Asta Bot semestrali: rendimento e considerazioni

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I Bot semestrali collocati in asta con scadenza maggio 2020 hanno un rendimento negativo, ma una buona domanda. Ecco ciò che devi sapere su un titolo ormai “dimenticato”.

Bot 29 maggio 2020

A fine novembre si è svolta l’asta dei BOT semestrali. Si tratta di titoli di puro sconto (zero coupon) con scadenza maggio 2020 e codice ISIN IT0005389587.

In sintesi i BOT sono titoli di Stato a breve scadenza e privi di cedole. Pertanto il loro rendimento deriva dalla differenza tra il prezzo di emissione (o di acquisto) e il valore di rimborso.

Per questa ragione in condizioni normali di mercato il prezzo dei BOT dovrebbe essere sempre inferiore a 100. Tuttavia da tempo ciò non accade.

La buona notizia è che i 6,5 miliardi di Euro offerti sono stati tutti piazzati. Nonostante i BOT oggi non rappresentino una forma di investimento redditizio qualcuno continua a comprarli.

Prima di addentrarci nell’esame dei risultati dell’asta permettimi di rivolgermi a chi è deluso dai titoli di Stato e cerca rendimenti più elevati.

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Asta Bot: i risultati in breve

Rapporto domanda/offerta

Come abbiamo visto, la domanda per i BOT di nuova emissione è stata decisamente alta. Le richieste sono state pari a 1,51 volte la quantità offerta. Gli investitori, infatti, avrebbero voluto comprare titoli di Stato per 9,83 miliardi.

Tuttavia il mese precedente il rapporto tra domanda del mercato e offerta del Tesoro era più alta: essa ammontava a 1,64 volte.

Rendimento lordo e netto dei BOT

A causa del prezzo di aggiudicazione elevato, i BOT offrono un rendimento negativo. In particolare gli aggiudicatari hanno pagato 100,109 Euro a fronte di un valore di rimborso di 100.

Il rendimento lordo ammonta a -0,215%. Se consideriamo la commissione bancaria massima, dello 0,10%, il rendimento netto scende a -0,412%.

Chi vuole i BOT?

C’è un aneddoto curioso che voglio raccontarti. Quando, negli anni ’90 i BOT rendevano il 10% netto, tutti investivamo in Buoni del Tesoro. Per questa ragione il nostro appellativo era Bot People.

Oggi, al contrario, nessuno investe più in BOT. A parte le banche, naturalmente, che lucrano il differenziale tra il rendimento negativo e quello della BCE, ancora inferiore.

Ciò che appare evidente è che i BOT con rendimento negativo sono un abominio della finanza. Una stortura che, prima o poi, il mercato correggerà.

Nel frattempo farai bene a cercare altrove nuove forme di rendimento.

Think different, invest differently

Giacomo Saver – CEO di SegretiBancari.com

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