L’Euro nel 2012: liberi pensieri sulla crisi della valuta
Il 2012 passerà alla storia come la crisi dell’euro. Ecco perché la valuta è stata un fallimento sotto tanti punti di vista
La crisi dell’euro è iniziata nel 2011 ma nel 2012 sta toccando il suo apice. La valuta sembra una gabbia nella quale sono imprigionati gli Stati sovrani. Permettimi di condividere con te alcune riflessioni controcorrente
“Se non fossimo nell’Euro avremmo fatto la fine dell’Argentina“. Con i suoi lunghi capelli sciolti, gli stivali da motociclista e la sigaretta che consumava tra le dita, Alberto faceva questo commento sulla crisi della nostra valuta durante una pausa di un corso informatico di cui egli stesso era il docente.
E Tu sei davvero sicuro/a che sia così? Se hai il legittimo dubbio che l’euro sia stata una fonte di problemi più che di soluzioni, il post che stai per leggere confermetà e corroborerà la tua idea. Ecco perché l’Italia è in declino ed ecco dove saremmo oggi, nel 2012, senza euro.
Perché questa crisi, che ha origine nella valuta, è davvero diversa da tutte le altre. Alziamo il sipario su una verità che Alberto non conosceva.
Euro: il 2012 è l’anno delle somme
L’Italia ha sempre avuto una valuta debole. La lira veniva svalutata durante le crisi nei confronti delle altre valute. Così, esattamente vent’anni fa la riforma Amato fu accompagnata da una svalutazione della Lira. L’euro non esisteva allora, ma c’era un accordo di stabilità tra le valute europee.
Quella che sarebbe diventata l‘euro, la nostra valuta, allora era l’Ecu ossia una valuta virtuale alla cui formazione concorrevano gli Stati dell’Europa. La Lira nel 1992 uscì dal Sistema Monetario Europeo (SME) a causa della sua forte svalutazione. Ma ciò ci salvò la pelle.
Nel 2012 l’Euro è in crisi ma la possibilità di svalutarlo, da parte nostra, non esiste più. Lascia che ti spieghi perché le svalutazioni della nostra valuta ci hanno aiutati ad uscire dalla crisi.
La crisi ante 2012 senza Euro
Quando alle misure draconiane si accompagnava la svalutazione della nostra valuta accadevano due cose:
- cresceva l’inflazione per effetto del rincaro dei beni acquistati in valuta estera
- crescevano le esportazioni grazie alla competitività del made in Italy
Ma l’Euro ci ha privati di questa possibilità. Nel 2012 le svalutazioni competitive delle valute nazionali non sono più possibili e ciò significa che o si svaluterà l’Euro a livello globale oppure saremo stretti in una morsa dalla quale non usciremo.
La crisi ha imposto misure pesanti in termini di tassazione, ma senza una ripresa economica trainata dall’export non usciremo dalla crisi. Questo è ciò di cui il mondo intero – eccetto la Merkel – sta rendendosi conto. L’euro non è l’espressione di una federazione di Stati, come accade negli Usa, ma solo una valuta di conto comune.
E’ questo che ha creato una serie infinita di problemi. Un euro in Italia non equivale ad un Euro in Irlanda o in Francia, perché ogni stato ha diversi livelli nei prezzi, diverse strutture fiscali e differenti mercati del lavoro. Per parafrasare, adattandolo al 2012, ciò che disse Massimo D’Azeglio: “L’Europa è fatta ma bisogna fare gli Europei“.
Oggi come oggi l’Euro è un abbrivio di creazione di un’Unione che esiste solo sulla carta:
- il Parlamento Europeo non emana leggi valide in tutti i Paesi Euro
- le finanze pubbliche e la tassazione non è uniforme tra uno Stato e l’altro
- ecc, ecc ecc.
Quello che la crisi dell’euro ci ha insegnato nel 2012
La crisi dell’Euro metterà alle strette i governanti dei Paesi membri. O si crea un’unione vera e prorpia con l’emissione di un unico titolo di Stato (i famosi ma mai partiti Eurobond) o si inflaziona il sistema. E la Germania ha poco da storcere il naso.
Il ritorno alle valute nazionali significherebbe un rafforzamento mostruoso del nuovo Marco nei confronti delle altre monete e farebbe sprofondare il Paese nella crisi più cupa che tu possa immaginare a cuasa del crollo verticale delle esportazioni.
Per queste ragioni ti consiglio di restare fedele alla tua strategia di investimento:
- se l’Euro terrà come valuta il debito pubblico sarà un problema comunitario enon solo relativo a noi italiani. Non si potrà più dire che “sono fatti nostri” come in passato è stato fatto
- se l’Euro non esisterà più e nel 2012 si ritornerà alle valute nazionali la Banca d’Italia sarà libera di svalutare la Lira e di inflazionare il debito pubblico.
Quindi osserva con razionalità e distacco le vicende della crisi dell’Euro nel 2012 e oltre
Non si tratta di nascondere la testa sotto la sabbia ma di essere realisti. Tra l’altro quest’anno scadrà una grossa fetta del nostro debito pubblico (credo intorno al 20% del totale) e se non ci saranno problemi di rinnovo dei titoli scaduti saremo a posto per un bel po’.
Personalmente credo che se l’Euro non fosse mai nato saremmo stati meglio e non condivido ciò che dice Alberto ma continuo a ritenere improbabile il default dell’Italia. E Tu?
Scrivilo nei commenti!! Grazie


Da profano e senza addentrarmi troppo dico che l’euro ci ha rovinato dimezzando la nostra ricchezza.
O meglio, se ci sono stati dei vantaggi e delle conquiste sono stati per pochi.
Ciao Filippo,
concordo con te al 100%. Basta pensare ad una salario medio di oggi, diciamo di 1500€, rispetto al costo di affitto, luce, gas, spese alimentari.
Io sono relativamente giovane e parlando coi “vecchi” rimpiango i tempi andati, quando, mi raccontano, con uno stipendio solo in famiglia si campava bene.
Carissimo Dottor Giacomo Saver,
l’altro grande problema dall’introduzione dell’euro è stato anche il mancato controllo al cambio della valuta. Il caso Ladispoli è illuminante: cappuccino e brioche al 31/12/2001 costavano 1.500 lire; cappuccino e brioche al 01/01/2002 costavano 1,50 euro. Da qui il problema si sposta anche all’economia quotidiana.
Un caro saluto a tutti!
Ciao Giacomo,
ma la politica di tassare e svalutare la moneta non impoverisce ugualmente la popolazione? Inoltre svalutando troppo non c’è il rischio che diventi molto oneroso importare i beni per i quali non siamo autosufficienti e che mi risulta essere molti?
Per il resto concordo con te, l’europa è solo unita sulla carta, così non si va avanti.
Ciao e sempre complimenti!!
@ FabioG
Sì, in effeti l’inflazione altro non è se non una “tassa occulta” che colpisce in modo subdolo la popolazione, né più né meno di un default.
Ma dato che si tratta di una manovra strisciante da un lato è più ‘politicamente sostenibile’, dall’altro è evitabile se ci si pre-occupa di mettersi al riparo.
Ad esempio acquistando beni reali, oppure titoli indicizzati all’inflazione…
Buona settimana a tutti!!
Giacomo una curiosità, se per assurdo ogni nazione torna alle proprie valute nazionali pre euro, si ritorna alla lira debole e al super marco…. chi ha investito in bund euro della germania si ritrova con tanti marchi tedeschi… se io investo in ETF armonzzati quotati a francoforte, seppur comprati in italia, mi ritrovo poi con lire o marchi?
@ Danilo
Credo in Marchi, anche se per gli ETF la cosa importante è la valuta in cui sono denominate le attività finanziarie che compongono l’ETF stesso.
Giacomo,
Nel caso di un ritorno alla nostra lira debole, sono curioso ci sapere che cosa accadrebbe ai mutui (stipulati in precedenza in euro) esistenti ? Alcuni sostengono che il mutuo verrebbe “mantenuto” in valore in euro, aggravando il debito contratto con la banca (perchè ora in contraente ha un reddito in lire), altri sostengono invece che il mutuo verrebbe “svalutato” come la nostra nuova moneta …… c’è parecchia confusione su questi punti ma ritengo siamo aspetti molto importanti che riguardano milioni di persone …. Puoi darci un opinone in merito ? Molte grazie.
@ Christian
Credo che sarebbero riconvertiti in Lire, ma questa è la mia ipotesi che non trova nessun riscontro oggettivo da nessuna parte.
Stiamo solo facendo delle ipotesi, nella speranza che l’Euro NON fallirà
Ricollegandomi a quello che dice Christian, forse per chi ha un mutuo la migliore forma di investimento potrebbe essere abbattere il debito con una parte dei risparmi che si hanno?
@ Carlo
Assolutamente sì, anche perché in questo modo riduci il peso degli interessi passivi, a prescindere da quello che accdarà sul mercato delle valute…
Giacomo……qualche mese fà per tua opinione era impossibile il fallimento dell’euro.
Ora mi sembri più possibilista ovvero speri che non succeda.
Dobbiamo cominciare a tremare?
@ Filippo
Anche un altro Amico ha fatto la medesima obiezione scrivendomi via mail.
Io continuo ad essere dell’opinione di qualche mese fa, ossia a credere che l’Euro NON fallirà. Ho voluto scrivere questo post per fare delle ipotesi alternative e immaginare uno degli scenari – a mio avviso irrealistici ma pur sempre possibili – di sfacelo della moneta unica.
Non ho cambiato idea, per cui al momento non vedo motivi di preoccupazione eccessiva. Ad ogni modo siamo sempre in contatto e a mano a mano che usciranno fatti nuovi vi terrò informati.
Un abbraccio e buona settimana!!
Non credo sia un male l’euro per la caratteristica di impossibilità di creare inflazione.
Con la lira l’inflazione colpiva pesantemente i piccoli risparmiatori che non avevano un patrimonio tale da acquistare case. Neanche questo eccesso di tasse va bene, basterebbe ridurre la corruzione, gli sprechi, i privilegi di alcuni (politici, lobby intoccabili, ecc), i falsi fallimenti o le false difficoltà economiche delle imprese con i relativi finanziamenti alle imprese, banche ecc. Cosa che nessun governo ha il coraggio di fare.
A proposito di crisi dell’area euro, ho una domanda da porti:
L’etf eurostoxx50 di “sunrise” oggi ha superato lo stop loss da te consigliato del 10% da quando hai dato segnale di acquisto, ed il sistema ha mi ha venduto automaticamente i titoli, perdendoci un po’ di quattrini. Hai qualche strategia da consigliarmi in proposito? Qualche modo per limitare le perdite? Continuo a tenere S&P500 ed emergenti che stanno perdendo meno?
@ Nicola
Il segnale di vendita dato dalla trasformata non c’è ancora per cui ti consiglio di fare due cose:
1) se psicologicamente la perdita del 10% è il massimo che puoi tollerare -> vendi
2) se te la senti di tenere duro aspetta
In nessun caso acquista altro. Aspetta e basta. Potrai rientrare sull’Europa non appena ci saranno di nuovo le condizioni, ma non affrettarti a cercare un altro mercato.
Mantieni invece le posizioni sugli States e sugli Emergenti.
Un caro saluto e a presto!!
Ciao Giacomo, però per mettersi al riparo dall’ipotesi del ritorno alle valute nazionali un risparmiatore dovrebbe investire anche in valute estere ma con quale strategia, quali %, quali valute e strumenti ?
Hai qualche consiglio da dare in proposito ?
Grazie
Sergio
@ Sergio
L’argomento è troppo complicato e delicato al tempo stesso per essere trattato qui.
Potrebbe essere l’oggetto di una consulenza indipendente:
http://www.segretibancari.com/segreti-di-giacomo/mentoring-finanziario/
A presto
Per Nicola:
“basterebbe ridurre la corruzione, gli sprechi, i privilegi di alcuni (politici, lobby intoccabili, ecc), i falsi fallimenti o le false difficoltà economiche delle imprese con i relativi finanziamenti alle imprese, banche ecc”
immagino che questo tuo commento sia sarcastico…..praticamente hai fotografato quella che è la società di oggi
Articolo e discussione molto interessante.
@ Alessandro
Grazie… Se ti sono stato utile condividi questo post sui social network.
Ti basta cliccare su uno dei bottoni in fondo al post con la voce “share the wealth”
Gent.mo Dott. Giacomo,
ho scoperto per caso il Suo blog divorando alcuni articoli con grande interesse e relativo rasserenamento.
Perciò, data la mia situazione e la Sua competenza Le chiedo un consiglio per me di vitale importanza.
Sono studente universitario rimasto orfano di entrambi i genitori. Ho avuto la fortuna di vendere la casa in paese investendo la relativa somma in due ottimi btp (acquistati a 99) le cui cedole (6,50 e 5,25) ora costituiscono il mio unico mezzo di sussistenza. Ho resistito alla bufera dello scorso novembre senza vendere, ma oggi mi sento davvero in pericolo.
Per me l’ideale sarebbe mantenere i btp finché non inizio a percepire un reddito da lavoro (direi che per i prossimi 3-4 anni sarebbero essenziali), ma temo il default disordinato (di uno Stato qualsiasi, sarebbe un dramma comunque) e la possibile uscita dall’euro dell’Italia. In alternativa cominciavo a pensare all’acquisto di un titolo al prezzo di 70 circa per mettermi al riparo da un potenziale haircut: è più saggia questa mossa o mantenere la posizione attuale con ottime cedole, senza badare alle oscillazioni dei mercati? Con lo spread oltre i 400 è ragionevole pensare a una nuova impennata fuori controllo?
La ringrazio infinitamente per il prezioso servizio che ci rende.
@ Vincenzo
Credo che la situazione sia sotto controllo, per quanto riguarda l’Italia.
Le manovre draconiane in termini di nuove tasse stanno risanando – attraverso un percorso lento e doloroso – le casse dello Stato. In pratica l’haircut c’è già stato, in termini di nuove imposte da pagare.
I costi del debito pubblico stanno ricadendo comunque sulla collettività, secondo l’ipotesi della neutralità ricardiana (il debito pubblico è di tutti noi, ciò che prendiamo sotto forma di interessi lo ripagheremo noi stessi come tasse).
Quindi, anche chi non ha BTP sta pagando lo “scotto” e lo pagherà se l’Italia dovesse andare in default.
Questa lunga premessa per rassicurarti e suggerirti – almeno per ora – di NON vendere i tuoi BTP. Se affonderemo moriremo tutti (finanziariamente parlando), sia chi viaggia in prima classe (ha titoli di stato) sia chi viaggia in seconda classe (non li ha).
La differenza è che chi detiene BTP se non altro beneficia di un interesse per aver prestato soldi allo stato, mentre chi sta alla finestra paga comunque le tasse per risanare la finanza pubblica ma non percepisce nessun provento.
Ripeto: io terrei i BTP, ben sapendo che non sono un “Guru” né ho la possibilità di prevedere il futuro.
Un abbraccio fraterno
Se nn fossimo entrati nell’euro l’Italia sarebbe già fallita…non bisogna dimenticare che per entrare nell’euro l’Italia ha dovuto(per fortuna) privatizzare diverse aziende e casse che nn erano altro che mega bankomat per politici o per assurde scelte socio-economiche(come le mega assunzioni nella P.A degli anni 70-80 che adesso stiamo pagando tutti, sopratutto i giovani che provano ad insegnare…al solito, la mamma in pensione a 60 e i figli a giro per l’Italia a far supplenze a 700 euro al mese…).
Non capire che l’euro ci ha salvato perchè la corruzione(già oggi immensa) senza le privatizzazioni sarebbe a livelli dell’Africa centrale secondo me è un errore…l’ENEL, ENI, IRI (che nn esiste più) erano altro che apparati burocratici in perenne deficit e gap di produttività e competitività
Entrare nell’EURO ha salvato l’Italia, perchè è l’Italia, se fossimo stati la Svezia o la Norvegia allora si, entrare nell’euro sarebbe stato un errore…ciò nn toglie che le politiche europee di sangue e tasse, non porteranno a mio avviso da nessuna parte, è come voler far ripartire un negozio vuoto alzando i prezzi!
Per la prima volta, capita per fortuna, nn sono d’accordo con te Giacomo, ma ripeto, per fortuna mi stavo iniziando a preoccupare!
Ciao
Due considerazioni ulteriori:
- si direbbe che vede di buon occhio (cioè come un male necessario) l’austerity che si sta seguendo. Ma allora come risponde all’obiezione, ormai diffusa, secondo cui quando la pressione fiscale supera un certo limite le entrate nelle casse statali, invece di aumentare diminuiscono, e che quindi bisognerebbe puntare di più su crescita e inflazione? Molti ritengono che di questo passo il fallimento è inevitabile.
- Se si realizzasse l’ipotesi prospettata in questo articolo del ritorno alla lira, evidentemente ci sarebbe una fortissima svalutazione e quindi chi si trovasse con i suoi risparmi in euro li vedrebbe convertiti in lire con un cambio tremendamente sfavorevole; in tal caso sarebbe salvifico investirli preventivamente in altra valuta, dico bene?
@ Vincenzo
Non vedo di buon occhio l’austerity, perché credo che questa politica, da sola, non ci porterà lontano se non associata a misure concrete di rilancio economico. Peraltro in economia tutto è discutibile, anche la “legge di Laffer” cui Lei fa riferimento e che sottende una riduzione di gettito provocata da un’incremento oltre una certa misura dell’aliquota fiscale.
Non credo usciremo dall’Euro ma se lo facessimo credo che la Lira tornerà riesumata con il ‘vecchio’ tasso di cambio di 1936,27 e che la svalutazione riguarderà il fatto che i beni importati saranno più cari. Quindi ci sarebbe inflazione ma anche una ripresa dell’Export.
Pour parler evidentemente…
MI CHIEDE SE E’ POSSIBILE PRENDERE UNA BUONA PARTE DEI RISPARMI SU C.C. E METTERLI IN UN CASSETTA DI SICUREZZA.
CREDO SIA L’UNICO MODO PER SALVARE IL RISPARMI DELLA GENTE COMUNE SENZA LE CONSEGUENZE DELLO SVILIMENTO DELLA VALUTA ETC ETC…
@ Domenico
La tua è una soluzione estrema, che però ha i suoi svantaggi:
a) il costo della cassetta di sicurezza
b) il limite al denaro contante conservabile nel rispetto delle norme anti riciclaggio
c) la perdita del potere di acquisto provocata dall’inflazione
Un caro saluto!!
IL RIFERIMENTO E’ COME SALVARE I RISPARMI DALL’EVENTUALE DEFAULT….
L’euro a mio parere e’ il Marco travestito.visto che l’ esportazioni della Germania sono sempre state circa 80% nell’Europa senza cambio di valuta e’ un vantaggio.mentre per gli altri paesi l’esportazione avviene con l’estero faceva comodo una valuta bassa.a parte questo bastava solo vedere la differenza dei tassi di interesse di ogni stato per capire che non andava.servirebbe una Unione vera dell Europa su tutti i punti una coesione più armonica.visto non penso sia possibile l’unica sarebbe fare due euro,uno serie A ed uno serie B.un economia basata sul debito e’ destinata a fallire.scusate il pessimismo ma questo mi sà di un cambiamento epocale
@ Pietro
Sono d’accordo con te sul cambiamento epocale, che ora è una condizione necessaria e non rimandabile. Non mi trovi d’accordo, invece, sulla ‘dualità’ della moneta che a quel punto non sarebbe più unica.
O l’Euro continuerà e la coesione tra Stati europei sarà più forte, o si sfalderà del tutto.
Io continuo a credere nella prima ipotesi.
Ciao
Mi garba ascoltare sempre punti di vista diversi,penso sia molto utile.Ci sarebbero diverse possibilità molto interessanti oltre al doppio euro,concordo pienamente.il problema della politica e finanza italiana.il fatto stà che il controllo della moneta e degli istituti di credito é in mano alle banche private e non allo stato.Cioé i controllati si controllano da soli.Detto molto semplicemente a mio parere la manovra di indebitamento insolvente di uno stato favorisce la privatizzazione dei servizi pubblici essenziali(svenduti rispetto al valore nominale),come l’energia o “l ‘acqua(tentativo mancato piú o meno recentemente)”.e chi controlla l’acqua,energia o il cibo controlla
il pianeta.penso comunque che non é detto che questa mia prospettiva fili liscia come l’olio per questo parlavo di cambiamento epocale..bisogna essere sempre un poco ottimisti,e tutelarsi il piú possibile ognuno nel suo piccolo o meno piccolo che sia.
Salve Giacomo,
nel caso di un collasso dell’euro e del conseguente ritorno degli stati membri ai relativi coni, se io accendessi un conto corrente in valuta estera (per es. USD) presso una banca italiana riuscirei a salvaguardare il valore del mio capitale o vedrei i miei dollari automaticamente convertiti nella nuova lira con relativa svalutazione?
Secondo Lei l’eventuale uscita dall’euro implicherebbe necessariamente il default dello stato italiano?
Perdoni la probabile banalità delle mie domande, ma ho una limitata cultura economica.
La ringrazio anticipatamente per l’attenzione,
saluti, Lorenzo
@ Lorenzo
Premesso che non c’è NULLA di cui scusarsi, non credo che l’abbandono della moneta unica implicherebbe immediatamente il default dello Stato italiano.
Penso, invece, che i depositi in valuta estera potranno essere convertiti nella nuova lira di ‘imperio’, ossia anche contro la volontà dei risparmiatori.
Un caro saluto
Salve Giacomo,
se l’Italia dovesse tornare alla Lira, che cosa succederebbe ai titoli di stato (BTP,ecc.)? Ad es. se ho comprato 1000€ di BTP a 100, e li porto a scadenza con la lira, che cosa riavrò?
Grazie
Marco
@ Marco
Difficile dare una risposta a questa domanda. Di certo non avrai più euro ma lire, ma non so dirti a che tasso di cambio. In ogni caso ci sarebbe una svalutazione fortissima e una perdita di potere di acquisto notevole.
Un caro saluto e buon week end!!