le polizze caso morte che tutelano i familiari in caso di decesso del capofamiglia portatore di reddito sono utilissime. Ma NON VANNO VISTE come un investimento perché di fatto non lo sono.
      Un caro saluto.

      • ALESSIO

        Le temporanee caso morte a premio unico costante hanno senso assicurativo.

  • mauro

    Ho sempre la verità in mano, sono il numero 1

    Gentilissimo Dott. Saver,
    mi diverte provocare chi ha così fiducia nelle proprie convinzioni, se vuole può anche non pubblicarmi, non mi offendo. vista la sua, fino ad ora, trasparenza sui post Le scrivo queste due righe.
    settimana scorsa faceva rinunciare al 10% netto sui fondi pensione di categoria, solo per andare contro al risparmio gestito da banche e assicurazioni. Sappiamo perfettamente che il 95% dei prodotti collocati sul mercato fanno schifo, ma almeno cerchiamo di essere oggettivi sul 5% che di buono esiste!!
    ora tornando al suo articolo di quest’oggi.
    La fondiaria sai è la polizza auto più conveniente che ci sia. posso fare questa affermazione? se ho chiesto i preventivi a tutte le agenzie d’assicurazione d’Italia e effettivamente la polizza risulta più bassa posso scrivere tranquillamente così per la mia situazione. Ma lei si è rivolto alla sola zurich, che tariffe ha sulla rendita?
    ah, prima che mi dimentico, se lo Stato fallisce la compagnia per legge accantona riserve matematiche ad ogni investimento ricevuto, e sul contratto esiste un minimo garantito. se non prendiamo per buono questo, eliminiamo anche la garanzia sui c/c, la proprietà privata, ecc…
    ora, giusto per continuare la provocazione io sono un 65enne che aiutato dal mio esperto, il 22 dicembre del 2009 ho comprato al prezzo di 106,8 140.000,00 di btpi scadenza 2041. volevo fare anch’io proprio quello che ha scritto Lei.
    Il mio uomo di fiducia Mi ha detto che i tassi sono visti in discesa e lei guadagnerà molto ogni volta che la BCE taglierà quest’ultimi, grazie alla….. come si chiamava?? duration?? qualcosa di simile.
    Tornando a noi, ieri sono andato in pensione e torno ora dalla banca. sa quanto vale il mio investimento?
    80.749,00 euro. ho perso quasi il 43% e ora?
    ora mentre scrivo il mio braccio sinistro tremula, probabilmente avrò un’infarto e non mi godrò neanche la pensione. oltretutto non sono sposato, non ho figli e non voglio lasciare i miei soldi a quella spilorcia di mia sorella, invece mi sa tanto che mi tocca visto che non ho utilizzato una polizza…
    forse la rendita (oltre all’inps le sole assicurazioni possono erogarla) serve proprio per coprire il rischio longevità, visto che potrei morire oggi o tra 50 anni.
    Prima di morire in santa pace, volevo farle un’ultima provocazione.
    con il senno di poi faccio risultare l’investimento in un btpi qualcosa di estremamente negativo (sono dati visibili sul sito di borsa italiana) cosa che non penso assolutamente, ma dal racconto si evince questo.
    lei fa un ottimo lavoro di informazione a mio avviso, anche perché la cultura finanziaria degli italiani è a 4.3 su una scala di 10. l’unico appunto che vorrei farle è la sicurezza con cui sprigiona nel dire questa è m..da questo è ottimo. poi si ritrova veramente il 60enne che deve comprare la casa alla figlia tra due anni e non capisce che il btpi scadenza 2041 non era il prodotto per lui.
    a mio avviso bisogna sempre contestualizzare.
    Non me ne voglia
    saluti

    Mauro

    • Killer in pensione

      Le persone che non sopportano le oscillazioni di prezzo dovrebbero comprare buoni postali ( indicizzati all’inflazione).

    • FabioG

      Mauro scusa se ti faccio la domanda, da quello che scrivi ho capito che nel 2009, all’età di 62 anni, hai investito in ottica pensionistica 140000 euro in BTPi con scadenza 2041, quando, augurandoti una lunga vita, avrai 94 anni. Giusto?

      Ma chi ti ha consigliato?

      • mauro

        ahahahahah il mio post era provocatorio, non ho 65 anni.
        il btp con scadenza lunga acquistato con un’ottica di ribasso dei tassi è una plusvalenza sicura sul prezzo nel breve periodo (in un mercato normale) come viceversa in caso di rialzo tassi è una sicura perdita sempre sul prezzo. considera che parlo di un 2041.
        ma tutto questo non centra.
        a proposito, l’11% di caricamenti finisce nelle tasche delle banche per pagare struttura, dipendenti, promotori, collocatori, ecc… tutto e dico tutto (btp compresi) il risparmio ha delle commissioni (dirette o indirette) e chi ti consiglia in un modo o in un’altro deve essere pagato. anni fa in UK lo stato ha prodotto un fondo pensione stratosferico. sai quanti lo hanno sottoscritto?? quasi nessuno e sai perché? i distributori consigliavano altro per tirare fine mese.
        l’11% è veramente un furto ma personalmente non condivido neanche chi guarda solo i costi e poi sbaglia prodotto perchè non sa quello che compra. una polizza vita è sicuramente più costoso di un conto deposito, ma sono anche due strumenti completamente differenti, equivalgono ad una smart e un suv. non si possono paragonare. se abito a roma e voglio parcheggiare in fretta ti assicuro che la smart non ha eguali. se hai esigenze specifiche il conto deposito non lo puoi usare…
        era questo il succo della mia provocazione, non si è oggettivi ma si danno delle opinioni personali.

        • FabioG

          Spreco due minuti per risponderti perchè a me i post scritti tanto per screditare, senza contenuti ma solo con allusioni vaghe non piacciono e penso che il titolare di questo blog non meriti commenti come tuoi.

          1)Dai ad intendere che Giacomo consiglierebbe ad un 63enne di investire nel BTPi 2041 in ottica pensionistica, cosa che non è assolutamente vera. Ma probabilmente non hai neanche letto l’ebook e parli tanto per parlare.

          2)Parli di acquistare BTPi per speculare sul ribasso dei tassi.
          Hai sbagliato blog, qui non si parla di speculazione ma di investimento.

          3)I caricamenti servono per pagare i costi sostenuti dalle banche.
          Ok, anch’io ho la bolletta da pagare e la spesa da fare, ma non inganno i miei clienti vendendo spazzatura per farlo.

          4)Paragoni polizze vita a conti deposito. Nessuno mi pare l’abbia mai fatto qui, al massimo polizza vita con BTPi. Ma probabilmente non hai neanche letto l’ebook.

          Ciao e buone cose.

          • mauro

            come provocatore sono bravo, ehh…
            rilassati Fabio.
            Ho fatto l’esempio con il btp più lungo sul mercato perché è quello che subisce di più le variazioni ai tassi. comunque nel primo post i soldi sarebbero bastati fino a 91 anni, l’ho portato a 94 non sono andato troppo in là. e quale titolo consiglierebbe? parlava di titoli di stato.
            il BTP non è la panacea di tutti i mali? è considerato sicuro quindi è un ottimo investimento.
            se ci sono interpretazioni poi ognuno fa quello che vuole come il 62enne.

            magari il signore che ti ha venduto quel prodotto era il meglio che poteva offrirti per quello che ha richiesto. se entri in un negozio vodafone non ti diranno mica di andare a wind perché costa meno… adesso anche ipocriti no!! conosco benissimo il sistema bancario, non sono certo delle onlus ma anche chi entra in banca dovrebbe svegliarsi .

            anche polizze vita e btp sono strumenti diversi.
            forse dovresti leggerne qualche altro di ebook!

            come vedi le mie ragioni sono sullo stesso piano delle tue e potrei andare avanti ore a dimostrarti che i guru in finanza non esistono. è una partita con un pareggio sicuro.
            l’unica cosa che ho sottolineato a Giacomo che fa un ottimo lavoro d’informazione finanziaria, è di dare meno giudizi personali, in quanto qualcuno potrebbe prenderli come oro colato e fare errori madornali. Giacomo informa ma non sa poi la situazione specfica di ogni persona che legge.

            Poi se ti piace il confronto non scrivo più così sei puù sereno delle tue convinzioni

            ciao e buone cose a te

  • FabioG

    Mauro, senza polemica, io non so se ci fai o ci sei…

    A me il confronto piace, ed è per questo che ho risposto al tuo primo post, ma porti degli esempi che proprio non c’entrano niente.

    Se a 62 anni proponi un investimentodi 140000€ in BTPi 2041 in ottica pensionistica, o peggio ancora come dici per comprare di li a poco la casa alla figlia, vuol dire che di quello che insegna Giacomo, non hai capito o letto niente. Quello che tu dici non è mai stato consigliato. Punto.

    Continua pure a scrive che mi fa piacere, ma non sparare c…. ;-)

    Io chiudo qui. Ciao provocatore :-)

    Ciao

    • Giacomo

      Il problema che solleva Mauro non esiste…
      Innanzi tutto è vero che bisogna farsi fare più preventivi da diverse compagnie per poter scegliere e io non l’ho fatto. Il discorso dei BTPi è una pura provocazione. Non ha senso scegliere la scadenza 2041 per una persona che è prossima alla pensione. Mauro sa bene che la scadenza del BTPi deve coincidere con la data presumibile della pensione (anche se non lo ha detto).

      Inoltre sa bene che il BTPi paga un capitale, mentre l’assicurazione paga una rendita vitalizia che termina con il decesso dell’assicurato. Quindi il famoso infarto metterebbe fine ai pagamenti da parte della Compagnia che tratterrebbe i premi versati al netto delle poche rate di pensione erogate. Si può ovviare a questo utilizzando la formula reversibile o la controassicurazione, ma questo implica un notevole ribassamento della rendita.

      Concordo con FabioG: gli interventi di Mauro fanno molto piacere, perché sono provocazioni garbate volte ad approfondire le tematiche. Il fatto che sia il responsabile di questo sito non significa assolutamente che sia il detentore della conoscenza. Sono il primo a voler continuare ad imparare, per cui ben vengano le “pungolazioni” (si dirà così?)…

      Buona giornata a tutti!!

  • NICOLA

    Anche io concordo con il fatto che le migliori polizze vita siano un mediocre investimento e che si potrebbe fare di meglio investendo in altro modo. E pensare che in passato, ho avuto a che fare, per lavoro, con dei dirigenti una società che vendeva polizze di questo tipo. Questi asserivano, presi dalla rabbia per le scarse vendite, che gli italiani sono troppo poco evoluti per pensare al proprio futuro e per interessarsi e sottoscrivere le loro polizze. Ma di fatto nessuno in quella azienda ne aveva sottoscritte per se stesso, neache gli autori di questa idea.

    • Giacomo

      @ Nicola
      E questo la dice lunga sulla convenienza di questi contratti. Grazie per aver condiviso con noi questa notizia di fondamentale importanza.

  • Matteo

    Non mi toccare il btpi 2041 che ci sono affezionato :-)
    E’ anche vero che il 2041 è all’incirca dell’anno del mio pensionamento: se non lo vendo prima per speculare, sicuramente lo incasso in tempo utile.

  • Alessandro

    Salve credo che lei abbia le idee un pò confuse su vari argomenti, relativi sia alle rendite vitalizie che sono una ma non l’unica possibilità di protezione patrimoniale tramite gli strumenti assicurativi,sia in merito alle gestioni separate.
    Ma non mi pare questa la sede opportuna per tale confronto di opinioni.
    Tra l’altro lei prende in considerazione un unica compagnia ed un unica soluzione………….mentre operano in Italia compagnie che offrono soluzioni molto più vantaggiose di quella da lei posta ad esempio e con rendimenti molto appetibili.
    Occore a mia modesta opinione evidenziare che lo strumento assicurativo se realmente polizza vitae non index sia unit che linked ha lo scopo preminente di proteggere il patrimonio

  • luciano castronovo

    Il ragionamento non fa una piega meglio l’investimento e dopo una durata avere il capitale + interessi e
    gestire questa liquidità o reinvestirla , pagando le tasse si intende comprese di imposte di bollo ,
    ma almeno non avere altre inutili decurtazioni dalle assicurazioni che d’altronde ci devono campare ,
    ma il loro guadagno non arriverebbe da un surplus di ottimi investimenti date dalla gestione ma
    bensì un po’ dagli interessi e un po’ dal capitale versato .
    Essendo anche un ex dirigente sindacale nel settore metalmeccanico dove esiste il fondo pensione
    cometa , a molte mie domande le risposte spesso erano piene di lacune , e non mi hanno mai convinto .
    Meglio di gran lunga un semplice investimento con poche spese , magari pochi interessi poco speculativo
    ma più o meno sicuro e alla fine degli anni che uno si prefissa ha il capitale rivalutato e in liquidità , anche un buono fruttifero ventennale per me è un ottimo strumento , semplice senza costi con una ritenuta fiscale del 12,50% e pressoché sicuro .
    Grazie a tutti Luciano .

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