ETF Petrolio: Ecco i Migliori Strumenti Dove Investire

ETF-petrolio

ETF petrolio: i migliori strumenti in cui investire sono quelli che hanno come sottostante il Brent e il WTI, ma non operano in leva.

Di ETF sul petrolio ce ne sono moltissimi, tutti quotati su borsaitaliana.it, ma solo un paio di questi meritano la tua attenzione, e – giusto per farlo apposta – non sono quelli che operano a leva così da evitare l’effetto compounding.

Diamo per scontato che tu abbia già una tua strategia di investimento, che abbia scelto in modo corretto e con oculatezza dove investire e che sia alla ricerca del prodotto “giusto”. Perché è proprio quello di cui ci occuperemo.

ETF Petrolio: Brent o WTI?

Gli ETF sul petrolio investono nella materia prima, ma come sai esistono due qualità di petrolio, che differiscono sia per le qualità degli idrocarburi sia per il luogo di estrazione.

  • il Brent deriva dal Mare del Nord, è un prodotto “dolce” ed è il riferimento per il mercato europeo
  • il WTI (West Texas Intermediate) è un prodotto anch’esso “dolce” ma di qualità superiore ed è il riferimento per il mercato Usa.

Dal punto di vista di noi investitori non ha molta importanza il “tipo” di petrolio che andremo ad inserire nei portafogli attraverso gli ETF. Essendo idealmente la stessa “commodity” i criteri di scelta dovranno spostarsi necessariamente sul prodotto sottostante che ne replica il prezzo.

I due migliori ETF sul petrolio

Alla borsa di Milano sono quotati moltissimi ETF sul petrolio. Alcuni di essi usano la leva, ma di essi non ci occuperemo perché sono prodotti più che altro adatti a che vuole fare trading e meno a chi cerca un investimento di medio periodo da fare interagire con gli altri che ha in portafoglio.

Per questo motivo ci concentreremo solo su due strumenti, di cui ti darò presto le caratteristiche. Per ora concentriamoci sul fatto che il primo di essi ha come sottostante il Brent, mentre il secondo il WTI.

Il grafico che ti mostro ne sintetizza l’andamento negli ultimi 3 anni, dal 2014 al 2017:

Come puoi vedere ENTRAMBI gli ETF su petrolio hanno un andamento piuttosto simile. A livello di performance il prodotto “europeo” ha reso mediamente di più, ma presenta una liquidità decisamente inferiore.

Quale ETF scegliere per investire sul petrolio?

  • L’ETF sul Brent (JE00B78CGV99) ha un volume di scambio di 43 milioni di euro tra gennaio ed aprile 2017.
  • L’ETF sul WTI (GB00B15KXV33) nello stesso periodo, ha avuto scambi per 211 milioni.

Trattandosi di ETF particolarmente volatili, a mio avviso è più importante privilegiare la liquidità agli altri aspetti (commissioni di gestione, ecc), per cui dovendo scegliere il miglior prodotto opterei per l’ETF su petrolio WTI invece che sul Brent.

Esiste anche un’altra possibilità per investire nel petrolio e consiste nel comprare, invece di un ETF che ha come sottostante la materia prima, un portafoglio azionario composto da società che operano nel settore. In questo caso il controvalore investito subirà in modo indiretto le oscillazioni di prezzo dell’idrocarburo, perché esse impatteranno in modo “mediato” sulle quotazioni delle società che lavorano nell’ambito che ci interessa.

Ha senso inserire un ETF sul petrolio in un portafoglio diversificato?

Prima di salutarti vorrei fare un “passo indietro” e dirti perché ha senso inserire un ETF sul petrolio all’interno di un portafoglio diversificato. Ancora una volta la parola magica è “correlazione“. Come puoi vedere dal grafico qui sotto gli ETF su petrolio e sulle azioni globali hanno un andamento “asincrono”.

A causa dell’eccesso di produzione verificatosi negli ultimi anni il prezzo del petrolio si è dimezzato, creando un notevole ammanco nel portafoglio; tuttavia l’andamento sfavorevole della commodity è stato compensato dal favorevole andamento delle azioni mondiali.

Se la correlazione continuerà a restare negativa è ragionevole supporre che in caso di storno azionario il petrolio crescerà di valore, o quanto meno manterrà le quotazioni attuali, contribuendo a stabilizzare la performance complessiva.

Se deciderai di investire nel petrolio ricorda che l’ETF di cui abbiamo parlato è molto volatile, per cui ad esso potrai dedicare una parte marginale del tuo portafoglio complessivo. A mio avviso l’ideale è dedicare alle commodity una quota del patrimonio compresa tra un minimo del 3% ed un massimo del 5%.

Non dimenticare inoltre che gli ETF sul petrolio sono particolarmente sensibili agli aumenti dei tassi di interesse e che potranno perdere quota anche in caso di ribasso del dollaro.

Usa lo spazio dedicato ai commenti per farmi le domande che ritieni opportune; sarò lieto di risponderti e di aiutarti.

Giacomo Saver

Direttore di Segretibancari.com

20 commenti

  • Name / 12/06/2017
    Rispondi

    Ciao Giacomo, i due etf che citi sono anche in versione hedged. Come comportarsi con la copertura in valuta? Quale è opportuno scegliere? Grazie.

    • Giacomo / 13/06/2017
      Rispondi

      @ Name
      Dipende se “vuoi” correre il rischio di cambio oppure no. Io li prenderei a cambio aperto, a meno che le valute diverse dall’euro non rappresentino una quota importante del tuo portafoglio; in quel caso meglio la versione hedged per non esporsi a rischi eccessivi. Grazie per il tuo commento e a presto 😉

  • Andrea / 13/06/2017
    Rispondi

    Ciao Giacomo, in effetti sono dei prodotti da maneggiare con cura, essendo così settoriali. Io ho l’impressione che il prezzo del petrolio non risalga cosi facilmente. Per cui, a saperlo gestire, ci vedo più un orizzonte di breve periodo. Forse, se uno vuole, è proprio il caso di destinare una parte veramente piccola e residuale del capitale, in un’ottica al momento “contrarian”. In fondo conta sempre la personale tolleranza al rischio unita alla sopportazione di vedere per un certo periodo di tempo il segno meno. Un caro saluto e grazie per il post esauriente in materia.

    • Giacomo / 14/06/2017
      Rispondi

      @ Andrea
      Concordo su tutto. Sia sul fatto che è bene destinare a questi investimenti una quota piccolissima del capitale, sia che è bene monitorare l’investimento e accettare il fatto che si tratta – in ogni caso – di strumenti finanziari ad elevata volatilità ed elevato rischio… Grazie a te per il tuo commento.

  • Marco 75 / 13/06/2017
    Rispondi

    Mi permetto di a giungere che, se non sbaglio, si tratta di ETC e quindi permettono di compensare le eventuali minusvalenze.

    • Giacomo / 14/06/2017
      Rispondi

      @ Marco
      Sì, certo, grazie per la precisazione 🙂

  • Marco 75 / 13/06/2017
    Rispondi

    Aggiungere, ovviamente 😉

  • michele / 13/06/2017
    Rispondi

    Ciao Giacomo, I meccanismi di valutazione dei fondi che hanno come sottostante il petrolio e le materie prime legate ai future, nel medio lungo periodo sono tutti destinati a decimare l’investimento per via dei meccanismi di valutazione del fondo stesso (rollover, effetto contango e quotazione in dollari). Ho trovato molto strano che una persona attente come te consigli di investire in questi strumenti. Grazie comunque dei consigli.

    • Giacomo / 14/06/2017
      Rispondi

      @ Michele
      Il rollover dei futures sicuramente ha un suo effetto negativo, ma non sono così d’accordo sul fatto che l’investimento in ETF sul petrolio sia destinato a scendere. In ogni caso io non do consigli ma più che altro “spunti di riflessione” in modo che ciascun Amico che mi legge possa fare le scelte più opportune per lui (o lei).
      Un caro saluto anche a te e grazie per il tuo commento.

  • Elena / 14/06/2017
    Rispondi

    Io ho avuto un’esperienza negativa con un etc su petrolio wti.
    L’ho comprato quando era a 42 euro, poi è crollato e non l’ho venduto in tempo. Quando è risalito ad un valore di 48 euro, e l’ho rivenduto ci ho perso comunque centinaia di euro rispetto all’acquisto.
    Non conosco bene i meccanismi di svalutazione ma sicuramente nel medio e lungo periodo si rischia di perdere molto.
    Comunque vale la pena parlarne.
    Saluti

    • Giacomo / 15/06/2017
      Rispondi

      @ Elena
      Gli ETF su commodities in effetti hanno una grande volatilità e andrebbero inseriti con cautela nei portafogli.
      A mio avviso due sono le strade percorribili: acquistare periodicamente delle quote di ETF, così da fare una specie di Pac, oppure dotarsi di un sistema dinamico di ingresso/uscita che ci permetta di non stare investiti sulla commosity per troppo tempo per limitare l’impatto delle oscillazioni dei prezzi.

      • marco / 15/06/2017
        Rispondi

        come è possibile che Elena abbia perso centinaia di euro con una plusvalenza di 6 E

        • michele / 15/06/2017
          Rispondi

          Marco, Elena fa riferimento al prezzo in cui si trovava il petrolio quanto ha effettuato l’acquisto e la vendita dell’etc in questione. Voglio spiegarti in parole semplici. Trattandosi di future sulla materia prima, ogni mese viene rinnovato il contratto (rollover) ed avvenendo questa operazione quasi sempre in “contango” il prezzo del greggio crescerà ma la quotazione del fondo invece rimarrà quella che era prima. Praticamente dopo circa 5 -6 -mesi ti troverai matematicamente la quotazione del fondo inferiore a circa il 12 – 15% rispetto alla quotazione del greggio. Per questo motivo Elena ha avuto una perdita nonostante il greggio sia cresciuto del 14%.

  • michele / 15/06/2017
    Rispondi

    Consiglio a Giacomo di cambiare il titolo di questo post perché in realtà questo non è un ETC per investire ma uno strumento per speculare sul petrolio wti, un po’ meno rischioso di uno strumento a leva ma pur sempre pericoloso… molto pericoloso.

    • Giacomo / 16/06/2017
      Rispondi

      @ Michele
      Ti ringrazio per la segnalazione. purtroppo per ragioni legate al posizionamento dell’articolo non posso cambiare il titolo ma apprezzo moltissimo i tuoi commenti.

  • Massimiliano / 19/06/2017
    Rispondi

    Conosco il titolo ETFS WTI CRUDE OIL da te consigliato. L’ ho compravenduto un po’ di volte guadagnando. Adesso sono intrappolato da quando è sceso sotto i 9 euro e ce l’ho in portafoglio a Eur 7,30. Sono convinto che salirà. Ma mi sfuggono le commissioni / costi di gestione annui !! Ho capito bene ?? 0,50 % ?? Grazie e Saluti.

    • Giacomo / 20/06/2017
      Rispondi

      @ Massimiliano
      Sì è corretto, l’ETF costa lo 0,49% l’anno. Un abbraccio e a presto…

      • michele / 20/06/2017
        Rispondi

        Scusa Giacomo volevo rispondere a Massimiliano ma ho sbagliato cliccare

        • Giacomo / 21/06/2017
          Rispondi

          @ Michele
          Nessun problema, vai tranquillo!!

    • michele / 20/06/2017
      Rispondi

      Se non ci sarà una risalita abbastanza veloce da compensare l’effetto contango, potrebbe essere che i 7.30 non li possa vedere più. Se hai liquidità ti converrebbe mediare adesso che ha raggiunto la prima resistenza a 43,50. Se dovesse rompere anche questa la vedo dura per il wti….

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