ETF a Tasso Variabile: Ecco i Migliori

ETF a tasso variabile: cosa sono e come scegliere i migliori

Cosa sono gli ETF a tasso variabile?

Gli ETF a tasso variabile sono strumenti finanziari che replicano un indice composto da obbligazioni “floating rate“. Queste ultime, a differenza dei bond standard che pagano cedole di importo costante, fruttano interessi variabili sulla base dell’andamento di un tasso di interesse preso come riferimento.

Il grande vantaggio degli ETF a tasso variabile sta nella ridotta volatilità che i bond sottostanti hanno rispetto ad obbligazioni di pari scadenza ma a tasso fisso.

Il momento migliore per acquistare un ETF di questo tipo è prima di un possibile rialzo dei tassi di interesse.

Rispetto all’acquisto diretto di pochi titoli, un ETF permette una efficace diversificazione del rischio emittente permettendo così la costruzione di un portafoglio più efficace.

Come scegliere i migliori ETF obbligazionari a tasso variabile

La scelta del prodotto più adatto alle nostre esigenze è piuttosto semplice e va fatta seguendo un percorso articolato in due step. Non passare al secondo passaggio se non hai ben compreso il primo e non lo hai hai applicato correttamente.

E’ abitudine diffusa tra gli investitori quella di cercare il “prodotto migliore” in cui investire senza prima partire dall’analisi delle proprie esigenze e dagli obiettivi che vogliamo raggiungere. Per questo la prima cosa da fare è predisporre un piano per investire, suddividendo il portafoglio che vogliamo costruire tra diversi tipi di strumenti finanziari. Se all’interno dello stesso non c’è posto per obbligazioni a tasso variabile, la faccenda termina qui. Se gli ETF a tasso variabile fanno parte dei prodotti in cui vogliamo investire, possiamo proseguire.

Poiché il rendimento degli ETF obbligazionari è direttamente influenzato dai costi, è bene tenere conto di questo aspetto scegliendo gli strumenti più economici, soprattutto se l’orizzonte temporale di investimento è piuttosto esteso. Pochi centesimi di differenza nel costo annuo faranno una grande differenza se il periodo di riferimento è particolarmente lungo.

I migliori ETF a tasso variabile scelti per te

Ecco un’analisi commentata dei migliori prodotti disponibili su borsa italiana.

Lyxor Barclays Floating Rate Euro 0-7Y – FR0012386696

L’ETF investe in 67 obbligazioni a tasso variabile emesse in euro da società private ed aventi durata residua non superiore a 7 anni.

  • il costo annuo di gestione è dello 0,15%
  • l’ETF è a capitalizzazione e non paga proventi periodici
  • il 49,83% dei bond ha un rating BBB, il 46,42% ha un rating A ed il 3,75% un rating AA
  • la cedola media dei bond detenuti è dello 0,24% annuo per cui nelle condizioni attuali il rendimento atteso  è di pochissimo superiore a zero
  • la replica è sintetica

Investire in questo ETF ha senso se si vuole impiegare il proprio capitale in titoli a tasso variabile denominati in Euro nell’attesa che un rialzo dei tassi ne farà crescere le cedole e quindi la remunerazione.

Lyxor $ Floating Rate Note EUR Monthly Hedged – LU1571052130

L’ETF investe in 172 obbligazioni a tasso variabile emesse in dollari Usa ed aventi una vita residua compresa tra i 2 ed i 7 anni. Il rischio cambio è coperto con contratti a termine aventi scadenza mensile, per cui le fluttuazioni del cambio euro – dollaro non impatteranno sui rendimenti.

  • il costo annuo di gestione è dello 0,10%
  • l’ETF è a distribuzione e paga interessi con cadenza semestrale
  • il 44,77% del portafoglio è composto da titoli aventi rating BBB, il 42,41% A e il 12,41% AA
  • la cedola media del portafoglio sottostante è del 2,34%
  • la replica è sintetica

Investire in questo ETF ha senso se si vuole ottenere i rendimenti offerti dai bond statunitensi, beneficiando al tempo stesso dei loro possibili rialzi ma senza correre il rischio di cambio.

iShares $ Floating Rate Bond – IE00BZ048462

L’ETF investe in 437 bond a tasso variabile denominati in dollari Usa aventi vita residua inferiore a 5 anni.

  • il costo annuo di gestione è dello 0,10%
  • l’ETF è a distribuzione e paga interessi con cadenza semestrale
  • il 16,76% dei bond in portafoglio ha un rating BBB, il 45,09 A, il 21,83% AA e il 13,48% AAA
  • la cedola media dei bond detenuti è del 2%
  • la replica è fisica con campionamento, per cui l’ETF non deterrà tutti i bond che compongono l’indice.

Ha senso comprare questo ETF se si vuole fare un investimento in dollari privilegiando i titoli a tasso variabile.

Oltre il tasso variabile

Avrai certamente notato che investire in ETF a tasso variabile va bene solo in certi contesti di mercato. Non sono prodotti adatti per tutti, ed occorre dosare bene la quota di ETF da inserire eventualmente in portafoglio.

Se vuoi andare “oltre” ed ottenere gratuitamente l’analisi di quattro ETF tra loro complementari che puoi usare per iniziare a costruire un portafoglio (od ottimizzarne uno esistente), ti segnalo l‘IC Warm-Up.

14 commenti
  1. Hai scritto che il “Lyxor $ Floating Rate Note EUR Monthly Hedged – LU1571052130” ha una cedola media del portafoglio sottostante del 2,34% (lordo o netto ??). Mi aspettavo pertanto che la cedola distribuita a dicembre fosse intorno al 1%!! Come mai sono stati distribuiti 0.30 euro a fronte di una quotazione di circa 100? Ringrazio anticipatamente. Ciao

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    1. @ Davide
      Un conto è la cedola media del portafoglio, altra cosa è la quota parte degli utili che l‘ETF sceglie di distribuire. Molto spesso le due cose non coincidono perché non tutti i proventi incassati sono distribuiti…

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      1. Perdonami, ma non ho capito…
        Mi stai dicendo che a dicembre, ciò che lEtf ha distribuito non è l\’interesse cedolare ma proventi di altro tipo?
        Allora desidererei sapere quando vengono distribuiti gli interessi e quanto è l\’ammontare.
        Se la cedola media del portafoglio non è un dato da prendere come riferimento per il rendimento dell\’Etf, mi puoi indicare secondo te quanto rende queso Etf?
        Ringrazio anticipatamente

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        1. Buongiorno, mi accodo alla segnalazione dell’investitore precedente. E’ veramente una forbice enorme quella fra i proventi medi del portafoglio dell’etf e quanto retrocesso al cliente. Anche io ho fatto lo stesso controllo e ho avuto identica perplessita’. Sarebbe opportuno indicare, a grandi linee, il rendimento effettivo dell’etf ammesso che sia immaginabile. Se non lo e’ l’acquisto non sarebbe sensato, parlando di trasparenza.

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          1. @ Maurizio
            E’ impossibile conoscere in anticipo quale sarà il rendimento futuro di un investimento. Non è questione di trasparenza ma del fatto che per definizione i mercati finanziari sono incerti e nessuno può conoscere con esattezza ciò che accadrà in futuro.
            L’acquisto è sensato se l’inserimento di un prodotto di questo tipo è coerente con i propri obiettivi di investimento.

        2. @ Davide
          L’ETF incassa proventi grazie alle cedole incassate. Parte di questi soldi vengono distribuiti come denaro contante accreditato in conto, la restante parte è reinvestita e contribuisce a fare crescere la quotazione degli ETF stessi. E’ difficile fare un calcolo della redditività del prodotto perché rientra in gioco anche il fattore cambio.

          Ricordo anche che prima di scegliere dove investire è bene avere una strategia a monte così da evitare di scegliere i prodotti sbagliati.

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          1. Continuo a rimanere perplesso… Nell’articolo scrivi esattamente il contrario in riferimento al rischio cambio… Inoltre se l’ETF è a distribuzione, non capisco perchè una parte delle cedole deve essere reinvestita… Comunque, se le cose stanno così come hai scritto nelle risposte ai commenti (in contraddizione con ciò che è scritto nell’articolo), non mi pare sia un ETF così interessante come può apparire invece a prima vista. Però hai ragione in merito alla strategia: tutto dipende sempre dagli obbiettivi che uno si pone. In fin dei conti “nella vita tutto è relativo”.

          2. @ Davide
            E’ vero: ho dato una risposta generica senza specificare che mi stavo rivolgendo ad entrambi gli ETF. Quello che interessa a te (Lyxor $ Floating Rate Note EUR Monthly Hedged) copre il rischio cambio per cui hai ragione te. Il secondo (iShares $ Floating Rate Bond) è a “cambio aperto”.
            Ad ogni modo la ragione per cui gli ETF non sempre distribuiscono tutti i proventi incassati sta nel fatto che se lo facessero la loro quotazione sarebbe più stabile, dando così l’impressione di “rendere poco”. Pagando solo una parte della cedola incassata sotto forma di dividendo la quotazione dell’ETF tenderà a crescere un po’ di più.

  2. Se posso dare il mio contributo alla discussione sul rendimento dell\’ETF LU1571052130, vorrei far notare che – a mio parere- per far \”quadrare i conti\” occorre tener presente che costi di gestione (c.d. TER,) fino allo scorso anno (non so se cambierà qualcosa con l\’entrata in vigore del MIFID 2) non erano comprensivi dei costi di copertura del rischio di cambio (quantificati oggi dalla Lyxor nello 0,19% mensile), che vanno quindi ad aggiungersi ai primi. Poichè le entrate dell\’ETF sono costituite dalle cedole, una parte evidentemente viene distribuita, la restante confluisce nel patrimonio, che a sua volta viene poi utilizzato per coprire le spese, comprese quelle sostenute per la copertura del rischio di cambio. Così, da dilettante \”fai da te\”, mi è sembrato di aver capito….. Lieto di ricevere conferme o smentite.

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    1. @ Franco
      Indubbiamente i costi di copertura dal rischio cambio ci sono ed incidono sulla performance finale del prodotto. Confermo che “ante Mifid 2” tali oneri non venivano compresi nel TER ossia nel costo totale di gestione del prodotto.Grazie per il contributo…

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  3. Starei un pò attento su quelli a replica sintetica anche se Giacomo tempo fa consigliava di investire 100.000 su 2 etf:
    Lyxor float 0-7 years e Ishares 1-5 eur corporate.
    In caso di crash penso che i maggiori rischi siano sul Lyxor float

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    1. @ Luca
      A mio avviso non è così necessario prestare troppa attenzione alla modalità di replica del sottostante. Grazie al paniere sostituito o al “collaterale” anche gli ETF sintetici sono sicuri.

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  4. buongiorno, ho 2 domande: 1. tra la replica fisica a campionato (terzo etf) e quelle sintetica non è sempre quella la prima? 2. la versione hedged del terzo etf (IE00BF11F458) non va bene perché lanciato da poco e ancora poco scambiato? grazie

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    1. @ Ale
      La replica fisica con campionamento significa che l’ETF non detiene tutti i titoli che compongono il sottostante, ma solo alcuni di essi. Questo incide negativamente sulla capacità che ha il prodotto di replicare fedelmente l’indice (tracking error). La replica sintetica è più precisa perché viene ottenuta usando un contratto derivato (spesso uno swap).
      Il volume scambiato di un ETF potrà crescere nel tempo, ma non è detto che aumenti in modo esponenziale solo perché il prodotto “è quotato da un po’”…

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