BTPi-BTP Italia-differenze

BTP Italia contro BTPi. Pari e Patta?

Sono meglio i BTPi o i BTP Italia?

Esaminiamo a fondo le differenze tra BTPi e BTP Italia per comprendere quali convengono.

Dal 15 al 18 ottobre torneranno in sottoscrizione i BTP Italia  e subito le domande fioccano. In particolare, quello che interessa i risparmiatori come te è sapere se questi titoli convengono  in rapporto ai BTPi già conosciuti. La mia risposta è un sì condizionato, per i motivi che stai per scoprire.

Caratteristiche dei BTP Italia e dei BTPI

Le differenze tra i BTPi e quelli Italia sono essenzialmente tre:

  • la durata: i BTP Italia hanno scadenza fissa quattro anni, mentre i BTPi possono arrivare anche a trent’anni
  • l’inflazione di riferimento: europea per i BTPi, italiana per i BTP Italia
  • modalità di pagamento della rivalutazione: a scadenza per i BTPi, periodica per i BTP Italia.

“Allora io che non sono solo alla ricerca di un investimento sicuro, ma che voglio anche difendere il capitale dall’inflazione, quale delle due tipologie devo scegliere?”

Un esempio di calcolo per scoprire se i BTP Italia convengono

Ho scaricato il file esempio direttamente dal sito del Ministero per l’Economia che puoi avere anche tu cliccando qui ed ho rifatto i calcoli ipotizzando di investire in un BTPi. Commentiamo brevemente i dati della tabella di pagina 2. Il coefficiente di indicizzazione esprime l’inflazione maturata da un semestre all’altro ed è utilizzata per aggiornare la cedola in base all’andamento del costo della vita.

Infatti, gli interessi saranno pari a 10 euro semestrali (ipotizzando un tasso annuo lordo del 2%), moltiplicati per il coefficiente di indicizzazione. La rivalutazione del capitale, invece, sarà pari al nominale (1.000) moltiplicato per l’incremento del livello dei prezzi (ovvero coefficiente di indicizzazione meno uno). A questo punto, sommando la rivalutazione del capitale più la cedola, otterremo i flussi di pagamento.

Ovviamente, sono solo ipotesi, poiché è impossibile conoscere il futuro andamento del tasso di inflazione che nel nostro esempio è stimato nel 2% annuo. Se si trattasse di BTPi, invece, le cedole sarebbero aggiornate sulla base del coefficiente mentre la rivalutazione del capitale sarebbe rimandata alla scadenza.

Inoltre i BTPi considerano tutta l’inflazione maturata per cui la prima cosa da fare consiste nel determinare i coefficienti utilizzando il primo valore come base fissa. In pratica i nuovi coefficienti saranno il rapporto tra il numero indice della riga che ci interessa ed il primo valore.

Quello relativo al 1/9/2015 sarà dato da 111,1/104. Ricalcolando i flussi di cassa del BTPi avremo questi valori:

BTP Italia BTPi
01/03/12 -1000 -1000
01/09/12 16,8 10,07
01/03/13 23,5 10,20
01/09/13 16,67 10,27
01/03/14 23,24 10,40
01/09/14 16,53 10,47
01/03/15 23,91 10,62
01/09/15 16,4 10,68
01/03/16 1023,64 1093,52

BTPi e BTP Italia: differenze

La cosa impressionante è che se calcoli il rendimento di entrambi i BTP, ritrovi lo stesso valore!! Se potessi reinvestire le cedole ed il capitale nel medesimo titolo, entrambi i BTP sarebbero equivalenti. Se invece lascerai le cedole e le rivalutazioni del BTP Italia sul conto corrente, a causa del mancato reinvestimento esse perderanno valore (a meno che il conto deposito non copra l’inflazione) e quindi il BTPi sarebbe più protettivo.

Questo, però, non è un vero limite. Puoi tranquillamente superarlo investendo i ricavi dei BTP Italia in buoni postali indicizzati all’inflazione e aggiri il problema. Vediamo ora le differenze pratiche di cui tenere in considerazione per scegliere i BTPi piuttosto che i BTP Italia.

  • Il BTP Italia paga cedole e rivalutazione sulla base dell’inflazione italiana e non europea. In questo caso è decisamente meglio del BTPi che indicizza i proventi al carovita europeo;
  • il BTP Italia non penalizza l’investitore in caso di ribasso nei prezzi, in quanto il coefficiente di indicizzazione non potrà essere inferiore ad uno. Il BTPi invece non ha questa garanzia;
  • il BTP Italia ha una durata limitata e quindi non protegge nel lungo periodo il capitale dall’inflazione.

Il terzo punto è particolarmente importante. Proteggere il capitale, infatti, è la tua prima esigenza. Ma poiché l’inflazione è un nemico dei lustri e non degli anni, l’ideale sarebbe disporre dei BTP Italia con scadenza lunga. Dato che essi al momento non sono disponibili, ti consiglio questa strategia:

  • per investimenti di quattro anni diversifica il tuo capitale tra BTP, BTP Italia e CCT lasciando fuori i BTPi;
  • per durate superiori utilizza i BTPi che sono gli unici disponibili.

L’alternativa potrebbe essere quella di utilizzare comunque i BTP Italia e rinnovarli alla loro scadenza, ma poiché non è detto che essi siano disponibili tra quattro anni, eviterei questa opzione.

Ora che hai letto questo post hai tutti gli strumenti per destreggiarti tra le differenze tra BTP, BTPI e BTP Italia. Ora tocca a te utilizzare questa conoscenza per ottenere più soldi dai tuoi investimenti…

Un abbraccio fraterno.

Share this

Comments

  • Nicola

    Ti giro un quesito che mi ha posto una mia zia dato che io non ho una risposta certa.
    Comprò un BPF nell’ottobre 1992 di 2 milioni di lire nel 1992n serie Q.
    Sul retro c’è scritto:
    dal 1° al 5° anno 8%, dal 6° al 10° anno 9%, dal 11° al 15 anno 10,50%, dal 16° al 20° anno 12%.
    E’ quindi in scadenza. Però, che io sappia, per altri 10 anni dovrebbe fruttare il tasso massimo, cioè il 12% fino all’ott 2022. Poi dopo il 2022 cesserà di fruttare interessi ma dovrà essere riscosso entro cinque anni, cioè entro l’ott 2027. Dopo l’ott 2027 perderebbe il diritto a riavere i soldi.
    Dato che mia zia preferirebbe continuare a fat fruttare i soldi a qual tasso, ti chiedo conferma di quanto ho scritto sopra, non vorrei essere responsabile di averle farle perdere la possibilità di recuperare i suoi soldi.

    Ti ringazio, scusami se ti sto ponendo una domanda che non ha nulla ache fare con i btp Italia.

  • Killer in pensione

    Basta usare il calcolatore della cdp per vedere il valore del buono http://portalecdp.cassaddpp.it/cdp/Risparmiatori/Calcolorendimentibuonipostali/index.htm .
    Sarà fruttifero fino al dicembre 2022 (varrà 11.186,87 euro).
    Da ottobre 2012 fino a scadenza darà il 12% d’interesse SEMPLICE
    http://www.posteitaliane.it/resources/bancoposta/pdf/buonifruttiferipostali/bfp_ordinari_30_anni_23settembre2005.pdf (note)
    Si prescriverà in 10 anni, cioè dal dicembre 2032
    http://portalecdp.cassaddpp.it/cdp/Risparmiatori/FAQ/BuoniFruttiferiPostali/index.htm#response2

    • Killer in pensione

      Nell’ultimo link vedere la faq 8.

  • Nicola

    grazie

  • Marco

    Se volessi acquistare BTP Italia, conviene aspettare dopo il loro collocamento?
    Grazie

  • Marco

    Ho guardato le quotazioni dei BTP Italia con scadenza 2016:
    Btp Italia 26/03/16 101,24
    Btp Italia 11/06/16 104,30
    Che anche i prossimi poi vadano sopra i 100?
    Grazie

    • Giacomo

      @ Marco
      Rispondo qui ad entrambe le tue domande. Io non aspetterei dopo il collocamento ma prenoterei i BTP Italia in fase di emissione. Non so dirti che cosa accadrà dopo, ma posso dirti che – a differenza dei prodotti strutturati collocati dalle banche – i BTP Italia non hanno commissioni implicite da “spurgare” per cui è difficile che scendano molto di prezzo nei giorni successivi al collocamento.

      Un caro saluto!!

  • luigi

    Ciao Giacomo.
    Qual’è la cifra massima di btp italia ( asta di aprile) che si può prenotare e
    sicuri di ottenere?

    • Giacomo

      @ Luigi
      Difficile dirlo. Considerato il momento direi che non dovresti avere problemi nemmeno se prenotassi alcune migliaia di BTP Italia. Comunque per tagli ‘popolari’ (diciamo 20-30k) non credo ci saranno problemi di sorta. Buona settimana!!

  • Antonella

    Buonasera Giacomo,
    A proposito dei Btp italia di aprile, cosa ne pensi? Hanno ancora senso con l’inflazione italiana attuale?
    Si conosce già il tasso cedolare minimo garantito? Io non l’ho trovato su Borsaitaliana, ma forse sono imbranata. Compreresti in collocamento o più tardi sul mercato? Attualmente meglio loro o Btpi 2018?
    Grazie mille.

    • Giacomo

      @ Antonella
      I BTP Italia non sono male, se sottoscritti con l’ottica di fare un investimento a medio termine più che non per proteggere il capitale dall’inflazione. L’impatto del carovita – che purtroppo si fa sentire anche con tassi di crescita dei prezzi moderati – si fa sentire su periodi particolarmente lunghi, che vanno oltre la scadenza del BTP Italia stesso.

      Il tasso cedolare ‘reale’ garantito è del 2,25% cui andrà aggiunto il tasso di inflazione per ottenere quello ‘effettivo’. Io li comprerei in collocamento, anche perché è previsto un bonus finale per colori i quali li avranno presi in emissione e conservati fino alla scadenza. Li preferirei, inoltre, ai BTPi 2018 per il fatto che sono indicizzati all’inlfazione italiana.

      Per qualunque domanda o dubbio sono qui per te. Riscrivimi quando vuoi. A presto!!

  • Alex

    Buongiorno Giacomo,
    ho letto in diverse parti, che reinvestire gli interessi maturati del BTP nel BTP stesso, aumenta il rendimento finale. Me lo potrebbe spiegare anche a grandi linee ?(sempre che sia vero :) )
    Grazie per la pazienza

    • Giacomo

      @ Alex
      No, reinvestire gli interessi nello stesso titolo contribuisce solo a far sì che il rendimento effettivo ex post dell’investimento coincida con quello ex ante. La questione è un tantino complicata ma è affrontata in modo chiaro e definitivo nel corso Investment Training
      Ci mancherebbe!! Se non avessi pazienza non farei il formatore :)

Add your comment

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

SCAPPA DALLE ASSICURAZIONI!!

Come scoprire i COSTI nascosti e RISPARMIARE 300 euro l'anno di commissioni...
Scarica SUBITO l'ebook OMAGGIO "Investimenti Assicurativi? No Grazie" e impara...

  • a difenderti dagli investimenti spazzatura
  • a conoscere REALMENTE le polizze vita
  • perché le polizze sono MENO SICURE di quanto credi