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Oro: l’inflazione non basta

L’inflazione non è la sola variabile a ‘spiegare’ l’andamento del prezzo dell’oro

I rendimenti reali negativi sono una delle cause del rialzo dei prezzi dell’ oro. Oltre, naturalmente, all’inondazione monetaria provocata dalle Banche Centrali

Riprendo quanto scritto da Giacomo qualche settimana fa per ampliare la discussione in merito a cosa muova il prezzo dell’oro, e in particolare il ruolo dell’inflazione. Vedremo che ritenere che l’oro sia un bene rifugio in caso in inflazione è un luogo comune che deriva da un’analisi che pecca di superficialità, peraltro facilmente confutabile perché durante gli anni ’80 l’inflazione al consumo era alta, ma il prezzo dell’oro ebbe un crollo storico.

Negli ultimi dieci anni del resto, durante i quali l’inflazione è rimasta invece sotto controllo, il prezzo dell’oro è cresciuto esponenzialmente. Siamo quindi d’accordo con Giacomo che l’inflazione (da sola, per lo meno) non è la discriminante che muove il prezzo dell’oro. Per svelare l’arcano, vediamo allora qualche dato. Nell’analisi ci basiamo sul prezzo dell’oro in dollari e su dati economici nella medesima valuta (la fonte è per l’oro la London Bullion Market Association e per i dati economici la St Louis Fed).

Oro e inflazione

La prima colonna indica l’inflazione media al consumo (indice CPI), la seconda il rendimento medio dei bond governativi decennali (buon indicatore dei tassi di interesse ufficiali), la terza colonna il rendimento reale dei bond decenali al netto dell’inflazione, la quarta colonna il tasso di crescita annuale composto (CAGR) dell’oro, e l’ultima il rendimento reale dell’oro al netto dell’inflazione.

Vediamo allora cosa scopriamo…

Negli anni ’70 il prezzo dell’oro ebbe un bull market storico, culminato (come giustamente scrive Giacomo) nel 1981. La spinta ad investire in oro in quel periodo non fu data tanto dall’inflazione, ma dal fatto che le due alternative più ovvie (bond governativi e cash in the bank) restituivano rendimenti negativi in termini reali.

Per questo l’oro fu scartato come hedge nel anni ’80 e ’90, sopratutto per chi investiva in dollari: non c’era bisogno di proteggere i capitali perché i Treasuries rendevano in media il 4,7% al netto dell’inflazione e il rendimento dei conti deposito era il 3% oltre l’inflazione reale.

Oro e deflazione

egli ultimi dieci anni del resto, durante i quali l’oro è salito dai $297 all’oncia ai $1555 attuali con massimi oltre i $1900, l’inflazione non è particolarmente alta. Ciò che accomuna il nostro periodo storico agli anni ’70 sono i rendimenti negativi in termini reali.

Nel tentativo di rilanciare l’economia e per non gravare ulteriormente sulle spalle dei debitori, i tassi di interesse ufficiali delle principali valute di riserva sono praticamente nulli (0,25% il Dollaro, 1% l’Euro, 0,1% lo Yen e 0,5% la Sterlina) e ciò spinge gli investitori istituzionali a diversificare comprando oro, un asset altamente liquido e facilmente smobilitabile. D’altra parte i risparmiatori privati più tradizionalisti si trovano costretti a cambiare strategia, perché i soliti metodi di investimento o di conservazione del capitale si tramutano oggi in una perdita di denaro in termini reali.

Il prezzo dell’oro si muove in maniera affascinante, perché nessun elemento è di per sé necessario e sufficiente per causare un rialzo o un ribasso, per lo meno sul medio/lungo periodo. È piuttosto una congiuntura di elementi diversi e talvolta eterogenei (politica monetaria, domanda di metallo fisico, solo per citarne alcuni) che è estremamente difficile da prevedere.

Alessandra Pilloni – BullionVault

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Comments

  • BOB

    COMPILMENTI, CHIARA ED USAUSTIVA.

    ORA SI CAPISCE MEGLIO IL RUOLO DELL’ORO, E LA SUA FUNZIONE DI “BENE RIFUGIO”, NN TANTO PER RISCHI DI DEFAULT, MA RIFUGIO MA RENDIMENTI REALI NEGATIVI DI ASSETT SICURI QUALI CASH E TREAUSURIES

  • Nicola

    Un piccolo investitore che volesse investire una piccola quota di risparmi in oro fisico, ma che per motivi di praticità non può comprare ligotti, ha come unica alternativa l’acquisto di etc? E gli etc in oro sono affidabili e privi di spese occulte eccessive? Hai analizzato anche la situazione di altri metalli preziosi come l’argento, il platino, il palladio? Ti saluto e ti ringrazio per la formazione quotidiana gratuita.

    • Giacomo

      @ Nicola
      Non ho analizzato la situazione degli altri metalli preziosi e l’investimento in ETC non è provo né di costi (ci sono le commissioni di gestione), né di rischi (a volte non c’è il sottostante fisico).
      Se vuoi acquistare oro senza correre rischi ti conviene comprare il metallo fisico, in lingottini o monete, e tenerlo in cassaforte.
      Un caro saluto!!

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