Amundi Prime Global ETF?

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Amundi Prime Global è un ETF azionario globale a bassissimo costo. Rappresenta un’alternativa ai prodotti tradizionali?

Le caratteristiche di Prime Global

Per prima cosa è opportuno evidenziare che il Prime Global è un ETF che fa parte della gamma Prima di Amundi.

In altri termini, si tratta di un prodotto che ha le seguenti caratteristiche:

  • costi bassi, tra i più competitivi del mercato
  • investimento responsabile, grazie alla esclusione di società coinvolte nella produzione e commercio di armi controverse
  • replica fisica del sottostante.

L’indice replicato: Solactive GBS Developed Markets Large & Mid Cap

L’ETF Amundi Prime Global si pone l’obiettivo di replicare l’indice Solactive GBS Developed Market. In particolare, attraverso esso, puoi investire in azioni di 23 Paesi sviluppati ottenendo una copertura dell’85% della capitalizzazione mondiale.

A proposito della ponderazione, è opportuno notare che le azioni all’interno dell’indice sono rappresentate sulla base del flottante. Intendo dire che una società con elevato prodotto tra la quotazione delle proprie azioni ed il numero di titoli in circolazione, peserà di più nell’indice.

Per di più all’interno del Solactive GBS Developed Market troverai azioni di società a larga e media capitalizzazione, con effetti benefici sulla diversificazione del portafoglio.

Composizione geografica

Per ciò che riguarda le aree geografiche, l’indice (e l’ETF) sono parecchio concentrati. A titolo di esempio basti ricordare che gli Usa rappresentano il 59,30% del totale. L’Europa al contrario, è rappresentata per il 10% circa. Altri Paesi in cui l’indice investe sono il Giappone, con l’8,60% del totale ed il Regno Unito con il 5,60%.

Ripartizione valutaria e rischio cambio

Sebbene l’ETF cloni un indice espresso in Dollari Usa, esso è composto da società quotate in diverse valute. Ecco perché è importante capire la composizione valutaria del paniere, al fine di valutare il rischio di cambio cui ti esponi scegliendo il prodotto.

L’Euro, invece, rappresenta il 10,50% del totale. Nel complesso l’89% del portafoglio è investito al di fuori della moneta unica e come tale soggetto al rischio cambio.

In particolare il Dollaro Usa rappresenta il 62,20% del totale. Ciò significa che oltre la metà della somma che investirai nel prodotto Amundi sarà assoggettata al rischio di cambio con la divisa statunitense.

I costi di Prime Global

Dal punto di vista economico, l’ETF è molto vantaggioso, con un costo annuo dello 0,05%. Tuttavia se consideriamo altri parametri notiamo che l’ETF presenta uno spread denaro lettera più ampio dei competitor e un volume scambiato inferiore.

Prendiamo, a titolo di esempio, l’ETF iShares MSCI Core Worl. La tabella mette a confronto i due prodotti:

amundi prime global vs ishares

Tieni presente, per una migliore comprensione, che l’indice Solactive e il MSCI presentano andamenti piuttosto simili. I titoli più pesanti, infatti, sono gli stessi in entrambi gli indici.

Conviene investire nell’ETF Prime Global?

Alla luce di quanto visto possiamo trarre una conclusione importante. Investire nel prodotto Amundi ha senso solo se l’obiettivo di investimento è di lunghissimo periodo e non si intendono fare delle compravendite frequenti.

Se comprassimo o vendessimo più vole l’ETF ci troveremmo a pagare un differenziale denaro lettera elevato. Inoltre è possibile che tra due proposte successive in acquisto e in vendita ci sia una “distanza” notevole, il che amplifica i costi se gli ordini sono di ammontare elevato.

Infine è possibile che l’ETF venga delistato, se i volumi non saranno tali da giustificarne l’esistenza. Se consideri, infatti, i costi prossimi allo zero comprendi bene che i ricavi pareggeranno i costi solo se i volumi coinvolti saranno notevoli.

Se, al contrario, l’ETF scambierà poco in borsa è probabile che anche il suo patrimonio resti piccolo. In questo caso i rischi di delisting saranno più concreti.

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Think different, invest differently

Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari

15 commenti
  1. Nota: Su Bloomberg, lo spread bid ask dell’Amundi oggi é pari a 0.03, piuù precisamente 19.692 in acquisto e 19.722 in vendita

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    1. @ Luca
      Grazie per la precisazione. Il problema dello spread è che esso è volatile, per cui non serve a molto osservarlo in modo “puntuale”. Meglio fare una media per esaminarne l’evoluzione nel tempo…

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  2. Si tratta di un etf nato da circa 4 mesi,di solito ovviamente hanno volumi di scambio ridotti.Sono d’accordo meglio evitare di investirvi,il rischio di essere delistato e’ maggiore

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    1. @ Luca
      E’ possibile che nel tempo i volumi crescano, ma ogni indice ha un ETF “benchmark” più liquido su cui si concentrano gli scambi. E dubito che l’Amundi lo diventi…

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  3. Buona serata GIACOMO,ma un etf che comprende USA,EUROPA, GIAPPONE REGNO UNITO, E CINA esiste?

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    1. @ Antonio
      Sì… un ETF che replichi l’MSCI AC World. Lì trovi tutti i Paesi che hai citato…

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  4. Si tratta di un ETF a Distribuzione.

    Per il lungo periodo preferisco quelli ad Accumulazione.

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  5. Buongiorno Giacomo. Cosa può succedere se un titolo venga “delistato”?

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    1. @ Giacomo
      Dipende… se l’ETF continua a essere scambiato su un’altra borsa dovrai venderlo accedendo a quel mercato. Se la tua banca non te lo permette avrai dei problemi nel venderlo. Se, invece, viene cancellato da tutte le borse esso si scioglie e i clienti vengono rimborsati, in modo analogo a quanto accade coni fondi tradizionali…

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  6. Grazie Giacomo.

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    1. @ Antonio
      Di nulla, grazie a te!!

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  7. buonasera Giacomo, anche se non siamo nella sezione giusta (ho provato la funzione cerca, ma stranamente non ho trovato nulla), posso chiederti gentilmente cosa pensi dei reits, se li consideri indispensabili o sono troppo correlati con l’azionario globale quando le cose si mettono male? molte grazie

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    1. @ Alfredo
      Come giustamente hai notato sei fuori tema. Per domande non attinenti ai post usa il gruppo Facebook “investiamo da soli”, grazie!!

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  8. Buona sera Giacomo, se possibile vorrei sapere da lei se risponde al vero che le commissioni bancarie di acquisto/vendita di un ETF vengono inserite come minusvalenze nel nostro cassetto fiscale mentro lo stesso non succede con le azioni? La ringrazio molto se vorrà rispondermi.

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    1. @ Daniele
      Il suo commento è fuori tema, ma per questa volta le rispondo ugualmente dato che in fondo parliamo sempre di ETF. Per le domande non in linea con il contenuto del post scriva sul gruppo facebook Investiamo da soli. Ad ogni modo sì, le commissioni pagate rientrano nel calcolo delle plusvalenze o minusvalenze, sia che si tratti di azioni sia di ETF…

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