Borse, Millennials e Icaro

borse millennials e icaro

I consigli per investire gratuiti sono i responsabili della morte di Alex Kearns e dell’ondata speculativa che sta arrivando.

Verso una seconda ondata speculativa

I social network danno voce a sedicenti esperti finanziari che dispensano consigli di investimento gratuiti nella penombra delle loro camere. E i Millennials abboccano correndo il rischio di finire come Icaro, che ha pagato a caro prezzo l’eccesso di audacia.

O come Alex Kearns, un ventenne dell’università del Nebraska che si è suicidato temendo di aver perso 750.000 $ in una scommessa su derivati finita male.

Il punto è che a causa dell’immobilità da lockdown molti giovani si sono affacciati sul mercato azionario provocandone una rapida ascesa. Questa, però, è stata troppo repentina per trovare giustificazione nei fondamentali delle economie sottostanti, ancora alle prese con il COVID-19.

I dilettanti vincono

Galbraith definì la speculazione che portò al crollo del 1929 un’orgia speculativa. Oggi non siamo a quei livelli, tuttavia ci sono alcuni elementi da prendere in considerazione per evitare di cedere all’abbaglio di guadagni consistenti in breve tempo.

Nel periodo di lockdown Robin Hood, una delle principali piattaforme per trader dilettanti, ha aperto 3 milioni di nuovi conti. Oltre a ciò l’attività di trading nel primo trimestre 2020 è triplicata rispetto al 2019.

La metà dei nuovi esperti finanziari ha meno di 34 anni, insegue il sogno di un guadagno immediato e cavalca l’euforia dei titoli high tech come Amazon o Tesla.

Gli stessi dai quali abbiamo messo in guardia i lettori di INVESTO, offrendo loro spunti, strumenti e mercati meno alla moda ma più promettenti.

In questa fase anche gli esperti fanno brutta figura, poiché quando arriva la marea solleva tutte le barche. Ciò rende impossibile distinguere chi è bravo da chi è fortunato. Uno dei più grandi azionisti della Berkshire Hathaways, David Merkel, ad esempio, ha dimezzato l’investimento dopo aver accusato Warren Buffett di eccesso di prudenza. Ma solo quando quando il mare si ritrarrà si vedrà chi nuotava nudo.

Le conseguenze a medio termine

Le quotazioni delle borse iniziano, poco alla volta, a scollarsi dai valori fondamentali delle economie sottostanti. Il prosieguo di questa situazione potrebbe portare, nel tempo, alla creazione di una bolla speculativa. In fin dei conti i tempi sono maturi, poiché come osservava Jason Zweig le bolle sono un fenomeno ricorrente che scoppia all’incirca ogni venti anni.

È bene tenere presente, inoltre, che ad oggi non esistono alternative redditizie al mercato azionario. A causa di ciò, in qualche misura, i prezzi sono “costretti” a crescere. Perlomeno fino a che la politica monetaria è percepita come efficace e i mercati si fidano delle banche centrali.

Restare fuori dal mercato comporta rischi di perdita di performance. Per contro entrare oggi implica rischi aggiuntivi rispetto al passato.

Infine l’uscita dall’emergenza sanitaria potrebbe innescare quel pensiero orientato alla “nuova era” che feconda lo sviluppo e la successiva implosione di bolle speculative.

Non è da sottovalutare, infine, il ruolo dei Millennials. Questi nuovi investitori, a causa della loro giovane età, non hanno vissuto in prima persona crolli di ampia portata e di lunga durata.

Ad esempio il -30% registrato dai listini tra febbraio e marzo 2020 è stato riassorbito nel giro di poco tempo, inoculando la falsa aspettativa che la volatilità sia simile ad un temporale estivo.

Il ricambio generazionale è un fattore importante nello sviluppo di trend duraturi sui mercati. Laddove la maggior parte degli operatori si trova in età avanzata e ha vissuto le conseguenze di grandi crolli, prevale la prudenza.

Viceversa laddove le nuove leve sono “figlie di mercati rialzisti” la mancanza di consapevolezza rischia di alzare in volo i mercati, portandoli troppo vicino al sole.

Spunti operativi

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I Millenials faranno bene a studiare la storia dei mercati finanziari. Invece di crogiolarsi nell’illusione del guadagno facile offerta dal presente, l’analisi storica dei grandi crolli aiuta a mantenere la mente aperta. In particolare consiglio di documentarsi sui tre grandi ribassi recenti:

  • il grande crash del 1929
  • l’esplosione della bolla speculativa del 2000
  • la crisi del debito del 2008 e del 2011.

È utile, in particolare, capire la psicologia sottostante ed il pensiero dominante che portarono alla creazione delle bolle e alla loro implosione.

Chi, invece, è nato negli anni 60 e 70 dovrebbe imparare a superare un vecchio schema di investimento che vede nei bond il prodotto finanziario ideale, in grado di coniugare sicurezza, cedola e redditività.

Purtroppo l’epoca dell’investimento “bond only” è tramontata per sempre e occorre accettare più rischi (consapevolmente) per ottenere meno guadagni del passato.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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