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Buoni Postali Fruttiferi: Due Segreti degli Indicizzati

Dopo Aver Parlato dei Buoni Postali Fruttiferi in Generale, stai per scoprirne DUE Segreti

Il calcolo degli interessi sui Buoni Postali Fruttiferi Indicizzati nasconde due segreti. Che tra breve scoprirai…

buoni-postali-fruttiferiIn un momento di crisi sempre più risparmiatori scelgono i buoni postali fruttiferi. E quelli che sollevano più domande sono quelli indicizzati all’inflazione. “Come avviene il calcolo degli interessi?”, “perché rendono così poco?”, “cosa accade alla scadenza?”

Illusione monetaria e buoni postali fruttiferi

La prima cosa da sapere è che non è corretto confrontare il rendimento dei BPFi con quello di altri strumenti. Per un semplice motivo.Gli investimenti indicizzati all’inflazione pagano interessi reali, ovvero “in aggiunta al tasso di inflazione”. Così, la serie in collocamento a marzo 2013 prevede un interesse iniziale dell’1,25% che però si aggiunge al tasso di inflazione. Se questo è – per ipotesi – del 2% il rendimento dei buoni sarà del 3,25% (approssimando i calcoli).

Se tu investi in buoni postali fruttiferi tradizionali, o in strumenti finanziari standard, devi tenere ben presente che parte di quello che incasserai servirà a compensare la perdita di potere di acquisto della moneta. E se l’inflazione supererà il tasso di interesse, di fatto, starai perdendo soldi.

Questo fenomeno, detto illusione monetaria, non riguarda gli investimenti indicizzati all’inflazione il cui livello di remunerazione si adegua al livello dei prezzi.

Tieni presente che i rendimenti dei buoni postali indicizzati sono “al netto” dell’inflazione che andrà aggiunta per conoscere il tasso effettivo

Il drenaggio fiscale dei buoni postali fruttiferi

Ora veniamo alla nota dolente. La tassazione. Gli interessi dei bpfi sono tassati al 12,50% senza distinzione alcuna tra interessi reali e recupero inflativo. Quindi accade che mano a mano che sale l’inflazione crescerà anche la tassazione con il risultato che il tuo capitale finale  – espresso in termini di potere di acquisto di oggi – tenderà a scendere.

Il grafico qui sotto lo mostra chiaramente:

bpf

E il problema è che tanto maggiore è l’inflazione, tanto più basso sarà il montante finale. Ma non temere: non accadrà mai che la tassazione distrugga valore al tuo investimento. Come vedi la linea verde tende ad un valore ben preciso, superiore a uno, al di sotto del quale non scenderà mai nemmeno se l’inflazione dovesse diventare del 300% all’anno.

La linea rossa mostra, invece, il montante reale dei buoni postali fruttiferi indicizzati senza la distorsione fiscale. Allora i buoni indicizzati sono ancora un buon investimento?

Prima di scoprirlo, permettimi di ricordarti che questo post è solo un assaggio dell’importanza di una solida preparazione finanziaria, senza la quale non potrai mai ottenere rendimenti elevati dai tuoi investimenti.

Buoni postali fruttiferi per tutti!!

I buoni sono un ottimo strumento di investimento anche se la tassazione corrode in parte gli interessi nominali, riducendo l’efficacia dell’indicizzazione reale degli stessi. La cosa importante è che ricordi che i tassi di interesse che leggi nel prospetto sono ‘al netto dell’inflazione’ e quindi non paragonabili a quelli degli altri investimenti.

Agli iscritti alla mailing list del sito manderò via mail il link alla mappa concettuale che riassume il contenuto di questo post e ti permetterà di scaricare un file Excel che ti consentirà di fare delle simulazioni del rendimento al variare del tasso di inflazione che potrai modificare.

Che aspetti ad iscriverti per ricevere la mappa?

Giacomo

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Comments

  • Killer in pensione

    Alcune osservazioni a supporto e integrazione di quanto scritto.

    1) Ogni investimento è colpito dall’inflazione
    2) Ragionare in termini di rendimento reale (al posto del nominale) è molto più utile per capire la bontà dei nostri investimenti. Acquistare qualcosa che rende il 5% netto fisso con scadenza 10 anni è (sarà) un buon investimento?
    E chi lo sa? Dipende dall’inflazione futura (che nessuno evidentemente conosce) . Con inflazione al 2% sì, con inflazione al 7% no. Acquistare un prodotto a tasso fisso E’ una scommessa sull’inflazione.
    3)Ogni serie di bfpi ha una sua inflazione di salvaguardia e un suo range di rendimento reale a scadenza noto PRIMA (si badi bene:PRIMA) dell’acquisto.
    a) l’inflazione di salvaguardia e il livello d’inflazione massimo ANNUO da cui la nostra serie ci protegge. Per alcune serie l’inflazione di salvaguardia è stata bassa. Si dimostra però che le serie migliori di bfpi hanno inflazione di salvaguardia a scadenza (e anche prima) INFINITA. In rigoroso ordine di prestazione le serie a protezione infinita a scadenza sono: J19, J27, J26, J28, J34, J20, J29 e J30, J25.
    b)Il range di rendimento reale di una serie è noto A PRIORI. Per esempio, la serie attualmente sottoscrivibile, la J34, avrà un rendimento reale positivo a scadenza compreso tra lo 0,35% e l’1,5% a seconda dell’inflazione. Questo significa che investire in un bfpi NON è una scommessa.

    Quello che può succedere acquistando un’ottima serie di bfpi è che l’inflazione rimanga bassa e di conseguenza avremmo un rendimento NOMINALE basso. Ma il rendimento REALE (che si muove in maniera opposta) sarà alto. Certo in caso d’inflazione bassa avremmo performato meglio con un tasso fisso ma il nostro bfpi ha assolto al suo compito lo stesso.
    Diversificando con il tasso fisso si alza il rendimento complessivo in caso d’inflazione bassa.

    • Giacomo

      @ Killer
      Chiaro, puntuale e preciso come sempre. Grazie.

  • Carlo

    Scusa l’ignoranza ma davvero non capisco il concetto.
    Potresti fare un esempio di rendimento e tassazione dello stesso buono con 3 inlflazioni diverse?
    Grazie e ciao

    • Giacomo

      @ Carlo
      Ho preparato un foglio exel che ti permetterà di fare delle simulazioni ‘personalizzate’ sull’effetto dell’inflazione e della tassazione. Lo spedirò oggi agli iscritti alla mia mailing list per cui lo riceverai senza problemi :)

  • Enrico

    Grande Giacomo!
    Meno male che ci sei tu… ci mancavano solo i grilli ciprioti per mandarci in totale paranoia! :)
    A proposito del file excel sui Bfp… scusa l’ignoranza ma qual è la differenza tra montante netto reale e montante netto deflazionato?
    E ancora; secondo te perchè li hanno trattati così male i ciprioti? Non si poteva attivare lo scudo? … oddio magari sarebbe stato pure peggio…

    • Giacomo

      @ Enrico
      Premesso che non c’è nulla di cui scusarsi, il montante netto reale è calcolato capitalizzando il tasso reale netto come se l’imposta colpisse solo il rendimento vero e non il recupero dell’inflazione. Il montante netto deflazionato traduce in euro di oggi (in termini di potere di acquisto) il montante nominale netto che sarà pagato alla scadenza.

      E che comprende la tassazione anche sulla rivalutazione. Va da sé che la differenza tra i due è il drenaggio fiscale. Parleremo di Cipro nel post che sarà pubblicato venerdì. Ciao!!

  • giampaolo

    Salve Giacomo, nel ringraziarti per l’email che mi hai mandato con l’utilissimo file exell di simulazione colgo l’occasione per chiederti di chiarirmi gentilmente la differenza tra tasso reale e tasso nominale. Nel file si evince che il tasso reale comprende solo quello base previsto dalle poste, mentre il tasso nominale è la risultante del tasso fisso (reale) e del tasso d’inflazione.
    Poichè mi capita spesso di fare confusione, potresti chiarirmi meglio la differenza tra i due tassi, magari con altri esempi..grazie infinite.
    a presto!

    • Giacomo

      @ Giampaolo
      Ti rispondo volentieri. Il tasso nominale è dato dal tasso reale più l’inflazione. Per essere precisi, se r è il tasso reale, f è il tasso di inflazione (espressi entrambi in forma decimale) il tasso nominale i sarà pari a:

      i = (1+r)*(1+f) – 1 o se preferisci i = r(1+f) + f

      Se hai altre domande sono qui :)

  • FabioG

    Ciao Giacomo,
    mi stavo chiedendo come sia possibile che il coefficiente di indicizzazione dei Btpi a Marzo sia in diminuizione. Questo vuol dire che il capitale non si sta rivalutando ma anzi retrocede un pochino (scusa i termini poco tecnici).

    Tutto ciò nonostante l’inflazione, seppur in diminuizione, sia sempre positiva.

    Io pensavo, a questo punto erroneamente, che per far aumentare il c.i. bastasse che l’inflazione fosse positiva, anche se in diminuizione. Come calcolano il c.i.?

    • Giacomo

      @ Fabio
      In effetti è possibile che, in caso di calo dei prezzi, i coefficienti di indicizzazione diminuiscano. Ma in un mondo in cui la regola è l’inflazione e non la deflazione, questi ribassi dovrebbero essere assolutamente temporanei. Ad ogni modo un rallentamento del tasso di inflazione si traduce in un ribassamento dei coefficienti come spiegato qui.

      Grazie per aver postato questa segnalazione e tanti auguri di buona Pasqua.

      • FabioG

        Credo di aver capito, non tenevo conto della differenza che c’è tra inflazione su base annua da una parte e indice dei prezzi su base mensile dall’altra che è quello su cui si calcola il c.i.

        Grazie e auguri!

        • Giacomo

          @ fabioG
          Grazie a te. E’ stato un piacere esserti utile.

  • Enrico

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-03-29/linflazione-frena-minimo-2010-110236.shtml?uuid=AbQuuciH

    Ciao Giacomo,
    Alla luce di questi ultimi dati è sempre preferibile il BFPi rispetto al BFP3x4? Secondo i miei calcoli ci vorrebbe un’inflazione media annua lorda sopra il 3% (approssimativamente sui 12 anni) per essere in pari (infl di pareggio.
    Grazie e ancora tanti auguri!

    • Giacomo

      @ Enrico
      Diciamo che forse, sempre per motivi prudenziali, è meglio suddividere l’importo da investire tra i BPF 3×4 e i buoni indicizzati. Tieni presente che se guardiamo ai prossimi anni – a meno di una situazione deflativa stile Giappone – è difficile immaginare un tasso di crescita dei prezzo contenuto. Quindi è bene stare sulla difensiva e non abbandonare i BPF indicizzati perché, come giustamente osservi, l’inflazione sta rallentando.

      Una miscela dei due ti permetterà di cogliere i pregi dell’una e quelli dell’altra tipologia di buono. Grazie per la segnalazione.

  • luigi

    ciao giacomo …
    come posso recuperare il foglio exel?

    • Giacomo

      @ Luigi
      Per ringraziarti per la tua pazienza ti metto direttamente il link al quale potrai scaricarlo:

      http://www.segretibancari.com/pagine/maps/bpf/bpf.html

      Se sceglierai comunque di iscriverti alla mia mailing list otterrai tante altre risorse omaggio. Buona settimana!!

  • Alex

    Buongiorno Giacomo, sono usciti i nuovi BFPi J35… leggendo il foglio informativo vedo che hanno unificato il tasso nominale al 1,25% mentre nella precedente J34 il tasso aumentava con gli anni. Si possono ancora acquistare i J34 (lei mi dirà “Vallo a chiedere alla posta! ” :) ) e quelli nuovi sono ancora conveniente rispetto al BFP3x4?
    Buona giornata
    Ale

    • Giacomo

      @ Alex
      Purtroppo non è più possibile sottoscrivere la serie J34 che è ‘estinta’ ma solo la nuova serie J35 che – come giustamente osservi – prevede tassi più bassi. Non ho fatto il calcolo analitico dell’inflazione di pareggio tra i 3×4 e gli indicizzati ma secondo me continuano a convenire i secondi per il fatto che tutelano da eventuali future impennate del tasso di inflazione.

      Oppure puoi sottoscriverli entrambi in parti uguali – così da avere un’ulteriore diversificazione. Un caro saluto e buon week end!!

  • Lorenzo

    Ciao Giacomo continuo a seguire il tuo blog perché lo trovo sempre interessante. Ora però ho bisogno di farti una domanda diretta proprio sui Bpf 18mesi indiciz. all’inflazione. Uno di questi giorni dovrò andare in posta e trovarmi preparato.

    Nel maggio del 2010 ho investito un interessante somma di denaro proprio su questo buono e a scadenza vado in posta per valutare cosa fare e mi hanno proposto di lasciarlo li anche dopo la scadenza. Così ho fatto. Attualmente sono ancora lì ma conto di andare quanto prima per probabilmente investire in qualcos’altro. È un problema averli lasciati così tanto? Conviene lasciarli? Considera che io ho un libretto di risparmio(con poco e niente) ma che utilizzo proprio per investimenti occasionali in posta. Grazie mille!!! Sempre gentilissimo….

    • Giacomo

      @ Lorenzo

      Grazie per i complimenti. Perdonami ma non ho ben capito se hai sottoscritto dei buoni a 18 mesi o dei buoni indicizzati 18 mesi fa. Sono due cose profondamente diverse. Per questo ti chiedo la cortesia di dirmi esattamente il tipo di buono sottoscritto e la data di sottoscrizione, in modo che abbia tutti gli elementi che mi servono per aiutarti al meglio. Resto in attesa e ti auguro buona settimana!!

  • fausta73

    Buongiorno Giacomo, avendo un buono postale indicizzato a inflazione della serie J14 del luglio 2011, vorrei sapere, per favore, se mi conviene ritirarlo e reinvestire la cifra nel buono J36.
    Questo per due motivi. il tasso di interesse fisso è dell’1% invece dello 0,50% e, soprattutto perchè ho fatto il conto, sul sito delle poste che riscuotendo il buono adesso avrei un interesse di circa 900 euro, riscuotendolo a ottobre mi indica che gli interessi sarebbero di 190 euro.
    Non sono per niente esperta, per questo vorrei un consiglio. Grazie.

    • Giacomo

      @ Fausta
      Sì, le conviene fare il passaggio ma solo al compimento del 18-esimo mese successivo alla sottoscrizione del primo buono. esso, infatti, ha un rendimento reale costante peri allo 0,50% annuo lordo mentre la nuova serie offre l’1% annuo lordo, esattamente il doppio. Non appena saranno trascorsi i 18 mesi dalla prima sottoscrizione – e non rischierà dunque di perdere gli interessi maturati – rimborsi il buono e sottoscriva quello in nuova emissione.
      Un caro saluto.

  • fausta73

    La ringrazio moltissimo, fra poco vado in posta. Cordiali saluti Fausta

    • Giacomo

      @ Fausta
      Grazie a lei. Ci tengo a ribadire che per qualunque sua necessità sono qui per lei. A presto…

  • Marco

    Ciao Giacomo da poco mi interesso dei miei piccoli risparmi.
    killer in pensione nel primissimo commento a citato proprio la serie J19.
    ho proprio sottoscritto quella serie a dicemre 2011, volevo chiederti ma secondo te è una buone serie?
    (a me sebrava di si all’epoca.)
    ma fino a quando lo potrà essere??e soprattutto come posso verificare mese per mese se è il caso di vendere il buono oppure no?

    grazie dei tuoi consigli!!

    • Giacomo

      @ Marco
      La serie j19 è un’ottima serie, perché sottoscritta proprio durante la crisi finanziaria che colpì il nostro Paese nell’autunno 2011. I tassi reali di rendimento del suo buono sono fissati fin dal momento dell’emissione e non cambiano. Li trova qui, nell’ultima pagina del prospetto. A cambiare saranno i tassi nominali, perché essi si adeguano all’inflazione, mentre i rendimenti reali – che sono tassi minimi corrisposti nell’ipotesi di un’inflazione pari a zero, sono quelli previsti e non saranno modificati fino alla scadenza.

      Tenga stretto il suo buono, perché difficilmente avremo ancora tassi così appetibili…

  • Elena

    Ciao,
    da poco ho cominciato ad occuparmi personalmente dei miei risparmi non fidandomi piu’ delle banche. Leggendo i tuoi chiari ed esaustivi articoli, ho visto che per un risparmio sicuro consigliavi i buoni postali indicizizzati all’ inflazione. Ma secondo te sono ancora convenienti ora che l’inflazione continua a scendere e forse scendera’ ancora? O e’ meglio sottoscriverli fra un po’ di tempo?
    Grazie per la risposta e complimenti per il tuo blog
    Elena

    • Giacomo

      @ Elena
      Secondo me restano convenienti. Sia perché l’inflazione è ‘ciclica’ e a periodi di ribasso probabilmente seguiranno poi dei rialzi, sia perché l’obiettivo dei buoni è quello di difendere il valore reale dei tuoi soldi. Se i prezzi salgono poco, significa che la moneta perde poco valore e, quindi, anche i buoni cresceranno lentamente perché c’è poco da compensare.

      Ma se i prezzi accelereranno, il valore dei buoni crescerà molto e ti permetterà di non perdere i tuoi risparmi in termini di potere di acquisto. Ovviamente nessuno ti vieta di diversificare i tuoi buoni mettendo insieme quelli indicizzati e altri standard la cui remunerazione non dipende dall’inflazione. In questo modo compenserai i difetti degli uni con i pregi degli altri e costruirai un portafoglio sicuro ma anche diversificato.

  • Lorenzo

    Scusami Giacomo ma a causa di qualche problemino riesco a risponderti Solo adesso.
    Io ho sottoscritto nel maggio 2010 due tipologie di buoni:
    Il primo a 18 mesi (scaduto e ritirato)
    Il secondo indicizzato all’inflazione (ancora lì in mia attesa)
    La mia domanda rimane quindi la medesima sui buoni indicizzati all’inflazione.

    Essendo che loro mi hanno proposto di lasciarlo li dopo che ho ritirato gli altri. Così ho fatto. Attualmente sono ancora lì ma conto di andare quanto prima per probabilmente investire in qualcos’altro. È un problema averli lasciati così tanto? Conviene lasciarli? Considera che io ho un libretto di risparmio(con poco e niente) ma che utilizzo proprio per investimenti occasionali in posta. Grazie mille!!! Sempre gentilissimo….e scusa per l’incomorensione precedente, spero di essermi espresso più chiaramente stavolta.
    Lorenzo

    • Giacomo

      @ Lorenzo
      Ora è tutto più chiaro :-) Non c’è nessun problema per quanto riguarda il buono indicizzato all’inflazione. Tieni presente, infatti, che lo stesso ha una durata di 10 anni e non di 18 mesi. L’anno e mezzo è il termine utile per non perdere gli interessi in caso di rimborso ma puoi tranquillamente evitare di incassare il bfp. Esso continuerà a fruttare degli interessi fino alla sua scadenza, o al momento in cui deciderai di rimborsarlo.

      A mio avviso conviene assolutamente lasciarlo, anche perché da ora in avanti esso si comporterà come un libretto di risparmio: potrai ritirarli quando vorrai senza perdere nulla, nemmeno gli interessi :)

  • Paola

    Salve, quali sono i migliori buoni fruttiferi al momento acquistabili ? L’importo sarebbe di circa 30.000 euro .
    Ho versato qualche giorno fa 10.0000 euro su libretto postale ordinario che mi convertiranno in smart, l’importo al momento del versamento era 167 euro circa. ho fatto bene ? grazie.

  • giuseppina

    salve,volevo capire come investire 20000 o 30000 euro a 3 anni,conviene btp italia, btpi(c’è uno scadenza 2017,tutti più o meno al prezzo di 99,100,101)oppure cct al prezzo di 94, 95..grazie

    • Giacomo

      @ Giuseppina
      Io farei una diversificazione comprando tutti i titoli che hai indicato. potresti comprare 10.000 euro del BTP Italia, 10.000 euro del CCT e 10.000 euro del BTPi. In questo modo avrai 2/3 del tuo capitale indicizzato all’inflazione (europea e italiana, con un’ulteriore diversificazione) e 1/3 investito nel tasso variabile.
      Un abbraccio e buon week end.

  • Joe

    Ciao Giacomo, volevo chiederti cosa ne pensi dei BFPi J37 con tasso lordo 1% (netto 0.88%) del 10 giugno 2013, non li vedo menzionati da nessuna parte. Li ho sottoscritti oggi, ma se non risultano vantaggiosi rispetto i prossimi tra 15gg potrei switchare ad altri…che dici? Grazie

    • Giacomo

      @ Joe
      I BFP indicizzati restano un’ottima alternativa per investire sebbene i loro tassi siano meno vantaggiosi di quelli offerti in passato. Vai tranquillo: ottima scelta!!

      • Carlo

        Giacomo, probabilmente oggi i Buoni Postali Ordinari sono davvero molto bassi e quindi quelli indicizzati si rivalutano di più ma negli ultimi 5-6 anni le cose sono andate nettamente a sfavore dei buoni indicizzati visto com’è andato l’indice FOI…

  • Joe

    Giacomo, un’altra questione..riguardo il bollo su cifre superiori ai 5k, qual’è la quota minima superiore ai 5k per non essere così penalizzati sui guadagni? Per semplificazione ragioniamo sulla situazione attuale dell’inflazione.
    Attualmente ho investito 7k, tra un non molto mi si sbloccheranno 5k da un 18mesi plus, o sottoscrivo altri BTPi oppure cambio totalmente. Io ho scelto i BTPi anche per il fatto che ai 18mesi maturi e volendo puoi disinvestire.
    Vorrei rimanere nello stesso vincolo temporale.

    Grazie

    • Joe

      Giacomo, un’altra questione..riguardo il bollo su cifre superiori ai 5k, qual’è la quota minima superiore ai 5k per non essere così penalizzati sui guadagni? Per semplificazione ragioniamo sulla situazione attuale dell’inflazione.
      Attualmente ho investito 7k, tra un non molto mi si sbloccheranno 5k da un 18mesi plus, o sottoscrivo altri BTPi oppure cambio totalmente. Io ho scelto i BTPi anche per il fatto che ai 18mesi maturi e volendo puoi disinvestire.
      Vorrei rimanere nello stesso vincolo temporale.
      Grazie

      • Giacomo

        @ Joe
        L’incidenza del bollo è decrescente. Dato che si applica il bollo minimo per importi fino a 22.800 euro, direi che la soglia per ammortizzare il bollo è proprio quella. più ti allontani da quella cifra verso il basso, più cresce l’incidenza percentuale del bollo stesso.

        • Joe

          Come sempre sono i piccoli risparmiatori i più penalizzati…quindi che mi consigli per gli altri 5k? li aggiungo ai 7k di BTPi già sottoscritti, attendendo la prossima serie?

          • Giacomo

            @ Joe
            Non credo che siano penalizzati i piccoli risparmiatori. Questo è un luogo comune che va superato. Oggi tanto il piccolo che il grande hanno a disposizione sostanzialmente gli stessi strumenti per investire… Consiglio di sottoscrivere i buoni in emissione e di non attendere le prossime emissioni che potrebbero non essere migliorative rispetto alle attuali.
            Un caro saluto…

  • Carlo

    Un BFPi ha i seguenti limiti
    1) per i primi 18 mesi NON PERCEPISCI alcun interesse nominale
    2) per i primi 18 mesi NON VENGONO RIVALUTATI ALL’INFLAZIONE

    ATTENZIONE: esistono delle serie come la J07 ad esempio che prevedono la rivalutazione all’inflazione solo trascorsi 3 anni DICO TRE ANNI!

    In un regime di bassa inflazione come quello che stiamo vivendo non c’è alcuna convenienza pratica nei BFPi ma vanno meglio quelli ORDINARI!
    In un regime di elevata inflazione avete ben dimostrato che non ha senso affidarsi ai BFPi.

    Domanda: ma il grafico di cui sopra ha un errore? o forse due?

    • Giacomo

      @ Carlo
      Al di là delle caratteristiche delle singole emissioni, continuo a ritenere che i BFPi siano ottimi strumenti di investimento, grazie al fatto che mantengono il potere di acquisto della moneta nel tempo. Ovvio che se sapessimo prevedere il futuro andamento dell’indice dei prezzi potremmo sapere se sia meglio ‘assicurarsi’ contro il rischio inflazionistico oppure no scegliendo via via investimenti indicizzati o investimenti a tasso fisso.

      Non potendolo fare, secondo me ‘agganciare’ una quota dei propri risparmi all’inflazione è una scelta oculata ed importante… Quali sarebbero, secondo te, gli errori del grafico?

      • Carlo

        @ Giacomo,

        non so se mi sbaglio ma con un tasso reale del 1,25% ed un tasso d’inflazione del 1% si ha un tasso netto del 1,97%
        Aumentando il tasso d’inflazione al 7% il tasso netto complessivo diventa il 7% pareggiando il vantaggio.
        Ma se il tasso d’inflazione diventa il 100% a parità di tasso reale al 1,25% allora il tasso netto diventa del 89,6%.
        Questo significa che in sostanza non si recupera l’inflazione e quindi il rendimento mi viene minore di uno e non maggiore di uno come nel grafico.
        Grazie delle risposte

        • Killer in pensione

          Hai espresso anche opinioni: ***In un regime di bassa inflazione come quello che stiamo vivendo non c’è alcuna convenienza pratica nei BFPi ma vanno meglio quelli ORDINARI!
          In un regime di elevata inflazione avete ben dimostrato che non ha senso affidarsi ai BFPi***
          Opinioni legittime, ma opinioni e non fatti.

          Sull’inflazione di salvaguardia e su altro ho già scritto nel primo post. Si dimostra che quando il rendimento reale lordo complessivo cumulato dal buono supera il 14,29% (se la tassazione è il 12,50%), allora la protezione del bfpi diviene INFINITA. Strumento raro.

        • Giacomo

          @ Carlo
          Con un’inflazione dell’1,25% ed un tasso reale dell’1% il tasso nominale lordo diventa del 2,2625% mentre il netto dell’1,979%. Se il tasso di inflazione va al 7% il rendimento lordo cresce all’8,07% ed il netto passa al 7,06125% che corrisponde ad un interesse reale dello 0,875% che capitalizzato per 10 anni fa esattamente l’importo che vedi sul grafico.

          Il grafico mostra l’andamento del montante e non del tasso reale…

          • Carlo

            Giacomo, grazie per la risposta.
            Credo che qualcosa in più l’ho afferrata. Mi rimane da capire cosa accade se, nel caso di tasso reale al 1%, l’inflazione sale al 7% oppure al 15% oppure al 30%.
            I BFPi risultano ancora validi o diventano meno validi?

          • Giacomo

            @ Carlo
            Diventano meno validi per il fatto che la tassazione colpisce anche la sola conservazione del potere di acquisto del capitale. Questo fenomeno è detto “drenaggio fiscale (fiscal drag) e fa sì che le imposte colpiscano i valori nominali e non quelli reali.

    • Killer in pensione

      A prescindere dalle opinioni espresse (che non condivido minimamente) c’è da precisare che i bfpi riconoscono FIN DA SUBITO la rivalutazione dall’inflazione (ad esclusione delle serie anomale, da J01 a J13). Se uno li rimborsa prima del compimento del diciottesimo mese non avrà interessi (nè quelli fissi nè quelli variabili legati all’inflazione) ma se uno rimborsa, diciamo, dopo due anni, avrà la rivalutazione per l’inflazione complessiva dei due anni e non certo per gli ultimi 6 mesi.

      • Carlo

        @ Killer
        ma le mie non sono opinioni, mi sono limitato a riportare un dato di fatto.
        Non ho mai detto ne pensato che i BFPi non rimborsassero l’inflazione dopo i 18 mesi per il totale dei 18 mesi, più precisamente volevo dire che se uno ritira un BFPi al 17esimo mese perde gli interessi variabili (quelli della rivalutazione legata all’inflazione) per intero.

  • salvo

    Salve! Io ho la serie j37 conviene cambiarla con la j38?

    • Giacomo

      @ Salvo
      Assolutamente sì: la serie J38 offre lo 0,25% di rendimento reale lordo da qui alla scadenza, mentre la serie J37 paga ‘solo’ l’1%. Cambiala senza problemi, perché gli interessi cui rinunci estinguendo anzitempo la serie ‘vecchia’ saranno più che compensati dagli interessi sulla serie nuova. E buona settimana :)

      • Joe

        @Giacomo intendi dire che la serie J38 offre l’1,25% non lo 0.25% o mi è sfuggito qualcosa? Se conviene la J38 porto tutto su quella compreso il nuovo investimento.

        • Giacomo

          @ Joe
          Confermo: i BFPi della serie j38 rendono l’1,25% oltre al tasso di inflazione: http://www.poste.it/bancoposta/buonifruttiferipostali/indicizzati_inflazione.html

          • salvo

            Salve Giacomo volevo chiederti se nella scelta della serie j38 bisogna tener conto dell indice FOI all aquisto

          • Giacomo

            @ Salvo
            Assolutamente no. Il FOI al momento dell’acquisto è solo il parametro di partenza a partire dal quale l’inflazione futura sarà registrata. Tutto qui…

          • salvo

            Tutto chiaro grazie del consiglio! TROVO CHE IL BFPI SIA UN OTTIMO STRUMENTO MOLTO SEMPLICE E PRATICO

          • Giacomo

            @ Salvo
            Grazie a Te.

  • gianni

    Ciao Giacomo, volevo sapere ,quando si incorre nel pericolo di una rivalutazione in negativo a causa dell’inflazione??
    Se voglio investire 1000 € in BFPi , mi conviene aspettare le nuove emissioni o optare per quelli attuali j38?
    Sottoscrivendo questa tipologia ho un rendimento minimo garantito dell’1,25% lordo ??
    Ti ringrazio

    • Giacomo

      @ Gianni
      Con i BFPi il rischio di andare in negativo non c’è. In caso di deflazione, infatti, il coefficiente di correzione per l’inflazione si fermerebbe ad uno. Quel rischio è corso solo da chi compra i BTPi, perché anticipa l’inflazione maturata dal momento dell’emissione. Se da quel momento in avanti i prezzi scenderanno si abbasserà il coefficiente e perderà dei soldi.

      Sottoscrivi sempre subito i buoni postali indicizzati: se ne usciranno di migliori potrai fare il cambio in modo semplice. Un abbraccio.

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