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Gli ETF a leva: cosa sono e come funzionano

Sono anche conosciuti come Leverage ETF e hanno una caratteristica fondamentale.

Gli ETF in cui puoi investire sono sempre di più. E non tutti sono validi. In questo post imparerai a conoscere cosa sono e come funzionano gli ETF a leva.

Ricordo che iniziai a studiare il funzionamento degli ETF fin dal settembre 2002, esattamente dieci anni fa, proprio quando i primi strumenti furono disponibili in Italia. Prima di allora esistevano solo i benchmark di Unicredit, che erano i primi investment certificates che replicavano un indice di mercato.

Mi innamorai quasi subito degli ETF, grazie al loro meccanismo semplice di funzionamento. Ora vedremo come funzionano e che cosa sono gli ETF a leva, una nuova categoria pericolosa di “replicanti”. Io ti sconsiglio di investire in essi per questi due motivi.

Quando l’ETF buono diventa cattivo

Gli ETF a leva hanno la caratteristica fondamentale di amplificare il movimento dell’indice sottostante. A differenza degli ETF buoni che replicano l’andamento del sottostante con un rapporto di 1:1, i leverage ETf amplificano lo stesso, sia al rialzo sia al ribasso.  Ogni strumento fa storia a sé, quindi non è possibile stabilire in via generale di “quanto” il movimento del sottostante sarà amplificato.

Di norma il coefficiente è di due o te volte. Questo ti fa capire subito come gli ETF a leva siano strumenti speculativi, adatti a chi non solo vuole replicare l’andamento di un determinato “sottostante” ma addirittura potenziarne le variazioni. Ti dico la “vera verità”: io non amo questo tipo di ETF e di loro non troverai traccia nell‘investimento perfetto né in nessun altro manuale per la formazione.

I leverage ETF sono strumenti speculativi, adatti solo a persone che non si curano troppo della sicurezza del capitale. Ma non è finita qui.

Come funzionano gli ETF a leva

Tu sai bene che la caratteristica fondamentale degli ETF è la replica del sottostante. Se ci fai caso, il prezzo stesso degli ETF è sovente una frazione del prezzo del sottostante. Ad esempio se l’indice vale 1000, l’ETF varrà 100 o 10, ma il legame tra i “punti indice” e lo strumento è molto stretto.

Con gli ETF a leva le cose vanno diversamente, a causa di un “reset” giornaliero. In pratica si determina la variazione dell’indice in un determinato giorno e la si moltiplica per il coefficiente “leverage”. Il giorno dopo di nuovo e così via. Questo modo di procedere, però, altera la replica dell’andamento del sottostante, che con il trascorrere del tempo non è più perfetta.

Osserva la tabella sottostante per comprendere bene ciò che intendo dire:

Indice Varazione% ETF
1000 100
1100 10,00% 120
1000 -9,09% 98,1818181818
Variazione cumulata 0,00% -1,82%

Dopo essere passato da un valore iniziale di 1.000, l’indice clonato è salito fino a 1.100 per poi ritornare al valore di partenza. Fin qui nulla di strano, vero? La colonna a fianco mostra l’andamento del prezzo dell’ETF a leva che amplifica del doppio le variazioni del sottostante.

Infatti, ad un rialzo del 10% dell’indice corrisponde un incremento dell’ETF leverage del 20%. Mi hai seguito fino a qui? Perfetto. Ora vediamo il “trucco”. Immaginiamo che l’indice torni al livello di partenza, ossia a 1.000. Tu ed io ci aspetteremmo che anche l’ETF ritorni al valore iniziale, vero?

Invece, sorpresa!! L’ETF va “sotto” il prezzo di carico fino a registrare una perdita di quasi il 2%. Com’è potuto accadere? La risposta va ricercata nel “reset” giornaliero della variazione. In pratica l’ETF prende il “delta” percentuale dell’indice e lo moltiplica per il coefficiente di leva. In questo modo, variazioni del sottostante non si trasmettono in modo lineare sul prezzo dell’ETF.

Ma le cose andrebbero ancora peggio se avessi un ETF short. Immagina di avere un ETF che replica le variazioni del sottostante al contrario: guadagna quando l’indice perde e viceversa. Se l’indice passa da 100 a 50 l’ETF salirà del 50% perché “ribalta la performance”. Se poi il mercato perde un altro 50% scendendo da 50 a 25, l’ETF guadagnerà il 50% passando da 150 a 225. Come finirà? Che a fronte del ribasso del 75% del mercato, l’ETF avrà guadagnato il 125% e senza leva!!.

Se invece il mercato dovesse salire del 50% passando da 100 a 150, l’ETF dimezzerebbe il suo valore passando da 100 a 50. Un ulteriore incremento dell’indice del 50% da 150 a 225 dimezzerebbe ulteriormente il valore dell’ETF che passerebbe a 25. Ancora una volta il mercato sarà salito complessivamente del 125% provocando una perdita simmetrica nell’ETF del 75%.

In questo post ha scoperto che per realizzare un investimento efficace dovrai scegliere con cura gli ETF in cui investire. La regola di privilegiare sempre gli strumenti base, “plain vanilla” e tralasciare gli altri resta dunque più che mai valida.

Un abbraccio fraterno.

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Comments

  • giuliano

    Carissimo Dottor Giacomo Saver,
    post stupendo! Finalmente ho chiaro il meccanismo di funzionamento di questi sofisticati e pericolossimi strumenti.
    “Se li conosci li eviti, se li conosci non ti uccidono”, quanto più appropriato per gli etf a leva!
    Radar sempre accesi! e buona giornata a tutti!

    • moon walker

      Caro Dott Saver, quali sono allora gli etf adatti al trend following? Con questa domanda intendo chiedere quali sono gli etf con trend ben definiti e pochi andamenti “laterali”.

      Grazie per la sua disponiblità!

      • Giacomo

        @ Moon Walker
        L’ETF sul DAX e quello sugli Emerging Markets hanno presentato, nel passato, duraturi movimenti al rialzo ed al ribasso e poca lateralità. L’Eurostoxx, invece, ha fornito maggiori falsi segnali.
        Grazie a lei che mi segue con costanza ed affetto!!

        Alla prossima…

        • moon walker

          Grazie mille!!!

          Un abbraccio

    • Giacomo

      @ Giuliano
      Grazie a te!! Esserti utile è davvero un piacere…
      Alla prossima!!

    • Matteo

      E’ vero anche il contrario.
      Proponendo lo stesso esempio, ma con due rialzi consecutivi:
      Indice ETF
      —————————-
      1000 100
      1100 10.00% 120
      1200 9.09% 141.81

      A fronte di una variazione del 20% dell’indice hai un guadagno del 41.82%, ovvero l’1.82% in più.
      Un trend following non dovrebbe suggerire quando si può rischiare di più?

      • Giacomo

        @ Matteo
        Il trend following è come un impasto: puoi utilizzarlo per fare dolci o la pizza.
        Fuor di metafora sta a te decidere se potenziare la forza dell’investimento usando la leva. Io preferisco non farlo, anche perché per aumentare la leva basta aumentare la quota impiegata…

        Ma sono scelte. Oppure puoi usare la leva per ottenere la stessa esposizione a quel mercato con il dimezzamento del rischio, ma questo è un altro discorso che non approfondiremo ora.

        Un abbraccio…

  • Matteo

    E’ questo il cosiddetto effetto “contango” oppure è un’altra cosa?

  • Gianfranco

    Giacomo, complimenti per il post, è davvero molto interessante e spero che ce ne siano altri sull’argomento ETF. Quello che voglio chiederti è se ci sono dei criteri fondamentali cui attenersi nella scelta degli ETF, oltre ai trend storici.
    Grazie e a presto.

    • Giacomo

      @ Gianfranco
      No, non ci sono criteri fondamentali. Gli ETf sono fondi, che hanno un sottostante per cui semmai l’analisi fondamentale va fatta sul sottostante e non sugli ETF.

      I criteri di scelta, che vedremo più avanti, devono essere altri:
      - commissione di gestione
      - liquidità
      - spread denaro lettera
      Un abbraccio!!

  • Nicola

    Non ho ben compreso la seconda parte del post:
    Il sottostante perde il 75% ed io guadagno il 125%.
    Il sottostante guadagna il il 125% ma io perdo il 75%.
    Dov’è lo svantaggio?
    Mi chiedo anche questo: Se studio un trend di un indice ed applico le tue formule o le medie mobili, non sarebbe più remunerativo entrare in long quando rilevo un trend rialzista, ed in short quando rilevo un chiaro trend ribassista, anzichè guadagnare solo nei periodi di rialzi ?
    P.s.: Ho visto che l’eurostoxx sta salendo molto, è il caso di ricomprare o è troppo tardi?

    • Giacomo

      @ Nicola
      Ho risposto poco fa ai tuoi dubbi. Certo, il trend following funziona anche con lo short. Un dei principali vantaggi di questo metodo è che ti permette di guadagnare – con qualche rischio – anche con mercati che scendono. Non so se sia tardi per entrare sull’Eurostoxx.
      Sarebbe stato opportuno farlo un mese fa, quando il modello dell’investimento perfetto lo suggeriva…
      Se entri ora metti uno stop loss stretto (-8/-10%). Un abbraccio.

  • moon walker

    Caro dott Giacomo, le ho scritto una mail alla quale sono sicuro risponderà con la solita precisione.
    Nel frattempo le chiedo: cosa ci può dire riguardo ad affermazioni di premi Nobel che asseriscono che l’asset allocation determina fino al 95% del rendimento di attività finanziaria mentre il market timing e altre attività (tra le quali il trend following) solo la restante parte?

    Un abbraccio forte

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