Banco Posta Azionario Flessibile: Analisi e Opinioni

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Bancoposta azionario flessibile: un nuovo fondo di investimento che fa promesse che difficilmente riuscirà a mantenere. Nonostante la breve storia, le premesse per un investimento deludente ci sono tutte.

Cosa Sono i Fondi Flessibili

Per capire meglio i punti di debolezza del prodotto Banco Posta, esaminiamo brevemente le caratteristiche dei fondi comuni di investimento di tipo “flessibile”.

Si tratta di un prodotto nato sul finire degli anni ’90 che mirava a superare le polemiche create dalla proliferazione di prodotti iper specializzati, che impedivano agli investitori di beneficiare appieno della delega al gestore.

A titolo di esempio, immagina un fondo specializzato sulle azioni francesi. Indipendentemente dall’andamento degli altri mercati, o dello stesso azionario francese, esso continuerà ad investire in azioni di società operanti in Francia. Questo, infatti, è l’obiettivo del prodotto.

Ma gli investitori vogliono altro: un gestore capace di muoversi a 360 gradi su tutti i mercati del mondo per cogliere le opportunità che via via si creano. Nasceva così il fondo flessibile. Tuttavia questa categoria di prodotti non ebbe mai un grande successo a causa di errori gestionali e costi elevati.

Grazie a questa consapevolezza, procediamo ora all’analisi dell’azionario flessibile di Banco Posta.

Caratteristiche Generali di Banco Posta Flessibile

Il fondo di cui parliamo, contraddistinto dal codice ISIN IT0005357865, è un prodotto a vocazione azionaria. In altre parole esso potrà investire in una pluralità di strumenti finanziari ed aree geografiche, mantenendo però una quota azionaria importante.

In aggiunta a ciò è interessante notare che Banco Posta è solo il collocatore del prodotto. Azionario flessibile, infatti, è gestito da Eurizon Capital, una SGR del gruppo Banca Intesa.

I Costi di Bancoposta Azionario Flessibile

Investire nel prodotto flessibile delle Poste non comporta un costo di ingresso, né una commissione di uscita. In particolare ogni versamento comporta solo 2€ di diritto fisso. Lo stesso importo è addebitato in caso di rimborso del prodotto, o del passaggio ad altro fondo (switch).

La commissione annua di gestione, che non vedi direttamente ma paghi, è pari all’1,50%. Si tratta di un valore “mediano”, ossia non troppo elevato ma nemmeno particolarmente economico.

La Politica di Investimento

Il fondo, come ti ho detto, è di tipo flessibile. In altri termini esso dà al gestore una grande libertà di manovra. Infatti la quota azionaria del prodotto potrà andare da un minimo del 40% ad un massimo del 90%.

Tuttavia, come ci ricorda Spiderman, “ad un grande potere corrisponde una grande responsabilità“. Intendo dire che se deleghi un soggetto terzo a movimentare in modo autonomo il tuo investimento potrai ottenere grandi guadagni o subire ingenti perdite, a seconda dei casi. Tutto ruota intorno alla capacità del gestore nello sfruttare le leve di cui dispone.

Prima di ritornare su questo aspetto, terminiamo il nostro studio. L’approccio al mercato è di tipo contrarian. Ovvero il gestore aumenterà la quota di azioni quando i mercati sono depressi per ridurla quando si attraversano fasi positive.

L’obiettivo è quello di avere una volatilità annua inferiore alla media dei mercati azionari globali: il 15% contro il 20% medio. Per raggiungere questo obiettivo il portafoglio sarà diversificato in circa 120 azioni diverse.

Al contrario, il portafoglio di bond potrà essere impiegato in emittenti governativi e società private fino ad un massimo del 60%. Il fondo, per concludere, potrà investire fino al 30% del totale in quote di altri fondi di investimento.

La durata media finanziaria del portafoglio bond (duration) non supererà i 6 anni.

Perché Investire nel Banco Posta Azionario Flessibile?

L’investimento in un prodotto flessibile ha senso per quegli investitori che desiderano approcciarsi ai mercati azionari in modo più conservativo, evitando di correre rischi notevoli.

A differenza di un fondo bilanciato aggressivo, un flessibile dovrebbe mostrare un maggiore dinamismo nella quota azionaria, con l’intenzione di offrire un guadagno aggiuntivo e ridurre le perdite nelle fasi sfavorevoli.

Purtroppo la storia dei prodotti flessibili mostra che questo obiettivo non è mai stato raggiunto. Come se non bastasse i gestori si sono mostrati storicamente poco propensi ad una movimentazione efficace del portafoglio, svilendo i vantaggi potenziali del prodotto.

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Analisi di un Fondo Flessibile “Speculare”

Per valutare l’andamento del fondo flessibile delle poste e sopperire alla mancanza di dati storici, ho preso ad esempio un prodotto simile, gestito dalla stessa SGR, Eurizon.

Sto parlando di Eurizon Azioni Strategia Flessibile. Esso ha generato, in passato, rendimenti stabilmente inferiori a quelli di un portafoglio bilanciato 50-50.

Le ragioni sono essenzialmente tre:

1 – costi eccessivi

Nonostante la commissione di gestione sia pari all’1,80% l’anno, la presenza di costi aggiuntivi eleva il costo annuo totale, TER, al 2,03%. Un onere accettabile diventa così un costo difficile da compensare, in un mercato fortemente competitivo.

2 – prudenza eccessiva in una fase rialzista dei mercati

Il gestore ha mantenuto un atteggiamento eccessivamente prudente. Se questo ha fatto sì che la volatilità sia stata contenuta (solo il5%), d’altro canto il rendimento ne ha sofferto non poco.

3 – cattiva capacità di stock picking

La selezione dei titoli difettosa ha fatto sì che i rendimenti del prodotto siano stati deludenti.

Sebbene si tratti di un fondo diverso da quello Banco Posta, dal momento che il gestore è lo stesso, è facile attendersi un andamento analogo anche sul nuovo prodotto in collocamento.

Le Opinioni di Segreti Bancari

Non vedo motivi validi per investire nel fondo flessibile Bancoposta. Le premesse per una performance deludente ci sono tutte; peraltro la storia ha mostrato come un portafoglio composto da due soli ETF passivi a basso costo abbia ottime probabilità di rendere di più.

Sebbene i critici obietteranno che il gestore fa delle movimentazioni strategiche al portafoglio, io mi baso sull’arida aritmetica dei numeri. E le probabilità sono contro il fondo azionario flessibile.

Think different. invest differently.

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Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari.

2 commenti
  1. Complimenti per la tua analisi. Comunque oggi è davvero difficile trovare fondi attivi che superano i loro indici passivi. Ne sono rimasti davvero pochi. Ne cito due : Morgan Global Opportunity e il Morgan Brand, ache tu hai analizzato in un post. Saluti Roberto

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    1. @ Roberto
      E’ vero. Inoltre non bisogna mai abbassare la guardia, perché anche i gestori attivi possono perdere colpi. Ecco perché i fondi attivi vanno comunque monitorati nel tempo.

      Rispondi

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