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Fondi Pensione: due segreti che stanno per essere svelati

Tutti parlano dei fondi pensione. Ma nessuno ti dice che…

Quando avrai letto questo post sarai meno sicuro che i fondi pensione proposti dalle banche, assicurazioni e promotori finanziari vadano bene per te. Per due ragioni tenute adeguatamente segrete.

So di essere ripetitivo, ma se insisto su un concetto lo faccio solo perché è di fondamentale importanza che tu lo conosca. Per questo non mi stancherò mai di ripetere che gli investimenti assicurativi o pseudo tali offerti dalle banche sono da evitare.

E tra questi rientrano i fondi pensione, i cui vantaggi fiscali non sono così evidenti come sembrerebbe e non solo. Mentre ti invito ad iscriverti al webinar dal vivo per approfondire tutti i punti deboli di questi strumenti, in questo post ci concentreremo su due aspetti. Cercheremo di comprendere se l’idea di investire sul mercato azionario i contributi previdenziali sia una scelta saggia e smonteremo insieme un ridicolo cavallo di battaglia usato dai venditori dei prodotti pensionistici. Buona lettura!!

I fondi pensione azionari

Forse non lo sai ma i fondi pensione non sono altro che fondi di investimento, il cui obiettivo è quello di creare una rendita integrativa. Questo aspetto è molto importante, perché la gestione di questi prodotti è soggetta alle stesse lacune e punti deboli che ben conosci. Solo nel momento in cui andrai in pensione, la gestione del ‘montante’ contributivo seguirà dei criteri assicurativi.

Ma fino ad allora i tuoi soldi saranno gestiti secondo logiche tipicamente finanziarie. Ecco allora che i consulenti ripetono volentieri sempre la stessa storiella: “se le mancano ancora parecchi anni alla pensione, scelga un fondo azionario. Nel lungo periodo…” e lascio finire a te la frase.

Oltre al fatto che sovente i fondi pensione sono fondi di fondi, che a loro volta investono in quote di altri OICR, resta il fatto che la favola del lungo periodo è appunto tale. Una fiaba per sprovveduti. Ho preso da yahoo i dati di un ETF che replica l’andamento dell’indice Eurostoxx 50. E’uno dei primi ad essere stato quotato, il che ci permette di avere una serie storica sufficientemente lunga di dati.

Ora, se escludiamo i dividendi pagati, il rendimento dovuto alla rivalutazione di prezzo nel periodo compreso tra il 30 settembre 2002 e il 30 settembre 2011 è stato del -2,68%. I consulenti non vogliono arrendersi all’evidenza. Una strategia di buy and hold non paga. Punto. Ma ti prometto che ci saranno grosse novità in futuro su questo tema. Diciamo con il nuovo anno, ok?

La prima regola da seguire è quella di evitare il mercato azionario. O disponi di un metodo che gestisca le posizioni in modo dinamico entrando e uscendo dall’azionario, o i tuoi soldi rischiano di svanire e con essi la pensione.

Le gestioni separate o linee garantite dei fondi pensione sono sicure

L’altra bufala riguarda la presunta sicurezza delle gestioni separate delle polizze vita, o delle linee garantite dei fondi pensione. Dato che c’è il terrore che l’Italia vada in default, i consulenti hanno bella faccia a dire che le linee a basso rischio dei fondi pensione sono sicure dal rischio Italia.

Immagina di prestare soldi ad un tuo amico scapestrato. Temi che non ti rimborsi il capitale, così decidi di non dargli nulla. Ora un secondo amico, affidabile, viene a fare da mediatore e a chiederti un prestito per la persona ‘scapestrata’ senza offrirti nessuna garanzia personale. E’ solo un intermediario. Tu ti fideresti a dargli i tuoi soldi? Certo che NO!!

Eppure nel caso dei fondi pensione le cose stanno esattamente in quei termini. Ti rifiuti di acquistare i titoli di stato per paura di un default e poi sottoscrivi un fondo che acquista quegli stessi titoli che tu hai cercato di evitare.

Non ti sembra un controsenso?

Eppure la presunta sicurezza dei fondi pensione e delle gestioni separate delle polizze vita è uno dei cavalli di battaglia preferiti dai consulenti che guadagnano dalla vendita di questi prodotti.

Ecco perché la seconda regola dice: compra tu direttamente dei titoli di stato e lascia perdere i fondi pensione

Che cosa fare allora?

  • quantifica il tuo fabbisogno previdenziale effettivo. Non fidarti delle simulazioni che fanno le banche, basati solo sul tenore di vita che vuoi mantenere inalterato nel tempo e sulla tua aspettativa di vita.
  • Fai in modo che i tuoi contributi siano investiti ad un tasso reale positivo, ossia generino utili anche in presenza di un tasso di inflazione che potrà essere più o meno elevato.
  • Inizia a risparmiare un po’ del tuo reddito mensile.

Non posso dettagliarti qui i vari passaggi, ma dopo che avrai scoperto come salvare la tua pensione avrai tutti gli strumenti indispensabili per provvedere da solo/a alla creazione di una rendita integrativa futura.

Senza bisogno di ricorrere ai fondi pensione per salvaguardare il tuo futuro tenore di vita.

Dedicato a te

Giacomo

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Comments

  • giuliano

    Carissimo Dottor Giacomo Saver,
    come sempre ottimo post! Non facciamoci dilapidare il nostro futuro da questi “gestori” che sanno ripetere pappagallescamente la lezione loro impartita, radar sempre accesi!!!1
    Un caro saluto a tutti!

  • Giacomo

    @ Giuliano
    Sei sempre molto prodigo di complimenti, Amico mio…
    Alla fine diranno che sei di parte :)

  • AndreaGino

    Non scrivo da un po’, per questo ricordo a tutti che sono un assicuratore multiramo (cioè che si occupa di tutti i tipi di contratti assicurativi, vita compresi).

    Stavolta sono d’accordo solo con metà del post di Giacomo, la prima metà per l’esattezza.
    I PIP o i fondi aperti che investono in azioni e quote sono assolutamente da evitare: non poter scegliere quando andare in pensione fa si che, si ci trovassimo ad andare in pensione durante un ribasso di mercato come quello di oggi, probabilmente avremmo perso anche molto. Quindi, a meno che non vogliamo comprare quote per poi monitorarle e trasferirle su un garantito al momento opportuno (cosa difficile per tutti), niente rischi di mercato inutili sulla nostra pensione integativa (che sarà fondamentale ed inevitabile).

    Non sono d’accordo sulle gestione separate a garanzia invece, perchè hanno costi in genere molto bassi ( a volte 0% caricamenti e piccolo tranneuto di gestione ) ed in più hanno il vantaggio fiscale della deduzione (come tutti i PIP a prescindere dalla linea di investimento). Comprare in proprio i titoli di stato ti mette parzialmente al riparo da un eventuale default solo se ammettiamo che il breve termine sia un vantaggio reale.
    Ma il vantaggio fiscale ( certo ) invece si perde sicuramente, ed è un peccato specialmente per i redditi medio-alti.

    Un saluto,

    AndreaGino

  • Gab

    Ciao Giacomo, da un anno ho aderito a 2 FPA diversi. In entrambi investo in linee totalmente azionarie.
    Con il nuovo anno sarei intenzionato a modificarne una delle 2 , spostandomi verso una prevalentemente obbligazionaria.
    So quale e’ la tua opinione sui FP.. ti faccio pero’ una domanda.
    Investendo mensilmente si effettua un vero e proprio PAC con mercati calanti, si spera non all’infinito.
    Non puo’ essere una strategia valida per prendere cio’ che c’e’ di buono dei FPA (risparmio fiscale) , dei Pac e dell’azionario ?

    • Giacomo

      @ Gab
      sì, in effetti se continui a versare sul FPA medi i prezzi di carico. Per questo io non sposterei subito una delle due linee dall’azionario all’obbligazionario. In primis non lo farei perché le quotazioni oggi sono davvero depresse e pe quanto le borse possano ancora scendere, il ribasso non durerà in eterno. In secondo luogo non lo farei perché continuando a versare medi continuamente i prezzi.

      Al limite attendi che i mercati azionari si riprendano, poi cambia una delle due linee e continua a versare solo su quella azionaria…

      Un caro saluto!

    • AndreaGino

      Vorrei aggiuingere un mio parere.

      Gab, che viste le scelte penso sia propenso ad assumere del rischio, potrebbe fare quello che in generale non consiglio a chi vuol stare tranquillo e senza pensieri/doveri.

      In pratica è la prima parte del mio precedente post sull’argomento: comprare come dice una basilare legge di mercato le quote al ribasso per poi vendere a prezzi più alti. E a quel punto consolidare.
      Vorrebbe dire acquistare quote finchè c’è ribasso, dopo di che fermarsi e attendere pazientemente ( ci vogliono comunque anni ) che prendano un valore ritenuto soddisfacente per poi girarne il controvalore monetario su un obligazionario garantito ( che consolida il risultato e accresce il montante in maniera più lenta, ma costante ).

      Aggiungendo poi il risparmio fiscale garantito, porterebbe con molta probabilità ad un ottimo risultato in termini di rendimento e con moderata certezza ad un accrescimento sicuro del valore dei soldi investiti.

      Buona giornata a tutti.

  • Fab

    A ulteriore conferma che sono delle ciofeche:

    “Secondo caso: ultimamente mi sono occupato di gestione finanziaria di fondi pensione e ho analizzato il portafoglio di uno dei più più importanti enti previdenziali di questo paese (continuo a non fare nomi). Metà del portafoglio investito in obbligazioni strutturate e veicoli complessi emessi da numerose banche internazionali quasi tutti a valore di carico pari a 100, ossia acquistati in emissione, probabilmente strutture complesse dedicate al fondo pensione. E” facile immaginare le commissioni up-front generate e incassate dai soggetti coinvolti nelle operazioni? No, non è facile: le cifre di cui si parla superano ogni immaginazione. Ma le risorse pensionistiche dei lavoratori non dovrebbero essere investite in strumenti finanziari semplici con adeguato controllo dei rischi di mercato e di controparte? Mistero.”

    by Massimo Scolari nel suo post in questo link:

    http://ilblog.adviseonly.it/economia/indignati-e-le-grandi-banche-chi-ha-ragione/

    chi è:

    http://it.linkedin.com/in/massimoscolari

    diciamo che è stato un insider nel business della finanza e ora è un indipendente e più di qualcosa ne capisce!!

    Ovviamente poteva svegliarsi prima a fare l’indipendente!!

    Ciao!

    Fab

  • Alessandro

    La pensione integrativa del fondo pensione Cometa (http://www.cometafondo.it/) (in particolare i comparti “Sicurezza” e “Reddito”) offre un rendimento almeno accettabile, in modo che riesca a garantire una pensione integrativa accettabile anche se non elevata?

    Almeno i soldi versati riescono a difendersi dall’inflazione?

    Grazie in anticipo.
    Saluti.

    • Alessandro

      Questi sono i link diretti ai comparti:

      Sicurezza —> http://cometafondo.mefop.it/gestione-patrimonio/20/2

      e

      Redditto —> http://cometafondo.mefop.it/gestione-patrimonio/20/3

      Essendo un fondo pensione non offerto da una banca, ma come lo definiscono sul loro sito “Fondo Nazionale Pensione Complementare per i lavoratori dell’industria metalmeccanica, della installazione di impianti e dei settori affini.”, presuppongo ci sia qualche garanzia in più, però l’investimento comprendendo azioni e ***derivati*** (???!!!) anche se in quantità modesta (da quel poco che ho capito), mi fa sorgere il dubbio di aver fatto bene ad annullare la sottoscrizione, sebbene ciò mi abbia causato una forte penale (ho perso oltre il 10% dell’importo nominale investito). :-(

      Giacomo cosa ne pensi?

      • Giacomo

        @ Alessandro
        Hai fatto bene. In linea di massima i fondi chiusi negoziali sono più interessanti di quelli aperti poiché costano meno e prevedono il contributo del datore di lavoro.
        Ma hai sempre il problema di vincolare i soldi per un periodo di tempo lungo e indefinito…

        • Alessandro

          Grazie per la risposta Giacomo.

          Non potendo vincolare l’investimento oltre i 3 anni, eccetto se fosse possibile svincolarli in anticipo in caso di imprevisti con rimborso anticipato certo (cioè di non correre il rischio come con le obbligazioni di non trovare nessun compratore) e senza perdere nulla oltre gli interessi (vantaggi entrambi forniti dai buoni fruttiferi postali), quale sarebbe la soluzione migliore per fare una pensione integrativa?

          Buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione italiana, BTP a 3 anni o altro?

          Anche se immagino che l’ideale sarebbero dei BTPi€ , non essendo possibile nel mio caso, forse non riuscirò ad avere una pensione integrativa sufficiente, comunque sarà sempre meglio di nulla, tuttavia piano piano aumenterò la somma dell’investimento risparmiando tutti i mesi (quando possibile) e quindi spero anche con un tasso d’interessi più basso di ottenere qualcosa.

          • Giacomo

            @ Alessandro
            Se il tuo vincolo è la possibilità di smobilizzare in qualunque momento le somme investite senza subire penali (eccezion fatta per la perdita degli interessi) ti consiglio senza dubbio i buoni postali indicizzati all’inflazione.

          • Alessandro

            Il mio vincolo di smobilizzare in qualunque momento le somme investite senza subire penali (eccezion fatta per la perdita degli interessi) è soltanto se l’investimento supera i 3 anni.

            Per 3 anni posso vincolare senza problemi.

            Mi confermi che generalmente rende di più un buono fruttifero postale indicizzato all’inflazione italiana rispetto a un BTP a 3 anni?

          • Giacomo

            @ Alessandro
            Non è possibile dire se renderà di più un buono postale indicizzato (il cui rendimento effettivo dipenderà dal tasso di inflazione futura) o un BTP…

            Purtroppo lo saprai solo alla fine a seconda di come sarà ‘andato’ il tasso di inflazione

          • Alessandro

            Quindi la soluzioni migliore potrebbe essere quella di investire in 50% di BTP a 3 anni e in 50% buoni postali indicizzati all’inflazione?

            Ho visto che il BTP Italia è stato quotato a un tasso reale netto del 2,14 %, sembrerebbe un tasso interessante, se lo acquistassi tra un anno in modo che duri soltanto 3 anni non avrei problemi di durata (un vincolo a 4 anni per me è troppo) , ammesso che il tasso reale netto del 2,14 % non si abbassi troppo, almeno adesso sembrerebbe più conveniente di un buono postale indicizzato all’inflazione che adesso ha un rendimento reale netto dell’ 1,14 %, inoltre con il BTP Italia ricevendo gli interessi con le cedole posso reinvestire subito gli interessi, anziché aspettare la scadenza come con i buoni fruttiferi indicizzati all’inflazione, però mi sorgono alcuni dubbi.

            Il BTP Italia per calcolare il coefficiente dell’indice dell’inflazione usa lo stesso metodo dei buoni postali indicizzati all’inflazione (altrimenti penso sia difficile un confronto) e anche in caso d’inflazione negativa viene corrisposto un tasso netto (non reale) del 2,14%?

          • Giacomo

            @ Alessandro
            Il parametro di riferimento per il calcolo della rivalutazione è lo stesso: l’indice FOI (famiglie impiegati ed operai sia per il buono sia per il BTP Italia).
            Il buono postale offre un rendimento reale inferiore ma la possibilità di rimborso in ogni momento senza penalità (al massimo perdi gli interessi se lo riscatti nel primo anno e mezzo dall’emissione), il BTP Italia invece dovrà essere venduto a prezzi di mercato se vuoi smobilizzare…
            Un abbraccio

          • Alessandro

            Ha senso acquistare un BTP Italia anche se si acquista dopo un anno dall’emissione, quindi a 3 anni dalla scadenza?

            Nel caso di acquisto sul mercato secondario il BTP Italia avrà il tasso totale uguale al tasso d’inflazione reale + la parte fissa (adesso 2,14%) dipendente dal mercato (come accade per i normali BTP)?

            In caso d’inflazione negativa il BTP Italia rende soltanto il 2,14% (il minimo garantito) oppure il tasso potrebbe diventare negativo?

          • Giacomo

            @ Alessandro
            Puoi comprare il BTP Italia quando vuoi a prezzo di mercato. Ovviamente a tale prezzo corrisponderà un diverso rendimento. Tanto maggiore sarà il prezzo tanto minore il rendimento a causa della perdita in conto capitale al momento della scadenza.

            Tanto inferiore sarà il prezzo tanto maggiore il rendimento. Una volta ‘fissato’ il prezzo di acquisto il rendimento per te resterà costante fino alla scadenza (in termini reali) e non potrà diventare negativo.

            Un abbraccio

          • Alessandro

            Tutto chiaro, grazie.

            Un ultimo dubbio: con soli 3 anni residui alla scadenza ha senso comprare un titolo indicizzato all’inflazione come il BTP Italia?

          • Giacomo

            @ Alessandro
            Non molto a mio avviso… L’inflazione colpisce nel lungo periodo e non in “soli” 3 anni se il tasso medio annuo è contenuto…

          • Alessandro

            Se per esempio l’inflazione fosse del -0,50% il rendimento netto sarà del 2,14%?

          • Alessandro

            Ho già trovato la risposta alla mia domanda (http://www.borsaitaliana.it/obbligazioni/bpt-italia/brochureprodotto_pdf.htm):
            “Capitale nominale garantito a scadenza, anche in caso
            di deflazione”
            quindi in caso d’inflazione al -0,50% il tasso netto sarà del 2,14%.

  • Fabrus

    Buonasera,
    sono nuovo del sito e lo trovo interessante. Vorrei dire qualcosa sulla mia esperienza relativa al fondo pensione. Ho adeito circa 10 anni fa su una linea al 90% azionaria. Dopo periodo di potenziali perdite,per me considerevoli, ho recuperato e lo scorso gennaio 2011 ho spostato il tutto su un comparto garanzia, (in sostanziale pareggio).
    IL mio ragionamento è stato: “se devo rischiare qualcosa lo faccio con strumenti finanziari e non con quella che, molto probabilmente sarà la mia pensione”. Per quale motivo dovrei rischiare? Solo perchè la maggior parte dei consulenti o presunti tali raccontano che nel lungo periodo è meglio investire nel comparto azionario???

    MAH!!!!!

    A presto

    • Giacomo

      @ Fabrus
      “Perché rischiare con i soldi della mia pensione”? Questa frase secondo me dovrebbe essere incorniciata!!
      Non c’è nessuna garanzia che i mercati azionari sul lungo periodo diano le soddisfazioni stimate sulla base dei dati passati.
      Hai fatto benissimo a non correre rischi, anche se magari il mercato poi darà grosse soddisfazioni, la pensione è una cosa seria che non va messa in gioco…

  • Alessandro

    Se posso suggerirti l’argomento per un tuo prossimo come sempre interessantissimo articolo, ti suggerirei un approfondimento sul fondo pensione Cometa (http://www.cometafondo.it/), visto che è il Fondo Nazionale Pensione Complementare per i metalmeccanici che è una categoria che coinvolge moltissime persone e loro dicono che “È il più importante fondo pensionistico operante in Italia”.

    • Giacomo

      @ Alessandro
      Grazie per il suggerimento. Ne terrò assolutamente conto e più avanti esaudirò la tua richiesta..

  • nicola

    @giacomo fai un errore nella tua critica onesta anche se non sempre condivisibile.
    Le gestioni separate delle compagnie assicurative sono ASSICURATE. Quindi se sul frontespizio di contratto la compagnia ( seria non baraccate estere) mi garantisce il 2% minimo annuo fino a scadenza sono al riparo da un eventuale performance negativa.
    Impignorabili insequestrabili e fuori dall’asse ereditario. Posso capire che non ti piacciano come strumenti ma non puoi sparare a zero! Ci sono dei vantaggi che per le persone comuni non preparate al tuo livello sono comunque positive.

    • Giacomo

      @ Nicola
      Grazie per le belle parole di stima e di apprezzamento.
      La mia diffidenza nasce dal fatto che se fallisse un emittente sovrano probabilmente le ripercussioni dell’evento sul patrimonio delle compagnie sarebbe notevole.
      E se ‘evapora’ il capitale di un’assicurazione, la sua garanzia (che si fonda, appunto, su una consistenza patrimoniale che non esiste più) non varrà più nulla.

      • nicola

        vero ma:
        le gestioni separate (almeno nella mia compagnia che cerco di non nominare) sono al di fuori della contabilità aziendale proprio per loro natura e hanno come creditori privilegiati gli assicurati stessi. (per loro natura giuridica) In caso di fallimento (mi riferisco sempre a compagnie con un margine di solvibilita serio ! non il 130% ma il 300 o 500) sarebbero altre le voci con le quali la compagnia dovrebbe far fronte ai creditori esterni come ad esempio vendendo i propri immobili.
        Certo che se fallisce uno stato emittente o sovrano capisco anche la difficoltà di far applicare la cosa ma in caso di default si salva solo chi ha i soldi nel materasso.

        Vero che posso sempre comprarmi i bot o le obbligazioni per conto mio ma devo starci anche dietro capire magari se e quando vendere anticipatamente. Non tutti ne hanno il tempo e le competenze.Se avessi bisogno di soldi subito è probabile che il mercato di riacquisto non mi premi molto.. soprattutto in questo periodo.
        Magari non ho la competenza o la possibilità di acquistare emissioni estere.. o di diversificare senza sbattermi troppo.
        I famosi pip secondo me non posso essere uno strumento malevolo se venduto con trasparenza e senza finti autobonus come il caso mediolanum da te citato e da me combattuto giorno per giorno.
        Perdere è’ impossibile. C’è la garanzia almeno al 2%!
        Il paragone che faccio io è questo:
        E’ chiaro che se compro del legno mi posso costruire una libreria da solo e a basso costo. ma devo saper fare un sacco di cose. Se non ne ho tempo e competenza la compro già fatta da ikea o dovunque trovo l offerta che mi sta bene. Di qui ovviamente c’è da evitare la posta e altri…

  • luca

    sono d’accordo con nicola,
    indubbiamente il 2% min garantito ti tutela discretamente la performance finale,ma sono anche convinto che il vantaggio di una pensione INTEGRATIVA sia appunto la rendita che deve integrare la nostra sempre più magra pensione,se poi ho l’opzione di bloccare il coefficente,non trovo controindicazioni.
    Comunque complimenti per la qualità delle discussioni!

  • claudio

    vorrei chiedere anch’io qualche cosa:
    ho letto il tuo e book di 179 pagine,ok ben fatto,credo che vada aggiornato nel tempo.
    interessante la scelta dei BTP€i, di OAT€i,ma credo che si perda un poco di tempo ad avere 3/5.000 euro.
    se in alcuni casi dovremmo versare 1800 euro circa all anno per avere un ritorno di 7.200 euro(un po pochini)
    vorrebbe dire fare un versamento ogni due anni circa..
    i BPFi delle poste permettono versamenti da 250€ e una gestione gratuita del conto titoli,i tassi sembrano in linea con i BTPie in questo modo si potrebbe tentare di fare dei versamenti mensili(250×12=3.000)e raggiungere i 3000 euro annui senza dover tenere i soldi da parte.
    per i più bravi con exel sarebbe interessante fare un foglio di calcolo con tutti i dati reperibili sul sito delle poste

    • Giacomo

      @ Claudio
      Sì, in effetti se il tuo risparmio mensile è pari a circa 250 euro ti conviene fare il versamento sui bpfi rispetto al conto deposito. Bpfi e BTPI non sono la stessa cosa, anche perché di solito i secondi rendono meno dei primi, ma nella fase ‘trasnitoria’ andranno benissimo.
      Un caro saluto e grazie!!

  • renato

    Scusami Giacomo,

    perche i Btpei renderebbero meno dei Bpfi?

    saluti

    • Giacomo

      @ Renato
      In realtà è vero il contrario: sono i buoni postali indicizzati che rendono meno dei BTPi. Però hanno il vantaggio di non subire oscillazioni in conto capitale. Un caro saluto!!

  • Matteo

    Ciao Giacomo si è vero meglio buy & sell che buy & hold, soprattutto se non sei Warren Buffet. I promotori finanziari tra l’altro consigliano sempre di aspettare a vendere, 1, 2, 3 anni… finchè alla fine non diventi un cliente zombie che paga solo commissioni di gestione per mantenere il gestore :)
    Matteo

    • Giacomo

      @ Matteo
      Proprio così. I promotori sono restii a fare spostamenti (e a vendere) perché a loro interessa prevalentemente incassare le commissioni di gestione. Ecco perché non ne conosco uno che abbia detto di uscire da un fondo di investimento nemmeno durante i momenti ‘peggiori’.
      Un caro saluto.

  • Name (required)

    salve, io ho fatto una previdenza complementare con “Alleanza” di cui mi sto pentendo molto amaramente, adesso dopo due anni che pago vorrei revocare il mio contratto, ma nessuno mi dice quali incombenze mi aspettino, se devo pagare penali o quant altro, aiutatami vi prego. grazie

    • Giacomo

      per poterla aiutare ho bisogno di sapere con precisione che tipo di prodotto ha sottoscritto. Una polizza vita? Un PIP? Un fondo pensione? Mi risponda e la aiuterò volentieri!!

  • arianna

    buongiorno
    2 anni fa ho sottoscritto un pip presso poste italiane.
    mia mancanza è stata quella di non leggere le infinite carte allegatemi, ma di fidarmi della persona che me lo aveva proposto secondo la quale avrei potuto chiuderlo e riprendermi i soldi quando volevo.
    ora mi dicono che non è possibile, che si può solo “congelare”, ma che non potrò riavere le somme versate x intero.
    domani ho appuntamento.
    vorrei sapere come devo muovermi.
    grazie

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