borsa crolla

La borsa crolla!! Sul serio?

La borsa crolla o è solo un’impressione?

In un post precedente abbiamo esaminato la situazione della borsa (o meglio sui mercati azionari internazionali) oggi. In questo articolo scoprirai i due ingredienti che mancano per definire la situazione attuale un bear market vero e proprio

Alberto è una persona scaramatica. Broker finanziario di lungo corso, ha eliminato dal suo ufficio tutto ciò che ha la parvenza di un orso. Lui, da buon trader vecchio stampo, ama i tori. Avendo poca dimestichezza con la tecnologia e con i nuovi strumenti finanziari non sa che è possibile approfittare anche dei trend ribassisti, cavalcandoli al contrario.

Ma ciò che più conta è che Alberto sa bene che un mercato orso è un mercato al ribasso. E se ti coglie impreparato crea profonde ferite ai tuoi investimenti proprio come farebbe la zampata del simpatico animale. Ma quali sono le caratteristiche di un mercato affinché possa essere definito bear?

La borsa crolla

Vedere i mercati finanziari che perdono sangue ogni giorno non è un bello spettacolo. Lo stillicidio continuo è simile ad una ferita aperta dalla quale il sangue continua a defluire. Ora è innegabile che il trend rialzista dei principali mercati si sia indebolito.

Così come un pugile, per quanto allenato a prendere botte, con il passare del tempo inizia a barcollare sotto i pugni dell’avversario, così anche le borse hanno preso delle mazzate, ma non sono ancora a terra.

Mancano, infatti, due elementi caratteristici che sono presenti in ogni bear market.

Se osservi i movimenti degli indici di borsa su un periodo di tempo di qualche settimana ti accorgerai che le sue oscillazioni sono molto meno schizofreniche di quanto non appaia dall’analisi delle variazioni quotidiane. Ciò accade perché i movimenti sono violenti, a volte, ma lo sono in entrambe le direzioni.

Ribasso, recupero, ribasso e così via. Il fatto che la tua mente cerchi conferme del pensiero dominante (la borsa crolla) e rilevi solo le sedute negative ‘dimenticando’ i recuperi è un altro problema che ha che fare con la finanza comportamentale. Ma non è di questo che voglio parlarti qui. Avrai modo di scoprire tutti gli ‘scherzi’ che la tua mente ti gioca e i rimedi per evitarli in un grazioso bonus.

Il messaggio che sto cercando di farti passare è che i movimenti di mercato sono – se consideri un’osservazione plurisettimanale – molto più ‘smooth’ di quanto dovrebbero se fossimo in un bear market.

Due elementi presenti nei crolli di borsa

Un vero bear market si accompagna, tipicamente, a due fenomeni:

  •  ribassi molto intesi
  • ottimismo generalizzato e ingiustificato alla vigilia del crollo: gli invitati gozzovigliano a tavole e sono nel bel mezzo della festa

Oggi nessuno di questi elementi è presente. Abbiamo visto che i mercati non hanno imboccato con decisione la via del ribasso, ma sono piuttosto incamminati verso una fase ‘laterale’. Inoltre non viviamo in un momento di euforia, una sorta di ubriacatura collettiva.

Questo è molto importante. Se le borse sono scese e c’è pessimismo significa che gli operatori hanno già liquidato le proprie posizioni. Quindi in giro ci sono più pochi venditori, o almeno pochi soggetti disposti a vendere le proprie azioni. Quindi la benzina per un crollo ora come ora non c’è.

Al culmine di una fase di euforia accade invece che una notizia insignificante induce gli operatori a portare a casa i profitti. Ormai si sa che le quotazioni sono troppo tirate e la festa sta per finire. A quel punto la borsa crolla per effetto delle vendite che, con il loro autoalimentarsi, generano un bear market.

A differenza di Alberto io non temo gli orsi. Anzi, ho un grazioso peluche che raffigura il simpatico animale dentro la mia libreria e non mi fa paura. Anche perché so che cosa fare per quanto riguarda gli investimenti. Ho fatto la mia scelta anni fa quando decisi di adottare un trading system potente quanto rigoroso.

E a te che effetto fa vedere le borse che ‘sanguinano’ giorno dopo giorno? Posta il tuo commento!!

Alla prossima,

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Comments

  • Filippo

    “Oggi nessuno di questi elementi è presente. Abbiamo visto che i mercati non hanno imboccato con decisione la via del ribasso, ma sono piuttosto incamminati verso una fase ‘laterale’. Inoltre non viviamo in un momento di euforia, una sorta di ubriacatura collettiva.”

    Giacomo io non sono d’accordo.
    Quel che scrivi non lo viviamo oggi ma lo abbiamo vissuto a marzo 2012. Dopo i primi due mesi del 2012 di ottimismo generalizzato, banchetti e festeggiamenti (sopratutto sulle banche) è iniziata una inesorabile discesa che ha portato molti titoli sotto del 50%.
    Vedo che i valori dei titoli che seguo sono scesi.
    Se poi questo è chiamato orso, toro, tacchino o gallina poco importa.
    Il valore del pollaio è diminuito e io resto alla finestra

  • MARCELLO

    …io le vedo come occasioni, perchè il parco buoi compera sui massimi, mai sui minimi… :-)

  • Nicola

    Ho come sempre qualche domanda, dato che da poco mi sto interessando di investimenti, e anche io sono un po’ “scarsone” come qualcun’altro si è definito:

    – Cosa significa che un movimento è laterale? Essendo grafici cartesiani bidimensionali i valori non possono che esserci rialzi o ribassi o stabilità.

    – Per quanto riguarda i titoli “Italy in usd” che vedo essere interessanti ed a bassa quotazione (Scusatemi se cambio discorso e ne riprendo uno che abbiamo già toccato in precedenza) vorrei capire che differenza c’è fra i titoli tipo Btp e quelli quotati sull’euromot, se sono titoli emessi dal Tesoro italiano a da qualche istituzione comunitaria, se il rischio emittente è davvero identico a quello dei btp (oltre il rischio cambio ovviamente), e perchè l’Italia emette titoli di stato in valuta straniera.

    • Giacomo

      @ Nicola
      E’ un piacere risponderti caro Nicola, come sempre :)

      – lateralità significa mercato privo di direzione. In pratica gli indici di borsa (o i singoli strumenti) oscillano tra un massimo ed un minimo formando una sinusoide che non va né sù né giù. Per un po’ il mercato sale, poi si ferma e torna indietro per poi risalire fino al precedente massimo e così via
      – l’emittente è sempre lo stesso, per cui il rischio emittente è identico sia nel caso dei BTP sia dei Republico of Italy. La differenza sta nel fatto che essendoci di mezzo una valuta estera c’è il rischio di cambio.
      Tutto qui. Il vantaggio di emettere bond in dollari per l’Italia consiste nel guadagno derivante dalla svalutazione del dollaro nei confronti dell’euro. Cosa che al momento non si sta verificando :)

      • Nicola

        grazie

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