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I titoli in deposito e il default delle banche

Immagina che la tua banca vada in default. I tuoi titoli sarebbero al sicuro?

In Italia non ci sono stati default eclatanti di banche. Ma se dovessero accadere, cosa succederebbe ai titoli in deposito amministrato?

“Giacomo, ti aspetti che qualche banca vada in default?”. Prima di affrontare l’argomento centrale di questo post, desidero sgomberare il capo da equivoci. Non credo che ci saranno dissesti importanti all’interno del mondo bancario italiano, tuttavia ritengo giusto parlarne.

Ricordi l’ultima volta che hai preso l’aereo? Prima del decollo hai sicuramente assistito al ‘corso’ sulle procedure di emergenza da seguire in caso di disastro. Parlarne non significa attenderle, ma solo essere preparati ad affrontare le difficoltà qualora si presentassero.

Dato che tutti abbiamo dei titoli sul dossier presso il nostro istituto, cerchiamo di capire cosa accadrebbe se le banche andassero in default.

Il default di chi?

Prima di approfondire il legame tra default della banca e titoli in dossier, vorrei fare una precisazione per non lasciare NULLA di scontato. Molti Amici che hanno seguito i miei consigli utilizzano con successo le banche on line ed ora temono per la loro ‘incolumità finanziaria’.

Dato che molte di esse appartengono a Gruppi bancari importanti, è facile fare confuzione e temere che il dissesto della capo gruppo si ‘scarichi’ sulla controllata presso cui si ha il conto titoli. Ad esempio il timore è che se ‘salta’ Unicredit i tuoi soldi e titoli presso Fineco siano in pericolo.

Sgomberiamo subito il campo dagli equivoci:

  • il default si propaga semmai dalla figlia alla madre (ossia dalla controllata alla capogruppo) e non viceversa. Nel nostro esempio sarebbe semmai il default di Fineco a creare problemi all’Unicredit e non il contrario. Se la banca capogruppo fosse in difficoltà, le controllate sarebbero cedute per fare cassa e per te non cambierebbe nulla. La tua banca farebbe parte di un altro gruppo, come accadde quando la stessa Fineco (Gruppo Bipop – Carire) passò a Capitalia e poi a Unicredit
  • le banche on line sono patrimonialmente più solide di quelle fisiche. Hanno una struttura di costi molto leggera, il loro business è risk free poiché operano prevalentemente sui mercati finanziari con l’intermediazione in titoli e fondi. Quindi se questo era il tuo timore, puoi essere già tranquillo/a in partenza.

I titoli in deposito

Abbiamo parlato spesso di titoli in passato, soprattutto con riferimento all’imposta di bollo. Ma quello che forse non sai è che i tuoi ‘titoli’ non sono fisicamente presenti presso la tua banca.

Con l’introduzione dell’euro tutti gli strumenti finanziari sono stati dematerializzati ed accentrati presso una società che si chiama Monte Titoli. In pratica oggi accade questo: tutte le banche hanno un conto presso Monte Titoli  con indicazione separata degli strumenti finanziari di proprietà e quelli dei clienti.

Quando un’attività finanziaria ‘passa di mano’ la società semplicemente lo scarica ad una banca e lo immette nel conto titoli dell’altra. Così accadono due cose:

  • il diritto di propoprietà dei tuoi titoli è vantato su un bene immateriale che altro non è che una scrittura contabile.
  • tutti gli strumenti finanziari negoziabili in Italia sono accentrati presso Monte Titoli e quindi sono indisponibili da parte delle banche

Sai che significa questo? Che le banche possono movimentare i loro conti solo in seguito a operazioni di compravendita. In questo modo, se un istituto dovesse andare in default, gli strumenti finanziari dei clienti non sarebbero direttamente “aggredibili” dalla stessa banca.

A meno che tu non detenga obbligazioni della tua banca, che sarebbero travolte dal default in quanto un istituto in dissesto per definizione non ha i mezzi finanziari per fronteggiare le proprie passività, i tuoi titoli sono al sicuro.

L’esistenza di un istituto accentrato fa da garante contro ogni possibile default delle banche, le quali non hanno la materiale disposizione dei titoli della clientela. Volendo disporne dovrebbero dare ordine a Monte Titoli di trasferire le attività finanziarie in questione dal conto dei clienti a quello della banca stessa.

Un’operatività massiccia di questo tipo, però, non passerebbe di certo inosservata dall’ente accentratore, che interverrebbe prontamente con i controlli. Non voglio passare per un ottimista ad ogni costo, ma ancora una volta ti invito al ragionamento e alla riflessione “asettica”.

E ti garantisco che se saprai applicare gli stessi principi alla gestione dei tuoi investimenti, otterrai finalmente risultati importanti in termini di rendimento. Ma di questo parliamo in un’altra sede.

Un abbraccio fraterno

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Comments

  • Filippo

    Giacomo, quando dici

    “le banche on line sono patrimonialmente più solide di quelle fisiche……il loro business è risk free poiché operano prevalentemente sui mercati finanziari con l’intermediazione in titoli e fondi”

    non sò se essere più tranquillo o meno. Sui mercati finanziari anche i professionisti possono perdere un sacco di soldi. E siccome i professionisti non operano con soldi loro……

    • Giacomo

      @ Filippo
      la certezza assoluta non c’è, ma le web banks sono comunque più ‘prudenti’ di quelle tradizionali perché sono meno concentrate sui prestiti e più sull’attività di intermediazione.

  • Filippo

    e poi una domanda sempre sul tema: tenendo presente il fondo di tutela dei depositi (che se ho capito bene non esiste ma è solo un “accordo” fra banche) che copre i conti correnti fino a 100.000 euro, in caso di default di una piccola banca non ci sarebbero problemi, ma se dovesse succedere a unicredit o banca intesa o un altro colosso?

    ps: giornata pessimista eh ……..basta guardare gli indici…..

    • Giacomo

      @ Filippo
      Il fondo non sarebbe in grado di reggere il collasso di un grande istituto. Dovrebbero subentrare le banche centrali imponendone l’acquisto ad un altro Istituto ‘sano’ oppure – ancora una volta – emettendo moneta.

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