Guadagnare il 5% l’Anno con i Migliori ETF High Yield

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Grazie a quattro ETF High Yield emessi e gestiti da Ishares puoi guadagnare il 5% l’anno sotto forma di cedola. Ma attenzione a quello che accade al capitale ed alle sue fluttuazioni.

ETF High Yield: Quando e Perché?

Chi sceglie di investire in ETF obbligazionari high yield lo fa per avere un rendimento periodico elevato, pagato attraverso la “cedola“. Le obbligazioni high yeld sono titoli ad alto rendimento emessi da società in difficoltà finanziaria.

Investire in ETF high yield, o in titoli “diretti” emessi da società che non hanno requisiti patrimoniali elevati, comporta rendimenti alti ma rischi altrettanto elevati. Gli ETF obbligazionari high yield hanno il vantaggio di diversificare il rischio emittente, ma esibiscono un comportamento “equity like“, ovvero presentano oscillazioni piuttosto marcate che li fanno assomigliare di più alle azioni che non alle obbligazioni.

Prima di esaminare i migliori ETF che pagano cedole nell’ordine del 5% l’anno, lascia che ti dia un avvertimento: non eccedere con gli high yiled. Se deciderai di investire in uno o più dei prodotti che ti presenterò a breve, includili nell’ambito della quota azionaria del portafoglio.

Non commettere l’errore di considerare le obbligazioni high yield come se fossero titoli di stato o bond sicuri, perché non lo sono. Se con gli ETF non rischi di perdere tutto il tuo capitale, i soldi investiti saranno comunque soggetti a forti oscillazioni di magnitudo simile ai prodotti azionari.

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iShares $ High Yield Corp Bond – IE00B4PY7Y77

Caratteristiche dell’Investimento

L’ETF replica un indice obbligazionario composto da bond emessi da società ad alto rendimento e denominati in dollari Usa.

L’ETF è quotato su Borsa Italiana in euro ma comporta il rischio cambio, perché i titoli che ha in portafoglio sono denominati in tale valuta.

I Rendimenti

Il rendimento da distribuzione, ossia il rapporto tra le cedole pagate e il prezzo è del 5,478%. Il rendimento medio dei titoli in portafoglio è pari al 6,40%, ma questo dato è più teorico del primo, perché rappresenta il guadagno che i titoli daranno se conservati fino alla scadenza, cosa che non accadrà.

L’ETF li cambierà con il passare del tempo, mano a mano che nuovi bond saranno inclusi nell’indice replicato.

La durata media del portafoglio – che si riflette sulla volatilità della quotazione, è di 4 anni e mezzo.

Le cedole vengono pagate ogni sei mesi mediante accredito automatico delle somme sul conto corrente.

iShares $ Short Duration High Yield Corp Bond – IE00BCRY6003

Caratteristiche dell’Investimento

L’ETF mira a replicare il più fedelmente possibile, un indice obbligazionario composto da bond Usa emessi da società ad alto rendimento.

Sebbene sia quotato in euro l’investimento nel prodotto comporta il rischio di cambio, poiché i bond che lo stesso detiene sono denominati in dollari Usa.

I Rendimenti

La cedola ammonta al 5,342% del prezzo. In assenza di oscillazioni di prezzo questo è grosso modo il rendimento periodico che il prodotto offrirà nel corso degli anni. Il rendimento medio a scadenza del portafoglio è del 6,15%. La durata media del portafoglio è contenuta: solo 2 anni e 3 mesi.

Il pagamento delle cedole è semestrale.

iShares Fallen Angels High Yield Corp Bond – IE00BYM31M36

Caratteristiche dell’Investimento

L’ETF investe in un paniere di obbligazioni declassate in seguito al peggioramento del merito creditizio. Il 70% del totale è investito in dollari, mentre il 23% in euro. Il resto è impiegato in altre valute.

Sebbene il rischio cambio sia “mitigato” dalla presenza di bond in euro, l’acquisto dell’ETF comporta comunque un rischio dal punto di vista della valuta.

I Rendimenti

Il rendimento da distribuzione è del 4,846%. Tanto è quello che incassa l’investitore attraverso il pagamento di cedole semestrali. La durata media del portafoglio è del 7 anni e 10 mesi, più lunga rispetto ai casi precedenti. Il portafoglio ha una resa a scadenza del 5,48%.

iShares Global High Yield Corp Bond – IE00B74DQ490

Caratteristiche dell’Investimento

L’ETF replica l’andamento di un indice composto da obbligazioni societarie ad alto rendimento di emittenti dei mercati sviluppati. Il 67% del fondo è investito in dollari Usa, il che comporta l’esposizione al rischio di cambio nei confronti di questa divisa. L’euro pesa per il 32% delle disponibilità del fondo.

I Rendimenti

Il rapporto tra le cedole pagate semestralmente ed il prezzo dell’ETF è del 4,843%. Tale è quindi il rendimento da distribuzione ottenibile dall’investitore. La durata media del portafoglio è di 4 anni e 5 mesi mentre il rendimento medio a scadenza del portafoglio è del 5,77%.

Osservazioni Conclusive sugli ETF High Yield

Il grafico che segue mostra l’andamento comparato dei 4 ETF a partire dalla data in cui tutti sono disponibili. Puoi facilmente notare l’andamento è piuttosto simile:

etf high yield andamento -segretibancari.com

Gli ETF Obbligazionari high yield sono rischiosi quasi quanto le azioni. Essi vanno bene per quegli investitori che sono disposti a tollerare oscillazioni elevate dai propri soldi e devono essere considerati “come se” fossero azioni.

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Giacomo Saver – CEO di Segretibancari.

30 commenti
  1. buonasera dott.Saver,
    c’è differenza , a parte la valuta, tra quelli citati nel suo articolo e questo : lu1215415214 lyx ibox e liq hy bb ?
    grazie

    Rispondi
    1. @ Renata
      Cambia l’indice replicato che è più rischioso perché composto da titoli con rating BB.

      Rispondi
  2. Buon pomeriggio Giacomo,mi sembra da quello che noto dagli andamenti degli etf citati che se mantenuti in portafoglio per un periodo di 5 anni almeno,visto le cedole di una certa importanza,sicuramente si avrà un rendimento positivo cosa ne pensi?
    Quale sito consultare per vedere su gli etf i periodi di addebbito delle commissioni annuali?Grazie.

    Rispondi
    1. il sito più attendibile per questa ricerca, è sicuramente “MORNINGSTAR.IT”
      Questo il tools per la ricerca di cui chiedi:
      http://tools.morningstar.it/jbyiq3rhyf/fundcompare/default.aspx?&SecurityTokenList=0P0001954M%5D22%5D0%5DETEXG%24XMIL%7C0P00016HOM%5D22%5D0%5DETEXG%24XMIL&LanguageId=it-IT&CurrencyId=EUR

      IL G.

      Rispondi
    2. @ Antonio
      La certezza non c’è mai e occorre avere un METODO per investire, anche in questo caso. Puoi trovare i costi di gestione sul sito di Borsaitaliana oppure sui siti degli emittenti gli ETF.

      Rispondi
  3. grazie Daniele, come sempre puntuale e preciso nell’informazione.
    IL G.

    Rispondi
    1. @ Gianni
      Ti ringrazio…

      Rispondi
  4. Buonasera Giacomo. Post interessante per trarre qualche spunto: in ottica di una rendita periodica questi etf sono ottimi prr via della cedola elevata. Ma se uno decidesse di acquistarli per poi dimenticarseli per diciamo 25-30 anni, secondo te il capitale verrebbe eroso dai tassi di default e quindi l\’investimento tecnicamente potrebbe anche andare in perdita oppure il capitale investito per un periodo di tempo cosi lungo non subirrebbe ribassi. Grazie del tuo parere sempre lucido e professionale. Un caro saluto.

    Rispondi
    1. Con l’aumento dei rendimenti dei titoli USA si può notare un vistoso calo, in definitiva il rischio non è proporzionato rispetto a titoli obbligazionari più sicuri. Personalmente ho disinvestito prima che la perdita in quota capitale superasse il rendimento da cedole, con un discreto, ma non stratosferico guadagno. Condivido il punto di vista, gli HY hanno un rischio quasi azionario senza gli stessi potenziali ritorni, peraltro.

      Rispondi
    2. @ Daniele
      Per un investimento a così lunga scadenza ci sono altri strumenti migliori da usare: https://investitorelibero.segretibancari.com/

      Rispondi
  5. Secondo me sono ottimi prodotti, in particolare iShares $ Short Duration High Yield Corp Bond – IE00BCRY6003, obbligazionario a breve scadenza ad alto rendimento, e utilizzandolo con versamenti periodici (ad es. allo stacco della cedola) può davvero fare la differenza nel lungo periodo. Peraltro essendo un obbligazionario di società operanti soprattutto in settori difensivi, soffrirebbe meno in caso di crollo dei mercati.

    Rispondi
    1. @ Roberto
      Non dimenticare che gli ETF High Yield soffrono di una volatilità marcata. Il settore non c’entra: se c’è un peggioramento del merito creditizio, le quotazioni obbligazionarie non Investment Grade crollano e con loro l’ETF.

      Rispondi
      1. Infatti, proprio per il fatto che gli ETF High Yield possono avere degli scossoni (mai comunque paragonabili agli azionari), ho precisato che vanno fatti versamenti aggiuntivi o reinvestite le cedole in modo da attenuare i movimenti nel lungo periodo e mediarne il prezzo.
        Cordiali saluti

        Rispondi
  6. Buongiorno , quindi in ottica di lungo termine è preferibile dedicare l’intera parte rischiosa del portafoglio ad azioni ? lasciando perdere gli h y? Io nella mia diversificazione sul lungo periodo ho sempre inserito hy sia euro che in dollari. forse ho sbagliato?

    Rispondi
    1. @ Simo
      Dipende dalla strategie di investimento usata, non c’è una sola riposta valida per tutti e per sempre…

      Rispondi
  7. vedendo questo grafico https://www.yieldstream.com/blog/9/Investing_in_high_yield_bonds__or__Why_we_like_junk_
    dal 1960 ad oggi un investimento in HY bond total return avrebbe reso un 7% annuo circa con un drawdown max del 32% (rispetto al 50% circa del S&P total return). Quindi per ottenere una rendita periodica senza intaccare il capitale in un arco di temporale molto lungo di 25-30 anni potrebbero andar bene, corretto? Grazie mille. Daniele

    Rispondi
    1. @ Daniele
      Da soli no. Gli High Yield vanno mixati opportunamente con altri strumenti. Non puoi pensare di avere un portafoglio di solo bond ad alto rendimento…

      Rispondi
  8. Ciao Giacomo , nei grafici da te postati si nota il confronto tra strumenti a distribuzione proventi :
    Il grafico indicato è un total return ? Oppure sono rappresentati solamente i prezzi medi dellle obbligazioni in portafoglio ?
    Secondo me è corretto paragonarli alle azioni come volatilità , ma non credo si possa fare un paragone sul rischio intrinseco :

    Sulle obbligazioni la scommessa è che l’emittente non fallisca e ripaghi il suo debito a scadenza ;
    il rischio default emittente , anche se ragionevolmente remoto , può essere gestito attraverso un alta diversificazione, classica di un fondo , oppure , nel caso di fondi a gestione attiva il gestore può impiegare anche i credit default swap (cds).

    Sulle azioni la scommessa è che i capitali rientrino sui titoli componenti l’indice ..
    E’ molto diverso purtroppo ..
    Noi sappiamo che gli indici globali segneranno nuovi massimi , perché è sempre stato così , ma di fatto non è detto che questa volta possa non accadere o comunque ci potrebbe volere molto tempo .
    Detto questo mi sento anche di dire che mentre per le obbligazioni la cedola è fissa ed è calcolata sul nominale , per quanto riguarda i dividendi ,invece , il calcolo avviene sul prezzo delle azioni nel momento della distribuzione .. e se il portafoglio fosse in drawdown del 50 % il dividendo sarebbe calcolato su un controvalore dimezzato . Cosa che con le obbligazioni non accade . Sbaglio ?

    Rispondi
    1. @ Federico
      Grazie per il tuo commento. Il grafico non tiene conto dei dividendi pagati dagli ETF (le cedole) ma solo dei prezzi. Per quanto riguarda il fatto che le azioni in futuro possano essere “peggiori” di quanto lo sono state, ti ricordo le parole di John Templeton: le 4 più pericolose parole per l’investitore sono “Questa Volta è Diverso…”

      Rispondi
      1. @ Giacomo
        Grazie per la risposta
        Volevo solo mettere in luce il rischio intrinseco delle 2 asset class : La scommessa sul non fallimento dell emittente in un determinato periodo di tempo (obbligazione ) è una cosa , mentre il rischio che si corre nei mercati azionari è pari alla scommessa che in futuro altri investitori mettano i soldi dove li ho messi io .. (vedi ftse mib chi è entrato sui massimi del 2007 , non ha rivisto ancora i soldi a distanza di più di 10 anni ..
        I dividendi aiutano , ma essendo calcolati sul prezzo dell’indice in quel preciso momento si rischia di incassare la metà se ci si trova in drawdown del 50 % ad esempio ..

        Rispondi
        1. @ Federico
          Secondo me hai commesso tre errori:
          1 – home bias: hai investito nella borsa italiana, che è quella che conoscevi meglio, ma che purtroppo è uno dei posti peggiori dove investire;
          2 – sei entrato nel momento sbagliato perché ti sei lasciato condizionare dalle performance passate
          3 – non avevi un metodo, né una strategia di portafoglio.

          Rispondi
          1. @ Giacomo
            Mi spiace ma non ho commesso nessuno errore perché non ci ho investito personalmente , non sono così sprovveduto :
            Lo so anche io che è meglio l’msci world , magari con dei piani di accumulo sul trend crescente ed una media mobile di lungo periodo per uscire ecc ecc ..

            Il tema era un altro ..

            Però capisco , dalla risposta che mi hai dato , che non conviene più parlarne , e che forse in questi commenti conta di più far “digerire “ai lettori il concetto che è meglio affidarsi ad un consulente …. Credo che questo fosse il tuo obbiettivo in quanto la risposta che mi hai dato non è pertinente con ciò che ho scritto .

          2. @ Federico
            No, non è sempre meglio affidarsi ad un consulente. E’ meglio capire cosa si vuole dai propri investimenti e poi agire di conseguenza. Una strada è quella di imparare a fare da soli, l’altra è quella di seguire ciò che fa qualcuno che ha un certo successo (o affidarsi ad un buon consulente, che però non sia collegato con il mondo bancario).

        2. Mi scusi se mi intrometto ma vorrei dire il mio punto di vista: premesso che non sono un esperto in materia ma penso che i dividendi, essendo il frutto degli utili che un’azienda intende distribuire, non hanno nulla a che vedere con le quotazioni in quel determinato momento dell’azione o dell’indice di riferimento. Prova ne è che, ad es., che le società rappresentate dall’indice azionario high yield, tendono ad avere dividendi stabili o in crescita nel tempo malgrado i periodi in cui il predetto indice scenda di quotazione. Se sbaglio e qualcuno vuole correggermi, ne sarò lieto.

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          1. Il dividendo però deve essere distribuito agli azionisti e per sapere che quota di dividendo spetta al singolo azionista si và a vedere , in quel momento , quante azioni detiene ,appunto , l’azionista .
            Senza girarci troppo intorno , se lei và a vedere ad esempio l’azienda “Apollo commercial real estate ) , su investing.com noterà che corrisponde un dividendo medio di 0,40 usd che come viene scritto rappresenta il 9 /10 % di rendimento ..
            il 10 % di cosa ?
            Della singola azione immagino ..
            Pertanto se io ho comprato le azioni a 20 e dopo un mese me le ritrovo a 10 ed a 10 restano per un anno , di fatto alla data di pagamento del dividendo io prenderò il 10 % del controvalore in possesso , che verrà registrato nel momento in cui l’azienda paga il dividendo

            Non ne ho la certezza ma credo funzioni così..
            Andrò a chiedere nel forum

          2. @ Roberto
            I dividendi cui facciamo riferimento qui sono pagati da ETF obbligazionari, e sono una cosa diversa da quelli staccati dalle azioni. Ad ogni modo il dividendo è il primo determinante della quotazione di un’azione, vedi i modelli di Gordon e di Lintner…

  9. Non mi hanno ancora risposto sul forum ma ci ho pensato , in teoria se il prezzo delle azioni si dimezza il dividendo raddoppia .

    Per via del fatto che il dividendo è sempre lo stesso in termini monetari anche dopo un ribasso del 50 % del valore dell’azione .
    il dividendo quindi , in questo caso rappresenta una percentuale più importante sul prezzo dell’azione ,pertanto si percepirebbe lo stesso importo monetario rispetto a quanto si percepiva pre ribasso del 50 %

    Rispondi
    1. @ Federico
      Sei OFF TOPIC. Qui non parliamo di dividendi ma di ETF high yield. Scrivi le tue domande sulla pagina facebook di Segretibancari se queste non sono pertinenti al post. Grazie.

      Rispondi
    2. Esattamente, il dividendo non è correlato alla quotazione dell’azione. Ad esempio, Intesa S.P. quest’anno, in base alle attuali quotazioni di mercato, dovrebbe elargire un dividendo superiore al 10%, chiaramente se il Consiglio di Amministrazione delibererà di retrocedere lo stesso dividendo dell’anno scorso, ma ciò indipendentemente dai corsi del titolo. La saluto cordialmente.

      Rispondi

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