Polizze vita index linked: scopri due pericolose trappole

Le polizze vita di tipo index linked presentano due trappole: il valore di riscatto e il rischio emittente

Negli ultimi anni le emissioni di polizze vita con la garanzia del rimborso del capitale investito a scadenza (index linked) sono cresciute moltissimo. Scopriamo insieme due trappole che questo strumento finanziario nasconde.

L’argomento “polizze vita” è tornato di grande attualità sia per la necessità di integrare la pensione, sia perché le turbolenze delle borse internazionali hanno riacceso il desiderio nei risparmiatori di disporre di prodotti a capitale garantito, come le index linked. Dopo aver esaminato brevemente le definizione di questi strumenti finanziari, scoprirai le due trappole che li rendono inadatti e pericolosi per il tuo portafoglio.

Index linked, capitale garantito a caro prezzo

Il motivo del grande successo che le polizze vita indicizzate agli indici di borsa hanno avuto negli ultimi anni, sta nell’apparente completezza di questi prodotti che permettono di beneficiare del buon andamento di uno o più indici di borsa senza rischiare il capitale.

L’idea è valida, di per sé, ma può essere realizzata in modo più proficuo grazie all’impiego di strumenti finanziari efficienti, come imparerai quando avrai finito di leggere questo articolo.

Se per raggiungere il medesimo obiettivo scegli di utilizzare una polizza vita, sappi che andrai incontro a due spiacevoli sorprese: il rischio emittente ed il valore di riscatto. Per farti comprendere i costi ed i rischi delle index linked, studiamone la composizione.

Il due pezzi della polizza vita

Un contratto index linked è composto da due parti. La prima è un’obbligazione zero coupon emessa da un soggetto diverso dalla Compagnia di assicurazione. Si tratta essenzialmente di un bond privo di cedole che viene sottoscritto ad un valore inferiore a quello che otterrai alla sua scadenza. La differenza tra il valore di rimborso ed il prezzo pagato al momento della sottoscrizione rappresenta l’interesse.

La seconda componente, finanziata con parte degli interessi del bond, è un’opzione il cui flusso finanziario dipenderà dall’andamento di un indice di borsa. E qui casca l’asino

  • gli interessi dell’obbligazione sono utilizzati per l’acquisto dell’opzione solo in parte, perché la restante quota è trattenuta dalla compagnia sotto forma di caricamenti
  • tu credi di aver stipulato una polizza vita con una compagnia mentre, di fatto, stai prestando i soldi ad un soggetto terzo.

La conseguenza di ciò è che se l’emittente del bond sottostante la tua index linked salta, tu perdi i tuoi sudati risparmi. Questo accade perché non è alla compagnia di assicurazione che vanno i tuoi soldi ma ad una società terza. Immagina quante persone avevano sottoscritto una polizza vita alla Posta credendo di imprestare i loro sodi ad un Ente garantito dallo stato mentre in realtà non era così.

Il valore di riscatto della index linked

E’ frequente che durante la vita del contratto la componente obbligazionaria perda valore a causa del rialzo nei tassi di interesse e che la componente derivata costituita da un’opzione non valga più nulla o quasi perché l’evento previsto difficilmente si verificherà. Ti chiedo scusa per la semplificazione, ma addentrarci nell’argomento in modo approfondito richiederebbe la trattazione dell’argomento “opzioni” che è troppo esteso per poter essere racchiuso in un post. Cercherò di essere più chiaro facendoti un esempio.

Immagina che la tua polizza vita index linked preveda la garanzia del capitale più il pagamento di un importo pari alla rivalutazione dell’indice DJ Eurostoxx 50 rispetto al suo valore iniziale. Mancano due anni alla scadenza e l’indice è sotto del 15% rispetto al valore di partenza.

Sai che cosa significa? Che l’opzione non vale più nulla, perché la scommessa sostanzialmente è persa. La tua polizza varrà quindi solo più un ammontare pari a quello della componente obbligazionaria che, a causa della scarsa liquidità, si troverà facilmente al di sotto del suo valore equo. Morale: nel caso in esame chiuderesti l’operazione in perdita se decidessi di riscattare la polizza!

La soluzione? No index linked!!

Ti propongo una semplice strategia per costruire uno strumento a capitale garantito. Semplicemente compra dei singoli titoli di stato o delle obbligazioni con una scadenza coerente con la tua esigenza di garanzia del capitale e, mano mano che maturano le cedole, investi gli importi relativi in ETF. In questo modo esporrai solo gli interessi al rischio di perdita, invece del capitale.

Non solo, ma otterrai anche due importanti vantaggi:

  • avrai il controllo della situazione e saprai esattamente in quali titoli il tuo portafoglio è investito
  • non avrai costi nascosti.

Questo è solo uno dei miei segreti :) , scopri anche tutti gli altri!!
Giacomo Saver, il bancario pentito

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9 Commenti a “Polizze vita index linked: scopri due pericolose trappole”

  • giuliano:

    Carissimo Dottor Giacomo Saver,
    come darti torto! E’ appena scaduto un blue profit… e il mese dopo la scadenza ho ricevuto il prospetto riepilogativo: in pratica l’indice in esame è sempre stato sotto il limite iniziale di 151… conseguenza ne è stata che ho ricevuto 5 euro in meno di quanto ho investito!
    Una volta in diritto avevo studiato il “danno emergente e il lucro cessante”… mi pare che questo rientri nella casistica!
    Cari Amici Lettori del blog, una volta di più… radar sempre accesi!
    Un caro saluto a tutti!

  • Claudio:

    Questo articolo capita a fagiolo. Mio padre ha stipulato una polizza di questo tipo un anno fa con Allianz. Dalle quotazioni, ad oggi, risulta sostanzialmente in pareggio, ma non credo che il valore di quotazione comprenda i caricamenti. Ad ogni modo mi sono letto il contratto, ma come previsto non erano specificati i costi, che sarebbero da chiedere all’assicuratore. Un mese fa arriva una lettera che Mister X l’assicuratore di mio padre ha vinto il premio come miglior assicuratore Allianz dell’area. Mio padre ora è arrabbiatissimo perchè ultimamente gli ha rifilato prodotti costosi e con rendimento scarso! Per amicizia non ha ancora chiuso il rapporto con l’assicuratore, di certo però non ci ha più messo soldi freschi!

    • giuliano:

      Per Claudio:
      per quanto riguarda la mia situazione, se avessi recesso prima della scadenza ci avrei perso il 2%, quindi anche in situazione di pareggio qualcosa sul campo va purtroppo lasciata…
      L’amicizia… questa gran bella/brutta cosa!
      Un caro saluto!

    • AndreaGino:

      Premetto che a me le polizze index ( ma anche unit ) non piacciono, non le propongo perchè secondo me la polizza non è adatta per quel tipo di investimento.

      Va fatta però un precisazione, che nell’idea di polizza è sempreverde: non si devono cercare rendimenti nel brevissimo termine. Dopo 1 anno è inutile fare un bilancio se non stiamo parlando di gestione separata, dove i rendimenti sono decisamente più stabili.

      Sulla premiazione dell’agente: chiaramente il migliore per la compagnia sarà quello che vende di più, però non è detto che abbia fatto numeri in modo poco trasparente. In ogni caso alla fine i nodi vengono sempre al pettine ;)

      Fra l’altro i prodotti vita di allianz li conosco, onestamente non ho visto caricamenti eccessivi rispetto al mercato. Dipende da che cosa significa costoso per te, spesso si confrontano contratti tecnicamente differenti dove i paragoni non sempre sono calzanti.

      Un saluto! :)

  • Claudio:

    Ciao, mio padre a 68 anni, ma se non deve aspettarsi rendimenti nel brevissimo termine, allora il prodotto che gli hanno proposto non è adatto. Secondo me un prodotto adatto a un pensionato è qualcosa che ti dà dei rendimenti stabili e ti permette di integrare la pensione costantamente.Molto meglio un titolo di stato a scadenza pochi anni o un conto deposito. Di certo non un polizza index linked. Tra l’altro per recupare le commissioni di gestione ed i caricamenti, bisogna che la polizza renda proprio bene. Fortunatamente anche lui se ne è accorto e man mano che ha potuto smobilizzare i soldi dei titoli li ha messi nei vari conti deposito, da Conto Arancio a Chebanca.

    • Giacomo:

      Ottimo, Claudio.
      Un’altra soluzione sono i buoni postali indicizzati all’inflazione che possono essere rimborsati mano a mano che tuo papà ha bisogno di integrare il suo reddito. Ad ogni modo né le polizze index linked nè le unit linked sono strumenti adatti alla creazione di una rendita integrativa…

    • AndreaGino:

      Certo che a 68 sottoscrivere una index linked non è il massimo, proprio perchè a quel punto della vita si gestisce con serenità il proprio patrimonio guardando ad oggi più che al domani.
      Se il bisogno palesato da tuo padre era questo, cioè gestire e arrotondare le entrate, io da assicuratore avrei proposto un P.U. con cedola, se necessaria .
      E per P.U. di media entità i caricamenti sono spesso 0%, con solo il trattenuto di gestione e vincolo 12 mesi.

      Detto questo, io ribadisco che nemmeno chi deve costruire saggiamente e parsimoniosamente il suo capitale futuro deve rivolgersi a index o unit. Un lungo orizzonte temporale non garantisce il risultato e le polizze per me devono dare certezze non golosi ma meno probabili rendimenti a 2 cifre :)

  • Claudio:

    Questo commento ti fa onore. In genere diffido dei “family banker” però come ho letto in altri posti credo che tu faccia della consulenza sana (oltre alla vendita di professione). Non tutte le persone sono in grado di gestire autonomamente i propri risparmi e i consulenti dovrebbero curare gli interessi di queste persone. Peccato che alcune persone danneggino l’immagine dei consulenti onesti.

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