Poste: davvero 6avanti? Parliamone
Poste italiane colloca 6avanti. E se invece fossi indietro?
6avanti di poste italiane è il nuovo prodotto index linked. Con qualche controindicazione. Scopri tutti i segreti della polizza…
Le polizze vita… una vecchia conoscenza ed anche l’argomento del primo mitico ebook omaggio dedicato a Te che segui il blog dei Segreti bancari. Se ancora non lo hai fatto, prima di scoprire i segreti di 6avanti di Poste Vita, scarica immediatamente “Investimenti assicurativi? NO GRAZIE“.
Ma ora entriamo nel vivo dell’argomento, grazie alla richiesta di Alberto che mi ha richiesto un parere a proposito del nuovo strumento assicurativo in collocamento questi giorni. Mentre nelle edizioni passate (Quarzo, Titanium, ecc) era facile scoprire che si trattava di un investimento da evitare, “questa volta è diverso”. Vediamo perché…
Poste italiane fa la “furba”
6avanti è una polizza sulla vita di tipo index linked, ovvero a capitale garantito con il pagamento di una serie di cedole tenute artificialmente alte per allettare la sottoscrizione, più una cedola premio finale congegnata in modo da massimizzare la probabilità che essa sia nulla.
Per prima cosa, 6avanti paga cedole annue lorde del 4,40% dal febbraio 2013 al febbraio 2018 compresi per un totale del 26,40%. Gli interessi netti sono del 3,52% annuo. Il 1 agosto del 2018, data di scadenza, 6avanti di Poste Vita pagherà (forse) un’ultima cedola pari all’incremento del costo della vita nell’area euro (EUROSTAT EUROZONE HICP EX TOBACCO UNREVISED SERIES NSA) meno il 26,40%.
Le prime cose da notare sono queste:
- la cedola finale ci sarà solo se mediamente il tasso di inflazione europeo supererà il 3,77% annuo. Infatti l’ultima cedola sarà pagata da 6avanti solo se nei 6 anni e 4 mesi che separano gennaio 2012 da maggio 2018 l’incremento totale dell’indice sarà pari al 26,40%, da cui il 3,77% annuo
- se l’inflazione sarà inferiore a questo tasso – mediamente- l’ultima cedola sarà pari a zero e il rendimento netto di 6avanti sarà pari al 3,27% netto. (dati riferiti al 2 febbraio 2012).
6avanti? col fischio!!
Sappi che il BTP con scadenza 1 agosto 2018 ha un rendimento netto al 2 febbraio 2012 del 4,25% (fonte: rendimentobtp.it). Come dicevamo prima è la cedola finale che farà la differenza. Sì, perché qualora quest’ultima fosse pari a zero il rendimento di 6avanti sarebbe inferiore a quello di un comune titolo di stato.
Il vantaggio sarebbe solo di Poste Vita e non tuo!!
Ma proseguiamo…
Per far sì che 6avanti renda solo quanto un BTP di pari scadenza, occorre che l’inflazione media annuale da gennaio 2012 a maggio 2018 si attesti intorno al 4,64%!!
Ecco i calcoli da sottoporre alle Poste per dimostrare loro che 6avanti conviene solo per chi lo propone. Se l’inflazione sarà del 4,64% dopo 6 anni e 4 mesi avrai un valore cumulato pari a (1,0464)^6,333 = 1,332741 -> 33,2741% ok?
Poiché l’ultima cedola sarà pari al 127% della differenza tra 33,2741% e 26,40% essa sarà pari all’8,73% che, al netto del 20% di imposta, farà il 6,984%. Con quest’ultima cedola 6avanti renderà solo quanto un BTP.
Le Poste fanno il loro interesse, ma io come posso difendermi?
Immagino ciò che stai pensando. Stai ragionando tra te e te dicendo: “Giacomo sa fare questi calcoli, ma io no. Allora sarò sempre vittima di prodotti inefficienti come 6avanti?”. Per tua fortuna la risposta è un secco NO.
Nella scheda sintetica che puoi scaricare dal sito delle Poste, puoi leggere a pagina 12 che la probabilità che 6avanti renda quanto un titolo di stato è pari al 55,84%!! Esiste solo il 12,76% di probabilità che il rendimento pagato da Poste vita superi quello di un BTP…
E queste sono informazioni che puoi leggere, con un po’ di pazienza, direttamente dal sito del collocatore!!
Resta da chiarire perché 6avanti sia più insidioso di altre polizze vita emesse dalle Poste. Il motivo è che il suo rendimento nel caso peggiore (quello in cui l’ultima cedola “salta”) è abbastanza vicino a quello di un BTP. Se la cedola finale dipendesse dall’andamento positivo di un indice di borsa, la scommessa avrebbe un senso.
Nel caso più sfavorevole otterresti comunque un rendimento positivo, e se le cose andassero bene potresti anche ottenere un guadagno superiore a quello pagato da un BTP. Ma poiché l’indice sottostante è un tasso di inflazione è difficile immaginare delle impennate.
La conclusione è sempre la stessa. Per Investire in modo redditizio non serve andare a cercare chissà quali strumenti. Ti basterà utilizzarne pochi, semplici, ma con un potente metodo che ti mostri come combinare insieme i vari pezzi del puzzle.
Dedicato al tuo investimento perfetto (e non a quello delle Poste
)
Giacomo Saver





A proposito di poste italiane, lo hai visto il certificate macquerie MAC 20% che stanno collocando? Come ti sembra?
Sei davvero “un grande” Giacomo, complimenti per l’analisi tecnica del prodotto “specchietto per allodole” di Poste, illustrata con dovizia di particolari. Nel passato anche io avevo aderito ad investimenti in obbligazioni strutturate index linked proposte dalle Poste. Diciamo che non ho perso in termini di capitale investito ma, come tu giustamente insegni, ho perso sicuramente in termini di rendimento reale netto, senza considerare i costi per tenere in piedi il deposito titoli. L’unica “fortuna” che ho avuto è stata quella di riuscire a vendere l’obbligazione strutturata circa due anni e mezzo prima della sua scadenza naturale, semplicemente perché non si era verificato il fantomatico “evento azionario” previsto e perché miracolosamente quotava abbastanza sopra la pari. Contestualmente ho chiuso anche l’esoso deposito titoli. Non ti nascondo che ovviamente il direttore dell’ufficio postale ha fatto di tutto per invogliarmi a non vendere e a non chiudere il deposito e dato che non mi sono fatto convincere ha fatto di tutto poi per propormi un analogo prodotto che ovviamente ho rifiutato di sottoscrivere. Mi ha trattato con “superficialità” quando poi ho deciso di sottoscrivere buoni fruttiferi indicizzati all’inflazione, ma nel mentre con malavoglia effettuava l’operazione per mio conto ho scoperto che lui stesso li aveva sottoscritti.
Non avevo ancora scoperto il tuo sito, anzi all’epoca ancora non esisteva, ma da quando seguo i tuoi preziosi consigli sto diventando un investitore più accorto.
Grazie
Ed
Caro Giacomo,
Controllando il sito della posta e i relativi buoni fruttiferi ho notato come in questo mese di aprile i tassi
dei relativi buoni (l ho notato negli ordinari e nei 18 mesi) sono scesi di parecchio.é quindi previsto un ribasso di tutti i tassi compresi i conto depositi??..ho notato pero che quelli indicizzati sono rimasti invariati(chiaramente nel tasso di partenza),motivo in piu per preferirli?
@ Marco
Il sistema bancario è stato inondato dalla liquidità a basso costo della BCE. Questo ha fatto sì che i tassi sull’interbancario scendessero molto con ricadute sui conti deposito e sui tassi delle nuove emissioni dei buoni postali.
Una ragione in più per preferire quelli indicizzati anche alla luce del fatto che negli anni a mio avviso l’inflazione tornerà di ‘moda’…