Investire nella Digitalizzazione con l’ETF iShares Digitalisation

investire nel digitale

Stiamo vivendo una vera e propria rivoluzione industriale basata sulla digitalizzazione dell’economia mondiale. Se vuoi trarre vantaggio da questo trend in atto, c’è un ETF iShares che fa per te e che analizzerò in questo articolo.

Cosa Significa Digitalizzazione dell’Economia?

Da anni è in atto un processo di integrazione delle tecnologie digitali nei processi produttivi e nella vita di tutti i giorni. L‘economia della condivisione ha permesso, infatti, di disporre di una serie di informazioni world wide attraverso software sempre più facili da usare.

La sharing economy, ad esempio, ha modificato radicalmente modelli di business esistenti. Per illustrare il concetto pensa a come Whats’up ha decretato la fine della fortuna degli SMS, o come Youtube e Netflix hanno cambiato il modo di guardare la televisione e fruire dei suoi contenuti.

L’automazione industriale, nota come industria 4.0, porterà grandi innovazioni sia nel sistema produttivo sia nella vita dei cittadini. Per queste ragioni la domanda sorge spontanea: “come trarre beneficio dalla nuova economia digitale“?

L’Indice Istoxx Factset Digitalisation Index

Esiste un indice che racchiude alcune delle più importanti società coinvolte nella digitalizzazione dell’economia. Il suo nome è Istoxx Factset Digitalisation Index ed è composto da aziende già presenti nel più ampio STOXX Global Total Market index che posseggano, però, queste caratteristiche:

  • il 50% minimo dei ricavi deve derivare dalla vendita di prodotti o servizi legati al mondo digitale, tanto nei Paesi Sviluppati quanto in quelli Emergenti;
  • il volume medio scambiato nei tre mesi precedenti deve essere almeno pari a un milione di Euro;
  • il flottante, ossia la parte del capitale sociale non immobilizzato nelle tasche degli azionisti, deve essere pari ad almeno 200 milioni di Euro;
  • le azioni che compongono l’indice sono almeno 80.

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ETF iShares Digitalisation – IE00BYZK4883

Grazie ad un patrimonio di 459.771.397 Dollari Usa, l’ETF di casa iShares è decisamente ben patrimonializzato. Peraltro esso ha una storia tutto sommato recente, grazie al fatto che è stato lanciato sul mercato l’8 settembre del 2016. Ma analizziamo a fondo questo prodotto.

La Composizione del Portafoglio

Sebbene sia un ETF a replica fisica con campionamento, al 5 aprile 2019 il portafoglio contava 109 azioni diverse. Questi sono i titoli più importanti (tra parentesi il peso che essi hanno nell’indice):

  • AFTERPAY TOUCH GROUP LTD (2,53%)
  • LINX SA (1,93%)
  • B2W COMPANHIA DIGITAL (1,65%)
  • MERCADOLIBRE INC (1,59%)
  • EURONET WORLDWIDE INC (1,53%)

Come puoi notare l’indice è molto ben diversificato perché i primi cinque titoli che lo compongono rappresentano solo il 7,70% del totale.

Il Paese più importante sono gli Stati Uniti, che coprono il 49,15% dell’indice. Seguono il Giappone con il 12,02% e l’Australia con il 7,25%.

L’ETF è ad accumulazione dei proventi, ovvero non distribuisce i dividendi incassati ma li reinveste automaticamente. Il costo annuo di gestione è dello 0,40%.

Il Rendimento dell’ETF iShares Digitalisation

Le performance del prodotto sono state davvero eccezionali, ad esclusione del 2016 in cui è nato, e del 2018, anno negativo per tutti:

  • 2016 (dal 3 novembre): +2,43%
  • 2017: +12,43%
  • 2018: – 1,04%
  • 2019 (da gennaio al 5 aprile): +23,97%

E’ proprio l’accelerazione dei rendimenti negli ultimi mesi ad aver attirato l’attenzione degli investitori su questo prodotto. Il grafico che segue mostra l’andamento della quotazione dell’ETF. Puoi notare, sulla destra, l’impennata delle quotazioni nell’ultimo periodo:

ishares digitalisation - andamento grafico

Il Rischio dell’ETF

Da quando sono disponibili i dati relativi alla quotazione su Borsaitaliana, è possibile ottenere questi parametri:

  • volatilità: 13,62%
  • massima caduta da un max precedente (drawdown): 18,84%.

Da questa analisi emerge quindi che l’ETF Digitalization presenta oscillazioni in linea con ampi indici azionari mondiali. Tuttavia esso risente della grande esposizione al mercato Usa e del suo positivo andamento negli ultimi anni.

In aggiunta a ciò non dimenticare il rischio cambio. Dato che i titoli che compongono il portafoglio sono quasi tutti esterni all’area euro, l’andamento della quotazione sarà influenzato da parecchi tassi di cambio.

L’Opinione di Segreti bancari

Occorre sempre distinguere tra le prospettive di un mercato/settore e quello delle aziende che vi operano. Se nel breve periodo il trend è decisamente positivo, le società che compongono il portafoglio sono un po’ sopravvalutate.

Il rapporto Prezzo/Utili del portafoglio è pari a 27,70, un valore un tantino elevato. Il rapporto tra prezzo e mezzi propri supera le 3 unità. A causa di ciò l’ETF potrebbe subire un ribasso in seguito ad una correzione che colpisse i mercati azionari.

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Puoi investire in questo ETF una parte piccola del tuo capitale, diciamo tra il 3% e il 5% a seconda delle tue disponibilità, sottraendo questa quota alla porzione che hai scelto di investire in azioni sulla base del tuo piano strategico di lungo periodo.

Grazie a ciò se l’ETF crescerà ti aiuterà a migliorare le performance complessive grazie alla sua “esplosività”, mentre i danni saranno limitati in caso di discesa tagliente.

Think different, invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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