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Un’assicurazione scandalosa venduta in banca

Ecco che cosa intendo quando dico di evitare le polizze di assicurazione in banca

Una cliente ha sottoscritto nel 1998 un’assicurazione sulla vita. Ora che l’ha riscattata la banca gli ha restituito i suoi soldi. E gli interessi? Sono andati all’istituto stesso, alla compagnia e al venditore che l’ha proposta. Una storia vera che merita di essere letta, perché istruttiva al 102%!!

Nel 1998, Mirella ha sottoscritto una polizza di assicurazione vita in banca. Ancora non ne conosceva i lati oscuri, per cui si è fidata del suo consulente. Ecco come sono andate le cose. Si trattava di un contratto che garantiva alla scadenza il pagamento di una rendita oppure di un capitale rivalutato sulla  base dell’andamento della gestione separata in cui i premi incassati dall’assicurazione confluivano.

Il guadagno vergognoso della banca e dell’assicurazione

La prima cosa che balza all’occhio è che il rendimento ottenuto dalla gestione separata non è stato così negativo. Esso è stato pari all’8,52% nel 1998, all’8,09% nel 1999, al 6,27% nel 2000, al 5,30% nel 2001, al 40,1% nel 2002, al 4,13% nel 2003, al 4,01% nel 2004, al 4,02% nel 2005, al 3,73% nel 2006, al 4,02% nel 2007, al 4,07% nel 2008 , al 4,00% nel 2009 e al 4,01% nel 2010. Questo corrisponde ad un rendimento medio del 4,9251%.

Se l’assicurazione avesse riconosciuto questi rendimenti al cliente, 10.000 euro investiti da Mirella 13 anni fa sarebbero diventati ben € 18.682,39. Non male… Ma ecco la scandalosa sorpresa: la banca ha liquidato una somma pari a € 10.255 LORDI!! Com’è possibile?

Ecco i retroscena dell’assicurazione vita

Le polizze sulla vita non sono investimenti finanziari. Banche e assicurazioni lo fanno credere, perché in questo modo puntando sul fattore ‘sicurezza’ ottengono nuovi clienti e nuovi capitali da macinare, ma non è così. Ecco perché il mio consiglio è questo. Se anche tu hai una polizza di assicurazione vita che sta per scadere, incassa la rendita e non il capitale. Se non altro beneficierai di una rendita vitalizia che ti accompagnerà per il resto della tua vita.

Mirella era sconvolta. Tremava persino dalla rabbia con cui ha accolto la notizia che per 13 lunghi anni i suoi soldi non hanno reso nulla. Anzi, di più. Hanno perso in termini di potere di acquisto. E pensare che è così semplice, oggi, investire in modo da ottenere un rendimento e proteggere il capitale dall’inflazione. Ma allora, nel lontano 1998, certi strumenti finanziari ancora non esistevano e poi questa è un’altra storia.

Ma dove sono finiti i miei soldi?” urlava con le lacrime agli occhi. Ecco, in sintesi, chi ha distrutto i soldi di Mirella:

  • caricamenti su ogni versamento. Sono costi variabili che l’assicurazione trattiene su ogni singolo premio versato. Essi sono la remunerazione della compagnia e della banca che la spartirà con il promotore finanziario che ha procacciato l’affare. Superano tranquillamente il 10% annuo
  • aliquota di retrocessione. E’ la parte di rendimento che l’assicurazione trattiene direttamente dai frutti prodotti dalla gestione separata. Non tutti i proventi realizzati dal fondo assicurativo vanno in tasca agli assicurati, ma solo una parte.

Il rendimento di questa assicurazione è….

Mirella non lo sa. Almeno non lo saprà sino a che non leggerà questo post. Ma io voglio dirti qual è il tasso di interesse effettivo al quale la nostra amica ha prestato i suoi soldi all’assicurazione. Tienti forte!!  Lo 0,19% annuo lordo!! HAI CAPITO BENE… Ora, ad onor del vero, in tutti questi anni è stato possibile ottenere la detrazione dei premi pagati e questo ha dato un po’ di linfa all’investimento. Grazie al contributo dello stato questa assicurazione vita ha reso il 3,32%!!

 Se sei un lettore o una lettrice che da tempo mi segue sai bene che sconsiglio l’investimento in assicurazioni sulla vita. Lo faccio anche quando si tratta di pensare alla propria pensione, perché secondo me ci sono vie migliori per raggiungere l’obiettivo di una rendita integrativa. Ma se sei ‘atterrato/a’ da poco su questo blog, credo che non avrei argomenti più convincenti di un caso reale per farti toccare con mano come le assicurazioni vita vendute in banca siano strumenti di distruzione di massa dei tuoi risparmi.

Dedicato al tuo benessere finanziario

Giacomo

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Comments

  • Claudio

    Detengo una polizza vita sottoscritta nel 2000 con Allianz (ex Rasbank) che gode della detrazione fiscale del 19% e che scadrà più o meno tra 14 anni. Premesso che non credo che tutte le polizze abbiano le stesse condizioni (benchè profittevoli per le compagnie assicurative), credo che prima di prendere una decisione sulla scelta tra capitale e rendita, sia il caso di farsi dare dalla compagnia il calcolo relativo all’ammontare del montante realizzato oppure della rendita potenziale (e per quanti anni dura la rendita? a vita o per un numero di anni definito?). Decidere priori senza valutare i due importi non è possibile a mio avviso.

  • Mirella

    Buongiorno!

    La scorsa settimana ho scritto una mail a Giacomo chiedendo un parere su una polizza vita da me sottoscritta nel 1997 con scadenza nel 2017. Non ho specificato niente, ho solo chiesto se conveniva riscattarla subito oppure attendere la naturale scadenza. Avevo anche precisato che ho smesso di pagare dal giugno scorso.

    questa la celere risposta avuta da Giacomo

    “Cara Mirella,
    per valutare la convenienza del riscatto bisognerebbe conoscerne il valore e vedere in quanto tempo potresti recuperare la perdita con investimenti di altro tipo.
    La cosa miglire da fare, senza avere questi dati, è quella di lasciare la polizza ferma fino al 2017 per poi incassarla senza più versare nulla, come stai per altro già facendo.
    E’ praticamente impossibile che tu perda tutti i tuoi risparmi che sono investiti in titoli di stato e altri bond con un rating elevato.

    Non farti prendere dal panico e stai serena!!

    Un abbraccio


    Giacomo Saver, il bancario pentito
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    e stamattina leggo questo post dove i fatti non corrispondono al vero e con una conclusione a dir poco fantasiosa.
    Premettendo che potrà essere senz’altro utile, e che non è un buon investimento, non mi pare però corretto il modo con cui è stato raccontato.
    cordiali saluti,
    Mirella

    • Giacomo

      @ Mirella

      Il “qui pro quo” nasce dal fatto che NON SEI TU la Mirella di cui parlo. In ogni caso non racconto MAI e poi MAI in pubblico quello che mi viene confidato in privato senza il consenso dell’interessato/a.

      E’ stato un bizzarro caso di omonimia, normale se consideri che il blog è letto da 1.500 persone al giorno e che il tuo nome di Battesimo, oltre che bello, è anche diffuso.

      RIBADISCO: NON E’ LEI LA MIRELLA DEL POST.

      Un abbraccio

  • Claudio

    Mirella, io ho capito che questo tipo di polizze sono ancora convenienti a patto di tenerle fino a scadenza, continuando a versare e fruendo del risparmio fiscale del 19% (senza versare oltre l’importo max detraibile). Senza risparmio fiscale queste polizze perdono la loro convenienza, ma avendo un reddito da cui detrarre l’imposta, ha ancora un senso mantenerle vive. Io nei tuoi panni avrei versato fino a scadenza, come sto continuando a fare. Poi a scadenza avrei confrontato capitale con rendita e avrei fatto una valutazione.

  • Mirella

    @ giacomo
    coincidenza n. 1: la protagonista del post si chiama come me
    coincidenza n. 2: l’argomento del post è proprio quello della mia domanda
    coincidenza n. 3: il post è uscito qualche giorno dopo la mia domanda
    ribadisco solo coincidenze… ma convieni con me che 3 in un colpo solo possono far sorgere qualche legittimo dubbio o no?
    Siamo in tanti e può succedere che ci si confonda l’uno con l’altro: ok chiarito il “qui pro quo”…

    @ claudio
    ti ringrazio del consiglio e il tuo ragionamento è senz’altro corretto. Mi hanno detto che quando vorrò potrò riprendere a pagare. Per ora non lo farò, aspetto di vedere cosa succederà…
    Grazie,
    saluti
    Mirella (non quella del post)

    • Giacomo

      @ Mirella
      In questo caso non vale la regola di Agatha Christie che tre coincidenze sono una prova…
      Infatti la polizza di cui parliamo non è né può essere la tua… Si tratta di una cliente che conosco di persona…

      Io sono sempre a tua disposizione e ribadisco che NULLA di quello scritto in privato finisce sulle pagine del blog senza il consenso dell’interessato. La serietà pasa anche attraverso queste piccole cose…

  • Mirella

    @ giacomo
    lasciamo stare Agata Christie che non c’entra niente…
    non ho messo in dubbio la tua serietà ed i tuoi lodevoli intenti!
    Non c’è niente di male a prendere spunti, sugli argomenti da trattare, dalle mail che ti scriviamo in tanti!
    Semplicemente ho espresso solo un mio (ribadisco MIO) parere su come era stato trattato l’argomento del post.
    Il fatto che vi fossero delle coincidenze ha fatto sorgere dei dubbi (ma solo a me beninteso)…
    Abbiamo già chiarito il “qui pro quo”…
    saluti

    • gs

      @Mirella
      non faccio l’avvocato di nessuno,
      ma credo che se Giacomo si fosse fatto così pochi scrupoli nel cambiare i termini di una situazione di cui è venuto a conoscenza non si sarebbe certo preoccupato di inventare uno pseudonimo per sostituire il protagonista no?

      Magari un po meno egocentrismo può giovare.

  • AndreaGino

    Le polizze vita di qualche anno fa, avevano caricamenti medi alti.

    C’erano però di solito rendimenti di gestione ( retrocessi più o meno all’80%) abbastanza alti rispetto ad oggi e la detraibilità al 19%: per avere un rendimento di solo il 3,32% annuo circa (in definitiva chi vuol stare tranquillo non deve cercare di aver molto di più però, io personalmente ritengo la forbice tra il 2,5 e il 5%) era evidentemente molto caricata.

    Fissiamo 2 punti importanti:
    - la stragrande maggioranza delle polizze ante 2001 aveva una controassicurazione caso morte, ovvero veniva data immediata disponibilità del capitale assicurato a scadenza in caso di premorienza. Questa garanzia, essendo la copertura di un rischio, genera un costo.
    - la gestione separata per mediare il rischio, media anche i rendimenti e lo può fare solo a media-lunga scadenza. Per questo tutt’ora esistono (anche se molto più leggeri) i costi di uscita anticipata, per gestire meglio il portafoglio il gestore deve avere una relativa stabilità.

    “Le” Mirella in questione poi hanno acquistato la polizza in banca, a volte può significare avere un intermediario in più.

    Tutte queste considerazioni possono far variare il giudizio, ma anche trascurandole se ho ottenuto il 3,32% annuo il danno mi sembra limitato.
    Rispetto sempre il parere dei “clienti” per questo dico che forse, anche in questo caso, è mancata un po’ di consapevolezza al momento della sottoscrizione.

    Un saluto,

    AndreaGino

  • roberto

    ma se uno vuole assicurare un familiare sulla vita, senza rimetterci, esiste qualche prodotto valido trasparente e detraibili?

    • Giacomo

      @ Roberto
      Se vuoi assicurare i tuoi familiari in caso di premorienza tua (toccati pure non voglio portare sfiga :) puoi sottoscrivere una polizza temporanea caso morte.
      In questo caso assicureresti un capitale ai tuoi eredi se il tuo decesso dovesse avvenire entro la data indicata. Se sarai in vita allo scadere del contratto la compagnia tratterrà i premi versati.
      Esiste anche la variante a vita intera: in questo caso il pagale sarà pagato al momento del tuo decesso in qualunque momento esso avvenga.
      Entrambe le tipologie di polizza sono detraibili

      • gennaro

        Non esistono temporanee a vita intera (non sarebbero temporanee). Solo le miste sono a vita intera, ma le hai sempre sconsigliate. Boh…

        In merito alla storia di mirella, se è vera (ne dubito anch’io) non è possibile che una polizza vita di sola capitalizzazione dia quei risultati. Ci saranno state anche garanzie caso morte, invalidità, eccetera… che sono un costo (giusto) e che non partecipano alla rivalutazione finanziaria.

  • Stefano

    Ciao Giacomo, ho letto quest’intervento sulle polizze di assicurazione bancarie e ti chiedo: quelle postali?L’anno scorso ho sottoscritto in questo periodo la polizza Postefuturocerto di postevita..in uno dei book che ho reperito sul tuo sito sconsigli questo tipo di investimento per via delle commissioni occulte che io ho sottovalutato l’anno scorso nella sottoscrizione dell’investimento. Mi era stato assicurato che era un investimento detraibile, ma non so il come e il quanto. Il primo anno mi è stato sottratto il 3% della somma investita e mi è stato presentato un piano ipotetico di rivalutazione del capitale nell’arco di 10 anni che è la durata totale dell’investimento. E mi è stato assicurato che entro il primo anno sarà recuperato grazie ai loro mirabolanti investimenti su titoli di stato sicuri..Volevo chiedere una tua opinione. E’ il caso di uscire dall’investimento se effettivamente ho recuperato il 3% ?O temporeggio?grazie.
    stefano

    • Giacomo

      @ Stefano
      L’ebook di cui parli illustra le trappole delle polizze vita in generale.
      Purtroppo anche le Poste si stanno “banchizzando” con il risultato che prodotti come Postefuturocerto sono da evitare.
      Nota che non è vero che l’intero premio è detraibile ma solo la parte dello stesso che copre il caso morte. Questa polizza, infatti, è di titpo misto ossia garantisce un capitale sia in caso di vita sia di premorienza.
      Se consideri che i tuoi soldi sono investiti in titoli di Stato e che per questo ti prendono una commissione annua di gestione salata:
      http://www.postevita.it/Prodotti/PosteVita/collocati/ramo_I/postafuturo_certo/download/PostaFuturo_Certo_DICEMBRE_2010%20NO_FIRMA.pdf
      io fossi in te chiuderei il contratto e investire da solo i miei risparmi.

      Un mix di BTP e CCT ha ottime probabilità (per non dire la certezza) di rendere di più del prodotto targato Poste italiane…

      Un abbraccio

  • Mauro

    Le polizze ante 2001 beneficiano di un risparmio fiscale del 19%. Questo equivale ad una cedola di un btp che uno si ritrova a primavera di ogni anno. Ora per confrontare, bisognerebbe acquistare un btp con scadenza 2018 ogni anno dal 1998. quanto rendeva e, oggi il valore di riscatto a quanto ammonta? Oltretutto se il giorno dopo di stipula della polizza il cliente moriva con un btp gli tornavano 1291 euro ( spero che sia stato fatto il tetto massimo per la detrazione) con la polizza vita aveva il valore di riscatto garantito a termine del piano. Mi piacerebbe un bel confronto con i btp comprati ogni anno, una garanzia morte e i costi di conto titoli e commissioni di acquisto dei titoli di stato. Stesse condizioni anche con i giorni di riscatto e cedole non reinvestite.
    Visto che mi hai cancellato il post sul fondo cometa, immagino che anche questo non sarà presente per molto. Il contraddittorio fa male.
    Buona giornata

    • Giacomo

      @ Mauro
      Non avevo cancellato il tuo post, semplicemente non lo avevo ancora approvato.
      Ora c’è e ti invito a essere meno polemico. Il contradditorio è SEMPRE ben accetto purché rientri nella buona creanza :)

  • Mauro

    Mi scuso del mio inserimento “polemico”. Spesso in rete si trovano personaggi proprietari di verità assolute, che, come già successo in passato, censurano le domande o il confronto scomodo.
    Invece ti devo dare atto di onestà intellettuale non indifferente.
    Bravo

    • Giacomo

      @ Mauro
      Tranquillo… non c’ è nessun problema solo che la moderazione dei commenti non avviene in “tempo reale”…
      Ti saluto caramente e ti auguro buona settimana!!

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