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Il vero rischio dei BTP oggi

Molti temono di perdere a causa del default dello Stato. Pochi, invece, sanno che il rischio dei BTP è un altro

I BTP oggi sono abbastanza rischiosi, sotto certe condizioni. Per questo è più interessante investire in CCT e BTPi

Ti è mai capitato di ottenere risposte sbagliate alle tue domande solo perché il quesito non era stato formulato in modo pertinente? Se la domanda non è corretta, anche la risposta sarà fuorviante. In questo post scoprirai perché la domanda “i BTP sono rischiosi?” nasconde un trabochetto ed inoltre vedrai come dribblare il medesimo utilizzando i CCT e i BTPi.

Due volti della medaglia: BTP e…

Quando parli di obbligazioni è facile cadere nell’errore di identificare il rischio di un titolo con la probabilità di fallimento dell’emittente. Quindi, da questo punto di vista, la risposta alla domanda se i BTP siano a rischio è certamente negativa.

Sai che da tempo sono convinto che il nostro Stato non sia a rischio e non ho cambiato idea su quali siano i migliori strumenti per investire “al sicuro”. Quello che forse non sai è che il fallimento dell’emittente di un’obbligazione è solo uno dei rischi possibili che corri. Ce ne sono altri che scoprirai approfondendo la tua formazione, ma di uno parleremo ora: è il rischio di tasso.

Che cosa accade ai titoli a lunga scadenza

Con la riduzione dello spread anche i rendimenti dei BTP sono scesi. Il risultato è che la tentazione di allungare le scadenze per spuntare interessi elevati è molto alta. La regola empirica contenuta nell’investimento perfetto è molto potente e ti consiglio di continuare a seguirla a dispetto delle tentazioni.

Se la trasgredirai potrai subire pesanti perdite in conto capitale nel momento in cui i tassi di interesse dovessero risalire. Non solo, ma perché investire con scadenza 2020 per avere il 4% netto di interessi quando puoi ottenere lo stesso risultato impiegando i tuoi soldi solo per quattro anni e liberandoli abbastanza presto?

Ricorda che la durata di un’obbligazione è anche il termometro del suo rischio di tasso. Le oscillazioni di prezzo saranno tanto più marcate quanto è lunga la scadenza, come purtroppo hanno imparato coloro i quali hanno investito in BTP extra lunghi. Inoltre gli acquisti dei BTP da parte della BCE saranno concetrati sulle scadenze brevi, per cui i tassi a lunga ed i prezzi relativi dei bond non saranno calmierati.

Il primo consiglio operativo è quello di comprare CCT e non BTP. Se i tassi saliranno, otterrai una rivalutazione delle cedole che incasserai (non dimenticare che i CCT sono a tasso variabile). Se invece i tassi dovessero restare ai livelli attuali il CCT avrebbe un rendimento maggiore di quello di un BTP di pari durata grazie ai prezzi molto convenienti.

E se i tassi dovessero scendere? In questo caso il CCT renderebbe meno del valore calcolato ad oggi (ricorda che il rendimento di un’obbligazione a tasso variabile è per forza di cose stimato). Ma è impossibile che i tassi di interesse vadano sotto lo zero, per cui il rendimento minimo di un CCT sarebbe comunque competitivo rispetto a quello di un BTP.

Ma si tratta pur sempre dell’unico scenario negativo su tre possibili…

E i BTPi?

Un ragionamento analogo riguarda i BTPi. I rendimenti di questi titoli sono molto elevati anche a causa di un malinteso. Mentre il rendimento di un BTP “standard” è complessivo, quindi incorpora anche il tasso di inflazione, quello dei BTPi è un dato reale.

In altre parole esso non rappresenta ciò che incasserai in termini di moneta alle varie scadenze, perché a quel dato occorrerà aggiungere la rivalutazione generata dal coefficiente di indicizzazione che misura l’inflazione maturata sino a quel momento.

Ti mostro un esempio utilizzando i dati forniti da Fineco al 6 settembre 2012. Il BTP 1 agosto 2017 5,25% ha un  rendimento netto del 3,552%. Il BTPi 15 settembre 2017 2,10% ha un rendimento netto del 2,917%. C’è poca differenza, vero? Lo scarto tra i due valori esprime l’inflazione incorporata nel rendimento del BTP. Nel nostro caso essa sarà pari allo 0,635%.

Il mercato non sta “prezzando” correttamente l’inflazione, perché i rendimenti del BTP e del BTPi sono troppo convergenti. Se escludiamo il caso di un ribasso nei prezzi nei prossimi anni, o di un’inflazione bassissima, possiamo dire con certezza che i BTPi oggi sono più convenienti dei BTP normali.

Si tratta evidentemente di un’anomalia per cui ti invito a verificare questi dati nel momento in cui dovessi decidere di optare per un CCT o un BTPi invece che per il tradizionale titolo a tasso fisso. Tieni presente due cose:

  • i mercati non sono efficienti, per cui anomalie di questo tipo si presentano con una certa frequenza
  • le anomalie tendono a scomparire riportando i prezzi ad un livello “equo” in tempi brevi.

Quindi, non appena ti accorgi che qualche disallineamento di prezzo ti permette di ottenere un profitto interessante, agisci subito (dopo aver fatto tutte le tue analisi sulla base di una metodologia robusta). Domani potrebbe essere tardi per prendere al volo l’occasione…

Un abbraccio fraterno.

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Comments

  • giovanni

    hai ragione. oggi, in mancanza di certezze, bisogna applicare la tattiche del mordi e fuggi.Oggi nel mercato c’è una disallineazione prezzo / rendimento spaventosa. magari obbligazioni che rendono il 6% lordo quotate 108 e quelle che rendono magari mezzo punto in meno quotate 88. grande Giacomo, poche parole, ma cariche di contenuti.
    Giovanni

  • marco

    ciao GIACOMO, avresti qualche cct da segnalare con scadenza 2015-2016 ? è meglio comprare titoli già emessi, oppure aspettare le aste ? GRAZIE

    • Giacomo

      @ Marco
      Un CCT interessante è luglio 2016 oppure il CCT 1 marzo 2017 :)

  • Riccardo

    Caro Giacomo,
    dopo averci pensato nel week end, ieri sera ho deciso di liquidare alcune posizioni lunghe su BTP e BTPi che avevo preso prima dell’estate, incassare la buona plusvalenza e riportarmi su scadenze più brevi, tenuto conto che ad oggi il rendimento offerto dalle lunghe scadenze non risulta essere più molto interessante. Con la lettura di questo post odierno mi sono ulteriormente convinto a non spingermi oltre il 2015.
    Detto questo ieri mi sono imbattuto in questo titolo di stato spagnolo: ISIN ES0000012098 che scade a luglio 2014. Il rendimento ad oggi è del 7,82% lordo e 7,20% netto. Capisco tutti i problemi della Spagna in questo momento ma questo titolo, che tra l’altro ha una quotazione in continua discesa, mi sembra abbia un rendimento eccessivo per la breve scadenza che ha. Dove sta l’inghippo? Ho visto che è poco scambiato, ma non sarebbe un problema portarlo a scadenza. Sempre che la Spagna non fallisca… :-)
    Un caro saluto
    Riccardo

    • Giacomo

      @ Riccardo
      In effetti non ci sono inghippi particolari, se non l’elevato rischio emittente. La BCE non ha cancellato tutto con un “magico” colpo di spugna, e le incognite restano.
      La Spagna ha un rapporto debito/pil minore dell’Italia ,a ha più grandi problemi strutturali.

      Certo, il titolo non è male se te la senti di correre qualche rischio… In ogni modo complimenti per l’abilità con cui stai gestendo il tuo portafoglio. La formazione finanziaria dà sempre i suoi frutti.

      Un abbraccio

  • Nicola

    E’ vero quello che dici, ma è anche vero che i btp a tasso fisso, se perdono valore, compensano con una cedola di valore superiore ai tassi correnti. A mio parere, per tutti i btp l’ideale è comprare nei momenti di panico e vendere nei momenti di euforia. Questo mi sembra il momento di vendere.

    • Giacomo

      @ Nicola
      Concordo a metà. Di certo comprare nei momenti di panico è opportuno ed è alterttanto vero che le cedole alte compensano eventuali ribassi di prezzo.
      Ma bisogna vedere fino a che punto lo fanno… il concetto che sta dietro questi ragionamenti è parecchio complesso ma ci torneremo.
      Non sono invece d’accordo sul fatto di vendere.

      Dove investi dopo aver venduto?

  • Enrico

    Caro Giacomo,
    per cercare di calcolare la convenienza di uno switch posso usare la funzione TIR.X in excel in questo modo: aggiungo la plusvalenza netta della vendita alla prima cedola del titolo che acquisto? Ottengo in questo modo un rendimento che approssimativamente posso confrontare con quello del titolo venduto?
    O faccio una mostruosità paramatematica?

    • Giacomo

      @ Enrico
      Diciamo che stai utilizzando la matematica finanziaria in modo “creativo”…
      Il calcolo della convenienza a vendere un bond per acquistarne un altro si fa così:

      a) si determina il rendimento del titolo vecchio ai prezzi correnti (come se dovessi acquistarlo ORA)
      b) si determina il rendimento del titolo nuovo sempre ai prezzi correnti
      c) si confrontano i due tassi

      Il cambio conviene, ovviamente, se il rendimento del nuovo titolo supera quello del vecchio calcolandolo come se lo comprassimo ora…

      • Enroco

        Grazie Giacomo… scusa l’impertinenza, ma questa tua risposta non ha come presupposto che i mercati siano sempre efficienti?
        …. e adesso DEVO chiederti un grosso favore: ci dai una piccola anticipazione sul corso sulle obbligazioni… tutti i passaggi per calcolare esattamente il capital gain e le relative imposte? PLEASE!!!

        • Giacomo

          @ Enrico
          Mi dispiace ma non posso fare anticipazioni… Comunque a gennaio il corso sarà disponibile e sarà veramente super completo: con tanto di fogli excel compilati, video ed ebook da scaricare…

  • gabriele

    Grande Giacomo,leggendo il tuo post non ho capito l’interesse netto del BPT 2017 al 5,25%.Correggimi se sbaglio i tassi del CCT non sono ancorati ai Bot.?.Grazie e ciao

    • Giacomo

      @ Gabriele
      Sì i tassi nominali dei CCT sono agganciati ai BOT. Nell’esempio di cui parli tu il confronto era tra il rendimento di un BTP “normale” e quello di uno indicizzato…

  • Antonio

    Ciao Giacomo,
    un consiglio: ho due posizioni acquistate in momenti di “nera”, un BTP decennale (ora quota +16%)
    ed il BTPi 2041 (ora quota +22%). La tentazione di vendere è forte, ma poi che faccio? Vado sul BTP Italia?
    Su un cct?
    Grazie e buona giornata
    Antonio

    • Giacomo

      @ Antonio
      No, io terrei entrambi i titoli.

      Se li vendi incassi una plusvalenza, questo è vero, ma poi ti trovi nella necessità di reimpiegare gli importi a tassi più bassi, oltre al fatto che pagherai le commissioni e le imposte…

      • Antonio

        Grazie mille, sempre preziosi suggerimenti

        • Giacomo

          @ Antonio
          Ci mancherebbe!!
          Grazie a Te!!

  • Maurizio

    @Riccardo
    ho controllato il titolo spagnolo, a me risulta il 4,75% lordo con un prezzo di poco superiore a 103.
    Saluti

  • Marcello

    Ciao Giacomo, innanzitutto un complimento per il blog sempre molto interessante!!
    Una domanda: stavo valutando uno switch tra un CCT Lug13 (sul quale sono a +3.32 di solo conto capitale in 9 mesi) e un CCT Lug16 che il mio home banking mi quota ad un rendimento netto stimato del 3.48%. Che ne pensi? Mi lascia un po’ perplesso la forte tendenza al ribasso dei tassi soprattutto in considerazione delle manovre della BCE, di conto capitale (cedole escluse) lo stesso cct darebbe (al prezzo attuale di 93.4) un misero 1.65 annuo contro il 2,8% (sicuro) del BTP Ago2016.
    Senza considerare che siamo ben al di sotto della soglia dell’inflazione……
    Che ne pensi?
    Ciao e grazie!!
    Marcello

    • Giacomo

      @ Marcello
      Considerato che il titolo da concambiare è sempre il medesimo (CCT) e viste le commissioni di negoziazione io non farei nulla e terrei il CCT 2013…
      Ciao!!

  • federico

    Ciao Giacomo e complimenti per il tuo sito. Vorrei un tuo consiglio illuminato: possiedo btp 4% scadenza 2020 ed intenderei acquistare i prossimi Btp italia previa vendita dei primi. Ritieni sia una cosa opportuna o è meglio che tenga i btp 2020 sino a scadenza?

    • Giacomo

      @ Federico
      Il mio parere purtroppo non è “illuminato”… non sono un guru… :)
      A parte gli scherzi, secondo me ha senso accorciare la durata dei BTP “virando” su prodotti indicizzati all’inflazione. In linea di massima, non avendo tutte le informazioni utili per decidere, ti dico che la cosa ha senso.

      Otterrai due vantaggi importanti:

      - ridurre la durata (e la duration del portafoglio)
      - indicizzare al costo della vita parte dei tuoi investimenti.

      Un abbraccio…

      • federico

        Molte grazie: è quello che pensavo anch’io e volevo una tua conferma. Ordunque attendo che i miei vecchi btp superino i 100 così da non perderci in quota capitale, magari riscuotere ancora una cedola e poi acquistare i futuri btp italia la cui emissione dovrebbe essere prossima.

  • giuseppe

    Salve Giacomo
    avendo circa 10.000 da investire
    è conveniente acquistare oggi al posto dei cct 2016 o 2017 dei ccteu con scadenze simili??
    Grazie per tutte le ” preziose” informazioni e consigli che ci dai..
    Saluti cordialissimi
    Giuseppe

    • Giacomo

      @ Giuseppe
      Sì anche se i CCTeu comportano un rischio aggiuntivo rispetto ai CCT. Poiché questi sono indicizzati all’Euribor e non ai BOT un eventuale ritorno di paura che innalzi il tasso dei BOT ma non l’Euribor avrà effetti negativi sui CCTeu la cui cedola non potrà salire.
      Ad ogni modo il rischio mi sembra ben pagato per cui procedi pure :-)

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