BOT, BTP e CCT: come scegliere i titoli di stato

I rendimenti dei BTP si sono stabilizzati, i BOT offrono tassi allettanti. Una guida per scegliere i titoli di stato in cui investire

Una delle domande più gettonate nella settimana della consulenza gratuita appena finita riguardava la scelta tra BOT BTP e CCT. Ecco come districarsi tra i vari tipi di titoli di stato

“Passata è la tempesta” scriveva Leopardi in una nota poesia. Mentre i nodi in merito al futuro dell’Europa non sono ancora del tutto sciolti, la manovra del Governo ha tranquillizzato i risparmiatori che guardano ai titoli di stato come strumento efficiente per investire i propri risparmi.

Negli ultimi quindici anni le banche hanno sempre di più ‘spinto’ la vendita di fondi comuni di investimento. In questo modo le persone conoscono bene il funzionamento di questi prodotti, ma spesso hanno le idee confuse in merito alle diverse tipologie di titoli di stato.

Per questo motivo, prima cosa imparerai quali sono le caratteristiche dei principali titoli emessi dal Governo: i BOT, i CCT, i BTP. Poi scoprirai una chicca che ti permetterà di acquistarli nel modo migliore.

I BOT

Si tratta di titoli di stato a breve termine, della durata di 3, 6 o 12 mesi al momento dell’emissione. Sul mercato secondario, ossia relativo ai titoli di stato  emessi precedentemente, potrai trovare molte più emissioni. Ma come scegliere quella giusta? I BOT non pagano cedole periodiche di interessi. Il loro rendimento è dato dalla differenza tra il valore nominale comprato e rimborsato alla scadenza e il prezzo di acquisto.

Ad esempio un BOT che costa 97 e a scadenza rimborserà 100 ‘paga’ 3 euro su 97 di interesse. A causa dell’incidenza delle commissioni di negoziazione e dei bolli è bene che tu investa in BOT solo se ricorrono queste tre condizioni simultaneamente:

  • la durata del titolo non è inferiore a tre/quattro mesi e le commissioni di acquisto non superano lo 0,20%
  • il nominale acquistato è pari ad almeno 10.000 euro se non hai il conto titoli e 5.000 euro se hai il conto titoli (questi importi servono per ammortizzare gli oneri del bollo)
  • il conto titoli è gratuito (imposte a parte)

CCT

I CCT sono titoli a tasso variabile con durata al momento dell’emissione di sette anni. Pagano interessi semestrali posticipati variabili sulla base di un parametro di indicizzazione. Esso è rappresentato dal rendimento dei BOT semestrali per i CCT, mentre i CCTeu sono indicizzati al tasso euribor a sei mesi.

Quale CCT è migliore? La risposta a questa domanda, secondo me è: entrambi!! I CCT agganciati all’Euribor sono meno soggetti alle vicende economiche italiane. L’euriobor è il tasso al quale le banche si prestano i soldi sul mercato interbancario,  ed è molto reattivo alla politica monetaria della BCE ed allo scenario internazionale (liquidità, tensioni politiche e così via).

I CCT ‘normali’, invece, pagano interessi rapportati ad un tasso a breve termine tutto italiano. In quanto tale il rendimento dei BOT risente della crisi politica ed economica nostrana, con il risultato che è salito molto di più dell’euribor nei giorni della crisi del debito pubblico. Ecco allora che chi ha comprato i CCT ha beneficiato del rialzo dei tassi sui titoli di stato italiani, mentre chi aveva investito in CCTeu è rimasto al palo.

Ovviamente questa situazione potrebbe capovolgersi in futuro, motivo per il quale entrambe le tipologie di CCT sono valide anche se la convenienza relativa dell’una sull’altra varia a seconda del momento storico.

BTP

I BTP sono la vera ‘balck star’ della crisi economica. Sono titoli  a tasso fisso che pagano delle cedole semestrali di importo costante. Il vantaggio dei BTP è quello di non subire oscillazioni nell’importo degli interessi che è costante e noto fin dall’inizio. Emessi con una durata compresa tra 3 e i 30 anni i BTP coprono tutte le necessità di investimento. Ma sono più rischiosi degli altri titoli di stato.

La durata lunga fa sì che il loro prezzo di mercato oscilli molto nella misura inversa alla variazione nei tassi di interesse. Se questi ultimi salgono durante il periodo di investimento il prezzo dei BTP scenderà e lo farà tanto più quanto:

  • il rialzo nei tassi è ‘marcato’
  • la durata residua del titolo è lunga

Ora hai ben compreso perché i BTP con durate molto lunghe (2029 ed oltre) nella recente crisi sono stati quelli più martoriati. “C’è soluzione a questo problema?” Ovviamente sì.

Intanto ricorda sempre che i BTP al pari di tutti gli altri titoli di stato alla scadenza rimborserà sempre per intero il valore nominale. Se dunque terrai i tuoi BTP fino alla scadenza sarai certo di riprendere i tuoi soldi, a patto che la durata del titolo non sia così lunga da costringerti a lasciarlo in eredità ai tuoi nipoti :) .

Inoltre se dovessi aver bisogno di vendere i tuoi BTP prima della scadenza per fare fronte a spese improvvise saresti molto penalizzato. Vale ovviamente la regola opposta: il valore di questi titoli di stato salirà in corrispondenza di un ribasso dei tassi di interesse e lo farà in modo tanto maggiore quanto più è lunga la vita residua.

Se vuoi speculare compra dei BTP a lunga scadenza quando ti aspetti un ribasso dei tassi di interesse, ma sappi che se la tua attesa si dimostrerà errata perderai molti soldi. Se invece vuoi investire limita la durata residua dei BTP a 7 anni massimo.

Quale BOT, CCT o BTP comprare e dove?

Per scegliere il ‘tuo’ titolo di stato dovrai necessariamente seguire questa scaletta:

  1. individua la scadenza che ti interessa (o un range di scadenze)
  2. individua il titolo più remunerativo (procurati una copia del Sole 24 ore e scorri le tabelle nella penultima pagina del fascicolo “finanza e mercati”. Troverai tutti i rendimenti netti per ognuno dei titoli quotati
  3. ricorda che le tre regole viste a proposito dei BOT relative agli importi si applicano anche a tutti gli altri titoli di stato. Non ha senso compare un CCT per 1.000 euro se poi paghi 34,20 euro all’anno di bollo e la commissione dello 0,50%!!!
  4. individua il mercato su cui comprare. Molti titoli di stato sono scambiati su più mercati. Ad esempio lo stesso BOT o CCT è acquistabile sia sul MOT sia sull’ETLX. Come scegliere? Con lo stesso criterio con cui compreresti il formaggio al supermercato. Dove costa meno!! Esamina i prezzi in acquisto e scegli iol mercato dove sono più convenienti.

Le ultime due domande

“Giacomo… e i BTPi?”

“Come posso fare per miscelare le differenti tipologie di titoli di stato all’interno di un portafogli efficiente che mi dia il massimo di rendimento con il minimo costo?”

Il prossimo post sarà dedicato ai BTP indicizzati all’inflazione, mentre nell’ebook l’investimento perfetto troverai la risposta alla seconda tua domanda.

Un abbraccio

Giacomo

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25 Commenti a “BOT, BTP e CCT: come scegliere i titoli di stato”

  • frank:

    Caro Giacomo

    In relazione ai mercati ( corregimi se erro) al MOT, ETLX. HIMTF.oltre ovviamente al prezzo migliore del mercato , alcune banche aumentano in modo considerevole
    le spese di commissioni , addirittura solo per aprire il book. ( vedi Eurotlx) Quindi occhio ragazzi , alle spese e perchè no ..anche ai volumi dei relativi mercati.
    Saluti e… grande Giacomo.

  • marco:

    Spett. Giacomo,
    cosa ci puoi dire dei btp indicizzati all’inflazione europea?tanto per intenderci sono quelli contrassegnati con l’asterisco sulla pagina dei mercati del sole24ore.hanno un rendimento effettivo più alto degli altri cedola bassa e prezzo basso e si trovano anche a breve scadenza.
    si nasconde qualche insidia?
    cordiali saluti

  • Giorgio:

    Salve, per individuare i BTP e BTPi piu’ remunerativi questa pagina diretta potrebbe essere utile.
    Classifiche in basso a sinistra.
    http://www.ilsole24ore.com/finanza-e-mercati/obbligazioni.shtml

    Oppure in modo piu’ elaborato ma senza i rendimenti netti dei BTPi
    http://www.investimenti.unicredit.it/tlab2/it_IT/quotazioni/obbligazioni/btp.jsp?idNode=158

    Saluti e complimenti Saver

  • Filippo:

    Giacomo,

    per chi magari già possiede titoli di stato italiani e vuole prendere altri bond a tasso fisso, cosa pensi di quelli emessi dal fondo salvastati efsf?

    esempio: isin EU000A1G0AD0, scadenza febbraio 2022, tasso 3,5%, cedola annuale, prezzo di acquisto leggermente sotto la pari, rating AAA
    c’è qualcosa da tenere presente?

    grazie

    • Giacomo:

      @ Filippo
      Grazie a te per la segnalazione.
      A mio avviso sono strumenti molto interessanti per diversificare il portafoglio, anche se – come’è giusto che sia – il loro rendimento è inferiore rispetto a quello di un titolo di Stato italiano.

  • Quando si acquista un btp c’è uno scarto fisso di 3 giorni lavorativi tra la data dell’operazione e la data di valuta o dipende dalla banca che funge da intermediario? certo è un bel giochetto dal momento che la somma investita viene bloccata immediatamente, mentre gli interessi cedolari cominceranno ad essere conteggiati dalla data di valuta!
    E se per esempio si volesse vendere il btp durante questo “buco di giorni” ovvero prima della data della valuta? è un’operazione consentita?
    Invece, quando si vende, tra l’operazione e la disponibilità quanti giorni dovranno passare?

  • Francesco:

    Caro Giacomo,
    intanto complimento per ciò che fai. Il modo migliore (per rentrambe) per ringraziarti è acquistare i tuoi e-book.
    Vengo alle domande e chiedo venia per la mia ingoranza.

    Decido di trasferire parte di un capitale come investimento obligazionario per un periodo di circa 10 anni (quando i miei figli avranno bisogno di università, di un bracciofonino ad ologramma e chissa di cos’altro…)

    le domande:
    1) è utile diversificare titoli di stato (BTP) con altri titoli obl. quali: corporate (es: Mediobanca variabile eurib 6m) sovrannazionali, etc.?

    2) Capisco il valore BTPi. Ma se prendo in considerazione dei BTP (12 anni) con rendimento 5,57 e interessi fissi, con una cedola cospiqua, noto che l’andamento del suo prezzo segue quello dei mercati finanziari. Nel caso specifico da un valore prossimo a 140 il 12/2010 sceso a 105 nel 12/2011per poi riprendere, ora a 120 .ca
    Quindi mi chiedo: accettando un rischio (acquisto a 120) e considerando un arco di 12 anni con cedole costanti del 9%, è corretto adottare una strategia di uscita, ad esempio a prezzo >= acquisto+x non appena il prezzo dovesse riabbassarsi nella prossima crisi?

    3) Nella mia confusione ed osservando il prezzo dei BTP sul MOT nel periodo, non riesco a capire come il prezzo possa avere un andamento inverso al tasso di interesse. Puoi aiutarmi a capire?

    grazie ancora e spero di essere stato utile anche a qualcun’altro che abbia i miei stessi dubbi.
    Francesco

    • Giacomo:

      @ Francesco

      Ti ringrazio per i complimenti e per le parole di apprezzamento nei confronti del mio lavoro. Rispondo alle tue domande nello stesso ordine con cui le hai poste:

      1) sì, è utile diversificare anche in obbligazioni private, soprattutto se il tuo capitale è grande (parliamo di alcune decine di migliaia di euro) e se le obbligazioni offrono rendimenti superiori a quelli dei BTP e degli altri titoli di stato. Se il tuo cpaitale è modesto a mio avviso è inutile rompersi la testa alla ricerca di chissà quali bond per utilizzare i BTP & company

      2) secondo me fare tranding con i BTP rischia di ‘scottarti’. O li compri perché il loro rendimento (e non solo il tasso cedolare) è buono e li porti a scadenza oppure li acquisti sperando in un ribasso dei tassi per poi rivenderli. Se opti per la seconda opzione, però, chiediti dove investirai i soldi che ricavi dalla vendita anticipata dei tuoi BTP. Il mio consiglio spassionato è quello di comprarli e tenerli fino alla loro scadenza

      3) Come spiegato bene qui esiste una precisa relazione inversa tra prezzo di un BTP, tassi di interesse e durata dello stesso. Tanto più il BTP ha scadenza lunga e tanto maggiore è il rialzo dei tassi tanto maggiore sarà la perdita del tuo titolo (e viceversa in caso di ribasso dei tassi).

      Un abbraccio

  • Claudio:

    Ciao Giacomo,
    complimenti per tutto. Inizio ora ad affacciarmi sul mondo della finanza quindi ti premetto che non ne capisco molto. Volevo chiederti un consiglio. Oggi avendo a disposizione una somma di € 15.000 come li investiresti? Preciso che cerco un qualcosa che mi dia la possibilità in caso di problemi di prelevare la suddetta somma senza smenarci. Mi hanno consigliato € 5000 bot a 6 mesi (ma come posso sapere quanto mi renderanno?),
    € 5000 in obligazioni enel a tasso fisso e € 5000 a tasso variabile. Qui il problema è che da quanto ho letto le obligazioni enel sono “terminate” anticipatamente e poi il periodo temporale di 6 anni un pò mi inquieta. Pensavo di mettere tutta la somma in un conto deposito che mi garantisce il 3.6% netto in 12 mesi. Cosa ne pensi? Puoi indicarmi altre soluzioni?

    • Giacomo:

      @ Claudio
      A mio avviso, caro Claudio, la soluzione del conto deposito è la migliore per te. Anzitutto ti fa risparmiare i costi del bollo e poi ti dà la garanzia di poter spendere i soldi quando vuoi.

      Salvo poche eccezioni, infatti, i depositi vincolati sono smobilizzabili prima della scadenza rimettendo solo parte degli interessi. Se anche comprassi dei BOT per i quali puoi calcolare tu stesso il rendimento, non avresti la garanzia della restituzione del capitale prima della scadenza.

      Dovresti vendere i titoli sul mercato, pagare le commissioni di compravendita, e scoprire magari di averci pure rimesso… Con il conto deposito risolvi tutti questi problemi!!

  • giovanni:

    ciao Giacomo,
    avendo una discreta cifra liquida (100000€) e non volendo rischiare assolutamente di perdere nulla cosa mi consiglieresti?
    I rendimenti dei BTP sono in forte calo,metto tutto su vari conti deposito con vincoli diversi e attendo tempi migliori?Cosa ne pensi?

    • Giacomo:

      @ Giovanni
      Se non vuoi correre nessun tipo di rischio (o quasi :) ti consiglio di utilizzare i conti deposito, magari aprendone più di uno per spalmare ulteriormente il rischio.
      Dato il vincolo che poni (assoluta sicurezza) direi che questa è la soluzione migliore. I BTP sulle scadenze brevi a mio avviso non sono più così competitivi con i conti deposito se consideri che devi aggiungere le commissioni di negoziazione che nel primo caso non ci sono…
      Un caro saluto

  • Tommaso:

    Ciao Giacomo,
    ho comprato dei btp a novembre 2011 che vanno in scadenza a settembre 2016, con rendimento di 4,75% all’anno. Li ho pagati a un valore di 89 e ora sono saliti a 105. Volevo sapere se mi conviene tenerli o venderli.
    E poi volevo sapere se alla scadenza me li pagano in ogni caso a 100 oppure, se hanno un valore superiore (diciamo 105), me li pagano a quel valore.
    Grazie per la disponibilità :)

    • Giacomo:

      @ Tommaso
      I BTP a scadenza saranno pagati in ogni caso al loro valore nominale di 100. In nessun caso il valore di rimborso è superiore a quel valore.
      A meno che tu non voglia passare al tasso variabile io terrei i BTP, perché la plusvalenza che perderesti alla scadenza (5) è più che compensata dalle cedole che incasserai nel tempo.

      Un abbraccio

      • Tommaso:

        E se la plusvalenza dovesse aumentare ancora, come faccio a calcolare il valore che deve raggiungere affinchè parifichi il guadagno derivante dalle cedole?
        Grazie ancora, 6 gentilissimo.

        • Giacomo:

          @ Tommaso
          Il discorso è complesso. Diciamo che dovresti calcolare il rendimento del tuo titolo ai prezzi di oggi e cercare sul mercato un’alternativa che renda di più.
          Solo se la trovi allora conviene monetizzare il titolo che rende meno (per il fatto che il prezzo è cresciuto e che hai la plusvalenza) e comprare quello che rende maggiormente (e che probabilmente ha un prezzo inferiore ) :)
          Un abbraccio

          • Tommaso:

            Ultima domanda e poi non ti scoccio più: cosa ne pensi dei BTP Italia? Mi conviene vendere quelli che ho per passare a questi nuovi?

          • Giacomo:

            @ Tommaso
            Puoi trovare un paio di articoli sul BTP Italia usando la funzione ‘cerca’ a destra nella home page del sito.
            E’ difficile dire che cosa fare dei tuoi BTP, poiché non so quali siano. Se mi scriverai – anche in privato – dandomi maggiori informazioni ti risponderò volentieri!!

  • franco:

    Carissimo Dottor Giacomo Saver,
    sono entusiasta della linearità, concisione e professionalità raccolta da quanto ho letto nelle Sue risposte.
    Sono un neofita del sito, ho cercato un risposta ai miei dubbi ma non l’ho trovata pertanto La prego di non infastidirsi se quello che le chiedo sembrerà banale o già trito e ritrito.
    Vengo al dunque, ho acquisto un btp 1FB33 a 5,75% in data 9/3/2012 alle ore 15,12. Secondo i miei calcoli avrei dovuto pagare i dietimi lordi (per 1000€) = (57,5*37/182). La banca ha contestato il mio calcolo dicendomi che io non devo considerare il 9 marzo (ossia 37 gg) ma un “addebitato importo con valuta 14/03” (quindi 42 gg); avendo acquistato di venerdi.
    Approfitto della Sua Le domande sono 3:
    1. Il mio computo è sbaglito?
    2. per un Bpt, che (tracurando il capital gain) è una obligazione che da frutto per il tempo che uno lo possiede, può la banca appropriarsi di questi 5 gg di guadagno temporale?
    3. Infine, il disaggio, che se ho ben capito è legato al capital gain, si applica anche ai BTP che dovrebbero avere già un tassazione di capital gain (guadagno= prz di vendita – prz medio di acquisto)?

    Ringrazio anticipatamente per le risposte; sarei grato se mi rispondesse anche per Mail (mi dispiacerebbe perdere le risposte) non ho tantissimo tempo libero per riuscire a leggre quotidianamente il sito. GRAZIE

    • Giacomo:

      @ Franco
      Rispondo molto volentieri, come sempre e la ringrazio infinitamente per le parole di stima e di apprezzamento.
      Le convenzioni di borsa implicano che il giorno di regolamento delle operazioni avvenga il terzo giorno lavorativo successivo per cui è giusto che la valuta sia il 14/3 e che gli interessi anticipati arrivino fino a quel momento.
      Peraltro, anche in caso di vendita, il rateo sarà prolungato di 3 giorni lavorativi e con esso anche gli interessi. L’addebito sul suo conto bancario coincide con la valuta e quindi è successiva alla data di negoaziazione.
      Il disaggio è la quota maturata relativa alla differenza tra il valore di rimborso meno il prezzo di emissione. La normativa fiscale è congengnata in modo che non vi sia una doppia imposizione.
      Un carissimo saluto!!

  • Andrea:

    Qualche commento più su si parlava di calcolare il rendimento di un titolo in rapporto al prezzo.
    Segnalo:
    http://www.rendimentobtp.it
    Che fornisce il rendimento netto dei btp in tempo (quasi) reale al netto di tasse e in rapporto al valore del momento. Utilissimo, se posso dirlo. Grazie a tale strumento ho fatto questo movimenti, ad esempio:
    Acquisto al 30 Novembre di BTP 9% scadenza 2023, pagati ~105. (10.000) Rendimento netto all’epoca 7.32%
    Rivendita degli stessi a metà Marzo, a mercato a 132, ed acquisto concomitante di 10.000 BTP 5.0% scadenza 2040, pagati ~89. Rendimento netto allo scambio 4.27% quelli 9%2023 e 4.91% quelli 5%2040.
    Al 30 Novembre i BTP 5%2040 costavano ~77, con un rendimento netto del 6.18%.

    Quindi, se avessi comprato subito i 5%2040 avrei investito circa 7700€.
    Invece, con il doppio passaggio, ho investito inizialmente ~10500€ ma ne ho poi recuperati ~4300. Facendo due conti 10500-4300=6200€ contro 7700€ per avere alla fine in portafoglio lo stesso BTP, e avendo nel frattempo intascato cedole da 9% lordo contro 5%.

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