Evergrande: lo spettro Lehman fa tremare i mercati

Default Evergrande

Il default di Evergrande fa tremare i mercati attraverso lo spettro del crack Lehman Brothers. Ecco cosa accadrà.

Il crack Evergrande

Evergrande è un vero e proprio colosso. Si tratta della terza società cinese per dimensioni. L’azienda, attiva nel settore immobiliare, è sul procinto di andare in default a causa di 300 milioni di debito. Il titolo in borsa ha perso, pressappoco, l’80% del proprio valore.

A fare precipitare le cose è stata la dichiarazione di Hu Xijin, giornalista e caporedattore del Global Times, una testata vicina al regime. Secondo quanto affermato Evergrande non dovrebbe contare sull’aiuto pubblico per uscire dai guai. Il fatto che si tratti di una società “troppo grande per fallire”, in definitiva, non avrebbe alcuna rilevanza.

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Il messaggio è chiaro: Pechino non ha intenzione di tollerare gli eccessi, siano essi il tempo dei ragazzi trascorso a vide giocare, la ricchezza o il debito. La crescita di Evergrande è stata fulminea ma disordinata, con 800 complessi residenziali in costruzione che non saranno mai completati.

Agli investitori, tuttavia, interessa un altro aspetto della questione. La domanda che serpeggia tra gli addetti ai lavori è se il crack Evergrande sarà in grado di fare crollare i mercati.

Il confronto con Lehman

Il 15 settembre del 2008 Lehman Brothers fallì. L’immagine degli impiegati con gli scatoloni per la strada restano un’icona della Grande Crisi e del crollo delle borse conseguente. I più superstiziosi non potranno non notare la coincidenza di date.

In aggiunta i mercati finanziari crescono da anni e sono ora sui massimi assoluti. Insomma, gli ingredienti per un crollo importante ci sono tutti. Eppure paragonare la situazione di Evergrande con il più grande default della storia recente è un errore.

Ecco, in sintesi, quali sono gli elementi che rendono le due situazioni aziendali completamente differenti.

Il rating

Lehman Brothers aveva un rating di AAA. Si tratta del massimo giudizio relativamente all’affidabilità di un debitore. Il default di un’azienda apparentemente sicura scosse i mercati, che misero in dubbio l’affidabilità stessa del rating. Ciò innescò una crisi di sfiducia interna al sistema bancario che si propagò a livello globale.

Il degrado di Evergrande, invece, era già noto alle Agenzie che ne avevano progressivamente ridotto i rating.

L’impatto sul sistema finanziario

Evergrande è un’azienda immobiliare. In breve il suo collegamento con il sistema finanziario è solo “indiretto”, a differenza della Lehman. A fine gennaio 2021, inoltre, era già fallito un altro big. Si tratta di HNA, una conglomerata enorme collassata sotto il peso dei debiti dopo 20 anni di acquisizioni disordinate.

Il fatto che l’impatto del default abbia avuto effetti limitati fa pensare che anche il crack di Evergrande dovrebbe avere conseguenze transitorie sui mercati. Per lo meno in base alle informazioni di cui disponiamo oggi.

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Le reazioni del mercato dei bond

Gli ETF obbligazionari cinesi, fino ad oggi, hanno mantenuto i prezzi, nonostante i rendimenti dei bond speculativi siano schizzati al 14%. Ciò indica che i mercati obbligazionari ritengono che lo scossone derivante dal crack Evergrande sia passeggero. Queste considerazioni, però, non escludono che la narrazione legata all’evento inneschi la correzione che molti attendono.

Il default di Evergrande e le conseguenze a breve termine

I mercati azionari sono alti. Le ragioni della tenuta dei livelli attuali poggia su due fattori. Da un lato i rendimenti bassi rendono l’investimento in obbligazioni poco redditizio. Dall’altro, invece, gli investitori confidano nel potere salvifico delle banche centrali, i veri artefici del rialzo che dura da circa 15 anni.

Tuttavia, da qualche settimana i principali indici finanziari stazionano su livelli di prezzo importanti. La mancanza di spinta che ha impedito ai prezzi di salire è un segnale di allarme. Inoltre, come abbiamo anticipato in una recente edizione di INVESTO, l‘indice VIX era su livelli anormalmente bassi.

Il fatto che l’indice della paura stia rialzando la testa rende più probabile che la vicenda Evergrande venga assunta come pretesto per fare partire un ribasso. Ciò permetterebbe agli speculatori di consolidare le posizioni, mentre i più arditi potrebbero iniziare a operare allo scoperto.

Tuttavia, se lo scenario macroeconomico non cambierà, è probabile che un eventuale ribasso sia solo una correzione. Tutto sta nel capire quanto durerà e cosa fare nel frattempo.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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