Siamo in una bolla finanziaria nell’estate 2017?

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Davvero siamo in una bolla finanziaria nel 2017? Istruzioni per la sopravvivenza “spicciola”

Il rischio bolla finanziaria terrorizza gli investitori che temono un possibile crollo imminente dei mercati. Ma si tratta di una possibilità concreta o di una paura ingiustificata? E, soprattutto, quali misure possiamo prendere per mettere al sicuro i nostri soldi senza per questo rinunciare ad un buon tasso di rendimento?

E’ dal 2013 che alcuni sostengono che siamo in una bolla finanziaria, ossia che gli attivi finanziari sono sopravvalutati e, di conseguenza, in procinto di scendere provocando perdite pesanti nei portafogli degli investitori. Ma le cose stanno davvero in questi termini? Chi ha avuto troppa paura ha rinunciato alle elevate performance offerte nel frattempo per cui ha gridato “al lupo” per niente, almeno fino ad adesso.

In effetti ad oggi le quotazioni non sono più convenienti come lo erano mesi or sono, ma ritengo inadeguato parlare di rischio bolla sui mercati. In ogni caso quello che dovrai fare per difenderti (senza abbattere i rendimenti che potrai ottenere) è davvero molto semplice…

Siamo a rischio bolla finanziaria?

I rapporti tra il prezzo ed il valore contabile delle azioni sono piuttosto alti, in tutto il mondo. Questi i dati di qualche mese fa:

  • 3,10 negli Usa
  • 2,01 negli Emergenti
  • 1,58 in Europa

 

Eppure se ti basi sui soli dati fondamentali rischi di commettere un errore clamoroso.

Anche se siamo in una bolla finanziaria non è detto che la stessa “scoppi” subito. L’eccessiva fretta di uscire dai mercati rischia di farti perdere le performance.

Ricordi la fine degli anni ’90? Era dicembre del 1996 quando Greenspan, allora Governatore della Federal Reserve, metteva in guardia contro i potenziali rischi di sopravvalutazione dei mercati.

Tuttavia fu solo nella primavera del 2000, ben 4 anni dopo, che le quotazioni iniziarono a sgonfiarsi. Durante tutti quegli anni chi attese un crollo imminente perse il treno di uno dei più grandi rialzi della storia.

In secondo luogo gli indicatori di tipo fondamentale cambiano a mano a mano che le economie continuano a crescere. Pensa, ad esempio, al rapporto prezzo/utili. Esso potrà ridursi non solo perché scende il numeratore, ossia si sgonfiano i prezzi, ma anche perché cresce il denominatore (ovvero crescono gli utili).

Come investire oggi allora? Se i mercati non sono ancora a rischio bolla, come sapere per tempo quando sarà ora di uscire?

Bolla finanziaria: due consigli per eliminare i rischi

La prima cosa che devi fare per limitare i danni da un possibile ribasso dei mercati consiste nel costruire un portafoglio  titoli basato sull’ipotesi di uno scenario particolarmente sfavorevole.

In pratica devi progettare la tua asset allocation strategica “fingendo” che i mercati siano costantemente a rischio bolla e tarando bene la quota di azioni (o bond rischiosi) da mettere in portafoglio in modo tale da non correre MAI rischi superiori a quelli che sei disposto ad accettare.

Progettare il tuo portafoglio in modo tale che esso non ti riservi sorprese nemmeno se siamo in una bolla finanziaria, o in prossimità di un crollo improvviso che NESSUNO può riconoscere con anticipo, è il primo passo per realizzare una strategia efficace.

Hai capito bene. Prima di pensare a come investire i tuoi soldi, a quali sono i migliori strumenti da usare e quando comprarli o venderli, DEVI avere un PROGETTO che ti guidi. Grazie ad una corretta asset allocation strategica sarai comunque in grado di limitare i danni in caso di crollo improvviso dei mercati, senza rinunciare ad un buon rendimento se le cose continueranno ad andare “per il verso giusto”.

Una volta definito il “progetto”, dovrai poi cercare di ottimizzarlo dotandoti di un SISTEMA DINAMICO che ti aiuti ad individuare e riconoscere i punti di svolta dei mercati. Ma poiché il sistema perfetto che ti avvisa di vendere tutto il giorno prima di un crollo non esiste, ecco allora che l’efficacia del progetto ritorna in tutta la sua evidenza.

Un portafoglio ben costruito è un portafoglio in grado di ammortizzare i possibili errori del sistema dinamico. Quest’ultimo ti aiuta a limitare i danni nelle fasi di ribasso e a procedere con le vele spiegate durante i rialzi, ma purtroppo non è perfetto.

Gli errori da evitare (anche se non siamo in una bolla speculativa)

Gli investitori inconsapevoli non ragionano così. La maggior parte di essi si domanda dove sia meglio investire oggi, poi cerca di individuare il momento “magico” per entrare e per uscire dai mercati e, infine, si trova con un portafoglio guidato più dalle emozioni che dalla ragione. Sai già dove voglio andare a parare…

Alcuni investitori hanno portafogli troppo aggressivi, soprattutto nelle fasi rialziste dei mercati dove l’avidità ci spinge a correre rischi eccessivi rispetto a quelli che effettivamente possiamo tollerare. Essi sono seduti su una polveriera pronta ad esplodere non appena i mercati scenderanno.

Altri investitori hanno portafogli troppo prudenti, soprattutto dopo aver subito perdite in passato. Essi otterranno rendimenti bassissimi dai propri investimenti, salvo poi diventare aggressivi quando i mercati sono ai massimi.

I mercati finanziari sono incerti per definizione. Nessuno sa a priori se siamo in una bolla finanziaria e non lo sapremo fino a che la stessa non sia scoppiata. Quel che è certo è che essere terrorizzati dalla possibilità di perdere è altrettanto dannoso che essere ossessionati dal guadagno. Per questo hai bisogno di un buon progetto di investimento e di un sistema dinamico che lo ottimizzi.

 

Giacomo Saver

Fondatore e Direttore SegretiBancari.com

6 commenti
  1. Grande Giacomo, articolo da conservare e rileggere ogni volta che l’ansia comincia a farla da padrone sulle nostre scelte. Spero di poter rientrare al più presto nell’investment club. Saluti

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    1. @ Paffuto
      Grazie per il tuo commento. E’ un piacere esserti stato utile e mi auguro di rileggerti presto. Non appena riapriremo l’Investment Club sarai avvertito, non ti preoccupare 😉

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  2. Buonasera,
    Ricordo che ci sono 2 conti di deposito sul mercato che rendono molto bene, non fanno pagare il 2×1000 e danno interessi trimestrali.
    Rendimenti sicuri, coperti dal FITD e di 2 banche con cet1 di tutto rispetto. Lo evidenzio perché’ non si sta più parlando di conti di deposito come possibilità di investimento sicuro in un periodo incerto come questo.
    Cordiali saluti

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    1. @ Lupo
      Grazie per il tuo intervento. Questo sito si rivolge ad investitori con un patrimonio superiore a 100.000 euro, e di solito questo tipo di persone non è molto interessato a temi come i conti deposito.
      I conti deposito, correggimi se sbaglio, sono argomenti che interessano maggiormente i piccoli risparmiatori, ecco perché non ne parlo spesso…

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  3. Caro Giacomo, ho una domanda da porti e probabilmente sto nel post sbagliato ma ho letto qua e la alcuni dei tuoi articoli tra cui il ribilanciamento del portafoglio. Da quello che ho intuito usando il tuo metodo dinamico per entrare e uscire dai mercati probabilmente rispetti le percentuali dell’asset allocation senza ribilanciare annualmente il portafoglio. La prima domanda è la seguente: se esci da un mercato (per es. S&P500) che pesa il 15% del tuo portafoglio e stai fermo è evidente che i restanti pesi sono del tutto sballati! Come fare?! Potresti magari esporre un articolo su questo argomento?.. Infine quando è opportuno ribilanciare annualmente un portafoglio? Cadenza prestabilita o per ogni evidente scostamento seguendo la regola del 5/25%?
    Grazie infinite

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    1. @ Alessio
      Grazie per la domanda. Usando il mio modello dinamico è vero che i pesi risultano “sballati” ogni volta in cui il sistema dice di uscire da un mercato.
      Tuttavia non è mai il caso di fare ulteriori aggiustamenti al portafoglio, perché si tratta di una situazione temporanea.

      Non appena il sistema dirà di rientrare lo rifarai ripristinando quegli stessi pesi che erano “saltati” prima. Ribilanciare tutto il portafoglio costerebbe troppo in termini di commissioni, di imposte e non darebbe nessun valore aggiunto alla strategia nel lungo andare…

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