5 Ragioni per Rivoluzionare il Tuo Modo di Investire

 

 

Il mondo finanziario è stato rivoluzionato dall’arrivo dei Bitcoin e dalle criptovalute. Ma c’è un’altra rivoluzione in corso, partita nel 2002 e tutt’ora in atto. Una rivoluzione nata nel silenzio, che prosegue nel mormorio ma che è destinata a cambiare per sempre il nostro modo di investire:

  • gli ETF quotati sul mercato europeo sono arrivati, al 31 dicembre 2017, ad avere 631 miliari di euro di capitalizzazione
  • 9 consulenti indipendenti su 10 usano gli ETF nelle loro strategie di investimento

Gli investitori in ETF sono un miglio avanti rispetto al comune risparmiatore. Si tratta per lo più di persone finanziariamente preparate, spesso giovani, che vogliono ottenere il massimo dai propri investimenti senza regalare inutili commissioni agli intermediari.

Cinque modi in cui gli ETF sconfiggono i fondi di investimento tradizionali

Il tasso di crescita degli ETF è impressionante, come sbalorditive sono le scuse che i bancari ed i consulenti finanziari di parte raccontano per dissuaderti dal comprarli (leggi anche: https://www.segretibancari.com/etf-indici-e-fondi/investire-etf-3-bugie-interessate/)

Ma il confronto non lascia spazio a dubbi: nel lungo periodo l’investimento in ETF batterà sempre quello fatto in fondi comuni. Ecco le cinque ragioni per cui è preferibile usare gli ETF nelle tue scelte di portafoglio al posto dei fondi comuni tradizionali.

Gli ETF sono privi di costi di ingresso, di uscita e non prevedono investimenti minimi

I costi di ingresso o di uscita sono un onere molto pesante che distrugge i rendimenti che effettivamente potrai ottenere. Se paghi la commissione iniziale l’importo investito sarà falciato alla base; se paghi la commissione di uscita il controvalore incassato sarà ridotto.

Dato che gli ETF sono fondi di investimento scambiati in borsa come fossero azioni, gli unici oneri che sostieni per investire e per liquidare l’investimento sono quelli relativi alla compravendita di un comune titolo azionario. La percentuale oscilla dallo 0,20% allo 0,70%, contro il 3% medio richiesto per investire in fondi o per uscire dagli stessi.

Gli ETF non hanno tagli minimi, ma possono essere comprati per una sola quota o multiplo, permettendo in tale modo di personalizzare l’investimento a seconda della somma disponibile.

Gli ETF permettono la negoziazione continua

I fondi di investimento “fanno prezzo” una volta al giorno, sulla base del valore netto del patrimonio gestito, il così detto N.A.V. (Net Asset Value). Gli ETF scambiano di continuo, dalle 9 alle 17.25. Quando vuoi liquidare un ETF, ad esempio perché il tuo modello dinamico di ingresso/uscita lo dice, non dovrai aspettare la quotazione di fine giornata, ma potrai vendere subito il prodotto, uscendo immediatamente da un mercato volatile.

Gli ETF sono trasparenti

I fondi comuni pubblicano i loro portafogli solo ogni trimestre. Gli ETF pubblicano i loro investimenti su base giornaliera. Accedendo ai siti degli emittenti (Ishares, Lyxor, DB-trackers, ecc) puoi vedere in qualsiasi momento la composizione del portafoglio sottostante in cui i tuoi soldi sono o saranno investiti.

Gli ETF sono efficienti

Il gestore di un fondo tradizionale movimenta spesso il portafoglio nel tentativo di avere sempre in portafoglio i titoli migliori disponibili. ma l’elevato turnover genera costi aggiuntivi: commissioni di compravendita, spread denaro – lettera, effetti del market impact, ossia del flusso di titoli o nuova liquidità immessa sul mercato che altera il normale prezzo dei titoli scambiati.

Il turnover di un ETF è molto basso e coincide con la revisione dei titoli che compongono l’indice sottostante che il prodotto replica. Per questa ragione la movimentazione è minima e con essa gli oneri relativi.

Gli ETF costano meno dei fondi tradizionali

Questo è il mio vantaggio preferito. Il costo medio di gestione di un ETF è dello 0,30% contro il 2% dei fondi comuni. Immaginiamo che il mercato finanziario sia composto da investitori passivi, che “acquistano il mercato” e da investitori attivi, che cercano di “battere il mercato“. Alla fine il rendimento medio ottenuto da tutti sarà il medesimo.

Ovviamente ci saranno gestori in grado di battere il mercato, ma la statistica dice che ci riesce meno di uno su dieci. Nell’arco di 10 o più anni quasi nessuno. Quindi l’impatto dei costi diventa rilevante. Immagina che il mercato sia cresciuto del 7% medio e che tu abbia investito 100.000 € in un fondo a gestione attiva che costa il 2% l’anno. Dopo 10 anni il tuo capitale sarà pari a 160.731 €.

Immagina che il tuo vicino di casa abbia investito la stessa cifra in un ETF il cui costo annuo è pari ad appena lo 0,30%. Dopo 10 anni il suo capitale sarà pari a 190.893 € , +18,76% a parità di mercato!!

Il gestore del fondo sarà in grado di offrirti un rendimento complessivo del 20% per riuscire a pagare i suoi costi (non tenendo conto degli altri oneri di cui abbiamo parlato in precedenza)? Io non credo…

Quali sono i miei ETF preferiti?

Gli ETF sono come i Lego. Al pari dei mattoncini colorati che possono essere assemblati in modi diversi per creare differenti tipi di giocattolo, i fondi passivi possono essere adoperati per costruire diverse strategie di investimento.

Se hai un capitale (liquido o investito) pari ad almeno 100.000 € e vuoi investirlo in modo efficace in ETF puoi iniziare ad usare i miei preferiti. Ho fatto una scelta rigorosa per te, analizzando gli 800 prodotti disponibili quotati in Italia, e ne ho scelti quattro.

Poiché ognuno di essi è complementare rispetto agli altri tre, potrai assemblarli facilmente in un portafoglio semplice da implementare ed efficace nei risultati. Ti dirò anche in che misura comprare ognuno di essi.

E il bello è che tutto ciò non ti costerà un solo centesimo. Trovi tutto qui: https://www.segretibancari.com/ic-warm-up/

2 commenti
  1. Buongiorno Dott. Saver.
    La ringrazio per tutte queste informazioni che ci da e molto utili.
    Anche io sarei interessato ad investire in ETF, ma essendo alle prime armi il mio dubbio è il seguente:
    quando è il momento, riuscirò a vendere l’ ETF che ho in portafoglio o avrò problemi perchè non trovo la controparte disponibile ad acquistarla ?
    Grazie.
    Cordiali saluti.

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    1. @ Renato
      Il suo timore è comprensibile e piuttosto comune, ma non c’è ragione di preoccuparsi. Se sceglie con cura gli ETF in cui investire, privilegiando quelli che fungono da riferimento per un dato indice, non avrò problemi a disinvestire.
      Il problema potrà averlo con prodotti meno importanti, per i quali spesso l’unica controparte è l’operatore specialista. Se questo scompare misteriosamente durante le fasi di turbolenza, liquidare l’ETF sarà un problema.

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