ETF Obbligazionari: hanno senso nel 2020?

ETF obbligazionari hanno senso nel 2020

Sono rigidi nella modulazione delle scadenze e costano cari. Ma gli ETF obbligazionari nel 2020 hanno 3 assi nella manica da sfruttare.

ETF obbligazionari: 3 ragioni per evitarli

L’investitore in obbligazioni oggi ha alcuni validi motivi per evitare di scegliere questo strumento. Non manca, infatti, chi sostiene che gli ETF obbligazionari nel 2020 non hanno più senso di esistere. A differenza di quelli azionari, che sono universalmente accettati.

In definitiva ecco tre motivi per essere scettici con gli ETF specializzati in bond.

L’impatto dei costi

Sebbene gli ETF siano fondi molto economici rispetto ai concorrenti a gestione attiva, i costi contano. In uno scenario di tassi di interesse prossimi allo zero anche lo 0,20% l’anno richiesto dai cloni diventa pesante.

Alcuni investitori sostengono pertanto che gli ETF obbligazionari presentino oneri eccessivi e che vadano evitati.

L’effetto durata

A differenza di un singolo titolo, un ETF non scade mai. La durata del portafoglio, infatti, resta costante. Mano a mano che i titoli sottostanti scadono altri li rimpiazzano. In tale modo l’investitore ha un portafoglio di bond con scadenza fissa.

Ciò potrebbe essere un problema in caso di rialzo dei tassi di interesse, poiché il passaggio del tempo non attutisce il rischio di tasso.

Disallineamento

L’investitore che sa di aver bisogno di una cifra ad una certa scadenza potrà comprare un bond di durata corrispondente. In tale modo otterrà il denaro che gli serve grazie al rimborso del titolo. Al contrario l’investitore in ETF obbligazionari dovrà venderli al momento della necessità per monetizzare.

ETF obbligazionari: 3 ragioni per sceglierli

A dispetto di questi limiti, gli ETF in bond hanno grandi vantaggi. Per questa ragione all’interno dell’Investment Club continuiamo ad usarli, scegliendo solo i migliori.

Ecco, in definitiva, i vantaggi che offrono, a discapito dei limiti visti.

Eliminazione rischio emittente

S&P prevede che la percentuale di emittenti insolventi si impennerà. In breve l’attuale tasso passerà, in Europa, dal 3,35% di giugno 2020 all’8,50% a giugno 2021.

L’investitore che ha pochi bond in portafoglio subirà perdite notevoli in caso di default di uno di essi. Viceversa la grande diversificazione degli ETF obbligazionari eviterà questo rischio.

Strategie convesse

Chi compra un bond investe solo su una scadenza specifica. Al contrario chi sceglie un ETF obbligazionario investe in un gruppo di bond distribuiti lungo tutta la curva delle scadenze.

In questo modo la strategia obbligazionaria conduce ad un portafoglio “convesso“, ossia migliore sotto il profilo rendimento – rischio. Questa è la ragione che giustifica, ad esempio, l’acquisto di ETF su titoli di stato.

Costi ribassati

Negli ultimi mesi molti emittenti hanno ridotto le commissioni di gestione dei prodotti azionari. È possibile che anche gli ETF obbligazionari vedranno ridursi gli oneri. Anche grazie al fatto che i costi sono l’elemento principale da tenere conto al momento della scelta dei prodotti migliori.

La scelta degli strumenti da usare per implementare una strategia efficace è responsabilità di ogni investitore. Segreti Bancari può aiutarti attraverso i suoi servizi dedicati a chi vuole investire in modo consapevole, semplice ed indipendente.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

3 commenti
  1. Per me non hanno senso. Basta guardare il rendimento ottenuto nell’ ultimo quinquennio dal portafoglio numero 1di money farm, costituto con soli etf obbligazionari, per averne conferma. Ed oggi i rendimenti sono più bassi rispetto a 5 anni fa…Ferdinando

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  2. A mio avviso gli ETF obbligazionari hanno un importante ruolo nell’ambito di un portafoglio opportunamente diversificato in quanto ne riducono la volatilità complessiva. Il loro rendimento scarso o nullo verrà compensato dagli eventuali maggiori rendimenti di investimenti più rischiosi.

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  3. Esatto! Sono perfettamente d’accordo sul fatto che debbano servire a compensare il rischio in un portafoglio e non solo come investimento a sè. A maggior ragione della crisi molti investitori stanno aumentando l’azionario e l’oro per compensare i bassi rendimenti in futuro, ma in qualsiasi caso hanno comunque il ruolo di stabilizzare il portafoglio in modo diversificato.La mia componente obbligazionaria comunque mi rende un misero 0,90%, ma comunque sufficiente a ripagare l’imposta di bollo. Bèh, ma l’alternativa cosa sarebbe? titoli di stato, cd, b. postali? Non siamo molto lontano. In definitiva, non è un problema se si vuole tenere un portafoglio adeguatamente equilibrato.

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