Fondi Azionari di Nicchia: Analisi e Opinioni del BNY Mellon Mobility Innovation

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BNY Mellon Mobility Innovation è un fondo azionario di nicchia dalla performance straordinaria. Dal gennaio a marzo 2019 la quotazione è cresciuta del 15%. Vale la pena saperne di più…

BNY Mellon Asset Management

Prima di analizzare il fondo Mobility Innovation è opportuno dedicare qualche minuto a capire chi sia la società che lo gestisce.

Mellon è stata costituita il 31 gennaio 2018, attraverso la fusione di The Boston Company e Standish in Mellon Capital. A partire dal 2 gennaio 2019, la società così costituita è stata rinominata Mellon Investments Corporation.

Le radici della società, tuttavia, affondano nel lontano 1800. Caratteristica dell’azienda è di offrire strategie di investimento single e multi asset. Il fondo che stiamo per analizzare, in modo particolare, è un prodotto di nicchia che opera in un settore particolare.

Caratteristiche del Fondo Azionario Mobility Innovation

Il fondo è un prodotto azionario che investe in tutto il mondo, ma si concentra sul settore dell’innovazione della mobilità e nelle tecnologie collegate.

Come tutti i fondi a vocazione globale il suo portafoglio è composto in prevalenza da azioni americane. L’investimento è denominato in Euro ma comporta il rischio di cambio tra la nostra valuta e le divise in cui sono denominati i titoli che compongono il portafoglio.

Il Portafoglio del Fondo BNY Mellon Mobility Innovation

Il fondo può investire in modo importante in azioni di società a media e piccola capitalizzazione. Allo stesso modo il gestore potrà dedicare fino ad un massimo del 40% delle disponibilità del fondo all’investimento nei Paesi Emergenti.

Il Paese più importante è l’America. Infatti gli Usa rappresentano il 56% del totale. Segue il Giappone con il 9,50%, poi la Cina con l’8% e la Germania con il 4,70%.

La componentistica auto rappresenta il 18,10% del totale; i componenti elettronici pesano per il il 17,20% del portafoglio. Le attrezzature rappresentano il 14,70% del totale, mentre i servizi il 9,40%.

Sebbene sia logico attendersi una certa “concentrazione” di portafoglio da un prodotto di nicchia, è evidente che il Mellon è davvero molto focalizzato su pochi settori.

Questo lo rende un prodotto da maneggiare con cura, poiché se in apparenza esso è diversificato a livello globale, nei fatti il suo andamento risente in modo deciso da ciò che succede ad un particolare settore merceologico.

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I Rendimenti del BNY Mellon Mobility Innovation

L’analisi delle performance del prodotto è poco rilevante a causa della breve durata dello stesso. Poiché il fondo ha iniziato ad operare nel 2018, pochi mesi non sono indicativi della capacità del gestore di “fare bene” in diverse condizioni di mercato.

E’ inoltre importante notare come il rialzo sorprendente che il fondo ha “vissuto” nei primi mesi del 2019 sia in realtà collegato al positivo andamento dei mercati azionari globali nello stesso periodo.

Il fondo ha guadagnato circa il 16% in tre mesi scarsi, ma in occasione della correzione di fine 2018 è arrivato a perdere fino al 20%, mostrando la volatilità tipica di un prodotto focalizzato su un settore di nicchia a forte componente congiunturale.

Conviene Investire nel Fondo?

Investire nel fondo BNY Mellon è rischioso e costoso, perché la commissione di entrata arriva al 5%. In altre parole, su 100.000 € investiti, solo 95.000 saranno messi a frutto; cinque mila euro andranno a pagare colui che ti ha venduto il prodotto.

Il costo corrente, prelevato anno dopo anno dal valore quota, sfiora il 2%. Si tratta di una commissione decisamente alta.

Il punto di forza del fondo consiste nell’essere presente su un settore di nicchia, capace di una rapida espansione quanto di un tracollo repentino. Il rischio, oltre all’elemento valutario sta nei seguenti fattori:

  • concentrazione su società a media e piccola capitalizzazione
  • settore sensibile all’andamento del ciclo economico

L’Opinione di Segreti Bancari

Non è necessario investire in prodotti di nicchia per ottenere rendimenti elevati dai propri risparmi. La proliferazione di fondi azionari iper specializzati risponde di più all’esigenza degli uffici marketing di proporre investimenti in grado di catturare l’attenzione degli investitori, che non ad offrire un vero servizio agli stessi.

D’altra parte raramente fondi così specifici raggiungono delle dimensioni importanti da garantirne la sopravvivenza nel lungo periodo. Di frequente accade che gli stessi siano “chiusi” attraverso la fusione con prodotti più generici che li incorporano.

Visto che molti fondi simili specializzati in sotto-categorie dell’information technology nati a cavallo del 2000 hanno fatto una fine triste, ed alla luce di quanto detto, ritengo sconveniente investire in questo fondo.

Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari

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