ETF Short: Cosa Sono Come si Usano Quando Servono

ETF Short: cosa sono?

Gli ETF short sono prodotti finanziari che replicano le variazioni del sottostante cambiandone il segno. Quando il sottostante scende l’ETF cresce nella stessa proporzione, permettendo all’investitore di trarre un profitto dai ribassi.

Grazie a questa loro peculiarità gli ETF short sono adatti sia a chi vuole speculare durante le fasi di ribasso dei mercati, sia a chi vuole “immunizzare” il proprio portafoglio. Alcuni di questi strumenti sono ETF a leva, ossia amplificano di “enne” volte l’andamento del sottostante.

Ad esempio un ETF Short a leva 7 significa che amplificherà di 7 volte la variazione del sottostante, cambiata di segno. Un rialzo dell’1% provocherà una caduta del 7% nel valore dell’ETF, mentre un ribasso dell’indice del 10% genererà un guadagno del 70%.

Come funzionano gli ETF Short

Acquistare un ETF short equivale a vendere il sottostante allo scoperto.

La vendita allo scoperto è messa in atto da chi si attende un ribasso della quotazione del prodotto oggetto della transazione, cosicché lo vende sperando in una successiva discesa, che gli permetterà di ricomprarlo a prezzi più bassi. L’operazione comporta un costo legato al prestito titoli che bisognerà attivare per poter consegnare gli strumenti venduti al compratore fintanto che il loro riacquisto non ne permetterà la restituzione.

Un ostacolo di tipo pratico, per chi vuole operare allo scoperto, sta nei limiti imposti dalla propria banca: non tutti gli istituti, infatti, consentono la vendita di prodotti finanziari che non si hanno in portafoglio.

Acquistare un ETF Short significa guadagnare quando il mercato scende attraverso l’acquisto di un prodotto complesso evitando la vendita allo scoperto.

Questa viene eseguita in modo autonomo all’interno dello stesso ETF senza alcun intervento da parte dell’investitore, che dovrà però essere consapevole che sull’ETF gravano costi legati ai titoli che lo stesso dovrà prendere a prestito.

C’è un altro aspetto importante da tenere in considerazione  prima di investire in ETF short. Un partecipante al mio corso dal vivo Investitore Libero mi ha fatto notare che un ETF short sullo S&P 500 non replicava in modo speculare l’andamento dell’ETF standard sullo stesso indice come era logico attendersi.

Tra giugno e settembre 2017 l’ETF Short sullo S&P 500 ha avuto il medesimo andamento rispetto ad un prodotto standard che ne clona l’andamento. Come mai?

L’ETF short sullo S&P 500 replica al contrario l’andamento dell’indice in valuta locale (dollari usa), mentre l’ETF standard ha come sottostante l’indice in euro. Poiché nel periodo in esame il cambio euro – dollaro è cresciuto da 1,11 a 1,18, lo S&P 500 cresceva in dollari mentre scendeva in euro. Chi aveva un ETF short  perdeva perché il sottostante in dollari saliva, e fin qui tutto bene. Ma chi avesse comprato il prodotto short per cautelarsi da un ribasso della borsa Usa avrebbe subito un doppio danno perdendo su entrambi i prodotti.

Gli ETF Short e la copertura dai ribassi

Non è solo l’effetto cambio a rendere inadatto l’ETF short nella protezione dai ribassi. Oltre all’effetto compounding che fa sì che la replica ribassista non sia “perfetta”, ci si mette di mezzo anche il fisco.

Immaginiamo il caso di un investitore che voglia coprirsi da un ribasso delle quotazioni di un certo indice. Invece di vendere l’ETF sottostante l’investitore decide di comprare un prodotto short. Al di là della distorsione da tasso di cambio di cui abbiamo già parlato, immaginiamo che le cose vadano in questo modo:

confronto etf long short

In TEORIA la copertura ha funzionato correttamente. Il nostro investitore ha subito una perdita di 20 € sulla posizione “standard”, che chiameremo long mentre ha guadagnato 20 € sulla posizione short perché per definizione questa è l’immagine speculare della prima. Il suo portafoglio vale 100 €, esattamente come prima del ribasso, perché al valore attuale di 80 € bisogna aggiungere i 20 € di guadagno sulla posizione short.

Nessuno però “visse felice e contento“, poiché sui 20 € guadagnati sulla posizione short occorre pagare il 26% di imposta. A fronte di una riduzione di 20 € della posizione long, quella short mi coprirà solo per 14,80 €.

Usare gli ETF Short come copertura dai ribassi semplicemente non ha senso. E’ molto meglio liquidare le posizioni “long” per poi rientrare in un secondo momento.

Quando usare gli ETF Short

Una strategia alternativa potrebbe essere quella di vendere l’ETF long e comprare un prodotto short quando ci si attende un ribasso, in modo da guadagnare nelle fasi negative, per poi liquidarlo e ricomprare il prodotto long nelle fasi rialziste successive.

Questa strategia, più adatta al trading che non all’investimento, presuppone che un soggetto sia sempre investito in un certo mercato:

  • con un ETF long durante le fasi rialziste
  • con un ETF short durante le fasi ribassiste

Oltre a comportare una eccessiva movimentazione del portafoglio e il proliferare di costi e tasse, questa strategia perde utilità nelle fasi di mercato in cui non c’è una tendenza precisa. Nelle fasi senza trend si passerà continuamente da una posizione rialzista ad una ribassista, finendo con il danneggiare la performance di portafoglio.

A mio avviso in una sana strategia di investimento non c’è spazio per gli ETF short, che restano più adatti per un trading di breve periodo. Inoltre la presenza dei costi legati agli interessi passivi, al prestito titoli e all’effetto compounding limitano in ogni caso l’efficacia di questi prodotti.

Se vuoi speculare al ribasso tanto vale vendere allo scoperto e non usare gli ETF short.

Giacomo Saver

Segretibancari.com

8 commenti
  1. Buona sera GIACOMO usare un certificate leva3 short potrebbe essere più adatto in una fase di ribassi quale differenza con etf .GRAZIE.

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    1. @ Antonio
      Come ho scritto nell’articolo un ETF a leva 3 amplifica di 3 volte le variazioni del sottostante, permettendo un rapido guadagno durante le fasi discendenti e perdendo moltissimo in quelle positive. Sconsigliato vivamente per l’investitore – tipo di Segretibancari.com (persone con patrimoni pari o superiori a 100.000 € che vogliono investire e non speculare)

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  2. Hai ragione su tutto, Giacomo. Rafforzo le tue argomentazioni con questa esperienza personale. Poche ore prima del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 acquisto 3000 euro dell’etf short a leva 2 sul nostro indice principale. Ero convinto (come poi è stato) che Renzi perdesse il referendum e le che posizioni short sulle 40 blue chip di Milano fossero colossali. Ebbene, il referendum non passa e l’indice che ti fa? Inizia inesorabilmente a salire! Vista la mala parata dopo qualche ora il 5 dicembre l’ho venduto con una piccola perdita e sono passato, per fortuna, sull’etf long ma senza leva. E’ stato meglio, naturalmente. Questo per ribadire l’imprevedibilità dei mercati. Complimenti per questo post molto istruttivo, a presto e auguri per Natale e il nuovo anno.

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  3. Aggiungo una altro aspetto relativo alla vendita allo scoperto ed alla leva.
    Se si compra un azione, Etf o altro, nel peggiore dei casi si potrà perdere tutto l\\\’investimento (-100%), ma se si vende allo scoperto e il prodotto finanziario invece crescè supponiamo del 110% si ha una perdita del -110% cioè in teoria più di quanto si era investito (non so in un caso del genere che succede realmente).
    Ovviamente le le azioni (ed ancora di più gli indici/Etf) non si muovono del 100% in qualche giorno ma del 15% può capitare…
    Se si ha un Etf short in leva x(-7) un rialzo del 15% significa una perdita teorica del -105% che è addirittura più di quanto si è investito…
    Quindi sia la vendita allo scoperto che la leva sono strumenti speculativi (specialmente se messi assieme) da comprendere bene prima di usarli, e che comunque non sono metodi adatti ad un investitore ma adatti ad un trader che compra e rivende (o viceversa) nell\\\’arco di poco tempo, (magari nella stessa giornata) e che non stacca gli occhi dal monitor per tutto l\\\’orario di contrattazione.

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  4. Per dirla completa: comprando nel peggiore dei casi si può perdere tutto (fallimento dell’azienda su cui si investe -100%) e non ci sono limiti a quanto si può guadagnare in quanto non c’è un limite a quanto un azione possa salire.
    Per lo stesso motivo vendendo allo scoperto si può guagnare al massimo il 100% (cioè se il valore dell’azione scende a 0) e non ci sono limiti a quanto si può perdere perché non ci sono limiti a quanto un’azione può salire.
    Quindi tra i due metodi c’è una doppia asimmetria che è doppiamente a favore dell’aquisto e doppiamente sfavorevole alla vendita allo scoperto.
    Grazie sempre di tutto Giacomo.

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    1. @ Giusto
      Grazie a te per aver arricchito il post con la tua esperienza personale…

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  5. Non esistono ETF short e nemmeno long leva 7; esistono ETN max leva 3 long e short su Borsa italiana. Gli ETN in gain compensano le minus da ETF e altro. La leva e’ daily e va bene per coprire daily un portafoglio long, a meno di voler ingrassare il broker con le commissioni.

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  6. sempre chiarissimo anche in questa materia non facile. Saluti e auguri.

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