Rischio default dell’Italia: perché le banche saranno salvate
L’Italia non andrà in default e le banche saranno salvate. Ecco come i due fenomeni sono collegati
Il default dell’Italia travolgerebbe le banche e viceversa. In questo post scoprirai perché il destino dei tuoi investimenti, le banche e l’Italia sono legate insieme
Un elemento comune agli investitori è la paura. Paura di perdere i propri risparmi in caso di rischio di default dell’Italia e/o di fallimento del sistema bancario. Ma il panico è deleterio per i tuoi investimenti, come puoi verificare tu stesso ascoltando questo utilissimo teletraining.
In questo articolo scoprirai il ruolo delle banche nella crisi economica e perché salvare le aziende di credito è indispensabile per evitare il default dell’Italia e viceversa.
Caso nro uno: default dell’Italia
Immagina per un istante che l’Italia vada in default, ovvero dichiari espressamente di non essere in grado di rimborsare i sui debiti. Tu perderesti i tuoi soldi e probabilmente vorresti uccidermi, dato che ho sempre sostenuto che i nostri titoli di stato erano sicuri.
Ma le cose andrebbero di male in peggio: poiché le stesse banche hanno in portafoglio cospicui quantitativi di titoli di stato, un default della Repubblica affosserebbe l’intero sistema creditizio.
Uno dei motivi della ricapitalizzazione degli istituti è proprio la perdita di valore dei titoli di stato detenuti in portafoglio dagli stessi.
Ecco perché si eviterà il default dell’Italia è che un fallimento del nostro Governo si ‘scaricherebbe’ sui bilanci degli istituti di credito di mezzo mondo provocando una reazione a catena. Ci sono stati più indebitati dell’Italia (ad esempio il Giappone), ma la diffusione dei loro titoli è ben più ridotta rispetto a quella dei nostri BTP.
Un default dell’Italia piegherebbe le banche di tutto il mondo con conseguenze disastrose ed inimmaginabili sotto il profilo economico.
Caso numero due: default delle banche
Perché le banche non devono fallire? Perché esse creano moneta attraverso il meccanismo del moltiplicatore e della riserva frazionaria. Ora imparerai come le banche svolgano un ruolo fondamentale nel sistema economico, superiore a quello che immagini.
Quando tu versi 100 euro sul tuo conto corrente, la banca ne trattiene una percentuale, detta riserva frazionaria, per fare fronte ad esigenze di liquidità. Il presupposto su cui si basa l’attività bancaria, infatti è molto semplice: è difficilissimo che tutti i depositanti richiedano il rimborso dei loro soldi nello stesso momento. Alcuni lo faranno, ma la maggior parte no.
Grazie a questo ‘sfasamento’ temporale tra i versamenti ed i prelevamenti, le banche possono prestare gran parte del denaro ricevuto senza rischiare di andare in default. Ipotizziamo che dei tuoi 100 euro 98 siano prestati e 2 (il 2%) siano tenuti come riserva. Colui che li prende a prestito, a sua volta, li depositerà presso la sua banca in attesa di spenderli. La seconda banca, a sua volta, tratterà il 2% sotto forma di riserva e presterà la differenza (pari a 96,04 euro).
La terza banca farà altrettanto e i soldi saranno depositati nuovamente e di nuovo prestati, al netto della riserva.
Se ti domani che cosa accada alla fine, permetti che salti i vari passaggi e giunga subito alla conclusione. La ‘creazione di moneta’ non è infinita ma ‘converge’ ad un certo ammontare.
Ora inizi a comprendere perché il default delle banche e dell’Italia sono intimamente collegati.
Se l’Italia andasse in default la gente si precipiterebbe nelle banche a riprendere indietro i suoi soldi. In condizioni normali ciò significherebbe una distruzione di moneta (in pratica accadrebbe il processo inverso a quello descritto) e un ‘soffocamento’ finanziario delle imprese che dovrebbero rimborsare quanto ricevuto a prestito.
Ma se tutti andassero in banca allo stesso momento per prelevare, i soldi per tutti non ci sarebbero. E questo scatenerebbe il panico e il crollo dell’intero sistema economico.
Se l’Italia non va in default
Che cosa puoi fare, allora, per investire in modo corretto i tuoi risparmi?
Ti do due consigli utili quanto semplici:
- non precipitarti a vendere i tuoi titoli di stato. Se mi hai dato retta e non li hai venduti prima di Natale ti sarai accorto che le quotazioni sono salite notevolmente, soprattutto per i BTP a scadenza più breve. Chi ha avuto coraggio ed ha comprato i BTP quando tutti paventavano un disastro totale oggi ha in portafoglio titoli dall’ottimo rendimento
- non rincorrere le notizie giorno per giorno e non cambiare continuamente i tuoi investimenti. Ricorda che stampa e siti web devono ‘fare audience’ e per raggiungere questo obiettivo cavalcano senza misura le due emozioni nemiche dei tuoi investimenti: paura ed avidità.
E’ un caso secondo te che i giornali ‘pompassero’ l’investimento in azioni quando le borse correvano all’impazzata e seminino terrore oggi sui titoli di stato?
Ciò che devi assolutamente fare è creare un piano di investimento preciso e meticoloso e non cambiare continuamente rotta. Un buon piano di investimento deve permetterti di dormire sonni tranquilli anche in caso di “astinenza mediatica” di parecchi mesi.
Se vivi uno stato di ansia continua e senti spesso il bisogno di controllare l’andamento dei mercati finanziari, ciò significa che il tuo modello di investimento non è perfetto. Ma non temere, oggi hai la possibilità di adottarne uno di comprovata efficacia.
Un abbraccio fraterno
Giacomo





Salve….visto che i rendimenti scendono…avevo già accumulato tra novembre e dicembre…sarebbe rischioso comprare dei btp del portogallo ( visto che rendono ancora molto anche i semestrali?) ci sono le basi per un default?
Cordiali saluti