BTP

I BTP vanno in default?

Lo spread tra i rendimenti dei BTP e Bund è tornato a salire

La crisi porterà davvero l’Italia in default? E io che ho i BTP…?

Mi dispiace, perché probabilmente sto diventando noioso. Ma ho la consolazione di non essere il solo.
La scena economica oggi è dominata dalla paura del default dell’Italia, dal rischio dei BTP, dalla crisi economica e dall’allargamento dello spread.

Per cui mi scuserai se torno a parlare del solito argomento: la sicurezza dei BTP alla luce dei risultati dell’asta dei CTZ di lunedì 28 maggio.

La crisi acceca gli investitori

Sembra impossibile ma è proprio così. Conosco persone assolutamente esperte nei rispettivi cambi lavorativi, che sono letteralmente in preda al panico. Leggo il terrore sul loro volto, percepisco paura nelle mail che scrivono.
Ed è comprensibile che sia così. La crisi che attanaglia non solo l’Italia ma il mondo intero dal 2007, ha fatto apparire un mostro terribile: la possibilità che i BTP vadano in default e che tu perda i tuoi risparmi investiti in questo titolo di stato.

Ma che cos’è accaduto lunedì scorso?
Semplicemente questo: i titoli di stato a breve termine, i CTZ, hanno riportato tassi di rendimento in salita (4,037% secondo quanto riporta Wall street italia).

La notizia appare terribile se raffrontata al rendimento dei titoli di Stato Tedeschi con durata simile. Gli Schatz offrono solo lo 0,025% di interesse.

Il default dell’Italia in retrospettiva

Prima che anche tu corra a vendere i BTP per comprare Bund o titoli Bei, lascia che ti dica una cosa. E lo faccio con la consapevolezza di sapere che è impossibile prevedere il futuro, ma di parlare a te che mi segui e che sei per me un caro amico o una cara amica.
I mercati sono drogati. Non ha nessun senso comprare titoli che rendono lo zero virgola e tanto meno ha senso farlo attraverso una banca italiana.

Immagina che l’Italia vada in default. Immagina che accada ciò che avvenne in Argentina dieci anni fa. I conti correnti bancari furono bloccati e i crediti in dollari detenuti dagli abitanti convertiti in pesos. Un po’ come se il tuo conto corrente in Italia venisse dapprima bloccato, poi i saldi in esso presenti convertiti in lire. Proprio così. Se anche tu non avessi un solo BTP ma, per ipotesi, solo Bund, ti ritroveresti  lo stesso le care deprezzate lirette in portafoglio.

Cento anni fa affondava il Titanic. Secondo te fece differenza viaggiare, al momento del naufragio, in prima classe o in terza? A mio avviso no, perché tutti i passeggeri subirono le conseguenze del naufragio. Ripeto: tutti.

I BTP sono sicuri quanto i Bund. Se c’è il default….

Per questo motivo voglio gettare qui una provocazione:
se dovesse esserci un default dell’Italia causato dalla crisi, i BTP e i Bund probabilmente sarebbero sullo stesso piano. A meno che tu non detenga i titoli tedeschi in deposito presso una banca all’estero.

E bada bene, non una dipendenza italiana di una banca estera ma una succursale fuori dall’Italia. Ad esempio la Deutsche Bank che opera qui da noi non è più tedesca di quanto lo siamo noi due. Si tratta, infatti, di una s.p.a. costituita in Italia e operante qui al pari di tutte le banche italiane.

Se vuoi essere sicuro, a questo punto, varca il confine e apri il conto in una filiale Deutsche Bank tedesca o austriaca, ma non farlo presso una dipendenza italiana perché ciò equivarrebbe a tenere i soldi all’Unicredit, tanto per fare un nome.

Ma ammesso che tu voglia portare i soldi all’estero e comprare Bund invece che BTP presso una banca oltre confine, desidero ricordarti alcune cose:

  • i rendimenti dei tuoi soldi sarebbero bassissimi e probabilmente negativi una volta compreso nel calcolo anche le commissioni di acquisto dei titoli
  • dopo i vari scudi fiscali e le misure volte a riportare i soldi in Italia, lo Stato non ‘vede’ di buon occhio l’apertura di conti esteri. E’ naturale che tu possa aprire un conto oltre frontiera, ma la burocrazia in termini di dichiarazione dei redditi e modello unico sarà sufficientemente complessa
  • se l’Italia andrà in default tu salverai i tuoi risparmi che hai trasferito, ma perderai forse il lavoro, potresti perdere anche la casa o parte di essa,

e se sei in pensione pure quella sarebbe in pericolo.

Ora comprendi perché io continuo a investire in BTP? Sia perché sono ottimista di natura e credo nelle capiacità degli italiani di tirarsi su le braghe e ripartire, sia perché se la crisi dovesse rendere impossibile il pagamento dei titoli del debito pubblico, lo tsunami sarebbe così forte da colpire TUTTI, anche quelle persone che i titoli di stato non li hanno mai visti.

Per cui ti dò due consigli spassionati:

  • se davvero sei terrorizzato/a all’idea che l’Italia salti vendi i tuoi BTP e trasferisciti all’estero. Solo così sarai davvero sicuro/a
  • se invece pur avendo paura continui a ragionare con razionalità, come suggerisco io quando si tratta di investire in modo sicuro, continua a considerare i titoli di stato come un’attività finanziaria redditizia.

Non impiegare tutti i tuoi soldi in BTP, ma nemmeno non farti venire l’orticaria alla sola idea di investire mille euro in buoni del Tesoro…

Ti dico solo questo: io non ho modificato di una sola virgola la mia strategia di investimento, e piuttosto che comprare Bund che mi rendono lo zero virgola, lascio i
soldi in cassaforte. Il giorno che crederò davvero che l’Italia vada in default mi trasferirò in Scozia e vivrò tra le verdi pianure che abbracciano Inverness.

Ma te lo dirò prima!!

Dedicato alle tue notti serene…

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Comments

  • giuliano

    Carissimo Dottor Giacomo Saver,
    concordo in pieno con il tuo pensiero e lo seguo pedissequamete! Consiglierei anche Oban oltre a Inverness… anche perchè c’è un ottimo whisky!!! :-)
    Un caro saluto a tutti e buon fine settimana!

  • Filippo

    Perchè se l’italia và in default si potrebbero perdere il lavoro e la casa? Mi sembra eccessivo….

    • Giacomo

      @ Filippo
      Perché si aprirebbero scenari apocalittici.
      Prova a chiedere ai tuoi genitori o nonni che cosa accadde durante il periodo fascista, alla vigilia dell’entrata in Guerra dell’Italia.
      NESSUNO può garantirci che non si ripeterà uno scenario simile…

  • Ennio

    Ciao Giacomo,
    secondo te, se la tempesta finanziaria in cui ci troviamo venisse superata con i famosi EuroBond, cosa accadrebbe alle quotazioni dei titoli di stato italiani?
    Risalirebbero grazie alla nuova politica europea di “condivisione del rischio” o crollerebbero perche’ nessuno li vorra’ piu’ comprare?
    Saluti a tutti!

    • Giacomo

      @ Ennio
      Ti rispondo al “condizionale”, perché so bene di non avere nessuna capacità di previsione :)
      A mio modesto avviso se partissero gli Eurobond i BTP farebbero le scintille, perché quello che temono i mercati e su cui si basa la speculazione è l’impossibilità del nostro Stato di reggere il peso abnorme del debito.

      La creazione degli Eurobond, al contrario, significherebbe la garanzia della solvibilità del nostro debito pubblico e questo farebbe venire meno le tensioni.

      “Ai posteri l’aruda sentenza”…

  • lorenzo

    ciao giacomo,
    anch’io concordo con te che il default dell’italia sia lontano a venire e non perchè sia particolarmente ottimista di natura ma perchè penso che al momento ci siano forti interessi di ordine superiore anche fuori dai nostri confini affinché ciò non avvenga e l’europa non collassi.
    non concordo però sul caso teorico btp-bund:
    1. in linea puramente teorica se fallisse l’italia i btp non verrebbero rimborsati (o subirebbero un bel hair-cut) mentre i bund continuerebbero a garantire il loro misero zero-virgola e a pagare il capitale a scadenza
    2. obietterai che la conversione in lire e l’inflazione galoppante che ne conseguirebbe eroderebbe cmq il valore a scadenza dei bund: a tal proposito credo sia impossibile dire oggi se i crediti in valuta estera (USD o nuovo marco che sia) manterebbero la valuta del debitore o acquisirebbero quella del creditore…
    buon we!

  • Stefano

    Salve,
    grazie per il suo articolo. Vorrei porle questa domanda. Lei dice che in caso di default avere obbligazioni, fondi o in genere titoli stranieri non ci salverebbe dalla svalutazione, in quanto questi verrebbero comunque convertiti in lire. Questo ovviamente mi preoccupa parecchio in quanto ero intenzionato ad acquistare proprio titoli di stato tedesco in modo da potermi riparare da un eventuale abbandono dell’euro e conseguente svalutazione della lira. Questo soprattutto dopo aver ascoltato questa intervista del prof. Claudio Borghi “Come si esce dall’euro”

    http://www.youtube.com/watch?v=fhzwE1oNA30

    Lui sostiene che appunto si potrebbe evitare il danno della svalutazione detenendo titoli che non saranno convertiti in lire.

    Potrebbe cortesemente fare chiarezza perdonando ovviamente la mia più totale ignoranza in merito? Ha fatto riferimento all’Argentina e alla conversione forzata dei titoli in dollari in pesos. E’ una regola per ogni passaggio di moneta o va a discrezione di ciascun stato?

    Grazie per ogni sua risposta

    Cordiali saluti

    Stefano

    • Stefano

      Avendo ovviamente posto la medesima domanda al prof. Borghi ho ottenuto questa risposta: “vennero convertiti solo i depositi in dollari, ma non i titoli”.

      Questo quindi significa che detenere titoli salverebbe dal passaggio alla lira?
      Grazie

      • Giacomo

        @ Stefano
        Borghi a mio avviso ha ragione. Ma quando un titolo scade di fatto diventa un deposito e questo, teoricamente, può essere convertito.
        Ma – ci tengo a precisarlo – parliamo di una questione molto fluida e sfuggente, perché non ci sono in Europa precedenti storici simili…

    • Giacomo

      @ Stefano
      Il problema dei default, amico mio, è che non ci sono regole. Ovviamente i titoli esteri non saranno convertiti in lire all’origine.
      I Bund saranno sempre denominati in Marchi e così via, ma il punto è che al momento del rimborso fatto a favore di un residente italiano il controvalore potrebbe essere convertito in lire.
      Per la serie: tu incassi i Marchi, ma io, Stato, ti costringo a convertirli in lire.
      Grazie a te e per ogni tuo dubbio sono qui!!

      Buona settimana a tutti…

  • sergio

    Ciao Giacomo, i tuoi articoli sono più tranquillizzanti di una tisana ! Ti ringrazio perché riescono a dare alle cose la luce corretta. Concordo su tutto tranne che sul potere difensivo dei Bund o dei titoli in valuta straniera. Per i primi penso che manterrebbero la valuta assunta dalla Germania fino a scadenza e se si ha un titolo che scade un pò di tempo dopo l’eventuale conversione Euro/Lire verrebbero cambiati dopo l’allineamento della Lira (ritengo comunque che NON siano da comprare per il loro rendimento quasi nullo – meglio banconote euro/usd in cassetta di sicurezza in banca italiana). Per i secondi vale lo stesso discorso. Per lo scenario italiano, anche il più pessimista (altamente improbabile), credo che haircut o ritorno alla lira sarebbero traumatici per un breve periodo con crollo dei prezzi delle case ecc. ma poi riprenderemmo a crescere insieme ai prezzi. Quindi avere qualche soldo sicuro da parte potrebbe permetterci l’acquisto di una casa che prima potevamo solo sognare …. e tra un pò di anni potremo raccontare ai nostri nipoti di come siamo riusciti a comperare quella bella casa. Il mondo non si fermerà nemmeno questa volta !!

    Ciao a tutti

    Sergio

  • matteo

    i bund hanno rendimento reale negativo . se italia andasse in default l ultimo problema sarebbero i btp. sarebbe l apocalisse. meglio comprarli ora e guadagnare sull isteria generale

  • Valerio

    Amici ora più che mai credo sia utile comprare BTP e in particolare per 2 motivi:
    – diamo aria ai polmoni delo nostro paese
    – sapete che le pancie delle nostre migliori banche sono strapiene di titoli di stato italiani??Vi siete chiesti perchè i nostri amici della banca ci propongono sempre acquisto di prodotti bancari ( strutturati o meno) anzicchè darci tranquillità con i titoli di stato iatliani?
    Per altro un rendimento BTP a 2 anni del 3.97% non credo proprio sia da disdegnare…
    Comprate fratelli….comprate…..

  • Giuseppe

    Salve Giacomo, se si verificasse a giorni il tanto temuto default (speriamo di no), cosa succederebbe a chi ha sottoscritto polizze od obbligazioni con scadenze lunghe davanti a sè o a chi ha investito in buoni postali? A presto grande GURU ^^

    • Giacomo

      @ Giuseppe

      Permettimi di dirti, caro Giuseppe, che non sono affatto un Guru. Questo perché non voglio creare nei Lettori delle aspettative esagerate su di me.
      Se dovesse saltare l’Euro le polizze vita (le cui gestioni separate sono piene zeppe di titoli di stato) salterebbero come mosche e lo tsunami travolgerebbe anche il mercato obbligazionario con pesanti ricadute su tutti i titoli quotati.

      Un carissimo saluto e buona settimana!!

  • Nicola

    Forse, da profano, sto per dire un’eresia, ma leggo e mi informo molto e da quanto ho appreso gli USA hanno un debito pubblico esagerato, anzi illegale (in base alle loro normative ed a quella internazionale), continuano a spendere somme astronomiche in guerre e missioni all’estero (per favorire le loro lobby del petrolio e di molte altre risorse), anche loro hanno parecchia corruzione, pare siano le multinazionali a dettare legge, e probabilmente le agenzie di rating hanno convenieza a non segnalare eventuali rischi dei titoli della loro patria. Non dovremmo preoccuparci più della sicurezza dei titoli USA che di quelli Italiani ed europei? A quanto ne so, attualmete le migliori economie sono quelle dei paesi BRIC. Cosa ne pensate?

    • Giacomo

      @ Nicola

      Concordo sulla maggiore solidità delle economie BRIC. Per quanto riguarda gli Usa, è vero che essi hanno un debito enorme, ma è altrettanto vero che la Fed ha potere illimitato di signoraggio.
      Come abbiamo detto più volte è proprio la mancanza di un prestatore di ultima istanza che faccia da garante dei titoli di stato europei a scatenare la speculazione.
      Mentre le politich edi austerity non possono superare una certa soglia, altrimenti spremerebbero un ‘limone’ esausto, la stampa di moneta dal nulla non incontra questo tipo di limite.
      Un caro saluto

  • Mirko Salva

    Due cose non mi tornano affatto:

    1) non vedo perché dei titoli detenuti in portafoglio dovrebbero essere convertiuti in nuoive lire. Sì una volta liquidati sarebbero convertiti in nuove lire, ma fin quando restano titoli hanno il loro valore intrinseco.
    Mi spiego:

    - Tizio ha 1000 euro in banca e compra 1000 BUND TEDESCHI del valore di 1 euro l’uno (solo esempio). L’Italia fa default, i depositi bancari vengono convertiti in NuoveLire con svalutazione del minimo 50%, mentre il NuovoMarco resta in parità con l’Euro. Risultato a scadenza i BUND daranno indietro a Tizio 1000 NuoviMarchi che convertiti in NuoveLire saranno 2000 NuoveLire.

    - Caio ha 1000 euro in banca e li lascia in conto, l’Italia fa default e svaluta come minimo del 50%, ora Caio ha in conto 1000 NuoveLire (che corrispondono a 500 Euro).

    Quindi mi sembra che Tizio ha fatto giusto il 100% meglio di Caio. E questo credo spieghi anche perché i BUND hanno rendimenti sotto zero perché evidentemente il mercato pensa che finirà proprio così.

    2) Se invece è così tranquillo che tutto andrà bene perché allora suggerire come indica alla fine di “non impiegare tutti i tuoi soldi in BTP…”. Cosa ora rende bene come un BTP? Nel mondo che rende di più forse ci sono solo le obbligazioni di UNICREDIT.

    • Giacomo

      @ Mirko

      1) In effetti le cose potrebbero andare come dici tu, ma potrebbe anche darsi che nel momento in cui sono incassati i nuovi Marchi siano convertiti in Lire. Magari perché si ritorna ad un regime ante 1990 in cui non era possibile per gli italiani detenere attività finanziarie denominate in valuta estera.
      In un caso così grave tutto potrebbe accadere

      2) la tua giustissima osservazione dimostra che mi segui da tempo con attenzione, grazie. Per quanto non creda nel default dello Stato non è mai prudente mettere tutti i soldi nello stesso strumento. Ad esempio io non comprerei solo BTP, ma anche BTP indicizzati e CCT.
      Al momento non sono particolarmente attratto dal mercato obbligazionario, i cui rendimenti sono molto ‘torati’ per cui dividerei gli investimenti tra titoli di stato e conti deposito in attesa di entrare sul mercato azionario.

      • Mirko Salva

        @Giacomo: ho capito che sarebbero trasferiti in NuoveLire, l’ho anche scritto nell’esempio, ma comunque sarebbero sempre 2000 NuoveLire e non 1000. Ecco la differenza.
        È come se compro una azione di Samsung che è in Won Koreani, non è che viene commutata in NuoveLire, cioè se ne infischia della svalutazione applicata (certo può predere in borsa).

        Inoltre comincio a pensare che un uscita dall’euro immediata per l’Italia non sarebbe male, piuttosto che ridursi come la Grecia. Comunque sarebbe l’unica soluzione per questo paese, a meno che la Germania non decida di trasferire soldi gratis a Italia e Spagna così come la Lombardia ha sempre fatto in 30 anni con il meridione Italiano. Ma visto che i tedeschi non hanno voluto cacciare un euro per la Grecia figurati se ne pagheranno 1000 volte tanto per Spagna e Italia. Il 27 Giugno è alla porte, temo che sarà l’ennesimo nulla di fatto, e a quel punto i mercati non avranno pietà!

        Paolo Savona (presidente del FITD) ieri sera all’Infedele ha detto esplicitamente che il sistema in questo modo non è più sostenibile e si augura che Monti abbia il piano B, ovvero che se la Germania non accetta di pagare, sia l’Italia stessa a dire subito addio all’Euro, prima di doverlo dire dopo anni di sofferenza ed in stile Argentina, cioè quando in Italia non è rimasto più nulla della nostra economia industriale.

        Un altro video che ti suggerisco è quello di Cluadio Borghi (Economista e prof. La Cattolica) http://www.youtube.com/watch?v=fhzwE1oNA30 (come si esce dall’euro)

    • Guido

      Mi trovo daccordo con MIrko…sarebbe interessante vedere cosa è veramente successo in Argentian o in qualche altro paese andato in default di recente (es Russia di fine anni novanta)…

  • Emanuela

    Ciao Giacomo, innanzitutto mi sembra doveroso farti i complimenti per questo tuo incessante lavoro di
    informazione su argomenti che per molti di noi sono veramente ostici.

    Oggi ho sottoscritto 20k di BTP Italia 2 e speriamo bene, sono veramente stufa di leggere notizie drammatiche ovunque.

    Vorrei però farti una domanda di tipo tecnico che vale un pò per tutte le obbligazioni.
    Quale è il momento esatto in cui una obbligazione in guadagno va venduta anche il barba al buon tasso di interesse che garantisce?

    Esermpio: a gennaio ho preso, in sottoscrizione a 100, delle obbligazioni Unicredit 6% scadenza luglio 2014.
    Dopo nemmeno un mese erano a 103.
    Avrei dovuto venderle e intascare il guadagno o ho fatto bene a lasciarle maturare cedole?
    Voglio dire quando è il momento di specularci vendendo tutto mandando al diavolo le cedole?
    Ora ad esempio da 103 sono a 101.

    Grazie della tue eventuale risposta! Emanuela

    • Giacomo

      @ Emanuela
      Le obbligazioni, in linea di massima, vanno comprate con l’idea di portarle fino alla scadenza. Puoi rivenderle prima solo se PER LA STESSA SCADENZA trovi un’alternativa più remunerativa a parità di rischio.
      Un caro saluto!!

  • Roberto

    Salve,
    chiedo scusa per l’ignoranza. Vorrei sapere:
    1) Partecipando ad un’asta BTP devo avere una somma consistente sul c/c in caso l’asta vada bene per il Tesoro e si debba comprare sopra la pari? Cioè se ordino 10mila e il prezzo di aggiudicazione è 102, devo avere almeno 10.200 sul c/c, oppure automaticamente mi vengono assegnati 9.800?
    2) E il tasso cedola, dopo aver sottoscritto alle condizioni di cui sopra, è calcolato su 100,102, o 98?
    3) Si può partecipare all’asta se la liquidità (rimborso da altra obbligazione) sarà sul c/c esattamente alla data di regolamento?

    grazie mille e complimenti per il Suo sito.

    Roberto

    • Giacomo

      @ Roberto
      Grazie per i complimenti, anzitutto!!

      1) se partecipa d un’asta è bene che abbia il controvalore dei titoli prenotati sul conto corrente. Poiché non può conoscere in anticipo il prezzo che pagherà, è bene ‘stare largo’ e lasciare sul conto di più del nominale prenotato.
      Se richiede 10.000 euro di BTP e sul conto ha 10.200 euro va benissimo, se ne ha 9.800 no, perché può darsi che quell’importo non sia sufficiente a regolare la compravendita.

      2) la cedola si calcola sempre e solo sul valore nominale (100) a prescindere dal prezzo di aggiudicazione

      3) dipende: alcune banche lo permettono, altre no. La procedura di prenotazione a volte ‘cerca’ la liquidità corrispondente sul c/c. Se non c’è non la fa proseguire.

      Un caro saluto

      • Roberto

        Grazie mille!!
        Abuso della sua pazienza per un’ultima domanda:
        Si può partecipare all’asta ordinando (in banca) Btp per una certa cifra ma solo a condizione di pagarla al massimo alla pari?
        In questo modo si hanno 10.000 sul c/c e si ordinano 10.000, se va oltre la pari il prezzo non se ne fa niente.

        grazie ancora
        Roberto

        • Giacomo

          @ Roberto
          Non credo. Non puoi mettere limiti di prezzo per le sottoscrizioni in asta…

  • Francesco67

    Egregio Giacomo,
    avrei un piccolo quesito che forse interessa molti.
    In caso di default dello Stato italiano, se anche uno ha Bund in un deposito titoli su conto estero e supponendo che fosse libero di disinvestire quando vuole, potrebbe prendere i soldi tramite i bancomat italiani o sarebbe tutto bloccato causa congelamento dei conti dall’Italia?
    Grazie molto per la risposta

    • Giacomo

      @ Francesco67
      In linea di massima i Bancomat non dovrebbero venire bloccati, per cui dovresti poter rientrare in possesso delle tue somme.
      Uso il condizionale perchè non posso darti delle certezze che nemmeno io ho, visto che una situazione del genere non si è mai verificata.
      Un abbraccio

  • Francesco67

    Sono un pò rincuorato, grazie!

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