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La crisi economica e l’unione delle banche

Unificare i sistemi bancari nazionali potrebbe essere la via di uscita dalla crisi economica

Armonizzazione delle politiche fiscali e unificazione del sistema bancario. Questa è una delle ricette possibili per uscire dalla crisi economica. Ma l’Europa è pronta?

L’Europa è sotto assedio a causa dei timori sulla tenuta della moneta unica. La Grecia potrebbe uscire dall’Euro e questo crea nuove ondate di panico sui mercati. Ma come ho più volte scritto, il fallimento dell’Euro supererebbe di gran lunga i costi del suo salvataggio.

Sono pronto ad essere smentito, perché non sono un Oracolo, ma non credo nel ritorno alle valute nazionali. Ma per ridare fiducia ai mercati e risanare le banche europee servono misure importanti di coordinamento a livello sovra nazionale.

La crisi economica e le banche

Il vero problema, nell’Europa dell’Euro, è la fragilità del sistema finanziario. Tutte le grandi recessioni e depressioni del passato hanno avuto origine da una crisi del sistema creditizio e questa volta non è diverso. Pensaci un attimo. Se fino a ieri ti fidavi ciecamente della solidità patrimoniale del tuo Istiuto, oggi sono molti i dubbi che ti assalgono.

Ti pongo l’esempio dei conti deposito: mentre la loro sicurezza solo qualche mese fa era fuori discussione, oggi non lo è più. Io continuo a ritenere sicura questa forma di investimento (anche perché se saltasse l’Euro ed il sistema bancario non avremmo comunque scampo pur tenendo i soldi sotto il materasso), ma sempre più persone nutrono dubbi e sono giustamente diffidenti.

Secondo Christine Lagarde del Fondo Monetario Internazionale, per interrompere il cortocircuito tra Euro, crisi del debito sovrano e banche occorrerebbe costituire un polo finanziario europeo con una vigilanza a livello centrale ed un’unica forma di assicurazione dei depositi (il fondo interbancario di tutela tanto per essere chiari :)

La sensazione è che si facciano operazioni ‘di facciata’ senza voler davvero affrontare le difficoltà in modo radicale. Ricordi quando nacque l’Eba? L’European Bank Association venne alla luce con il preciso scopo di realizzare un sistema bancario omogeneo a livello comunitario, ma poi gran parte di tutto il progetto è rimasto sulla carta.

Il problema dell’Europa non è l’Euro

Ti è mai capitato di avere la digestione difficile? Subito la tua mente ripercorre i cibi mangiati durante il pasto precedente, alla ricerca di un colpevole. Salvo poi scoprire che non era l’arrosto la causa dell’indigestione. L’Euro è un capro espiatorio, perché ad essere in crisi è il modello in cui esso è incastonato:

  • abbiamo una pluralità di sistemi bancari indipendenti, ciascuno soggetto alle regole di vigilanza prudenziale stabilite nei Paesi membri sotto il controllo delle Banche Centrali Nazionali
  • abbiamo un’unica Banca Centrale responsabile di una politica monetaria comune.

Esistono gli Stati Uniti d’America ma non esistono gli Stati Uniti d’Europa. Questo è il vero problema. Le logiche nazionalistiche prevalgono sull’interesse comune. Così da un lato l’unificazione del sistema bancario è resa problematica dal fatto che il fulcro finanziario dell’Europa è il Regno Unito (che non fa parte della moneta unica).

Dall’altro lato la crisi economica è fronteggiata singolarmente dai vari Stati che fanno leva su risorse interne piuttosto che sulla cooperazione comunitaria. Vuoi un esempio?

Invece di chiedere l’aiuto del fondo Salva Stati (EFSF) la Spagna ha preferito nazionalizzare alcune banche per fronteggiare la crisi.

Tre priorità per l’Europa

Per uscire da questo momento di grande difficoltà occorre affrontare questi nodi cruciali:

  • le banche devono condividere maggiormente i rischi cui sono esposte con le ‘consorelle’ comunitarie. In questo modo la crisi viene fronteggiata da tutti insieme, così come avviene nelle avversità familiari durante le quali tutti soccorrono chi è in difficoltà
  • occorre spostare la vigilanza sul sistema creditizio a livello europeo, de-tronizzando il sistema delle banche centrali nazionali che hanno fallito il proprio compito
  • occorre tutelare le banche, magari attraverso la realizzazione di un fondo di garanzia a livello comunitario di secondo livello

E tu che cosa puoi fare in questo contesto?

Se mi segui da tempo conosci già la risposta.

Fammi conoscere la tua opinione, per favore scrivi un commento :)

Un abbraccio fraterno

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Comments

  • giuliano

    Gentilissimo Dottor Giacomo Saver,
    credo che il problema sia riconducibile a una miopia voluta da parte di tutto l’establishment europeo. Tutti sapevano che i conti della Grecia erano edulcorati, ma a livello finanziario la Grecia era la gallina dalle uova d’oro. Chissà perchè la Grecia offriva tassi di interesse un po’ più remunerativi di tutti gli altri stati.
    Ora che tutto è emerso nella sua crudeltà (e allora saltano fuori altri “bubboni” come il ha definiti l’esimio prof. Monti, corruzione, nepotismo et similia), non sono mai state prese decisioni concrete… chi era il più esposto al fallimento della Grecia? Forse la locomotiva Germania?
    Quando poi nell’economia reale ci mette il naso la grande finanza… ecco che il risultato è sotto gli occhi di tutti.
    La ricetta? Forse nel rendere responsabili in solido chi ha creato derivati da manicomio e chi ha speculato sulla pelle delle persone. Ma si sa… le banche sono a responsabilità moooolto limitata…

    Un caro saluto a tutti e buon fine settimana!

  • FabioG

    Ciao Giacomo,
    la tua analisi è in parte simile a quella di un noto economista “internettiano” il quale dice, in sostanza, due cose.

    1)
    Da una parte c’è una crisi planetaria, causata dall’emergere delle nuove economie, Cina e India in primis, le quali sono diventate, prima le fabbriche del mondo occidentale, con tutte le conseguenze nefaste che ciò ha comportato e poi si apprestano a diventare i nuovi consumatori di massa, quello che eravamo noi nel boom economico. Mentre noi occidentali ci stiamo sempre più impoverendo a causa di questa “nuova rivoluzione industriale”, come la chiama, paragonandola, per portata, alla rivoluzione industriale dell’ ‘800.

    2)
    Per quanto riguarda l’EU nello specifico, dice che un grosso probelma è aver voluto a tutti i costi unire nazioni che, dal punto di vista economico hanno poco in comune. Da una parte il nord europa, con Germania in testa, dalle economie basate sulle esportazioni intra EU, che quindi beneficiano di una moneta unica, dal cambio stabile. Dall’altra il sud europa, con Italia, Gracia, Spagna e Portogallo, che hanno economie più deboli basate su esportazioni all’estero e che soffrono particolarmente della “forza” dell’euro e del non poter svalutare la moneta per far fronte alla crisi. Arriva a sostenere, con una frase riassuntiva, che l’euro è il vecchio marco camuffato.

    Ho sintetizzato, per come l’ho capito, il suo pensiero sulla crisi. Tu, Giacomo , cosa ne pensi?

    Saluti e sempre complimenti!!
    Fabio

    • Giacomo

      @ FabioG
      Credo che stiamo effettivamente vivendo in una nuova rivoluzione industriale. Basti pensare al ruolo di internet che – nei fatti – fa il contrario della macchina a vapore. Allora l’invenzione di Watt riunì intere popolazioni nelle città. Oggi internet fa il contrario.
      Inoltre i consumi sono delocalizzati grazie alla globalizzazione.

      Quello che penso è che l’unione monetaria sia zoppa, in quanto non poggi su un’unione vera a livello economico. Un conto è avere una famiglia, un altro è riunire delle persone in un appartamento con il fine di dividere le spese. Vivono tutti insieme, ma ognuno conduce la propria vita. L’Europa non è una famiglia, ma un’accozzaglia di stati presi ognuno dai suoi problemi mentre le sfide da affrontare sono globali (e le hai citate tu al punto 1 del tuo commento).

      Staremo a vedere che cosa accadrà… nel frattempo “nervi saldi e radar accesi” in omaggio all’amico Giuliano!!

      Buon week end a tutti :)

  • Max

    Ciao Giacomo,
    e grazie per le tue analisi “compelling” ,
    Circa l’Euro, secondo te non è un problema il fatto che non sia moneta sovrana di alcun Paese, e che chi non ce l’ha non vive una crisi grave come la nostra? (UK, Giapone per citarne due con molto debito)

    Ciao e grazie ancora

    • Giacomo

      @ Max
      Credo che il problema della mancanza di sovranità monetaria riguardi solo il fatto che nessuno ha ancora dato il via libera alla BCE per una serie di quantitative easing alla Fed.
      Ci sono state due LTRO, questo è vero, ma ai mercati non basta.
      Se la BCE potrà monetizzare i debiti degli stati sovrani credo che la situazione si sbloccherà, a prescinedere dal resto.
      Grazie per i complimenti e buon proseguimento!!

  • Laura

    Ciao Giacomo, ma se domenica 17 giugno la Grecia esce dall’euro, i miliardi che gli abbiamo prestato ce li restituirà secondo te?
    A me sembra sinceramente che questa crisi non stia colpendo l’Europa ma i paesi che fanno ed hanno sempre fatto le cose “alla carlona” spendendo e spandendo senza cervello alcuno. Come mai i paesi del nord Europa tengono e i paesi del sud Europa crollano uno dietro l’altro?

    Questa Europa, col senno del poi, a me sembra solo una follia, seppur nobile negli intenti iniziali. Ma ora è pura follia. La Germania e la Francia non diventeranno mai la Cassa del Mezzogiorno d’Europa.

    Io inizio a essere pessimista perchè mi rendo conto che se io fossi al loro posto un paese come l’Italia lo eliminerei seduta stante. Mi basta vedere tutto quello che mi gira intorno. Ma essendo italiana non voglio finire in povertà o peggio vivere l’angoscia non poter curare adeguatamente i miei genitori che volgono verso la vecchiaia e si aggrappano a me per ogni cosa.

    Sono nel pallone. Cosa ci aspetta REALMENTE?

    • Giacomo

      @ Laura
      La risposta onesta e sincera è che NON LO SO NEMMENO IO.
      Penso che l’Italia sia così strategica per gli equilibri del debito mondiali che non potrà essere lasciata da sola.
      Da un lato è impensabile che in un anno si abbatta un debito pubblico stratificato in 30 anni di mal governo, dall’altra i conti sono abbastanza in ordine dopo le stangate fiscali.
      Quello che serve ora è la crescita…

      Leggevo stamattina che Monti sta valutando la dismissione di parte del patrimonio pubblico per ridurre il debito. Le risorse ci sono, occorre una soluzione europea che freni la speculazione, poi credo le cose si sistemino… poco per volta…

  • francesco

    Nulla migliorerà fino a quando i singoli stati non diverranno proprietari della moneta. La moneta DEVE essere dell stato, cioè del popolo e non di quattro schifosi usurai privati, che la stampano e la prestano a loro piacimento, indebitando il mondo.

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