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Certificati di deposito o pronti contro termine?

I certificati di deposito sono tornati. Meglio i pronti contro termine o questo “nuovo” investimento?

I certificati di deposito emessi dalle banche sembravano defunti. Invece sono riapparsi sulla scena e fanno concorrenza ai pronti contro termine.

Hai presente il ritorno di qualcuno che credevi ormai fosse morto e sepolto? E’ una situazione molto tipica nei telefilm americani. Ora, la stessa cosa accade con i certificati di deposito che sembravano scomparsi nel 1997 a causa del regime fiscale sfavorevole ma che ora si riaffacciano con la pretesa di essere un investimento sicuro.

In questo post scoprirai che cosa sono, perché sono tornati di moda e la convenienza ad investire i tuoi soldi nei certificati di deposito.

Non solo pronti contro termine

I certificati di deposito sono un’alternativa rispetto ai pronti contro termine con i quali condividono la finalità.  Entrambi sono strumenti di investimento adatti per l’impiego di liquidità a breve termine. Ci sono però due differenze importanti tra i due strumenti.

Innanzitutto i pronti contro termine sono un deposito indiretto, nel senso che sono garantiti dalla presenta dei bond sottostanti che mancano nel caso dei certificati di deposito emessi dalle banche. In caso di default dell’istituto il cliente che ha sottoscritto dei PCT ha dei titoli su cui rivalersi che restano di sua proprietà fino al successivo riacquisto da parte della banca stessa.

I certificati di deposito invece non rientrano nemmeno nel fondo interbancario di tutela dei depositi. O meglio, vi rientrano solo quelli nominativi. Quindi possiamo dire in prima battuta che i pronti contro termine sono più sicuri dei certificati di deposito.

Il regime fiscale è assolutamente lo stesso. In entrambi i casi gli interessi sono soggetti all’aliquota del 20% a titolo di imposta. Ma allora perché non scegliere sempre e solo i pronti contro termine?

Due vantaggi dei certificati di deposito

Con l’emissione dei certificati, le banche cercano di attrarre nuovo risparmio sottraendolo, in modo particolare, alle Poste. Infatti il funzionamento dei CD è del tutto simile a quello dei buoni postali. E’ ammessa una sola operazione di versamento e alla scadenza si percepiscono capitale ed interessi.

I CD hanno durata più breve dei buoni postali ed inoltre non capitalizzano gli interessi. Rispetto ai pronti contro termine i vantaggi sono due:

  • solitamente è possibile smobilizzare prima la somma investita. Anche se non è una regola e occorre sempre verificare caso per caso con la propria banca, i certificati di deposito possono essere estinti prima della scadenza mentre i pronti contro termine no
  • il taglio minimo per accedere a questa forma di investimento è solitamente inferiore a quanto richiesto per accendere un pronti contro termine.

Vademecum per l’utilizzo

Prima di sottoscriverli, però, tieni presente alcune regole base:

  • accertati che la banca non ti applichi commissioni sul conto titoli e che la sottoscrizione di un CD non implichi il pagamento dei bolli sul conto titoli. In questo caso è meglio valutare un pronti contro termine oppure direttamente l’acquisto di un BOT o un CTZ
  • chiedi qual è il rendimento di un pronti contro termine avente scadenza simile. Probabilmente le banche, per una certa scadenza, proporranno solo uno di questi due prodotti per non farsi concorrenza in casa. Ad esempio potrai optare per un pronti contro termine a 6 mesi o un CD a 8 mesi. Ma se il rendimento è più favorevole all’uno piuttosto che all’altro scegli di conseguenza in base alle tue esigenze e preferenze
  • verifica il regime del certificato. Se esso è al portatore non gode della garanzia offerta dal Fondo Interbancario, per cui i tuoi soldi sono in balia di ciò che accadrà alla banca. Nell’improbabile caso di fallimento della stessa perderesti i tuoi soldi.

Prima di salutarti voglio rispondere ad una domanda rimasta in sospeso. “Perché ora i CD sono tornati di moda?” La risposta è molto semplice. L’allora Governo Prodi aveva aumentato la tassazione su questi strumenti elevandola al 27% e sancendone, di fatto, la fine già dal 1997.

Ora che l’aliquota è stata armonizzata uno strumento scomparso è tornato alla ribalta. Tieni sempre ben presente che sotto l’ala dei “certificati di deposito” si celano moltissime tipologie di invesimenti. E ricorda che se la tua banca ti propone strumenti complessi, i cui interessi non sono determinati in modo semplice all’inizio ma dipendono dal futuro andamento di alcune variabili finanziarie, farai bene a girare alla larga.

Di solito i certificati buoni (così come i pronti contro termine) sono emessi in modo continuativo. Se il tuo consulente ti dice di affrettarti perché il collocamento durerà solo pochi giorni, fermati immediatamente e chiedi maggiori informazioni, perché probabilment stai per sottoscrivere un prodotto inefficiente.

 In conclusione

Ora che c’è uno strumento di investimento in più, non correre necessariamente a sottoscriverlo. Valuta con attenzione i pro e i contro di quest’alternativa rispetto alle altre (pronti contro termine o conti deposito) e diffida sia di ciò che non comprendi fino in fondo, sia di ciò che ti viene proposto come un affare esclusivo per poco tempo.

Un abbraccio fraterno

Giacomo

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Comments

  • Denis

    Grazie mille per le info CHIARE sui CD … adesso aspetto gli interessi per iniziare a…
    intanto mi pappo tutti i tuoi articoli!

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