MEF-BTP-Italia

Il MEF sta dicendo qualche cosa con l’asta del BTP Italia?

Forse l’asta del BTP Italia contiene un messaggio nascosto.

Domani si chiuderà l’asta del BTP Italia. Al di là del risultato, leggiamo tra le righe ciò che il MEF dice.

Forse ti ho già detto che sono un amante dei gialli. E a volte accade che il colpevole – se si tratta di un serial killer psicopatico – lasci delle tracce nell’inconscia speranza che qualcuno lo trovi e lo fermi. Se hai visto “il collezionista di ossa” sai bene che cosa intendo.

Mi sono domandato, in questi giorni: e se il MEF, (il Ministero dell’Economia e delle Finanze) stesse facendo lo stesso? E se il MEF ci stesse veicolando un messaggio nascosto? Cerchiamo insieme le tracce di un possibile messaggio subliminale relativo al BTP Italia.

BTP Italia: le caratteristiche:

Come vedrai tra breve, le caratteristiche stesse del BTP Italia ci mandano due messaggi precisi. Prima di esaminarle insieme, permettimi di ricordarti l’importanza della formazione finanziaria. Mano a mano che ne saprai di più in materia di investimenti, svilupperai una “forma mentis” che ti aiuterà a giungere da solo alle stesse conclusioni cui perverremo al termine di questo post.

Se ti chiedi come fare per irrobustire la tua formazione finanziaria, lascia che ti segnali l‘ebook l’investimento perfetto.

  • La prima caratteristica del BTP Italia è la durata breve;
  • La seconda caratteristica è il fatto che si rivolge ad investitori privati.

Il MEF ne sa di più di noi:

Chiunque cerchi di vendere qualcosa (me compreso) cerca di soddisfare le richieste del suo target di clientela potenziale. E il MEF con il BTP Italia ha fatto altrettanto. Ha offerto un titolo innovativo con cedole e capitale indicizzati all’inflazione. Ora resta da chiedersi:

  • come mai la durata del bond è così breve?
  • perché il target di riferimento sono le famiglie?

Nessuno ha la sfera di cristallo, e tu sai bene che non cercare di prevedere ma solo assecondare è una delle potenti regole per investire con successo. Però non possiamo nemmeno negare che gli analisti del Ministero sappiano qualche cosa che noi non sappiamo.

E se vuoi scoprire cosa veramente pensa un soggetto, osservane il comportamento. Partiamo dal fondo. Le famiglie sono quelle che detengono risorse finanziarie importanti. Più degli istituzionali, che per far fronte alla sete di liquidità devono abbeverarsi alla fontana della BCE.

E la grande liquidità di cui le famiglie dispongono è ferma presso i conti deposito, perchè le persone hanno paura. E non si lasciano sedurre da investimenti che non siano semplici e convenienti. Quindi il fatto che il MEF si rivolga alle famiglie con una pubblicità spesso martellante non deve stupirti né allarmarti. Semplicemente l’offerta si rivolge a non esperti che non conoscono il calendario delle aste.

Ecco perché il BTP Italia è stato pubblicizzato a dovere. Ma il vero “pericolo” è un altro. Secondo me lo Stato sa che negli anni ci sarà un ritorno dell’inflazione. Noi abbiamo già gli strumenti per combattere questo nemico. Ma quello su cui sto riflettendo con te è questo:

da un lato il MEF vuole offrire un prodotto che interessi al pubblico dei risparmiatori, da sempre alla ricerca di strumenti finanziari che proteggano il risparmio dalla perdita del potere di acquisto. Dall’altro, però, lo stesso Ministero non vuole correre rischi eccessivi, impegnandosi a pagare per lunghi anni interessi agganciati ad una variabile destinata a crescere nel tempo.

Se ci hai fatto caso, infatti, le emissioni di BTPi sono limitate come importo rispetto agli altri titoli e passano sovente in sordina. C’è anche molta disinformazione riguardo a questo strumento finanziario, disinformazione che attraverso le pagine di questo blog cerchiamo di colmare.

Se stai chiedendoti se ti sto sconsigliando i BTP Italia, sappi che la risposta è no. Al contrario, sottoscrivili tranquillamente, ma non fermarti lì. Compra anche BTPi in modo che almeno un terzo del tuo portafoglio sia protetto contro la svalutazione monetaria. E che la protezione vada oltre i quattro anni “canonici” di durata del BTP Italia!!

Se hai poi domande, dubbio o vuoi approfondire qualche aspetto relativo agli argomenti trattati nel post non devi fare altro che scrivere un commento. Riceverai la tua risposta entro 48 ore al massimo.

Un abbraccio fraterno.

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Comments

  • Gianluca

    Giacomo saver buon giorno,

    io ricordo che su canale Youtube di Segreti bancari, uno dei video, quello di Dream Theater di Intermarket and More, poneva come possibile un default dell’Italia tra i 3 ed i 5 anni… quindi a questo punto chi ha ragione?

    Se tutto ciò si concretizzerà effettivamente sia i BTP Italia che i BTP indicizzati saranno stati acquisti inutili!?!?

    • Giacomo

      @ Gianluca
      Ottima osservazione. Non facciamo però dire a Dream ciò che non ha detto. Nell’intervista si dice che grazie all’LTRO per i prossimi tre anni non ci saranno problemi, dopo bisognerà vedere. Inoltre ai tempi dell’intervista non erano ancora scesi in campo ESM e BCE. Sinceramente non credo che ci sarà un default. Ci sarebbe già stato se è stato evitato con l’ESM e gli interventi della BCE direi che ora siamo abbastanza fuori pericolo.
      Un caro saluto!!

  • Marcello

    …io uso BTPitalia per il breve periodo e BTPi per il lunghissimo…20 anni…la mia (spero) futura pensione :-)

    • Giacomo

      @ Marcello :-)

  • ROB

    Caro Giacomo

    suvvia siamo seri, non c’è nessun messaggio nascosto nell’asta dei btp Italia. E’ evidente che al ministero del tesoro sappiano qualcosa che noi (i risparmiatori) non sappiamo.
    Ci lavorano fior di tecnici e la gestione del debito pubblico italiano è da manuale. Ed è abbastanza ovvio che uno specialista sia più competente di un semplice risparmiatore.
    Detto questo non credo che il tesoro voglia veicolare chissà quale messaggio: semplicemente il meccanismo dei Btp Italia è diverso rispetto agli altri.
    Storicamente l’inflazione italiana è sempre stata maggiore di quella tedesca o francese. Avendo anche il meccanismo del floor nulla di strano che il tesoro voglia cautelarsi con una durata breve.
    In ogni caso le strategie di gestione del debito sono ampiamente illustrate sul sito del tesoro
    http://www.dt.tesoro.it/it/debito_pubblico/

  • marco

    io e mia moglie sia andati in banca per sottoscrivere il btp italia, giudicandolo buono per il nostro portafoglio (grazie giacomo). Ma in banca il direttore nonchè consulente privati, non conosceva nulla di questo prodotto (un titolo di stato) e telefonando in sede centrale non abbiamo avuto spiegazioni. Dopo aver insistito è stato eseguito il nostro ordine, rifiutando nel frattempo : 1 polizza vita( giudicata eccezzionale), 3 diverse obbl. bancarie tasso fisso, 2 fondi a capitale protetto.
    considerazioni:
    i btp italia stanno avendo grande successo, non è che li stiano comprando proprio le banche? e a noi …”non li conosco…”
    se li comprano anche gli istituzionali, il pericolo inflazione c’è.
    il direttore è un deficente ( ossia ha dei deficit di conoscenza…).
    conclusione
    l’imbroglione è il mio direttore o chi ci fa ragionare, conoscere, riflettere sui nostri risparmi e non solo
    Grazie di tutto Giacomo e avanti così
    MARCO

    • Giacomo

      @ Marco
      Grazie infinite per la tua preziosa testimonianza!!
      A presto…

  • Nicola

    Negli ultimi 2 giorni ho avuto difficoltà ad accedere a questo sito. C’è qualche problema tecnico?

    • Giacomo

      @ Nicola
      Purtroppo sì… C’è un problema sul server che causa rallentamenti e me ne scuso ma i tecnici sono al lavoro per risolvere prontamente l’inconveniente.
      Grazie per la pazienza…

      • Nicola

        Il sito adesso sta funzionando bene. Ciao

  • Filippo

    Non ho ben compreso la questione dell’inflazione: se da un semestre all’altro questa dovesse diminuire, in quello successivo si prendono gli interessi solo se l’inflazione torna ad essere superiore a quello precedente?

    esempio: primo semestre 2013 inflazione 3% = il btp mi somma il 3% al tasso facciale
    secondo semestre 2013 inflazione 2,8% = il btp non mi somma nulla

    Non sò se mi sono spiegato, in ogni caso questo è un punto che mi piacerebbe chiarire

    Grazie

    • ROB

      Per come l’hai detta significa che nel secondo semestre c’è stata un’inflazione più bassa rispetto al primo e questa viene comunque riconosciuta al possessore.
      Diverso è il caso di deflazione (=prezzi che diminuiscono) in questo caso scatta il meccanismo del floor quindi il minimo garantito sul nominale non rivalutato.
      L’argomento non è di immediata comprensione ma è spiegato sul sito del tesoro (e non si può riassumere in un semplice posto).
      Spero di aver chiarito.

      Giacomo, voglio una percentuiale (piccola) per la spiegazione…

      P.S. evidentemente sto scherzando…

      • Giacomo

        @ ROB
        In effetti… Ti faccio i miei complimenti per i tuoi commenti e ti ringrazio per l’assidua partecipazione al blog :)

        • ROB

          @Saver

          grazie, ti lancio una provocazione (puramente accademica) che riguarda i BTPi (quelli indicizzati all’inflazione europea).
          Come sappiamo le cedole dei BTPi sono pagate sempre il 15/3 e il 15/9 per tutte le emissioni fatte fino ad ora.
          Dato il meccanismo di indicizzazione dei BTPi secondo me c’è una ragione precisa che ha contribuito a determinare questa scelta (anche se non è l’unica o la principale) che se scoperta (eh … che paroloni…) farebbe gridare al complotto, ma che invece ha una semplicissima spiegazione statistica. E soprattutto non inficia la validità dello strumento e permette al tesoro di risparmiare.
          Vediamo se la scopri (potresti anche già saperla); io non l’ho trovata scritta da nessuna parte.

          • Giacomo

            @ Rob
            Ammetto la mia ignoranza :)
            Credo che la questiona abbia a che fare con la costruzione dei numeri indici che sono favorevoli all’emittente nel mese di settembre. Forse nel mese di settembre l’inflazione si impenna così che il numero indice di partenza cresce e decresce nei mesi successivi?
            Boh…
            Ad ogni modo ti ringrazio di cuore per la segnalazione e per volere (se lo riterrai opportuno) condividere la tua “scoperta”.
            Un caro saluto!!

  • ROB

    @Giacomo
    come ho detto si tratta di una semplice spiegazione statistica: se guardi questo post http://www.finanzaonline.com/forum/19042527-post3.html vedrai che i mesi di gennaio e luglio sono (finora) sempre in deflazione. Nel post il calcolo arriva fino al 2008, ma ho controllato e la regola statistica è rimasta valida anche successivamente almeno finora.
    I numeri indice dei mesi di gennaio e luglio servono per determinare i coefficienti di indicizzazione di marzo e settembre: ne consegue che fino ad ora i coefficienti dei mesi di marzo e settembre sono stati sempre in diminuzione rispetto agli altri mesi dell’anno.
    Credo cha la conclusione sia ovvia…

    P.S. naturalmente nessun complotto: si tratta semplicemente di conoscere alcune dinamiche statistiche.

    • moon walker

      @ROB

      Caro ROB, grande visione d’insieme. Diciamo che lo Stato non è in vena di regalare soldi a Noi povererelli, anzi direi che ne ha veramente tanto bisogno da fare le pubblicità in tv. Di una cosa possiamo essere sicuri: non è un caso che quanto metti in evidenzia, si verifichi nella pratica.
      Io penso che le persone con un certo livello intellettivo debbano andare oltre il minimo obiettivo del piccolo risparmiatore (conservare il potere d’acquisto), spremere le meningi e trarre conclusioni operative.
      Ti sei accorto che per sfavorire l’acquisto di ETF hanno introdotto una tassazione sul delta NAV che sul delta Prezzo il che comporta tassazioni dell’ordine del 30%???
      A questo punto conviene un fondo comune che tracci bene il benchmark. Quindi, un maggior guadagno per i “venditori” di fondi comuni che stavano per perdere soldi.
      Bisogna trovare le tecniche migliori e mi fa piacere condividere queste ed altre considerazioni con te e Giacomo, persone di grandissima cultura finanziaria.
      A presto!!!

      • FabioG

        Moonwalker, potresti spiegare meglio questa nuova cosa della doppia tassazione sugli ETF, in modo che la possa capire anche un comune mortale (in senso finanziario) come me? :-P

        Grazie

        F

    • Alessandro

      Visto che gennaio e luglio servono per determinare i coefficienti di indicizzazione per le emissioni di marzo e settembre (o almeno è così per il BTP Italia), partendo da un indice a gennaio e luglio basso mi aspetterei che le emissioni di marzo e settembre siano le emissioni ideali, perché il FOI aumenterebbe più che in tutti gli altri periodi, però essendo ciò in contrasto con quello che affermi, ci deve essere qualcosa che non ho capito: per favore potresti spiegarmi dove sbaglio?

      • Giacomo

        @ Alessandro
        Appunto… Se i coefficienti di gennaio e luglio sono bassi significa che inquei mesi c’è un rallentamento dell’inflazione e questo – secondo le statisithce – penalizzerebbe il risparmiatore.
        Tutto qui…

        • Alessandro

          Continuo a non capire. :-(

          • Alessandro

            Insistendo a pensarci, forse ho capito.

    • Alessandro

      Visto che gennaio e luglio servono per determinare i coefficienti di indicizzazione per le emissioni di marzo e settembre (o almeno è così per il BTP Italia), partendo da un indice a gennaio e luglio basso mi aspetterei che le emissioni di marzo e settembre siano le emissioni ideali, perché il FOI aumenterebbe più che in tutti gli altri periodi, però essendo ciò in contrasto con quello che affermi, ci deve essere qualcosa che non ho capito: potresti spiegarmi dove sbaglio?

  • moon walker

    @FabioG
    tu compri un etf ad un certo prezzo e lo vendi ad un altro prezzo. Ti aspetteresti una tassa sul guadagno che hai realizzato data dalla differenza dei prezzi (se hai fatto un guadagno ovviamente!!!), in realtà la tassazione non è sulla differenza dei prezzi ma sul “delta NAV” che in parole poverissime è la differenza calcolata nei medesimi giorni di acquisto e vendita del valore di riferimento dell’etf (Net asset value).
    In effetti, queste differenze dovrebbero essere molto simili ma nella pratica non lo sono e anche operando su etf molto liquidi e scambiati, queste differenze si discostano in maniera tale da avere una tassazione maggiore rispetto a quella che pagheresti se la tassa fosse pagata sulla differenza dei prezzi di acquisto e vendita.
    Da mie analisi risulta che praticamente si ottiene una tassazione che può arrivare al 29-30 % del guadagno reale (che tu ottieni sul prezzo e non sul NAV).
    Se hai bisogno di ulteriori spiegazioni sono qui, Giacomo merita questo e altro.

    • FabioG

      Grazie per la risposta. Conoscevo il problema in termini teorici ma non ero mai riuscito a quantificarlo. vC’è qualche modo per evitare o magari ridurre l’impatto della tassazione?

      F

      • Giacomo

        @ FabioG
        No, l’unico modo è fare poche operazioni. Sono soprattutto gli operatori in derivati e gli scalper ad essere ‘beccati’ dalla tassa. Al rispamriatore che esegue pocoe operazioni l’anno la Tobin Tax nondà praticamente nessun danno.

      • moon walker

        @FabioG
        Purtroppo dovresti trovare un etf in grado di avere un delta NAV praticamente pari alla differenza di prezzo di cui ti parlavo. Dovresti fare un’analisi molto profonda che comporta molto tempo ma potrebbe darti soddisfazioni e farti risparmiare un bel po’ di soldi. Io l’ho condotta su alcuni etf molto utilizzati ma ho ottenuto i risultati di cui ti dicevo. Sono pronto a scommettere che con etf meno noti, la tassazione “reale” è ancora maggiore.
        Purtroppo non ho il tempo di condurre queste analisi e come ben sai, il tempo è denaro. Sicuramente sarebbe un bel passo in avanti per tenere sotto controllo l’investimento in etf.

  • ROB

    @moon walker
    non credo che questa tassazione sia fatta con lo scopo di sfavorire l’acquisto di etf: credo che c’entri il fatto che alcune componenti sono considerate redditi di capitali e altre redditi diversi.
    D’altra parte non è l’unico caso in cui il risparmiatore si trova ad essere “svantaggiato”: per esempio anche le cedole sono accreditate al netto della ritenuta e non si possono compensare se si hanno delle minusvalenze.
    Più in generale credo che il tema della tassazione del risparmio sia molto complesso e al singolo risparmiatore non resti che prendere atto di ciò.
    Che non significa rassegnarsi, ma prendere decisioni informate.

    Per quel che riguarda la tassazione degli etf rimando al sito della borsa
    http://www.borsaitaliana.it/etf/formazione/fiscalitetf/fiscalitetf.htm

    • moon walker

      @ROB
      Non intendevo l’impossibilità di recuperare le minusvalenze da fondi a meno che non investa in azioni, obbligazioni o altro. Intendevo che sugli etf c’è una tassazione sul delta NAV mentre tu compri al prezzo di mercato che non è affatto il NAV. Questo comporta spesso che il delt NAV sia maggiore e quindi la tassazione è la maggiore rispetto a quella che avresti se venissi tassato sulla differenza dei prezzi di acquisto e vendita che è il tuo reale guadagno.
      Mi sono spiegato??
      Certo bisogna prenderne atto ma se non fosse così uno investirebbe a occhi chiusi in etf ma in virtù di questa cosa, ci starei attento!!!!

  • CosettaB

    Buongiorno Giacomo,
    non sono pratica di investimenti, vorrei investire in circa 10.000 €, puoi consigliarmi? Mi piacciono i bpti. Cosa ne pensi?
    Grazie se vorrai rispondermi.
    CosettaB

    • Giacomo

      @ Cosetta
      E’ davvero difficile dare consigli senza avere le informazioni dettagliate sulla tua situazione finanziaria complessiva e sui tuoi obiettivi di investimento. Ad ogni modo confermo che i BTPi sono un ottimo strumento di investimento. Se hai bisogno di altre informazioni sono a tua completa disposizione. Un caro saluto e a presto…

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