Buoni Postali Indicizzati: Ecco Perché Convengono ORA

I Buoni Postali Indicizzati sembrano aver conosciuto Tempi Migliori. Invece OGGI sono una valida alternativa per investire. Per tre ragioni fondamentali.

buoni postali indicizzatiChi vuole i buoni  fruttiferi postali indicizzati? Apparentemente più nessuno. Perché sottoscrivere un investimento che paga degli interessi agganciati all’inflazione quando i prezzi scendono?

Ma per diventare un investitore consapevole devi guardare oltre il comune buon senso.

Per te ci sono tre valide ragioni per pensare con la tua testa. E per inserire una quota di BFPi nel tuo portafoglio ora.

Dove Investire: i buoni postali indicizzati all’inflazione italiana

Cosa me ne faccio dello 0,10% di rendimento all’anno?

Tuonò Franco quando gli parlai dei buoni postali indicizzati. Deluso dai rendimenti bassi il mio amico cercava delle valide alternative per i suoi investimenti sicuri. Ma il problema sta nel fatto che, apparentemente, l’investimento sicuro oggi è poco redditizio.

Ma lo 0,10% offerto nei primi 4 anni dai buoni postali indicizzati con la serie J48 è solo una parte del guadagno totale. Ad esso occorrerà aggiungere anche la rivalutazione in conto capitale provocata dall’inflazione. La svalutazione monetaria, infatti, si sommerà al guadagno reale dello 0,10% incrementando il ritorno complessivo.

Clicca qui e scopri come imparare ad investire in modo semplice con “A Scuola di Investimenti”

 L’inflazione è sotto le scarpe!!

Vero, ma esistono i così detti “corsi e ricorsi storici” o, detto in termini più scientifici, il “ritorno in media“. A periodi di bassa inflazione seguiranno periodi di alta inflazione perché la vita sul nostro Pianeta è ciclica. E se tu saprai guardare oltre il tuo naso finanziario otterrai un guadagno in termini economici rispetto alla massa.

Il primo motivo per cui scegliere i buoni postali indicizzati all’inflazione italiana sta nel fatto che essi non temono il calo dei prezzi, ossia la deflazione. Non è possibile, infatti, che il coefficiente di indicizzazione che tiene conto dell’inflazione maturata sia inferiore ad uno, nemmeno se ci sarà deflazione.

Questo è un vantaggio micidiale rispetto ai BTPi perché i buoni postali indicizzati permettono di evitare gli effetti negativi di una riduzione dei prezzi.

Il Segreto dei BFPi

Il tuo timore più grande (e giustificato) riguarda la seguente domanda:

che cosa accadrebbe in caso di rialzo dei tassi di interesse ai miei investimenti?

Se mi segui da tempo sai bene che esiste una relazione diretta tra durata di un titolo e la sua “sensibilità” al variare dei tassi di interesse. Ed il fatto che i buoni postali indicizzati abbiano una durata di 10 anni può spaventarti un pochino 🙂

Ma i BFPi funzionano diversamente dai BTPi. I primi, infatti, non hanno mercato ma vengono emessi e rimborsati sempre e solo al nominale più interessi (a partire dal 18-esimo mese dall’emissione) in contropartita diretta con le poste.

Sai che significa? Che i buoni postali indicizzati non temono nessun rialzo dei tassi perché qualora ciò accadesse ti basterà rimborsare i titoli ‘vecchi’ e meno redditizi al valore nominale per sottoscrivere qualche altra emissione più conveniente.

I buoni postali indicizzati, in termini più tecnici, non presentano nessun rischio di mercato ossia alcun rischio di oscillazione del controvalore investito che può solo restare costante o crescere.

Clicca qui e scopri altri TRE SEGRETI per investire in modo consapevole, semplice ed indipendente

 Ma le buone notizie, per te, non sono ancora finite.

L’inflazione minima

I BFPi rendono solo lo 0,10% annuo lordo, è vero. Ma a questo valore occorre aggiungere l’inflazione (se positiva) o nulla in caso di ribasso dei prezzi. Per cui:

  • se sei certo che i prezzi non cresceranno nei prossimi anni NON sottoscrivere i Buoni Postali Indicizzati;
  • se credi che l’inflazione crescerà dai livelli di adesso, allora sottoscrivi i buoni, perché basterà un aumento minimo dei prezzi per portare il rendimento al di sopra di quello offerto dai BTP e dai bond a breve scadenza.

L’uomo della strada, sì proprio lui, quello che va in banca e si lascia convincere a sottoscrivere fondi comuni, ragiona solo basandosi sullo 0,10% annuo che è una parte del rendimento. Ma non considera l’ulteriore rivalutazione provocata dall’inflazione, poiché ritiene che i prezzi resteranno bassi per sempre.

E questo è un grossolano errore che tu che cerchi investimenti sicuri e redditizi non devi commettere.

Riepiloghiamo? Tre motivi per investire in buoni postali indicizzati

  • i bfpi non sono quotati ed il loro prezzo è sempre almeno pari al valore nominale. Quindi rispetto ad altri bond sono protettivi in caso di rialzo dei tassi di interesse, perché possono essere estinti per dirottare il denaro verso forme di investimento più remunerative senza subire penalità;
  • se i prezzi scenderanno invece di salire (deflazione) il rendimento dei BFPi resterà comunque positivo e pari al tasso minimo riconosciuto per quella serie (lo 0,10% per la serie J48 per i primi 4 anni poi crescerà);
  • basterà una crescita dei prezzi molto bassa per fare salire i rendimenti del tuo investimento. Ragiona sempre in termini complessivi (tasso minimo + inflazione) e non solo in termini di tasso minimo, come se il resto non fosse importante.

Due ultime precisazioni:

Il lettore di segretibancari è una persona con un capitale medio piuttosto alto, superiore a 100.000 euro ed è di solito abituato ad andare in banca per investire perché odia le code alla posta o perché semplicemente non ha mai preso in considerazione questa possibilità.

Se ti riconosci in questa situazione sappi che puoi sottoscrivere on line i buoni indicizzati aprendo un conto bancoposta click.

Seconda cosa: oggi puoi ottenere rendimenti molto più elevati rispetto a quelli pagati dai buoni postali indicizzati usando un programma professionale per investire come l’Investimento Perfetto. Ma se non vuoi studiare il nuovo videocorso e vuoi una ‘dritta’ per fare meglio del 95% degli italiani alla ricerca degli investimenti sicuri, i buoni postali indicizzati all’inflazione italiana fanno al caso tuo.

Alla prossima e sempre in kontatto!!

Giacomo Saver

Direttore e Fondatore di Segretibancari.com

67 commenti
  1. Ciao Giacomo,
    poichè le azioni monenarie di Mario Draghi, sono finalizzate ad aumentare l’inflazione in Europa,
    molto probabilmente sarà proprio l’aumento di questa a far si che i BPI possano essere adesso appetibili.
    Tuttavia, non credi che possa essere una valida ed interessante alternativa un buon ETF legato all’aumento dell’inflazione?
    Specialmente per coloro che non hanno voglia di aprire un altro conto corrente alla posta, anche se on line? ( Che sicuramente porterebbe ulteriori spese)
    Buona giornata

    Rispondi
    1. @ Gianni
      L’acquisto di un ETF legato all’inflazione comporta possibili oscillazioni di prezzo che i BFPi non hanno per cui è una valutazione da fare con cura ed attenzione… Buona giornata anche a Te!!

      Rispondi
      1. Ciao Giacomo

        Se si volesse investire in un etf legato all’aumento dell’inflazione si potrebbe investire in questo etf globale:
        – db x-trackers II iBoxx Global Infl.-linked UCITS ETF 5C (xgiu.mi)

        Riporto alcuni righi della descrizione del prodotto:
        L’investimento mira a riflettere il rendimento del IBOXX GLOBAL INFLATION-LINKED TOTAL RETURN INDEX.
        L’Indice riflette il rendimento di alcuni titoli di debito negoziabili (obbligazioni) correlati all’inflazione, emessi o garantiti da enti governativi o quasi governativi. Per enti quasi governativi s’intendono anche i governi locali, gli enti garantiti dai governi, le banche statali e/o gli enti sovranazionali. La composizione
        dell’Indice viene ribilanciata secondo una metodologia predefinita.

        Componenti dell’Indice per allocazione geografica:
        64,16% Giappone
        14,41% Stati Uniti d’America
        10,00% Gran Bretagna
        3,35% Svezia
        3,29% Francia
        2,20% Italia
        2,59% Altro

        Componenti dell’Indice per scadenza:
        22,93% 1 – 3 years
        10,85% 3 – 5 years
        4,71% 5 – 7 years
        45,79% 7 – 10 years
        5,68% 10 – 15 years
        4,11% 15 – 25 years
        5,93% 25+ years

        Composizione dell’iBoxx per rating:
        19,91% AAA
        13,52% AA
        64,16% A
        2,41% BBB

        Saluti

        Rispondi
        1. @ Giuseppe
          Grazie per la tua analisi, ottimo lavoro. Credo sarà utile a chi cerca spunti per investire. A presto!!

          Rispondi
  2. Giacomo, di nuovo grazie per i tuoi preziosi consigli, ma a mio avviso il buono indicizzato di questa serie ha un grosso problema.. che si torni l’inflazione ma che poi le tasse si mangino il beneficio reale e di parecchio.
    Perchè la tassazione sarà agevolata rispetto agli altri strumenti finanziari, si ma si paga su tutta la rivalutazione non solo sullo 0,10. Per cui basta un inflazione al 2% che il rendimento del prodotto, in termini reali, sia negativo (a dire il vero anche meno su questi si paga l’imposta di bollo per cui anche con inflazione a 0) per cui farebbe comodo un inflazione bassa ma non troppo (per limitatre la perdita di potere d’acquisto).
    Infatti la struttura degli interessi vede crescere negli anni proprio per compensare questo problema. Alla CDP mica sono scemi.
    Purtroppo, a mio avviso, questa serie è una serie di buoni indicizzati che non fanno il proprio dovere. A questo giro consiglerei di tenerli in un conto deposito per un annetto e di vedere poi quel che offre il convneto (alias la CDP) se non si vogliono perdite in conto capitale.. o se no abbonatevi ai servizi di Giacomo!!!!.
    Di nuovo grazie per i tuoi consigli

    Rispondi
    1. @ Massimiliano
      Purtroppo il fenomeno di cui parli (noto come “drenaggio fiscale”) c’è ed è inutile negarlo. Ma piuttosto che sottoscrivere BTPi a mio avviso sono meglio i BFPi che non hanno il rischio di oscillazioni di prezzo. Oppure, come giustamente scrivi, meglio stare immobili lasciando i soldi fermi su un conto deposito. Grazie a te per il tuo commento e a presto.

      Rispondi
    2. Gli unici casi in cui la serie NON Extra non ha rendimento reale negativo, ipotizzando di rimborsarli dopo 4 anni, sono:

      – quando l’importo totale di rimborso (capitale + interessi) di tutti i buoni con uguale intestazione è inferiore a 5.000 euro e inflazione inferiore a circa l’1%.

      – a prescindere dall’importo totale quando inflazione è uguale o minore dello 0%: il giorno lavorativo successivo al rimborso del buono viene rimborsata la parte del bollo che ha causato una perdita in conto capitale, però significa che il rendimento nominale è uguale a 0, quindi avrebbe reso quanto tenerli sotto al materasso.

      Rispondi
  3. Ciao Giacomo e complimenti per il sito. Ho appena aperto il conto Fineco e ti volevo chiedere quale piattaforma attivare per fare Trading; ho visto che esiste la Powerdesk e la Logos. Scusa per le mie domande banali

    Rispondi
    1. Se posso anticipare una risposta, già una volta Giacomo aveva risposto che in Fineco può bastare la piattaforma base, di default, per seguire i suoi consigli di investimento. Io almeno uso quella e non ho avuto problemi a eseguire ordini.
      Correggetemi se sbaglio!

      Rispondi
      1. Scusate se mi intrometto, anch’io ho Fineco e per gli investimenti proposti su questo sito e dall’Investement Club è stato più che sufficiente il conto titoli, già attivo e gratuito all’apertura del conto. Quindi nessuna piattaforma trading, sempre che ci si voglia limitare a investire. Ciao

        Rispondi
      2. Se voglio comprare e/o vendere un paio di azioni, come faccio? Lavoro dalla sezione portafoglio? Grazie

        Rispondi
        1. @ Nicco
          Se ti riferisci alla piattaforma Fineco sì, oppure cerchi il titolo con la funzione apposita e poi clicchi su ‘ordina’ o su book. Guarda questo video che ti mostra tutto in dettaglio https://youtu.be/A7p_t_rz2BY

          Rispondi
    2. @ Nico
      Secondo me puoi tranquillamente usare quella base (che è gratuita ed offre moltissimi tool). A meno che tu non voglia fare scapling a livello intraday è più che sufficiente la versione free della piattaforma. Un caro saluto e grazie per i complimenti!!

      Rispondi
      1. Cercando alcuni titoli mi dice che non sono abilitato al mercato

        Rispondi
        1. @ Nicco
          A quali titoli ti riferisci di preciso?

          Rispondi
  4. Giacomo,
    il discorso che fai è interessante ma lo sarebbe di più se ci “svelassi” la tua stima di crescita dell’inflazione per capire di quanto rendimento stiamo parlando. Così si potrebbe disquisire anche sulle eccezioni lato tasse di Massimilano nel post precedente.

    Grazie come sempre!

    Rispondi
    1. Ciao pippogaudo, Draghi che’ una persona molto affidabile ha detto che l’inflazione ripartira’ nella seconda meta’ del 2015. In quale misura non lo sa nessuno, neanche la Bce stessa, manco Daniele che e’ un grande ma non un veggente…
      Giginv.
      jinny@libero.it

      Rispondi
  5. Ciao Giacomo, la CdP è sempre stata considerata il baluardo della sicurezza in fatto di investimenti. Quindi bfp che rendono “poco” ma sicuri al 100%. Pensi che sarà ancora così, ora che la classe politica non sapendo più dove raschiare soldi, ha intenzione di cominciare ad attingere dalla cdp? Grazie per la risposta.

    Rispondi
  6. Ciao Marcus, la finanza e’ ormai cambiata, la “sicurezza” non esiste piu’, la trovi solo nei vecchi libri di educazione finanziaria. Se vuoi investire in Cdp, dedicaci una porzione di capitale e stai a posto (piu’ chiaro di cosi’ si muore).
    Quanto otterrai da quella porzione e’ un discorso a parte…
    Giginv.

    Rispondi
    1. Grazie Giginv.
      Sei stato molto chiaro.

      Rispondi
  7. Ciao Giacomo…… sono anni che ti seguo. Sono un possessore di BFPi da molto tempo. Ma ora vorrei fare una precisazione su di essi. In assenza di inflazione e dovendo pagare il bollo pari allo 0,20, praticamente avrei interessi negativi.

    Rispondi
    1. @ Gabriele
      E’ vero, bisogna prestare anche attenzione all’imposta di bollo che con i tassi ai minimi ha un impatto dirompente sui risultati ottenuti. Grazie per la precisazione 🙂

      Rispondi
    2. Con i buoni postali NON è possibile in nessun caso avere una perdita in conto capitale, nemmeno a causa del bollo.

      Infatti in quel caso, il giorno lavorativo successivo al rimborso del buono, verrebbe rimborsata la parte del bollo che ha causato una perdita in conto capitale, però significherebbe che il rendimento nominale sarebbe stato uguale a 0, quindi avrebbe reso quanto tenerli sotto al materasso.

      Rispondi
  8. salve, complimenti per il post, ma dopo averlo letto voglio chiedere: per chi ha Btp Italia a scadenza dai 3 ai 5 anni può ragionevolmente sperare nella crescita del l’inflazione ed evitare per il momento di acquistare i BFPi?

    Rispondi
    1. @ Luca
      Sì, anche io ho il BTP ITalia e per ora non l’ho ancora venduto. Anche perché liquidandolo pagheresti delle commissioni per cui forse forse ti conviene tenere quello che hai e non fare nessun cambio ad oggi.

      Rispondi
  9. sig Saver.. approfitto della sua gentilezza….sul sito poste italiane leggo la possibilità di sottoscrizione di buoni postali a 3 anni e indicizzati all’ inflazione EXTRA,,,,non riesco a capire molto bene nella descrizione del prodotto se questo rendimento dell’ 1% in più che viene riconosciuto è x tutti gli anni di durata dei buoni quindi 3 anni e 10 anni oppure solo sul primo anno.la ringrazio x le delucidazioni.Grazie e buon lavoro.Saluti

    Rispondi
    1. @ Davide
      Può esserti utile questo articolo : http://www.formazionefinanza.com/strumentifinanziari/buoni-fruttiferi-postali-a-3-anni-extra-o-conto-deposito/ Per qualunque cosa o chiarimento sono qui per Te.

      Rispondi
  10. Per sottoscrivere i buoni postali non è obbligatorio un conto corrente postale; è sufficiente un libretto postale ordinario oppure, se si vuole operare anche tramite Internet, un libretto Smart.

    Rispondi
  11. Ciao Giacomo, in attesa di un aumento dell’inflazione nei prossimi mesi, seppur minima, ha senso vendere parte di ccteu 2017 (6m+0.80) per acquistare bpfi oppure il prossimo btpitalia di aprile?

    Rispondi
    1. @ Luca
      Se temi un rialzo dell’inflazione sì. Il CCTeu è indicizzato all’Euribor ma non risente in maniera diretta dell’incremento dei prezzi. Un caro saluto e buon fine settimana.

      Rispondi
  12. ciao Giacomo, magari qualche volta ci insegnerai anche a “leggere e capire” le tabelle a, b, e c, di poste italiane..

    Rispondi
    1. @ Omer
      Volentierissimo… magari faccio un apposito video commentato proprio su quello 🙂

      Rispondi
  13. Lo 0,10 offerto dai BFPi per i primi 4 anni e’ lordo se a questo togli la “scifosissima Patrimoniale” dello 0,20. Sei in territorio negativo -0,11 sui primi 4 anni.
    Non credo che nei prossimi 4 anni vedremo granche di inflazione, anzi secondo me ci sara una “giapponizzazione” del inflazione.

    Rispondi
    1. Lo 0,20% di bollo si paga soltanto se la somma dell’importo (capitale + interessi) di tutti i buoni con uguale intestazione non è inferiore a 5.000 euro.

      Rispondi
  14. Buongiorno,
    I BTP Italia consiglia di tenerli per evitare commissioni ma chi avesse come me BTPi (15.09.2019) converrebbe liquidarli per acquistare BFPi o orientare l’investimento su ETF?
    Grazie per gli interessanti e comprensibili articoli

    Rispondi
    1. @ Gianna
      Purtroppo per motivi di tempo non posso dare pareri di investimento qui. Mi dispiace 🙁 la ringrazio per i complimenti e resti con noi!!

      Rispondi
  15. Concordo con Giacomo, anche se il 0.10% lordo annuo, ovvero 0.0875 netto (in quanto godono di tassazione del 12.5%) è un’irrisorietà, che neanche riesce a coprire l’imposta di bollo dello 0.2%.
    Pertanto sarebbe forse opportuno sottoscriverli per valori nominali <5000€, in modo da non pagare l'imposta di bolla, e, anche valutare il momento "migliore" di entrata per avere un coefficiente FOI di accesso basso.Ricordo che il coefficiente che viene preso all'atto della sottoscrizione è quello di 2 mesi prima, quindi sottoscrivendo a Marzo 2015 , il coeff.FOI sarebbe quello di Dicembre 2014 ovvero 107.0.
    Forse sarebbe meglio sottoscrivere ad Aprile 2015, dove il FOI di riferimento è Gennaio 2015 ovvero 106.5.
    Che dici Giacomo?

    Rispondi
    1. Il FOI iniziale è quello del 3° mese precedente a quello di sottoscrizione.

      Rispondi
    2. Quindi sottoscrivendo a marzo, il FOI iniziale è quello di dicembre 2014.

      Rispondi
    3. @ Salvo
      Sì, è vero che attendendo un FOI basso si parte avvantaggiati, ma è altrettanto vero che entriamo nella ‘speculazione’ più che non nell’investimento che dovrebbe basarsi, invece, su considerazioni di più lungo periodo.

      Rispondi
    4. Anche perché aspettando il FOI più “vantaggioso” si corre il rischio di prendere una serie con la parte fissa più bassa.

      Rispondi
      1. @ Alessandro
        Concordo al 100%. Eviterei di attendere per speculare perché le delusioni potrebbero essere la norma in casi come questi. Investire e speculare sono cose completamente differenti. Buona settimana e grazie per il tuo intervento.

        Rispondi
        1. In ogni caso consiglierei di prendere sempre la prima serie disponibile e poi eventualmente rimborsarla per prendere quella nuova, se fosse disponibile una serie con rendimento reale maggiore, però, se ciò avvenisse prima di 18 mesi, valutando se la perdita degli interessi fosse compensata dal maggior rendimento.

          Invece le speculazioni sul FOI le lascerei perdere, visto che potrebbe avere soltanto il vantaggio di 1 mese su minimo 18 mesi, che poi in realtà aumentando la variazione del FOI aumenta il rendimento nominale, ma diminuisce quello reale (a causa della tassazione sulla parte indicizzata all’inflazione) ed è quest’ultimo quello che è importante.

          Rispondi
          1. @ Alessandro
            Concordo in pieno. Il rimborso anticipato della serie ‘vecchia’ non è poi gran cosa se quella nuova offre rendimenti più alti che permettano di recuperare gli interessi persi nel cambio.

  16. Non mi convince.

    Premesso che ritengo la struttura dei bfpi eccellente non mi pare un buon metodo acquistare una serie di bfpi sulla base di prospettive d’inflazione futura e non sulla base della bontà della serie stessa. La J48 è una serie scarsa. Meglio, a mio avviso, decidere quale percentuale del proprio portafoglio si vuole dedicare a strumenti indicizzati all’inflazione e comprare bfpi quando le serie sono buone (per ogni serie di bfpi sappiamo PRIMA d’acquistarla il range di rendimento reale che otteremo a scadenza o al momento del rimborso- un range piuttosto ridotto, poco più di un punto percentuale. Esempio: la J19 avrà un rendimento REALE positivo netto a scadenza compreso tra il 2,01% per inflazione zero e lo 0,91% per inflazione infinita- si parla d’inflazione annua, bollo escluso).
    Si tratta quindi di ragionare, seguendo la logica dei lazy portfolio, A PRESCINDERE dall’inflazione futura cercando d’acquistare, per la quota prefissata del portafoglio, i bfpi quando il range di rendimento reale è soddisfacente.

    Rispondi
    1. @ Killer
      Concordo al 100%. La rivalutazione è uguale per tutti mentre è la componente ‘reale’ a fare la differenza. Credo che la serie j48 sebbene poco redditizia sia ciò che ‘offre il convento’ in questo momento. Non penso che le prossime serie saranno molto più generose…

      Rispondi
  17. Fondi, obbligazioni, ETF, BPF ecc. sono tutti argomenti davvero interessanti per chi vuole investire consapevolmente. Purtroppo sono parecchio asciutto in materia di finanza. Mi consigliate dei libri da cui iniziare? Grazie

    Rispondi
    1. @ Alessandro
      Se mi permetti un po’ di pubblicità puoi iniziare dal libro I Segreti Bancari che ho scritto io e che trovi su Amazon o sui principali book shop e prenotandolo presso la tua libreria.
      http://www.amazon.it/%C2%ABsegreti%C2%BB-indispensabile-ingannare-consulenti-finanziari/dp/8896703093/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1427441597&sr=1-1&keywords=i+segreti+bancari

      Rispondi
      1. Grazie del consiglio Giacomo, acquistato proprio adesso!

        Rispondi
        1. @ Alessandro
          Grazie a Te. Buon lunedì 🙂

          Rispondi
  18. Ora che l’inflazione è bassa, anche il rendimento base dei BFPi è irrisorio. Viceversa quando l’inflazione era più alta anche i tassi fissi minimi riconosciuti dai BFPi erano più alti. C’è da aspettarsi quindi che se l’inflazione torna a crescere, anche i BFPi torneranno ad essere più competitivi. Mi chiedo che logica ci sta dietro a questo andamento? Insomma perche CDP li rende più appetibili per il risparmiatore, e quindi più onerosi per le sue casse, proprio quando deve riconoscere un rendimento legato all’inflazione più alto? Grazie e complimenti a Giacomo e a tutti gli ” animatori” del blog.

    Rispondi
    1. @ Clarck
      Credo che si tratti di una coincidenza, nel senso che i BFPi erano più competitivi quando i tassi di interesse erano più alti. Quindi per attrarre capitali Poste Italiane doveva pagare dei tassi reali competitivi rispetto ad altre forme di investimento come, ad esempio, i BTP€i. Ora che i rendimenti sono bassi per tutti non avrebbe senso pagare degli interessi fuori mercato per attirare risparmiatori che arriverebbero comunque posto che alternative molto più redditizie – a parità di rischio – non ce ne sono e che pure i conti deposito rendono poco.

      Rispondi
  19. Ciao Giacomo, una piccola osservazione: consigli i BFPI ma in un post precedente sconsigliavi i BTP dato il basso punteggio di solvibilità dello stato italiano…..non capisco.

    Rispondi
    1. @ Leo
      I BFPi sono garantiti dallo Stato e possono rientrare tranquillamente nella categoria dei titoli pubblici, su questo hai perfettamente ragione. Ma il risparmio postale è sempre stato trattato con un occhio di riguardo in passato (vedi l’esenzione parziale dall’imposta di bollo) per cui credo che anche in caso di haircut dei BTP i buoni postali non sarebbero toccati anche perché il risparmio postale raccoglie il denaro delle fasce più ‘deboli’ della popolazione italiana ed è quindi più tutelato almeno in via di principio.

      Rispondi
  20. Ciao Giacomo, scusa una domanda: i BPF indicizzati ora rendono lo 0,1%. inflazione zero, su mille euro guadagno 1 euro lordo all’anno….., quindi tra tassazione del 12,50% su interesse e tassa capitale, il totale netto è in negativo. Allora conviene di più tenerli sotto il cuscino…. per ora. Se inflazione sale allora compro. (sono dipendente poste)

    Rispondi
    1. @ Lucio
      Ho pubblicato un video su You tube relativo ai buoni postali indicizzati che purtroppo sono poco chiari nel loro funzionamento e creano un po’ di confuzione.
      Ecco il link per vederlo -> https://youtu.be/ByuSd_f8eII

      Rispondi
    2. Con i buoni postali NON è possibile in nessun caso avere una perdita in conto capitale, nemmeno a causa del bollo.

      Infatti in quel caso, il giorno lavorativo successivo al rimborso del buono, verrebbe rimborsata la parte del bollo che ha causato una perdita in conto capitale, però significherebbe che il rendimento nominale sarebbe stato uguale a 0, quindi avrebbe reso quanto tenerli sotto il cuscino.

      PS: nel caso la somma del valore rimborsato (somma investita + interessi) di tutti i buoni con uguale intestazione fosse minore di 5.000 si è esentati dal pagamento del bollo dello 0,20%.

      Rispondi
  21. Buongiorno Giacomo,

    Ho letto con interesse questi post riguardanti anche il raffronto tra BFPi e BTPi : in banca nei giorni scorsi mi hanno consigliato di liquidare un BTPi acquistato all’emissione e con scadenza 22.4.17 (BTPì 220417 2.25CUM10) di 4 anni di durata, per acquistare il prossimo BTPi (senza nessun costo) e sfruttare con questo switch il guadagno sulla quotazione attuale del BTPi che andrei a vendere.
    Ne vale davvero la pena? O sarebbe più sensato o praticamente uguale portarlo a scadenza o ancora liquidarlo e investire sul BFPi ? Se ho capito bene dai posts inoltre, in caso di inflazione 0, il BFPi è meno sfavorevole in termini di indicizzazione rispetto al BTPi, è corretto?

    Grazie molte per i suggerimenti
    Saluti
    Claudio

    Rispondi
    1. @ Claudio
      Secondo me non conviene vendere il BTP Italia 2017 per sottoscrivere il nuovo titolo con scadenza 2023. Il differenziale di rendimento è modesto, la durata più lunga e i costi di vendita del titolo vecchio limerebbero in grande misura i maggiori rendimenti del titolo nuovo.
      Terrei il BTP Italia 2017, invece, prendendo il bonus previsto per chi lo ha sottoscritto in emissione. Un caro saluto e a presto!!

      Rispondi
  22. Buongiorno Giacomo,

    da qualche tempo ho ‘scoperto’ il suo sito e leggo con interesse i suoi articoli (anche se, da neofita, a volte non li comprendo al 100%).
    Ho imparato diversi concetti fondamentali che prima ignoravo e per questo la ringrazio per le sue osservazioni/i suoi utilissimi suggerimenti.
    Riguardo a questo post sui BFPi vorrei chiedere quale percentuale dei propri risparmi è consigliabile assegnare ai titoli di stato indicizzati (BFPi o BTP Italia)? Grazie per la sua risposta.

    Rispondi
    1. @ Sarah
      Dipende da quelli che sono i tuoi obiettivi di investimento rapportati alla tua situazione ‘di vita’. Secondo me comunque una quota compresa tra il 10% ed il 50% può andare bene, a seconda dei casi. Un caro saluto e a presto!!

      Rispondi
  23. Buongiorno, dal 22 febbraio 2016 i BFPindicizzati all’inflazione italiana sono stati rimossi dall’offerta delle Poste Italiane … valide alternative cercansi 🙂 grazie

    Rispondi
    1. @ Luciano
      Le alternative sono sempre a tua disposizione: https://www.segretibancari.com/investment-club/. Un caro saluto!!

      Rispondi
  24. Salve, ho dei buoni postali indicizzati serie j46 e j48. Conviene tenerli fino a scadenza o incassare e indirizzare le somme altrove? Grazie in anticipo per la risposta

    Rispondi
    1. @ Rossella
      Io li terrei. Il rendimento non è esaltante ma se somma anche l’inflazione il guadagno sale. Inoltre i buoni possono essere rimborsati quando vuole senza subire le fluttuazioni di prezzo tipiche dei BTP, ad esempio.

      Rispondi

Rispondi o Commenta