Rischio dei BTP: Tre Streghe in Agguato

rischio-btpIl rischio dei BTP è cresciuto di molto nelle ultime settimane a causa di tre eventi concomitanti: la crisi delle banche venete, il voto in autunno e la fine del quantitative easing.

L’epoca del rischio dei BTP sembrava lontana… Da quando l’Italia rischiò il commissariamento, con la rovinosa caduta del Governo Berlusconi e l’arrivo di Monti, sono passati sei lunghi anni. Nel frattempo sono diventato padre di Matteo, che ora sta per andare a scuola, e tutto sembra tornato alla normalità. Ma tre elementi sfavorevoli che si sono “accesi” nelle ultime settimane hanno fatto risalire lo spread.

Ora è bene fare attenzione all’investimento in titoli di stato italiani, perché a fronte di rendimenti molto contenuti i rischi ci sono. Eccome. Impariamo a conoscerli per valutarli con saggezza.

Il Rischio dei BTP: Pimco sa qualche cosa che a noi sfugge?

Il più grande fondo obbligazionario al mondo, PIMCO, ha confidato a Bloomberg di aver liquidato una grande fetta di titoli di stato italiani detenuti.

Da tempo ho sollevato dubbi sul fatto che convenga ancora investire in titoli di Stato, ma la notizia che anche i grossi investitori stanno “allontanandosi dall’Italia” qualche dubbio lo solleva. In realtà è da tempo che i grandi operatori esteri stanno riducendo l’esposizione verso i titoli governativi italiani, per un semplice motivo.

Il rischio dei BTP è più alto del rendimento che gli stessi pagano, per cui comprarli oggi non ha più molto senso.

Quel che è certo è che se lo spread dovesse risalire e i timori della tenuta del nostro debito pubblico dovessero tornare sotto i riflettori, i BTP perderebbero parecchio terreno, soprattutto quelli a lunga scadenza dai quali da tempo dico di stare alla larga.

Non credo che Pimco abbia delle informazioni “riservate” sulla tenuta del sistema Italia. Semplicemente, a mio avviso, anche “loro” hanno fatto gli stessi ragionamenti che abbiamo fatto noi ed hanno deciso di ridurre il peso, all’interno dei propri portafogli, di strumenti finanziari che rendono poco in relazione ai rischi che fanno correre. E che sono MOLTI alla luce di due incertezze con cui dovremo fare presto i conti.

Il voto anticipato aumenta il rischio dei BTP

Perché il voto italiano fa così paura? La ragione è molto semplice. Se dovesse vincere il partito “populista” per eccellenza rischieremmo di creare una tensione grave tra il nostro Paese e le istituzioni europee. Una presa di posizione dura e ferma contro l’Europa potrebbe voler dire la fine del progetto, la disgregazione dell’Euro ed il ritorno alle valute nazionali. In altre parole i BTP verrebbero riconvertiti nella nuova Lira e perderebbero immediatamente gran parte del proprio valore.

L’inflazione importata provocata dalla veloce svalutazione della nuova Lira equivarrebbe, di fatto, ad un consolidamento del debito, con la conseguenza che i BTP varrebbero molto meno della loro quotazione attuale.

Il rischio dei BTP per gli investitori esteri

Una eventuale uscita dell’Italia dall’euro implicherebbe la possibilità di perdite consistenti da parte degli investitori esteri. Questi ultimi, infatti, si troverebbero in mano dei titoli di stato ri-denominati in una valuta debole, che perderebbe valore in modo istantaneo, creando delle perdite in conto valuta. Per questa ragione molti investitori d’oltre Alpe (e oceano) hanno iniziato a smantellare le proprie posizioni in titoli governativi italiani.

Intendiamoci, non c’è stato fino ad oggi nessun fenomeno di panico, ma le vendite di fatto fanno scendere i prezzi e salire i rendimenti. E l’impatto sulle quotazioni è tanto più elevato quanto più lunga è la durata residua dei titoli stessi.

La fine dello SCUDO Bce e la crisi delle banche venete

A dicembre finirà anche la politica monetaria espansiva della Banca Centrale Europea, e questo potrebbe portare a nuove tensioni sul mercato dei titoli di Stato. Nel frattempo un ulteriore focolaio di rischio sono le difficoltà che le banche “venete” stanno attraversando e che potrebbero mettere il settore finanziario sotto pressione (compresi i bond goverantivi a causa dell”incesto”) .

Non chiedermi di fare previsioni su ciò che accadrà, ma permettimi di ricordarti come investire sia questione di “probabilità”, e che se vuoi vincere devi SEMPRE fare in modo di avere la “fortuna” dalla tua parte.

Con la Banca Centrale Europea pronta a finire (o a ridurre sensibilmente) l’acquisto di titoli pubblici, l’incertezza causata dall’esito del voto politico, le banche in crisi e la fine della luna di miele tra investitori esteri e titoli di stato, il rischio dei BTP è cresciuto notevolmente.

Parafrasando un celebre “libretto” di qualche anno fa, “qualcuno ha spostato il formaggio“, i titoli di stato non sono più un buon investimento, per lo meno non da soli. Continuare a fare finta di niente e ad investire nel BTP 2067 non mi sembra una buona idea.

Cosa puoi fare allora tu, abituato ad ottenere un rendimento interessante dal tuo portafoglio, senza correre troppi rischi? Dove puoi investire?

Beh, anzitutto ti dico cosa non fare:

  • non sottoscrivere fondi di investimento obbligazionari, perché cadresti dalla padella nella brace. Questi prodotti costano molto cari, e in presenza di rendimenti bassissimi sono destinati a rendere poco o niente
  • investi in obbligazioni “estere”, dove per estere intendo fuori dall’Italia. In questo modo avrai il beneficio di una maggiore diversificazione e sarai coperto contro il rischio dei BTP.

Se il peso dei titoli di stato italiani non supera il 15-20% del tuo portafoglio, non fare nulla. Ma se hai troppi BTP in portafoglio puoi ridurli e investire il ricavato in uno dei 4 ETF (quello di tipo obbligazionario) di cui ti parlo nel mio VADEMERCUM per investire.

Giacomo Saver

Fondatore della Bert Consulting e direttore dell’Investment Club

81 commenti
  1. Carissimo Dottor Giacomo Saver,
    questo post mette ordine a tutte le illazioni che circolano e che spaventano senza alcun motivo.
    Grazie di vero cuore!
    Buon fine settimana a tutti!

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    1. @ Giuliano
      Come sempre grazie per le parole di incoraggiamento e di supporto… Un abbraccio a te e a tutti gli amici che ci seguono!!

      Rispondi
  2. Ciao Giacomo, quello che dici è verissimo , quello che in realtà mi preoccupa è la nostra classe politica che neanche in questi momenti riesce ad anteporre gli interessi nazionali ai loro sporchi giochetti. Mi auguro che venga fatto un governo tecnico che vedo come unica possibilità per fare le riforme di cui abbiamo assoluto bisogno, ma la la vedo dura perchè appena Monti o qualunque altro andrà a tentare di eliminare privilegi di casta e costi della politica lo faranno cadere. A proposito approfitto del tuo blog per far sapere a tutti che in questo maxiemendamento alla legge di stabilità è stato aumentata la cifra che i nostri onorevoli possono spendere sul territorio ( legge Mancia ) : 50 milioni di euro nel 2011, 100 nel 2012 e 150 nel 2013 in un momento come questo in cui ci vengono e verranno richiesti ulteriori sacrifici ecco un’altra prova della qualità di chi ha in mano il nostro futuro. E sapete quale partito l’ha proposto ? Il partito il cui slogan è Roma ladrona….

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    1. @ Rosario
      Anche io confido in un governo di tecnici. Certo che gli ‘sporchi’ giochetti della politica ci saranno sempre, ma ora la situazioe è davvero grave anche se a mio avviso non precipiterà.
      Staremo a vedere. Serve comunque una maggiore responsabilità di tutti i politici per uscire dal pantano…

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  3. Ciao Giacomo,

    Ho dei risparmi volevo investire in BTP quali mi consigli? se me li consigli? altrimenti? ciao e grazie anticipatamente

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    1. @ Patrizia
      E’ difficile dare indicazioni così su due piedi. Diciamo che data la situazione io consiglio un mix di BTP con scadenza “breve” (due o tre ani) e scadenza lunga (2023 o 2029).
      Anche se sono contrario ai titoli a tasso fisso e scadenza lunga perché presentano un rischio elevato di volatilità dei prezzi in caso di rialzo dei tassi, ora lo scenario è invertito.

      Metti che il nuovo Governo sia credibile e lo spread tra BTP e Bund scenda… I BTP a lunga scadenza beneficerebbero molto di più di quelli brevi di questo fenomeno. Ora le probabilità sono a favore dei titoli lunghi e per questo motivo, solo in questa circostanza, li inserirei in portafoglio. Insieme ai BTP più brevi come abbiamo appena visto…

      Buona settimana!!

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      1. Caro Giacomo, i BTP a lunga scadenza dovrebbero essere quelli con la -i finale, giusto? ; -)
        Ciao

        Rispondi
        1. @ Marco
          Assolutamente no!! I BTPi sono quelli indicizzati all’inflazione. Per individuare quelli a lunga scadenza basta leggere l’anno accanto al nome titolo. Ad esempio BTP 1fb2026 significa scadenza a febbraio 2026 🙂
          Molto semplice!!
          Un abbraccio e non confonderti. Se hai dubbi, prima di comprare un titolo, scrivimi qui o in privato. Ti aiuterò volentieri!!

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          1. Forse non mi sono spiegato bene…
            riguardo al consiglio che hai dato a Patrizia, se lei dovesse acquistare un mix di BTP, un pò con scadenza breve e un pò con scadenza lunga, non sarebbe il caso che questi ultimi venissero scelti tra quelli indicizzati? Ovvero invece di prendere un titolo normale a scadenza lunga, ne prendo uno indicizzato a scadenza lunga… se lo tengo fino alla fine almeno mi proteggo dall’inflazione…

          2. @ Marco
            Sono io che non avevo compreso bene. Condivido al 100% quello che scrivi. Meglio scegliere i BTPi, a lunga scadenza, così da proteggere il capitale dall’inflazione che su periodi lunghi è sempre pericolosa anche se la percentuale di incremento annua è contenuta… 🙂
            Buona giornata!

          3. buongiorno dott. Giacomo!
            io sono sfiduciato ad investire i miei risparmi,ho paura di perderli!
            ho pensato dunque di depositarli in un libretto di risparmi postale,sperando di aver fatto bene e di poter stare tranquillo!
            per piacere mi può dare un suo parere!?
            intanto la ringrazio e la saluto!

          4. @ Vito
            Purtroppo la sfiducia è molto diffusa tra i risparmiatori che sono giustamente disorientati in questo periodo.
            Vai tranquillo con il libretto postale. Non avrà grandi rendimenti ma non ti espone pressoché a nessun rischio…

  4. per il sig.Giacomo…
    ho investito nel 2009 una bella somma in btp con scadenza marzo 2019..tali titoli li ho acquistati con quotazione sotto la pari.. circa 98 se nn ricordo male..se volessi vendere adesso quanto ci perderei visto ke i titoli stessi hanno un prezzo di emissione ancora più basso??se vendessi adesso le cedole di interesse maturate in questi anni le riscuoto cmq?grazie…

    Rispondi
    1. @ Adolfo
      I BTP marzo 2019 oggi quotano intorno a 87,80 quindi molto ‘sotto’ il loro prezzo di acquisto. Questo però non è il loro prezzo di emissione, bensì il loro valore di mercato. Ovviamente le cedole incassate sono tue per sempre: se anche vendessi oggi i BTP nessuno ti richederebbe mai indietro quello che hai incassato. Se terrai il tititolo fino alla scadenza continuerai a incassare gli interessi ogni sei mesi e alla fine a prendere il capitale (a meno che l’Italia dichiari default).
      Ti abbraccio

      Rispondi
  5. Ciao Giacomo una domanda:
    come mai leggo di tante persone che sottoscrivono btp e dopo pochi mesi (4/5/6…) vogliono sobilizzare l investimento andando incontro a perdite (anche importanti) in conto capitale?? Hano tutti bisogno di credito da un momento all’ altro o hanno paura che la situaz.. possa degenerare? oppure ci sono altri “trucchetti” a me sconosciuti??
    i btp non mi sembrano strumenti utili per chi voglia lucrare nel brevissimo periodo di tempo, a questo punto allora perchè non hanno aperto un fondo deposito, o al massimo sottoscrivere bot??
    Grazie!!!

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    1. @ Remo
      I BTP sono strumenti di investimento che vanno bene per durate medio lunghe. Non ha molto senso comprare un BTP per poi rivenderlo dopo un mese, come giustamente scrivi tu a quel punto è meglio impiegare diversamente il proprio risparmio, magari aprendo un conto deposito.

      Chi compra e vende i BTP lo fa per due motivi essenzialmente (tralasciamo coloro i quali hanno bisogno di liquidità):

      1) ha visto le quotazioni scendere ed è preoccupato. Questo investitore vende i titoli per paura di rimetterci ulteriormente

      2) vuole speculare sul titolo e lo rivende in utile, oppure si rende conto che la sua ‘manovra’ non ha dato i frutti sperati cosicché lo vende in perdita e chiude la posizione.

      A presto!!

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      1. @Giacomo dimentichi un altro motivo estremamente importate: la tassa di successione oltre il milione di euro, nella misura odierna del 4% sul differenziale. Il patrimonio in titoli di stato è esente.

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        1. @ Francesco
          E’ vero e ti ringrazio per la precisazione. Si tratta però di un caso molto specifico che non riguarda tutti, ma solo chi ha un “movente ereditario”.
          In ogni caso il gioco vale la candela, a mio avviso, solo se c’è una successione imminente. E comunque terrei “bassa” la quota di BTP nei portafogli per ragioni di scarsa reditività dei titoli e del rischio non proprio basso che gli stessi portano con sé.

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  6. vorrei avere l indirizzo email per chiedere consigli è possibile
    grazie
    giuly

    Rispondi
    1. @ Giuly
      Volentieri. Te lo mando in privato… Ciao

      Rispondi
  7. sono indeciso se acquistare i B.O.T. 15/11/2012 ZERO COUPON EUR al valore di 94,91 oppure
    dei BTP-1FB12 5%….cosa mi consigli ???grazie in anticipo

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    1. @ Lello
      I BOT hanno un rendimento netto del 4,739% (senza contare le commissioni di acquisto) mentre i BTP rendono il 4,785. Io sceglierei il BOT, se no a febbraio ti troverai a reinvestire la somma incassata probabilmente a tassi inferiori a qualli attuali.

      Con il BOT, invece, ti garantisci il rendimento per tutto l’anno.

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  8. possiedo alcuni buoni postali che rendono pochissimo , potrei convertirli in btp e quali sarebbero le spese?
    o forse è meglio lasciarli così? Grazie e ti saluto

    Rispondi
    1. @ Giuseppina

      Convertire i buoni postali in BTP implica il rimborso dei primi e l’acquisto dei secondi. I costi sono questi, in sintesi:

      1) commissioni di negoziazione (che puoi evitare se la tua banca aderisce al BTP day di lunedì prossimo
      2) oneri per il conto titoli (che puoi evitare se apri un conto presso una banca on line)
      3) bollo sul conto titoli (che NON puoi evitare) che ammonta a 34,20 euro all’anno se il controvalore di tutti titoli in dossier è inferiore a 50.000 euro (valutati al nominale).

      Allora conviene il concambio?

      Dipende. Se non paghi il conto titoli e riesci a negoziare con la banca lo 0,20% di commissione di negoziazione (dubito che per lunedì tu riesca ad ottenere il rimborso dei buoni) allora sì, conviene. Per tutte le tue domande sono a tua disposizione 🙂
      Buon week end

      Rispondi
  9. Gentile Giacomo,

    ho un profilo di limitata propensione al rischio, e sto considerando l’ipotesi di diversificare in questo modo:
    60% conto a termine e 40% Btp a 1 anno. In questo scenario i Btp rappresenterebbero la porzione piu’ aggressiva.

    Ti sembra una scelta avventata quella dei Btp?
    Potrebbe avere senso dividere la porzione “aggressiva” tra Btp e altri bond con rendimenti anche piu’ bassi ma non italiani e maggiormente sicuri?

    Grazie in anticipo, ti leggo sempre con grande cura.

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    1. @ Valerio

      Secondo me la tua scelta non è troppo aggressiva ma può tranquillamente andare bene. Al di là del rendimento elevato i titoli di stato non presentano rischi di liqudità, come invece sta accadendo alla Germania.
      Il rapporto bid to cover (tra domanda e offerta in asta) è superiore a 1, segno che i nostri titoli continuano ad essere molto richiesti.

      Da qui ad un anno non credo avrai problemi e per questo non splamerei il tuo 40% di capitale su altri titoli. Semmai per il 60% fai un conto deposito o informati bene sul sottostante del pronti contro termine. Non vorrei che ti rifilassero altri titoli di stato come sottostante ai pronti contro termine senza che tu lo sappia 🙂

      Un abbraccio

      Rispondi
  10. Salve, sono in possesso di 112000 euro in BTP 2037, che dovevano essere la garanzia del futuro mio e di mia figlia…
    Mi rendo conto che se vendessi ora perderei circa 32000 euro, ma ho veramente paura di un default dello stato italiano e quindi di perdere tutto.
    Cosa faccio? vendo? perdendoci o non lo faccio ma rischio di perdere tutto?
    Sono assolutamente ignorante in materia.
    Grazie per il consiglio
    Laura

    Rispondi
    1. @ Laura
      Risponderti è una grossa responsabilità, cara Laura…
      Io sinceramente terrei i titoli. E’ un paradosso, ma i BTP a breve scadenza (2-5 anni) sono percepiti come più pericolosi di quelli a lungo termine.
      Questo perché si teme che il Governo non sia in grado di fare fronte ai propri debiti già nell’immediato futuro.
      Però questo è in gran parte falso. Certo, gli elevati interessi pagati creano un problema l bilancio pubblico, ma le aste dei titoli di nuova emissione sono andate molto bene.

      Se le banche non comprano i BTP lo fanno i privati e questo non crea problemi di liquidità allo Stato nell’immediato futuro. E prima che i tuoi BTP scadano le finanze pubbliche saranno state ‘radrizzate’…

      Rispondi
  11. Correggimi se sbaglio: in caso di default Italia per effetto domino potrebbero fallire banche ed assicurazioni, pertanto l’unica salvezza per i nostri risparmi sarebbero là dove nessuno in questo momento è disposto a metterli: in borsa! Quando acquisto 1000 Fiat divengo azionista della società per azioni quotata in borsa e lo resto anche se la banca che mi è servita per la compravendita è in seguito fallita. Ovviamente quel titolo crolla con l’intero mercato, ma presto o tardi potrà tornare a quel prezzo di acquisto a differenza del conto corrente che salterebbe con la banca (eccetto il fondo di garanzia che copre 103 mila euro, ma non so se reggerebbe di fronte ad uno scenario così catastrofico come quello ipotizzato); ora ti chiedo, questo ragionamento dovrebbe valere nche acquistando un ETF, magari monetario non areaeuro e non emesso da società europea?

    Rispondi
    1. @ Alberto
      Hai perfettamente ragione… Il tuo ragionamento fila. Ma è una soluzione di “emergenza” da adottare solo se sei davvero convinto che l’Euro salterà.

      E a quel punto è meglio andare a vivere nella verde Scozia o fuori dall’UE 🙂

      Un abbraccio

      Rispondi
  12. ciao giacomo,
    sto cercando di creare un pacchetto di sicurezza, chiamiamolo cosi, per tutelare parte del mio patrimonio in caso di crash dell’euro. la mia idea è spostare una parte del capitale su titoli obbligazionari (corporate e statali) di paesi zona euro, tipo Olanda e Finlandia, che in caso di disintegrazione della moneta unica subirebbero una svalutazione monetaria inferiore a quella che toccherebbe alla “nuova lira”. con questa “strategia” se le cose dovessero aggiustarsi non avrò corso il rischio valuta che dovrei invece sopportare se diversificassi investendo in titoli in dollari mentre nel worst case salverei parte dei miei risparmi dalla svalutazione. ovviamente il rovescio della medaglia è che i rendimenti offerti da tali titoli sono quasi nulli… come copertura per un paio d’anni mi sembra comunque accettabile, che ne pensi? grazie mille in anticipo!

    Rispondi
    1. @ Lorenzo
      Se l’euro dovesse saltare le valute dei Paesi forti, con i conti pubblici in regola, dovrebbero apprezzarsi.
      Il mio timore, però, è che se questi titoli sono in deposito presso una banca italiana ci siano comunque dei disordini in caso di default.
      La crisi investirebbe le banche, alcune di loro fallirebbero schiacciate dalle perdite, e magari i conti titoli sarebbero resi indisponibili. Per questo sono molto scettico sulla possibilità di difendersi restando clienti di una banca dell’area euro.

      Il tuo ragionamento in linea teorica è assolutamente corretto, ma bisognerà vedere alla prova dei fatti cosa accadrà. Di certo il default dell’Italia sarà una catastrofe mondiale, se mai ci sarà…

      Rispondi
      1. Ciao Giacomo, mi è venuto un dubbio leggendo domande e risposte. Quando dai risposta affermativa di possibile “messa in sicurezza” ad Alberto che ti scrive:

        Correggimi se sbaglio: in caso di default Italia per effetto domino potrebbero fallire banche ed assicurazioni, pertanto l’unica salvezza per i nostri risparmi sarebbero là dove nessuno in questo momento è disposto a metterli: in borsa! Quando acquisto 1000 Fiat divengo azionista della società per azioni quotata in borsa e lo resto anche se la banca che mi è servita per la compravendita è in seguito fallita. Ovviamente quel titolo crolla con l’intero mercato, ma presto o tardi potrà tornare a quel prezzo di acquisto a differenza del conto corrente che salterebbe con la banca (eccetto il fondo di garanzia che copre 103 mila euro, ma non so se reggerebbe di fronte ad uno scenario così catastrofico come quello ipotizzato); ora ti chiedo, questo ragionamento dovrebbe valere nche acquistando un ETF, magari monetario non areaeuro e non emesso da società europea?

        Poi però a Lorenzo interessato a titoli obbligazionari (corporate e statali) di paesi zona euro, tipo Olanda e Finlandia rispondi:

        Se l’euro dovesse saltare le valute dei Paesi forti, con i conti pubblici in regola, dovrebbero apprezzarsi.
        Il mio timore, però, è che se questi titoli sono in deposito presso una banca italiana ci siano comunque dei disordini in caso di default.
        La crisi investirebbe le banche, alcune di loro fallirebbero schiacciate dalle perdite, e magari i conti titoli sarebbero resi indisponibili. Per questo sono molto scettico sulla possibilità di difendersi restando clienti di una banca dell’area euro.
        Il tuo ragionamento in linea teorica è assolutamente corretto, ma bisognerà vedere alla prova dei fatti cosa accadrà. Di certo il default dell’Italia sarà una catastrofe mondiale, se mai ci sarà…

        Dunque ti chiedo: la tua risposta a Lorenzo vale anche per Alberto o c’è un grado diverso di rischio per rientrare in possesso dei propri averi in caso di default? la differenza sta nel fatto del differente acquisto; ETF e azioni (possibilità di rientrare in possesso dei propri investimenti) contro titoli obbligazionari corporate e statali di paesi zona euro (recupero dei propri averi più incerto)?

        Rispondi
        1. @ Giorgio
          Grazie per l’appunto. La sicurezza va suddivisa in due ‘componenti’:
          a) la garanzia offerta dagli strumenti finanziari in cui investi
          b) la garanzia offerta dal deposito presso l’intermediario.
          Sotto il primo punto di vista direi che non ci sono discordanze. Paradossalmente le azioni sono oggi meno rischiose dei titoli di stato. Io non le comprerei comunque perché i principali mercati sono in trend ribassista, ma in caso di default dell’euro chi ha BTP perderebbe, chi ha azioni paradossalmente meno. Poi bisognerà vedere tante altre cose: che cosa accadrebbe ai BTP, l’entità dell’haircut e così via per cui ragioniamo solo in termini generali.

          Per quello che riguarda la sicurezza dell’intermediario bisogna dire che le banche italiane non dispongono direttamente degli strumenti finanziari dei clienti, che sono subdepositati presso Montetitoli. Il problema è che se un decreto d’urgenza in caso di default totale limitasse l’accesso ai conti correnti o ai conti titoli, le azioni e gli altri strumenti finanziari non perderebbero valore ma sarebbero temporaneamente indisponibili.

          Inoltre potrebbero essere colpiti dalla famigerata ‘patrimoniale’. Per questo motivo non basta la sicurezza offerta dagli strumenti finanziari. Per essere sereni al 101% è bene acquistare strumenti sicuri presso una banca non euro. E questo vale per le azioni Fiat come per i bond Olandesi…

          Un abbraccio

          Rispondi
          1. Grazie mille. Al momento c’è forse un momento di calma (sorprendente la velocità di inversione ma inquietante se la velocità, qualora si riattivasse il circolo negativo ancora una volta, fosse pari nella ricaduta). Chissà quanto durerà e se durerà. In ogni caso vale la pena attrezzarsi per far buon uso di questi tuoi ottimi consigli … Grecia e Roma hanno determinato la cultura occidentale (mutuandone in parte alcune componenti dal Vicino Oriente). Simbolicamente sembra la chiusura di un ciclo. A presto e ancora grazie.

          2. @ Giorgio
            Di nulla!! E’ un piacere esserti stato di aiuto!!

  13. Ho già qualcosina di BTP e BOT e vanno bene cosi…nella speranza che arrivino a termine. Ho anche un conto deposito e visto il rischio paese, non sarebbe il caso di parcheggiare una parte su conto svizzero trasparente?…almeno in caso di default, ho qualcosa a cui attingere per vivere, cosi nel caso di uno scenario catastrofico avrei tempo per respirare. Giacomo cosa ne pensi?

    Rispondi
    1. @ Fiuccio
      Sì, la cosa è sensata a patto che non ci siano troppi costi nella gestione di un conto estero. Le formalità burocratiche sono molte, devi dichiararne i proventi nel modello unico (e informarti bene con un commercialista o un avvocato specializzato)…
      Non so dirti se il gioco vale la candela, ma se sei preoccupato direi che la tua soluzione è saggia.

      Rispondi
  14. Giacomo, intendo dire sotto i 10000 euro, dove non serve dichiarare nulla, giusto per avere una piccola somma alla quale attingere in caso estremo….se poi uno vuole mettere titoli, è un altra opzione….non sto parlando di chissa quali cifre….magari le avessi avute….

    Rispondi
  15. Giacomo:
    1) grazie per il servizio che offri a noi tutti che in fretta e furia senza perdere la test ci ddobbiamo alfabetizzare di finanza ed investimenti
    2) Secondo te in questa situazione quanto vale l’ affermazione di quel giornalista di repubblica che consiglia di comprare i BTP quotati 65, 70 o giù di lì perche se mai dovesse esserci un haircut , supponendolo del 30 % , questo agendo su valore nominale 100 non comporterebbe perdite per l’ investitore…
    3) Macroeconomicamente cosa vogliono i Tedeschi? Stremarci per indebolirci come concorrenti nel manufatturiero?
    4) Quanto durerà ancora la discesa delle quotazioni dei BTP? Vorrei disimpegnarmi entro qualche mese ma non sò come va a finire, magari ristrutturano il debito con il taglio: se il 15% dei BTP è detenuto da privati verremo tutelati?

    Grazie ancora Giacomo.
    Ciao
    Sandro

    Rispondi
    1. @ Sandro

      In effetti il prezzo dei BTP già sconta un haircut che magari non ci sarà mai. Tagliare il debito sarebbe una scelta molto impopolare, di più dell’introduzione di nuove tasse o della famigerata patrimoniale… A questi prezzi, a mio avviso, il rendimento dei titoli di stato compensa adeguatamente il rischio corso, quindi concordo con quello che scrive il giornalista.
      Purtroppo nessuno sa dove si fermerà la discesa di prezzo dei BTP, ma credo che ormai siamo in dirittura di arrivo…
      I Tedeschi non vogliono creare inflazione, per questo stanno osteggiando la discesa in campo della BCE come prestatore di ultima istanza nei confronti dei Governi…
      Buona giornata a tutti!!

      Rispondi
  16. Per Fiuccio e per Giacomo

    stavo pensando la stessa identica cosa tua, ma per cifre di quel genere o qualcosa in più forse è sufficiente cambiare l’euro in franchi e tenere magari i contanti in una cassetta di sicurezza.

    Che ne dite?

    Rispondi
    1. @ Filippo
      E’ una buona idea, considera però sempre che detenere valuta estera implica correre il rischio di cambio. E’ una banalità ma è bene ricordarlo…

      Rispondi
  17. Considerando un cambio euro/franco di 1,20, 10000 euro diventano 8300 franchi circa.
    considerando altresì che i franchi hanno il taglio anche da 1000 con 8 pezzi e qualche spicciolo hai “investito” una discreta sommetta. 8 pezzi puoi quasi tenerli in tasca…..

    Rispondi
  18. Scusate la mia ign….ma allora ke si deve fare…è meglio tenersi i soldi in casa!!!!

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    1. @ Alessandro

      Direi che la tua non è una soluzione… più che altro è una scelta estrema dettata dalla paura, fomentata tra l’altro da una stampa eccessivamente allarmistica. Secondo me la prima cosa da fare è informarsi e farsi un’idea indipendente sulla situazione politica e sui mercati e poi agire di conseguenza.

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  19. Buongiorno,leggendo i vari messaggi trovo molto interesante la discussione,vorrei porre questa domanda a tutti in particolar modo a Giacomo che lo vedo molto ferrato in materia,io possiedo circa 140000€ in btp con scadenza. 2037 in carico a circa 91,vorrei chiederti visto come e’ calato ultimamente il suo prezzo consigli a chi ha la possibilita’ di aumentare il capitale sul solito titolo,cercando cosi d’abbassare il prezzo medio d’acquisto o entrare anche su un altro btp magari il 2026. Al. 7.25% che ha un ottima cedola una scadenza non eccessiva e sopratutto un prezzo ottimo,considerando che fino a qualche giorno fa quota va sotto la pari?grazie a tutti

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    1. @ Domenico
      Il varo della manovra ha subito fatto scendere i rendimenti dei BTP. Diciamo che sebbene io non ritenga troppo rischioso investire oggi sulle scadenze lunghe (considerato che d’ora in avanti è più probabile che i tassi scendano piuttosto che aumentare ancora), ritengo il 2037 una scadenza troppo lunga.
      Da un lato non vedremo più rendimenti così allettanti sui titoli di stato, ma dall’altra le scadenze troppo lunghe non mi piacciono perché se per qualche motivo oggi non noto i tassi dovessero risalire (ripeto: ipotesi improbabile ma possibile) subiresti forti perdite in conto capitale.

      Io sceglierei BTP 2021 o giù di lì ma non andrei oltre i 10/12 anni di durata residua nemmeno oggi…

      Un abbraccio

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  20. Grazie.ho fatto questa domanda in quanto come sicuramente avrai capito,cercavo di abbassare il prezzo di carico,cosi da poter uscire prima da questo titolo,non vorrei certo portarlo a scadenza,ma nemmeno rimetterci uno stipendio di 1anno di lavoro.consigleresti di uscirne al prezzo di acquisto o anche piu basso rimettendoci anche qualche cedola riscossa?non so se sono riuscito a spiegarmi

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  21. @ Domenico
    ti avevo risposto amico mio!! Se vuoi fare un nuovo investimento non vincolare i tuoi soldi per un periodo più lungo.
    Se vuoi vendere il BTP aspetta che il rpezzo risalga, cosa che accadrà mano a mano che la crisi del debito rientrerà. A quel punto incasserai un prezzo di vendita verosimilmente più alto di quello attuale e nel frattempo avrai preso gli interessi

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  22. ciao,ho vincolato una somma su un conto deposito,dato che in caso di default non stanno sicuri,qual’è la soluzione?tenerli a casa o all’estero?ciao

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    1. @ Salvatore
      Tranquillo!!
      Innanzi tutto affinché il tuo denaro sia in ‘pericolo’ è necessario che fallisca la banca, cosa improbabile. In secondo luogo c’ è il fondo interbacario di tutela dei depositi che si impegna a rimborsare i crediti dei clienti verso istituti in crisi fino a 100.000 euro.
      Penso che tenere i soldi in casa non sia una buona soluzione, mentre portarli all’estero ti espone a grossi costi…

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  23. Ho un grosso investimento in BTP 2037. Presi a luglio a 77 ora sono a 82 dopo essere arrivati ad un minimo storico di 62. Secondo me saliranno ancora, ipotizzo fino a 89 a maggio. Che ne pensi? È un ipotesi realistica o sono troppo ottimista? Grazie

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    1. @ Disus
      e’ impossibile fare previsioni. Posso dirti, con una buona dose di probabilità, che il grosso del guadagno è dietro alle spalle. Visto che ci sono BTP con vita residua più breve (quindi meno esposti al rischio di tasso) che hanno un rendimento di poco minore ai tuoi, valuta la vendita del BTP 2017 per investire in un altro BTP con durata più corta.
      Un caro saluto

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  24. Sono capitato qui per caso e trovo questa Citaz:
    Sin a quel momento il rialzo dei tassi impatterà solo su chi acquista o vende titoli già emessi ma non sui conti dello stato che continuerà a pagare interessi fissi

    Immagino sia rimasto qualcosa nella tastiera, perche’ omette una cosa fondamentale e cioe’ che …… il tasso viene fissato al momento dell’asta [dei BTP] che cade con frequenza mensile ed i BTP vengono piazzati presso gli investitori autorizzati (una ventina e solo quelli) al tasso d’interesse di gradimento degli stessi investitori (gradimento = il tasso al quale sono disposti ad acquistare) ……….

    ..che poi rivendono sul mercato secondario che e’ quello da cui nasce lo spread di cui parla Lei.

    ….magari se si desse informazione corretta a prescindere dal fatto che piaccia o meno le cose andrebbero meglio per tutti….

    Grazie se vorra’ rettificare.

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    1. @ Dario
      Pubblico volentieri la Sua precisazione per la quale La ringrazio.
      Il suo intervento dimostra, ancora una volta, che è il gruppo a creare conoscenza e non il singolo. Il fatto che alcuni post avviino delle discussioni costruttive è molto bello.
      Spero ci rincontreremo sul web…

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  25. Mi sfugge il senso della sua risposta al commento.

    Citaz da articolo di quotidiano finanziario:

    con le banche il governo aveva ipotizzato, per luglio, l’obiettivo di uno spread a 250; se restasse intorno a 400, come in questi giorni, la differenza in termini di interessi, per le casse dello Stato, sarebbe di circa 15 miliardi di euro.

    Mi pare il contrario di quanto afferma nella seconda misperception: “Bisognerà che la situazione perduri nel momento in cui i BTP scadranno”. O mi sfugge qualcosa?

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    1. @ Dario

      I BTP sono titoli a tasso fisso il cui rendimento, per il sottoscrittore, varia in funzione del momento dell’acquisto. Per l’emittente, invece, il costo è determinato in modo univoco fin dall’emissione e tale resterà fino alla scadenza.

      Quando lo Stato emette dei BTP lo fa sulla base dei tassi di mercato in essere in quel preciso momento, che poi determineranno il costo del finanziamento durante l’intera vita del titolo.

      Per questo è fondamentale verificare la situazione dei tassi di mercato quando è ‘ora’ di rinnovare i BTP. Se nel momento dell’asta essi sono alti lo Stato dovrà pagare costi elevati per tutta la durata dei titoli. Se nel giorno dell’asta lo spread è contenuto e i BTP sono aggiudicati a prezzi alti (o con cedole basse), e poi i tassi salgono, la cosa non riguarderà più lo Stato.

      Se non sono stato chiaro dimmelo, ti risponderò volentieri!!
      Buon week end!!

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  26. buongiorno! da ignorante, mi faccio una domanda semplice alla quale ancora non ho trovato risposta: se il rendimento dei btp ad oggi è così elevato, chi ha molti soldi da parte, non conviene che li investa in questi btp? è possibile che non li investono solo perchè pensano di perderli perchè pensano che l’italia fallisca?! o forse potrebbere perdere i loro risparmi anche in altri modi, che non comportano necessariamente il default della Nazione? in parole povere, se io investo in btp, il rischio è “soltanto” il possibile default della nazione? grazie mille.

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    1. @ Danilo
      Il rischio di default è quello principale.
      Ci sono poi altri tipi di rischio che corri investendo in obbligazioni, ad esempio il rischio di oscillazioni di prezzo.
      In questo tutorial troverai maggiori informazioni sui rischi “nascosti” dei bond.

      Per qualunque domanda sono qui apposta…
      Alla prossima.

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  27. Caro Giacomo,

    graze per le importanti delucidazioni! Non vedo più post da 2 mesi ormai..
    Spero tu possa rispondermi..
    Situazione economica
    10000 euro liquidi in posta al 4%
    10000 CHF in svizzera liquidi
    BTP MZ25 5% 10.000
    BTP SE19 4.25% 10.000

    Adesso come adesso la mia idea era di portare quanto più possibile in svizzera mentre mio nonno mi consigliava di continuare a comprare btp… te cosa dici?
    Questo rischio default è così reale?
    E’ già capitato nella storia?
    Cosa avviene realmente ai titoli dei quali sono in possesso?

    Ti ringrazio molto.

    Samuele

    Rispondi
    1. @ Samuele
      Non leggi da due mesi?!
      Il blog è aggiornato tre volte alla settimana!! 🙂

      Comunque come puoi leggere dai post recenti secondo me il debito pubblico italiano è sicuro e non ci sono problemi di solvibilità, soprattutto dopo l’intervento della BCE.
      Quindi ha ragione il nonno a consigliarti i BTP!!

      Un abbraccio!!

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  28. Sei mitico. Spiegazioni molto esaurienti. Voto 10+

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    1. @ Max
      Grazie di cuore!!

      Rispondi
  29. Grazie per le delucidazioni ma… vorrei una delucidazione su ‘anno spinto’. Cosa intende dire?

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    1. @ Carlo
      E’ un errore di battitura… Sta per “hanno spinto”.

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  30. Comunque,chi ha BTP Scad lunghe come quella Nov. 2029,meglio venderli e comprare titoli più tranquilli,anche perchè,pochi mesi fa costava di capitale sotto 0,80 MENO 20% rispetto alla parità,se capitava di doverli vendere?,ogni 100/mila te ne davano 80/mila,a voglia di avere tassi buoni,quindi meglio venderli oggi,che guadagna anche sul capitale un tasso oltre 8%,meglio venderli,e prendere altro più tranquillo,o aspettare tempi con più sereno,anche perchè,con il guadagno fatto,si può aspettare ad investire più di un anno,senza perdere nulla,finite le scaramucce politiche, vedere cosa fare e come…

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    1. @ Aqmazz
      Verissimo. Bisogna tenere presente che – al di là della cedola – i titoli con scadenza lunga e a tasso fisso hanno delle oscillazioni molto forti in conto capitale a seconda dell’andamento dei tassi di interesse. oggi che questi ultimi sono suscettibili di possibili rialzi, è meglio posizionarsi u durate più corte.

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  31. A mio avviso serve un elenco semplice e al tempo stesso veritiero ad esempio:
    I titoli emessi nel 1948 risultano onorati o rinnovati?
    Su titoli emessi nel 1948 in lire rinnovati di anno in anno oggi convertiti in € saranno pagati? o rinnovati?
    La materia e serissima, per affrontarla serve un censimento, una banca dati nazionale accessibile a tutti, così una volta per tutte riusciamo a capire i Ns. depositi nelle Ns. amete Banche dove finiscono a Ns. insaputa.
    Saluti

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    1. @ Name
      Tutti i titoli di Stato italiani sono stati pagati sempre. L’unico caso di default si verificò con i titoli “Rendita Italiana al 5%” emessi durante il periodo fascista…

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  32. La domanda nasce spontanea: in considerazione dei rischi a cui facevi riferimento, è opportuno investire una parte del portafoglio in Etf short btp? Grazie Giacomo.

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    1. @ Luca
      Ora come ora non lo farei… Si tratta per lo più di una mossa speculativa un po’ azzardata. Quello che farei, senza dubbio, è limitare l’esposizione ai titoli di stato italiani, ma onestamente mi fermerei lì.

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  33. quando vediamo scritto vicino al codice di un titolo di stato europeo la sigla TF cosa significa? ciao

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    1. @ Sandro
      TF sta per Tasso Fisso, e si riferisce al fatto che il titolo in questione paga delle cedole di importo costante.

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  34. buongiorno Giacomo,

    il consiglio di tenere titoli di stato italiani per un peso non superiore al 20% del portafoglio riguarderebbe quindi anche titoli come i BTP Italia indicizzati con scadenza 2020?
    grazie

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    1. @ Sarah
      Certamente, anche loro sono BTP e dunque titoli di stato 🙂

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  35. Gentile dott. Saver, l’articolo è molto chiaro.
    Se ho ben compreso però, lei espone un rischio legato alla possibile oscillazione dei prezzi dei BTP legate alle probabili turbolenze politiche ed economiche che si stanno affacciando: ho capito bene?
    Oppure la sua considerazione è di più ampio respiro ed è volta a disincentivare l’acquisto di titoli di Stato italiani in quanto a rischio di non vedersi più rimborsato il capitale investito?

    Perchè se esistesse concretamente questo rischio, mi domando perché le banche continuino ad acquistare titoli di stato, le SGR pure, persino i buoni fruttiferi postali sono garantiti dallo Stato e, a proposito delle banche venete, l’ultima spiaggia è sempre la nazionalizzazione.
    Insomma, mi viene da pensare che lo Stato sia ancora l’istituto più solido a cui affidare i propri risparmi. O sbaglio?

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    1. @ Luisa
      Grazie per le sue acute osservazioni. Onestamente non credo che i BTP vadano in default, ma penso piuttosto che il loro prezzo possa scendere più o meno velocemente a seconda di come andranno le cose. Le banche e le SGR “devono” comprare titoli pubblici per regolamento.
      Le banche lo fanno perché devono investire parte della riserva in titoli di stato, le SGR lo fanno perché i fondi obbligazionari si confrontano con indici di riferimento composti per lo più da titoli di stato.

      A mio avviso non è il caso di “fuggire” dai titoli di stato ma solo di limitarne il peso all’interno dei portafogli perché il loro rendimento non giustifica i rischi corsi..

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  36. Buonasera Giacomo,dal giorno in cui ha pubblicato questo articolo ho notato che è cominciato un rally del nostro btp con calo dello spread….come interpreta questo fatto?
    grazie per la cortese risposta

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    1. @ Roberto
      Concordo con quello che scrive Francesco. Un investitore dovrebbe ragionare con orizzonte 3-5 anni e non con una visibilità “a pochi giorni”. Questo modus operandi è tipico di chi fa trading non di chi investe 🙂 Grazie per il suo commento…

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  37. @Roberto, con l’allontanarsi delle elezioni anticipate, si è normalizzato il mercato secondario dei titoli di stato italiani, sempre volubile e banderuola come tutto il mercato finanziario. A questo si unisce il risultato ‘confortante’ delle elezioni francesi e la situazione inglese. Io eviterei di stare dietro alle valutazioni del momento: i tassi sono quelli che sono e la situazione non cambierà significativamente per tutto il 2017.

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