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La Grecia e i CTZ. Giacomo non è pazzo!!

La Grecia ha capitolato esponendo gli investitori a grosse perdite. Chi ha scelto i CTZ ora guadagna.

Mettiamo segretibancari.com a “processo” e ripercorriamo insieme due faccende che hanno fatto scrivere ad alcuni lettori: “Giacomo sei pazzo!!”. Sto parlando delle questioni della Grecia e dei CTZ.

Era il 5 maggio del 2010 quando ci occupammo della questione della Grecia e del suo default in un post. All’epoca molti investitori presi dalla foga di guadagnare e di approfittare del panico dilagante per speculare mi chiedevano un parere sulla possibilità di investire in titoli dello Stato Ellenico.

Io ho sempre scritto che pur non ritenendo probabile un default della Grecia, i suoi titoli erano troppo rischiosi per essere acquistati. “Sono più una scommessa che un investimento” ripetevo. Se hai seguito il mio consiglio e sei stato fuori dai bond greci oggi ridi. Ma non finisce qui…

Il default della Grecia e dell’Italia?

Nel mese di novembre 2011 siamo andati molto vicini ad un default. Il nostro debito pubblico era fuori controllo e, ancora una volta, il panico dilagava. La mia casella email era intasata da persone preoccupate che il default non riguardasse solo la Grecia, ma si propagasse anche all’Italia.

E così tutti correvano a vendere i BTP. “Tu sei pazzo!!” fu uno dei commenti che ricevetti perché, voce fuori dal coro, consigliavo di acquistare i CTZ con scadenza 30 settembre 2013.  “Ci sarà il default e i CTZ non saranno rimborsati” mi dicevano alcuni.

Altri sostenevano che avremmo fatto la fine della Grecia e che i nostri titoli di stato sarebbero diventati carta straccia. Ma lasciamo ora parlare i fatti…

CTZ 30 settembre 2013: la storia

Emesso a 91,543% del nominale il 30 settembre 2011, questo CTZ quotava i primi di novembre 91,76% cui occorreva sottrarre l’imposta sullo scarto sul disaggio di emissione maturato per 0,06. Nel pieno dei timori di un default della Grecia e degli altri PIIGS il CTZ offriva un rendimento netto del 4%.

Ieri, 21 febbraio, il CTZ valeva 95,275% (compresa l’imposta sul rateo di disaggio ed esclusa la commissione di negoziazione). Questo significa che chi lo ha comprato a novembre ha realizzato un guadagno annualizzato di oltre il 14%.

Se lo hai in portafoglio, oggi, ti consiglio di venderlo e di investire il ricavato in un conto deposito. Ora scoprirai il perché.

Facciamo i calcoli in modo approssimativo, per una più semplice comprensione. Se vendo oggi il CTZ che all’epoca dei timori di default valeva 91,70% realizzo un guadagno pari a 3,575% che, tassato al 20%, mi dà un prezzo netto di vendita di 94,560%.

Ora se tu incassi quella cifra e la investi, diciamo, nel conto deposito vincolato Webank al 4,50% lordo per 12 mesi, otterrai a scadenza 97,964 per ogni 100 euro nominali del CTZ. Se consideri che quest’ultimo rimborserà il 30/9/2013 netti 98,943% ti rendi conto che conviene riprendere i tuoi soldi e investire in un conto deposito, poiché così avrai un altro anno cui fare fruttare i tuoi soldi per ottenere al 30 settembre 2013 un importo superiore a quello che otterresti dal CTZ.

La tua testa non deve andare in default

Se ritorni – a mente fredda – alle due questioni esaminate ti rendi subito conto che non era necessario essere dei Guru per prevedere che sarebbe finita così. Si trattava solo di usare la fredda razionalità che troppo spesso dimentichiamo come l’ebook “Ma come investi?!” ci ricorda…

Se proprio vuoi correre dei rischi, fai in modo che si tratti di rischi calcolati ed accettabili – come quello del CTZ – e non speculare sulle ipotesi di default di uno Stato, sia esso la Grecia o un altro emittente a rischio.

Molte volte il gioco non vale la candela!!

Un abbraccio fraterno e alla prossima!!!

Giacomo

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Comments

  • Claudio

    Mi sembra di avere letto da qualche parte che gli investitori istituzionali creano le crisi finanziarie ad hoc per poter poi riacquistare a poco e speculare sulla risalita (oltre che sulla discesa). Nel nostro caso fino a pochi giorni/mesi fa c’erano ottime opportunità di acquisto su tutti i titoli di stato italiani, comunque anche rimanere fermi senza acquistare/vendere poteva essere una scelta oculata e intelligente. Claudio – Mestre

    • Giacomo

      @ Claudio
      C’è un fondo di verità in quello che scrivi, purtroppo.
      Grazie ai derivati gli istituzionali possono amplificare le oscillazioni del sottostante (immagina ad esempio cosa accadrebbe – o è accaduto – con la vendita massiccia di futures sui titoli di stato area euro) per poi comprare il sottostante a prezzo “scontato”.

      Ricordo un amico di Napoli che mi scriveva disperato, perché i risparmi della sua famiglia sembravano andare in fumo mano a mano che i BTP in cui aveva investito perdevano valore.

      Era novembre 2011 e io gli dicevo di tenere duro, perché la situazione seppur grave non era drammatica. Se avesse venduto sull’onda del panico il nostro Amico avrebbe perso parecchi soldi.

      Mi scrisse per ringraziarmi perché lo avevo “convinto” a non liquidare i suoi BTP.

      Chissà se mi legge ancora e vuole rispondere a questo commento?

  • Alessio

    Giacomo,
    perchè nel tuo esempio lo scarto di emissione è tassato al 20%? Non si applica l’aliquota del 12,5%, come per tutti gli altri proventi da titoli di Stato?
    Alessio

    • Giacomo

      @ Alessio
      L’imposta del 12,50% si applica solo agli interessi ed allo scarto di emissione maturato. La differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto (al netto sempre dello scarto di emissione) costituisce invece un reddito diverso tassato al 20%.

  • giuliano

    Carissimo Dottor Giacomo Saver,
    a questo punto i possessori di obbligazioni greche che sono prossime a scadenza cosa possono fare?
    Un caro saluto a tutti!

    • Giacomo

      @ Giuliano
      Purtroppo nulla, se non attendere il concambio con nuovi titoli analogamente a quanto accaduto una decina di anni fa con l’Argentina.
      Un caro saluto a tutti anche da parte mia!!

      • alessio

        Buon giorno Giacomo , sono diventate invendibili le obbligazioni greche?

        • Giacomo

          @ Alessio
          Al momento credo siano invendibili in attesa che siano quotate le nuove obbligazioni derivanti dallo swap…

  • Filippo

    Giacomo,

    il ctz italiano compensa le minusvalenze? Ovvero se compro 10.000 a 98 e li porto a scadenza incassando quindi 100, se ho minusvalenze da compensare i 2 di guadagno sono puliti?

    Grazie

    • Giacomo

      @ Filippo
      Il CTZ compensa solo in parte le misunvalenze. Parte del guadagno sono interessi, quindi redditi da capitale, che non possono andare in compensazione…

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