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Obbligazioni Unicredit: un’analisi tecnica

Esaminiamo insieme un’obbligazione di Unicredit Banca

In un momento di magra di rendimenti per il mercato obbligazionario occorre prendersi qualche rischio in più. Ecco come sezionare un’obbligazione di Unicredit per valutare ogni risvolto legato all’investimento

Dopo l’aumento di capitale andato a buon fine, Unicredit esce rafforzata nel debole contesto economico e finanziario globale. Per questo, tenendo ben presente che quello che stai per leggere non costituisce in nessun modo sollecitazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari, esaminiamo insieme un caso concreto.

Ho avuto il piacere di parlare con Fabrizio durante una sessione di Mentoring finanziario, il servizio di consulenza individuale indipendente erogato “in remoto”. Il tema era l’investimento in obbligazioni ed in particolare l’analisi tecnica di un bond emesso da Unicredit su cui il nostro Amico mi chiedeva un parere.

Dopo aver ottenuto il permesso di diffondere questa analisi che lui ha pagato per ottenere, potrai scoprirne i contenuti.

Obbligazioni Unicredit Banca

L’obbligazione esaminata è stata emessa da Unicredit il 31 maggio 2010 ed ha scadenza 31 maggio 2016. Se acquistata adesso la sua durata è media, poiché è inferiore ai cinque anni. Le cedole sono trimestrali pari al tasso euribor a tre mesi senza maggiorazione, con un minimo del 2,10% annuale per i primi tre anni ed un massimo del 4% per i successivi tre anni.

E’ interessante notare che queste obbligazioni sono state emesse al valore nominale, con una commissione implicita del 2,90% che significa un probabile ribasso di tale importo già dal primo giorno di negoziazione del titolo sul mercato secondario.

A questo link puoi leggere la scheda delle obbligazioni, nel nome dell’onestà e della totale trasparenza che da sempre ci contraddistingue.

Il 17 febbraio, giorno dell’analisi, le obbligazioni Unicredit quotavano 87,13 comprensivo di rateo di interessi maturato. Come possiamo calcolare il rendimento di un titolo a tasso variabile e fare dei confronti?

Due scenari possibili per il bond Unicredit

Sappiamo per certo che fino a maggio 2013 le obbligazioni pagheranno cedole pari allo 0,42% netto, ottenuto dividendo per quattro il tasso annuo nominale e togliendo l’imposta del 20% sugli interessi. Dal 31 agosto 2013 il tasso sarà pari all’Euribor a tre mesi che, nell’ipotesi esso resti invariato, è pari all’1,04% annuo.

Questo significa che anche se la situazione di tassi molto bassi dovesse perdurare, le obbligazioni Unicredit Banca avrebbero un rendimento del 4,61% (commissioni di negoaziazione escluse). Il BTP aprile 2016 3,75% rende il 3,61% netto (fonte: rendimentobtp.it. I dati cambiano continuamente a seconda del prezzo per cui non preoccuparti se non troverai più lo stesso dato).

Quindi le obbligazioni Unicredit non sono affatto male… Se l’Euribor dovesse superare il 4% a partire dal prossimo anno, il rendimento offerto dalle obbligazioni si arresterebbe al 6,410%, dal momento che la cedola delle stesse non potrà crescere oltre l’1% trmestrale.

Quando le obbligazioni strutturate sono interessanti

Quali sono le lezioni che puoi apprendere da questa analisi? Direi almeno tre :)

  • se avessi sottoscritto le obbligazioni nel momento in cui Unicredit Banca le collocava avresti ottenuto risultati del tutto diversi. Il rendimento è generato, infatti, non solo dalle cedole ma anche dal ricco capital gain dato che il prezzo di acquisto è notevolmente inferiore al valore di rimborso. Resta quindi valido il consiglio di comprare le obbligazioni bancarie sul mercato secondario evitando i collocamenti
  • investi solo negli strumenti finanziari che comprendi. Se hai dubbi puoi rovolgerti ad un esperto indipendente oppure studiare da solo/a come investire al meglio i tuoi risparmi. Un ottimo punto di partenza è la sezione Risorse per Te del sito da cui potrai scaricare moltissimo materiale di formazione gratuito
  • investi solo se c’è la possibilità concreta di guadagnare di più del rendimento offerto da un titolo di stato. Quello deve essere il riferimento per ogni tua scelta…

Dedicato al tuo benessere finanziario.

Giacomo Saver

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Comments

  • MASSIMO

    CIAO GIACOMO,
    CHE NE PENSI UN CD UNICREDIT AL 4.75% PER 2 ANNI?

    • Giacomo

      @ Massimo
      Non è male ma c’è di meglio. Ad esempio il conto webank che dà il 4,50% con un vincolo di durata inferiore (12 mesi). Per lo 0,25% in più a mio avviso non vale la pena vincolare per un altro anno…

  • gian11

    Ciao Giacomo,

    scusa ma non riesco a determinare il rendimento del 4,61 % nel caso “peggiore”; ossia ho 2,10 % anno lordi per i primi 3 anni e poi 1,04 % anno lordi per gli ultimi tre. A questo dovrò aggiungere la differenza fra prezzo di acquisto 87,13 e rimborso al 100 ma non mi sembra di arrivare al 4,61 %. Lo puoi spiegare ?

    grazie e buona giornata

    • Giacomo

      @ Gian11
      Bisogna utilizzare un foglio elettronico per calcolare il rendimento mettendo in una colonna le date di pagamento delle cedole nette e la data in cui sarà rimborsato il capitale a scadenza, nell’altra gli importi corrispondenti. Il primo valore sarà il prezzo iniziale con il segno meno davanti, l’ultimo il valore di rimborso.

      A quel punto la funzione TIR X farà il lavoro al posto tuo…

  • Rosanna

    Ciao. ho investito 10.000 su obbligazioni Unicredit a sei anni con cedole variabili trimestrali indicizzate al tasso Euribor a 3 mesi, con valore minimo (Floor) pari al 3,10% annuo e valore massimo (Cap) pari al 6,00% annuo” Serie 03/11″). Commissione 3%.Scadenza 28.02.2017
    Ora sono in perdita. Mi converrebbe venderle prima?

    • Giacomo

      @ Rosanna
      Premesso che non so prevedere ciò che accadrà in futuro, io non venderei le obbligazioni. Farlo equivarrebbe a subire una perdita, che sconta scenari molto cupi. Piuttosto che monetizzare una perdita grossa preferisco attendere…

      In fondo per ora l’Unicredit è in grado di ripagare i propri debiti, ha appena fatto l’aumento di capitale. E se le cose dovessero peggiorare, vedremo. Ma secondo me vendere oggi implica subire perdite consistenti. Tanto vale rischiare…. e tenere…

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