Fondi Bilanciati: Cosa Sono, Quali le Differenze con i Fondi Flessibili e Come Usarli

fondi comuni bilanciati

Articolo aggiornato l’11 settembre 2017

Cosa Sono i Fondi Comuni di Investimento Bilanciati, in Cosa Sono Diversi dai Fondi Flessibili e Quando Conviene Usarli.

I fondi comuni di investimento sono strumenti finanziari attraverso i quali l’investitore acquista due diversi tipi di servizio:

  • un portafoglio diversificato di azioni, obbligazioni o un mix dei due
  • un servizio di gestione professionale del risparmio, volto ad ottenere dal prodotto rendimenti superiori a quelli realizzabili investendo direttamente in un certo mercato.

Un fondo bilanciato è uno strumento che acquista, in proporzione diversa e a seconda della politica di gestione, sia azioni sia obbligazioni nel tentativo di essere il prodotto giusto per tutte le stagioni finanziarie.

Nei primi anni ’80, quando i fondi bilanciati fecero la loro comparsa, le cose andavano pressappoco così. Essi permettevano all’investitore inesperto la maggiore diversificazione possibile, attraverso un opportuno mix, cambiato nel tempo ed ottimizzato, di strumenti finanziari di varia natura.

Poi le cose si sono complicate ed ora abbiamo una serie piuttosto lunga di sotto categorie tra le quali orientarci:

  • bilanciati aggressivi
  • bilanciati “altro”
  • bilanciati prudenti
  • bilanciati flessibili
  • bilanciati moderati

La differenza tra le varie categorie sta nella maggiore componente azionaria che i fondi bilanciati possono avere e che può variare dal 10% al 90% del patrimonio del fondo. La percentuale esatta di azioni minime e massime che ogni prodotto potrà avere è scritta nel prospetto informativo del singolo fondo che ti invito a leggere con attenzione.

A differenza dei fondi flessibili, che in teoria possono variare la componente di azioni da zero al 100%, i fondi bilanciati avranno sempre una quota di capitale di rischio nei propri portafogli a seconda della tipologia di prodotto scelto.

Sebbene i fondi comuni di investimento siano dei portafogli diversificati che cercano di proteggere i tuoi soldi anche in caso di ribasso dei mercati, i fondi bilanciati hanno mostrato in passato comportamenti anomali. Alcuni di essi hanno subito flessioni pari quasi ai fondi azionari durante i crolli dei mercati, altri hanno limitato i danni ma poi non sono stati in grado di offrire performance eccellenti.

Investire in fondi bilanciati non protegge il tuo patrimonio come credi. Il gestore, per colpa di vincoli imposti dal regolamento, non potrà mai azzerare la quota di azioni nemmeno se il mercato precipitasse come una valanga.

Questa è la giusta preoccupazione di molti investitori. Nelle loro teste – e forse anche nella tua – c’è l’errata convinzione che i fondi di investimento bilanciati siano adatti per tutte le stagioni, poiché c’è un gestore che gonfia e sgonfia la parte azionaria per difendere i tuoi soldi durante i ribassi e farli rendere al massimo durante i rialzi.

I fondi comuni di investimento sono prodotti finanziari più rigidi di quanto credi, lascia che lo dica un ex bancario che ha lavorato per quasi 20 anni nel sistema finanziario. I gestori non sono liberi di fare ciò che “sentono” per colpa dei regolamenti e delle direttive che ricevono dall’alto.

E le performance deludono. In particolare un giusto mix di ETF – ossia di fondi passivi non gestiti – ti permetterà di battere la gran parte dei fondi bilanciati moderati e prudenti come è successo nel caso del Carmignac Patrimoine. Stesso discorso per ciò che riguarda i bilanciati obbligazionari.

Investire in fondi bilanciati, purtroppo, nel 99% dei casi non è una buona idea .

Essi presentano una certa rigidità nella loro gestione, perché difficilmente il gestore di un fondo bilanciato eliminerà tutte le azioni che ha in portafoglio, nemmeno se il mercato stesse per crollare.

Il fatto che i fondi comuni bilanciati siano la soluzione per tutti è poi la classica leggenda metropolitana.

Ecco, invece, ciò che conta (e che la tua banca non ti dice):

  • i fondi bilanciati sono strumenti finanziari piuttosto cari e, proprio a causa delle limitata presenza di azioni, soffrono di più per il drenaggio di denaro ad opera delle commissioni di gestione rispetto ai fondi azionari
  • sono poco trasparenti perché non sai mai con precisione quante azioni hai in portafoglio in un certo istante
  • sono poco redditizi e le loro performance sono battibili con pochi e semplici ETF opportunamente dosati

Giacomo Saver

Direttore e Fondatore di Segretibancari.com

10 commenti
  1. Quindi i fondi in cui il gestore ha piena liberta , come gli hedge, sono piu sicuri?

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    1. @ Giorgio
      Assolutamente no. La maggiore libertà è positiva in linea teorica, poi bisogna vedere come, nel concreto, il gestore manovrerà il fondo e che tipo di risultato otterrà. Se dai una auto veloce ad un pilota esperto ti condurrà presto a destinazione, ma se dai una Lamborghini ad un neo patentato o una persona che non ha ottime capacità di guida ti porterà dritto contro il primo muro che trovi 🙂

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  2. Peccato caro Giacomo che dimentichi di dire una cosa importante ai tuoi lettori: che le commissioni di entrata possono essere sempre scontate anche totalmente, che la commissione di gestione è il prezzo congruo da pagare per avere una gestione “attiva” dei fondi da parte di analisti che fanno quel lavoro per il cliente e che i fondi non sono prodotti mordi e fuggi ma che tenuti per il giusto periodo daranno sempre soddisfazioni.
    Io lavoro per una grande banca italiana, la più grande per patrimonio gestito di clienti private in Italia, utilizzo i fondi delle più grandi case di investimento internazionali, e i fondi “bilanciati” e “flessibili” che tu tanto denigri hanno rendimenti a 5 e a 10 anni dell’ordine del 6/7 % all’anno.
    Ai miei clienti sconto spessissimo le commissioni e ti assicuro che a distanza di anni sono contenti non solo del rendimento ma soprattutto della gestione del rischio che riesco a garantirli con sistemi di controllo e gestione della rischiosità assai evoluti e all’avanguardia, controllo che permette loro di avere una gestione attenta alle loro necessità ed obiettivi ( cosa che un Etf non potrà mai garantire in caso di crollo del mercati ).
    Scusami ma sputare sentenze preconfezionate e gratuite non qualifica il lavoro di nessuno, nemmeno il tuo che ti spacci un po’ troppo per paladino dei deboli.
    La consulenza è una cosa seria, vallo a raccontare a tutti i clienti “fai da te” che per non volersi fidare di nessun consulente si sono poi ritrovati a leccarsi le ferite.
    Un saluto.

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    1. @ Marco
      Certo che le commissioni di ingresso possono essere scontate ma se i rendimenti non giustificano i costi di gestione preferisco stare alla larga da un prodotto bilanciato.
      Durante il webinar su come scegliere i fondi di investimento abbiamo applicato dei criteri di selezione rigorosi che permettono di individuare i prodotti che hanno le maggiori probabilità di ripagare i costi di gestione e sovraperformare il benchmark e non ne abbiamo trovati.

      Non c’è continuità delle performance e chi è il migliore su un orizzonte di 3 anni scende se la classifica è fatta a 5, a 10 o ad un anno. Quindi perché devo affidare i miei soldi ad un gestore che nonostante tutta la sua scienza fa mediamente peggio dei mercati in cui investe?

      I risultati che la bravura del gestore darà sono incerti, mentre i costi incidono pesantemente sul risultato. Grazie per aver trovato il tempo di scrivermi.

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      1. Caro Giacomo
        Apprezzo personalmente qualsiasi forma di informazione supplementare è indipendente che possa servire ad un risparmiatore per avere maggiore coscienza e conoscenza del mondo finanziario, e quindi anche il sito da te condotto, però ritengo che a volte le informazioni e le “verità ” vadano dette per intero: è ovvio che su archi temporali variabili dai 3 ai 10 anni le performance dei fondi possano variare anche sensibilmente, però se un fondo in un arco di 7 anni ( e ne potrei citare svariati, da Jp Morgan a Templeton, tanto per restare sui più conosciuti ) offrono storicamente risultati che si aggirano intorno al 7/8 % continuo a ritenere che un cliente che si possa dichiarare insoddisfatto io lo trovo con il lanternino.
        Se poi una persona qualsiasi che non lavori nel settore e non lo faccia di mestiere ha modo e tempo di acquisire informazioni e conoscenze costanti e aggiornate che mediamente gli permettano di ottenere risultati del genere allora va bene, è chiaro che si “arrangia” da solo e a lui vanno i miei complimenti.
        Ma fare “meglio del mercato” ossia fare meglio di un indice o di un benchmark ( che esiste solo come parametro di riferimento ) pensiamo che sia tanto facile tramite Etf?
        Ripeto, esistono decine di fondi che hanno fatto anche meglio degli indici di riferimento, soprattutto se, volendo operare con il “fai da te”, per fare meglio di un fondo che ha a suo parametro 5/6 indici devo comunque impegnare costi ( per quanto contenuti ) in acquisto e in vendita svariate volte nel corso di un anno sui vari Etf di riferimento e sempre presupponendo che si posseggano le competenze per saper scegliere il momento più adatto per operare scelte corrette: quanti le hanno rispetto ad un gestore che lo fa per professione ?
        Di “esperti” che si sono bruciati con questa convinzione ne ho conosciuti tanti….
        La consulenza ha un valore, a meno che non ci si ostini a pensare che quando si abbia una malattia sia sufficiente cercare una soluzione in proprio su internet magari peggiorando la cose invece che rivolgrrdi ad uno specialista che magari si farà anche pagare ( si spera il giusto ) ma forse il problema te lo risolve….

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        1. @ Marco
          Gli ETF, per definizione, non battono i mercati in cui investono. Ma nemmeno fanno peggio. Se hai la bontà di leggere il libro di Taleb “Giocati dal caso” ti accorgi come generare performance sia un lavoro a forte componente di casualità. Quindi è impossibile sapere se un gestore è bravo o fortunato e se i rendimenti saranno riproducibili nel tempo.
          Io conosco molti fondi che hanno bruscamente interrotto la loro serie di rendimenti stratosferici perché il gestore ha perso il suo tocco magico…

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  3. ciao giacomo, volevo fare una domanda di carattere generale: cosa ne pensi dei fondi comuni quotati in borsa? La quotazione dei fondi potrebbe eliminare uno degli svantaggi di questi prodotti ovvero i costi? La loro quotazione potrebbe portare altri vantaggi agli investitori? Grazie.

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    1. @ Luca
      Ne abbiamo parlato ieri durante il Webinar dal vivo riservato ai clienti dell’Investment Club. Di per sé sarebbe un’ottima cosa ma credo che le lobbies faranno in modo che il mercato dei fondi aperti non decolli mai e resti una piccola bottega in cui non entra nessuno.
      Costituire un mercato per i fondi significa, in buona misura, perdere le commissioni di ingresso e penso che poche banche sarebbero disposte a farlo.

      Puoi commentare e scrivere di “finanza libera” anche sul Gruppo Facebook Investiamo da soli -> https://www.facebook.com/groups/investiamodasoli/. Grazie per il tuo commento e a presto.

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  4. ciao giacomo mi sapresti dire perche questi due fondi da marzo a oggi vanno sempre piu giu e mi potresti dare un parere.
    Templeton Global Income A Acc $
    M&G Income Allocation Fund Euro A Acc
    grazie

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    1. @ Max
      Purtroppo non posso dare pareri di investimento qui. Vieni ad Investitore Libero e non solo saprai tutto sui fondi che ti interessano ma saprai tu stesso fare la loro analisi e sapere se sia il caso di tenerli oppure no. Ti aspetto in aula 🙂

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