Buoni Postali: Pro e Contro

Ecco in dettaglio pro e contro dei Buoni Postali Fruttiferi

I Buoni Postali Fruttiferi sono di nuovo ‘alla moda’ ma non ciò che luccica è oro.

Sicurezza e buoni rendimenti, anche se a volte inferiori a quelli di un BTP. Ecco, in due parole, i vantaggi dei buoni postali fruttiferi. Ma ogni rosa ha le sue spine, ci dicono da quando eravamo bambini. E i buoni postali non fanno eccezione a questa regola. Ecco perché continuano ad essere una buona forma di investimento, a patto di saperli usare nel modo corretto.

Che cosa sono i Buoni Postali

I Buoni postali sono titoli nominativi emessi dalle Poste per raccogliere mezzi finanziari. poste italiane è una società per azioni posseduta per il 65% dallo Stato e per il 35% dalla Cassa Depositi e Prestiti a sua volta in mano al Tesoro per il 70% e alle fondazioni per il restante 30%.

I buoni postali sono quindi assimilabili alle obbligazioni, ed in particolare ai titoli privi di cedola. Essi, infatti,

  • sono emessi al valore nominale
  • sono rimborsati al valore nominale più gli interessi maturati dall’emissione
  • NON pagano interessi periodici (con l’eccezione dei buoni postali 7 insieme)
  • presentano il rischio emittente, nel caso di default delle poste

A differenza delle obbligazioni, i buoni postali sono emessi con regolarità (i bond, al contrario, solo periodicamente) e possono essere rimborsati in ogni momento rivolgendosi direttamente alle poste. Questa caratteristica va approfondita.

Vantaggi dei Buoni Postali

Se sottoscrivi un’obbligazione, o la compri sul mercato in un momento successivo alla sua emissione, diventi creditore nei confronti del soggetto emittente. A questo punto hai due alternative: tenere il titolo fino alla sua scadenza o rivenderlo sul mercato prima in caso volessi o dovessi rientrare dei soldi investiti.

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Il problema è che il prezzo di mercato cambia ogni giorno sulla base di logiche precise,  per cui non avrai mai la certezza di riprendere i tuoi soldi. In particolare se i tassi di interesse saliranno il tuo titolo obbligazionario perderà valore. “Posso tenerlo fino alla scadenza e riprendere il capitale”. Vero. Ma se la scadenza è lontana, i tuoi soldi resteranno investiti ad un tasso più basso di quello corrente.

I buoni postali, al contrario, sono rimborsati direttamente dalle poste – ossia dall’emittente – con il vantaggio di essere privi di un valore di mercato. In pratica il valore dell’investimento sarà sempre pari al capitale iniziale maggiorato degli interessi, trascorso un certo periodo.

Quello che voglio dirti è che con i buoni postali non puoi perdere: al massimo riprenderai i tuoi soldi, senza alcun interesse, se li rimborserai nei primi mesi dalla loro emissione a seconda della tipologia di titolo. Inoltre gli uffici postali sono molto più diffusi delle banche, con il piacevole risultato di essere più vicini a casa tua di quanto non lo sia uno sportello bancario.

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Per questa ragione i buoni postali sono la forma di investimento preferita dalle persone che vivono in graziosi ma sperduti paesini dell’entroterra italico 🙂

Limiti e svantaggi

Il primo svantaggio di questi prodotti sta nel fatto che essi rendono normalmente meno di un BTP di pari scadenza. In altre parole, il fatto che i buoni non espongano al rischio di mercato è compensato dai minori interessi percepiti. Questa, ovviamente, non è una regola ferrea ma solo ciò che normalmente accade.

Ci sono stati periodi in cui i buoni rendevano di più degli altri titoli di stato. Sì, perché i buoni emessi dalle Poste sono, di fatto, titoli di stato in quanto garantiti dalla Repubblica. Il che li rende poco adatti ad una diversificazione dal punto di vista dell’emittente. Io da tempo scrivo che non credo nel default dell’Italia, ma sono un fervido sostenitore della diversificazione.

Motivo per il quale se sottoscrivi buoni alle poste ed al tempo stesso compri i BTP la tua diversificazione è solo apparente ma non sostanziale. E di ciò dovrai tenere debito conto. Ma c’è dell’altro. Non tutti i buoni sono investimenti interessanti. Lo sono solo quelli semplici, che pagano interessi fissi o variabili sulla base di parametri certi.

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Al contrario, i buoni delle poste che remunerano i risparmiatori sulla base dell’andamento di un indice di borsa non sono validi strumenti per investire i tuoi soldi.

Riepiloghiamo?

Vantaggi dei buoni postali:

  • no rischio di mercato (sono rimborsati come minimo al valore nominale)
  • facilità di accesso sia per tagli sottoscrivibili sia per la vicinanza delle Poste
  • non sono soggetti all’imposta di bollo per controvalori inferiori a 5.000 euro
  • hanno rendimenti interessanti e competitivi con altre forme di investimento sicuro

Svantaggi

  • rendono meno dei BTP a parità di durata e di rischio di default dell’emittente (lo Stato)
  • nascondono delle insidie se indicizzati a indici di borsa. Il fatto che anche questi investimenti si chiamino ‘buoni’ può trarti facilmente in inganno.

Sebbene i tassi di interesse oggi siano bassi i buoni postali fruttiferi sono (e restano) un’ottima forma di investimento sicuro.

Giacomo Saver

Direttore e Fondatore di Segretibancari.com

73 commenti
  1. Ciao Giacomo!
    Eccomi di nuovo a disturbarti :)… Domandone: esiste un modo per calcolare il giusto prezzo che un risparmiatore deve pagare per la possibilità di riprendere sempre a 100 il capitale investito? O facendo un esempio assai grezzo: oggi un BTPItalia dà grossomodo il 2% + inflazione italiana, mentre il BFP indicizzato l’1,25% + inflazione italiana… Lo so- Lo so il calcolo è molto approssimativo e le durate sono diverse… ma si può affermare che oggi lo 0,75% in meno è un giusto prezzo da pagare per la possibilità di riprendere il capitale a 100 in qualsiasi momento?

    Rispondi
    1. @ Enrico
      Assolutamente sì. Il minor rendimento dei buoni postali rispetto ad esempio ai BTPi (o Italia) è il ‘prezzo’ per l’assenza delle oscillazioni di prezzo. Ottima e giusta osservazione 🙂

      Rispondi
  2. Ciao Giacomo,prima di tutto passate bene le vacanze,spero e penso di si, visto le chicche che ci hai subito fornito.Premesso questo appunto di questa inerente ai buoni fruttiferi postali che volevo alcune precisazioni.Se non campo troppe pretese, ricorderai come tuo affezzionato seguace che sono un assiduo “cliente” di questo prodotto,in quanto ogni mese da un po’ di tempo a ‘sta parte sto effettuando una sorta di PAC sul medesimo(ogni mese 250 euro)sul tipo indicizzato.Peraltro sempre recentemente ho comprato un BTP da 15.000 euro(scadenza marzo 2017).Siccome qui sopra tu hai scritto che questo modus operandi non lo ritieni un vero e proprio programma di diversificazione,ti chiedo se devrei cambiare il mio modo d’investire.Sicuramente non ho intenzioni di fare nuove manovre su titoli di stato,per lo meno a certe cifre piu’ che altro per avere un po’ di liquidita’ in caso di evenienza(circa 15.000 sul c.c.,troppi da tenere li?). Per quello che riguarda i BFP mi sembrano sempre un buon compromesso tra le diverse forme d’investimento senza rischiare troppo,tranne nel caso(speriamo di no) di default,sei daccordo?Te lo chiedo perche’ proprio in questi giorni avrei intenzione di effettuare l’ennesimo acquisto di questo prodotto e allora ho colto subito l’occasione,hai qualche proposta diversa e naturalmente valida da offrirmi.Ringraziandoti fin d’ora per il tempo dedicato,ti porgo i miei piu’ cordiali saluti augurandoti anche un lieto wek end

    Rispondi
  3. I buoni postali sono emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti e non dalle poste (collocatore).

    Capisco perchè dici che investire in buoni postali non significa diversificare rispetto ad investire in btp. Però, tralasciamo pure le supposizioni su un possibile trattamento preferenziale dei risparmiatori postali della cdp rispetto agli investitori in tds in caso di default, e rimaniamo alle cose certe. Con un buono postale posso uscire sempre a 100 più interessi maturati, con un btp esco al valore di mercato. Questo significa che nella fase d’avvicinamento al default (di tipo greco) c’è una differenza enorme tra i due tipi d’investimento. In sostanza a default avvenuto non vi sarà, forse, differenza ma nella fase precedente la differenza c’è eccome e il vantaggio dei buoni postali è indiscutibile.

    Faccio notare anche che, poichè le serie di buoni postali escono ad intervalli abbastanza prefissati (con delle variazioni negli utlimi tempi) e non cambiano rendimento, in genere per un mese, capita che, a volte, i buoni postali si trovino ad avere rendimenti superiori ai tds. E’ il caso per esempio del Dicembre 2012. Ne ho approffittato per uscire da tutti i btp a tasso fisso per posizionarmi sui 3*4.

    Ricordo ancora la possibilità di cambiare serie (ci sono i calcolatori che rendono l’operazione semplice) che serve ad aumentare il rendimento dei buoni postali.

    Rispondi
    1. Concordo con quello che dice “Killer in Pensione”, e di fatto negli ultimi due anni ho accelerato l’investimento in Buoni Postali a discapito dei Btp proprio nel ragionamento che se l’italia dovesse avere grossi problemi, con i buoni postali penso di avere piu’ tempo per uscire dall’investimento senza perdere nulla in conto capitale, mentre con i btp mi troverei probabilmente con delle perdite importanti da sopportare. In forza di questo ho attivato anche il Libretto Postale con la possibilita’ di operare on line sui Buoni Postali per velocemente venderli (ed acquistarli) direttamente da casa, il tutto a costo zero.
      Sono d’accordo con Giacomo sulla scelta dei Buoni postali: non tutti sono validi. Personalmente prediligo quelli indicizzati all’inflazione, e , per alcune emissioni passate, il tasso fisso.

      Ciao

      Paolo

      Rispondi
    2. @ Killer
      Esattamente. Grazie per le precisazioni. Il vantaggio dei buoni consiste – tra le altre cose – nell’assenza dell’oscillazione di prezzo del controvalore investito. Anche nell’ipotesi di un rialzo dei tassi di interesse i buoni già in circolazione conserveranno come minimo il proprio valore rendendo semmai conveniente il concambio di una serie vecchia con una nuova senza problemi.

      Questo è un ‘plus’ indiscutibile che gioca a favore di questo tipo di strumento finanziario.

      Rispondi
  4. Tutto giusto quello che leggo qui però se lo Stato ti vuol fottere i risparmi utilizzerà il metodo Amato …cioè ordine di blocco delle vendite titoli di stato il venerdi sera a mercati chiusi e a quel punto non ci sarà tempo di fuga nè per chi ha btp nè per i bpf…..con buona pace di tutti.

    Rispondi
  5. Ciao giacomo ,mi e nata un altra bella bambina vorrei fare anche a lei un buono fruttifero a minore da 10 che ne pensi sara un buon investimento o c e qualcosa migliore da intestare a lei?

    Rispondi
    1. @ Alberm
      Anzitutto complimenti per la nascita della piccola…Non amo particolarmente i buoni dedicati ai miniri perchè sono titoli a tasso fisso che nel lungo andare non sono in grado di proteggere i risparmi dall’inflazione. Per questo motivo sceglierei i buoni indicizzati intestandoli, per semplicità, ad un adulto.
      Un abbraccio e a presto!!

      Rispondi
    2. I buoni ai minori hanno il problema di dover richiedere l’autorizzazione al giudice tutelare nel caso si avesse bisogno di disinvestire i soldi. Nel caso di rimborso anticipato autorizzato si verrebbe penalizzati notevolmente nel rendimento.
      Questo a fronte del miglior tasso fisso, in genere, nell’ambito del risparmio postale della cdp.

      Rispondi
  6. Buonasera Giacomo, secondo lei quale BFP conviene sottoscrivere in questo periodo visto i bassi rendimenti dei conti deposito? Cordiali saluti ottimo sito.

    Rispondi
    1. @ Maurizio
      Grazie per i complimenti. Non è possibile scegliere i buoni postali, ma è necessario sottoscrivere la serie attualmente in collocamento (che consiglio). Per qualunque sua necessità sono felicemente qui per lei. A presto!!

      Rispondi
  7. Salve Giacomo, complimenti per il sito e per tutto il resto 🙂 , volevo chiederti un consiglio, siccome momentaneamente ho 2000 Eurii di liquidità, dove li potrei investire in modo da poter prendere qualche cosa.
    1) poco rischio
    2) periodo massimo per 5 anni
    3) un buon rendimento( in modo da recuperare inflazione e trarne anche un profitto reale )

    ovviamente il capitale da me posseduto è bassissimo ma sono uno studente :).
    Cordiali saluti.

    Rispondi
    1. @ Mario
      Io sceglierei i buoni postali indicizzati all’inflazione che, tra l’altro, non ti fanno pagare nemmeno il bollo. Inoltre puoi rimborsarli quando vuoi ed hanno un rendimento che si somma all’inflazione proteggendo in questo modo i tuoi risparmi dall’erosione monetaria.
      Un caro saluto…

      Rispondi
      1. Ciao Giacomo, mi fa piacere che c’è qualcuno come te che aiuta chi,purtroppo, ha paura della situazione finanziaria dell’Italia e che vuole investire(proteggere) quel minimo di capitale che ha risparmiato in questi anni duri ma senza sapere come….
        Io mi trovo nella stessa situazione di Mario, vorrei investire 5000/8000 euro in modo sicuro e con una durata massimo di 5 anni. Mi consigli uno tra i vari Bfp?
        Secondo te c’è molta differenza con l’imposta di bollo superando i 5000 euro?
        grazie mille

        Rispondi
        1. @ Valerio
          Io ti consiglio senza dubbio i BFP indicizzati all’inflazione che, a mio avviso, sono tra i migliori prodotti offerti dalla posta. L’imposta di bollo, purtroppo, ha il suo peso per cui è opportuno o tenere il controvalore basso 8sotto i 5.000 euro), oppure andare oltre i 15.000 euro, poiché nella fascia intermedia il peso del bollo minimo si farà sentire distruggendo gli interessi.

          Piuttosto sottoscrivi due buoni: uno intestato solo a te ed uno intestato a te e ad un’altra persona. In questo modo, cambiando le intestazioni e tenendo i due importi singolarmente sotto i 5.000 euro, non pagherai il bollo.

          Per qualunque cosa sono qui per te e spero di leggerti presto.

          Rispondi
  8. Purtroppo per i BFP emessi in forma cartacea prima del 1° gennaio 2009 non è prevista la soglia di esenzione per quei buoni il cui valore di rimborso sia complessivamente non superiore a euro 5.000. – See more at: http://www.italiasalva.it/2013/02/buoni-fruttiferi-postali-febbraio-come.html#sthash.qQawVRzK.dpuf

    Rispondi
  9. Ciao Giacomo
    dove trovo le info per sapere le cedole che pagano i buoni postali fruttiferi?

    Rispondi
    1. @ Bob
      Le trovi qui:

      http://www.poste.it/bancoposta/buonifruttiferipostali/index.html

      Andando a scegliere il buono che ti interessa. Attento però: i buoni (ad esclusione dei 7 insieme) non pagano cedole ma capitalizzano gli interessi che saranno pagati ala scadenza insieme con il capitale.

      Rispondi
  10. Ciao Giacomo,

    Ti devo di la verità … Trovo il tuo sito fantastico …. ottimi consigli comprensibili anche per chi non è addetto ai lavori.
    Vorrei impegnare circa 30.000€ in BFP indicizzati all’inflazione come da tuo consiglio.
    Come procedo per ridurre al minimo le imposte ?

    grazie
    Andrea

    Rispondi
    1. @ Andrea
      Con 30.000 euro di capitale l’incidenza dell’imposta è dello 0,15% perché superi il bollo minimo:

      http://youtu.be/7IdMTXBM04E

      Se vuoi azzerare l’imposta devi sottoscrivere 6 buoni diversi da 5.000 euro l’uno cambiando volta per volta l’intestazione, ma direi che è un lavoraccio che non vale la pena fare.

      Grazie per i complimenti e a presto!!

      Rispondi
      1. Buongiorno Giacomo,

        Ti ringrazio per il tuo consiglio.
        Avrei un altro paio di quesiti da porti:

        -possiedo un libretto postale ordinario … cosa ne pensi se lo modifico in libretto Smart e lascio fino a fine dicembre i 30.000€ e poi li investo in BFP indicizzati?
        -il mese di luglio ho sottoscritto una certa somma in BFP 3×4 …. secondo il tuo parere vale la pena chiedere il rimborso ed investirli in BFP indicizzati?

        grazie
        Andrea

        Rispondi
        1. @ Andrea
          Secondo me conviene trasformare il libretto ordinario in Smart così da ricevere un interesse di favore fino alla fine dell’anno. Non riscatterei i 3 x 4 per scegliere i BFPi. Semmai i prossimi soldi li metterei su questi ultimi e non sui primi, ma lascerei le cose come stanno al momento.

          Rispondi
  11. Complimenti per questo interessantissimo sito, anche io volevo investire in buoni postali e a tal proposito ho un ‘volantino’ illustrativo preso alla Posta. Se volessi investire 5000 euro però devo stare + bassa x via del bollo ho letto in un altro Suo post….ma + bassa di quanto? 4500?? e comunque quale tipo di buono mi consiglia? è sempre meglio intestarlo anche al coniuge in caso di (facciamo le corna…) morte?
    Grazie

    Rispondi
    1. @ Fiore
      Rispondo in modo sintetico alle sue domande

      a) io starei sui 4.500 – 4.700 euro per evitare che il cumulo alla scadenza tra capitale ed interessi faccia scattare il bollo;
      b) i miei buoni preferiti sono e restano quelli indicizzati all’inflazione
      c) è sempre meglio la cointestazione.

      Un caro saluto e grazie a lei…

      Rispondi
      1. Grazie Giacomo, molto gentile, terrò presente il prezioso consiglio! 🙂

        Rispondi
        1. @ Fiore
          Figurati… Per qualunque cosa sai che sono qui per te e per tutti gli Amici che mi seguono.

          Rispondi
          1. Gentile Giacomo, finalmente mi sono recata stamani in Posta per chiedere direttamente delucidazioni e una impiegata molto gentile mi ha addirittura stampato le normative…mmmm….i BFP indicizzati bisogna tenerli per 10 anni e comunque non rendono poi tanto e sono vincolati ad avere un libretto o conto postale cosa che io non ho….mi ha consigliato il BFP Risparmi Nuovi che, tenendoli per i tre anni danno ben il 2.14% netto…a me paiono vantaggiosi….Lei che ne pensa? Cordiali saluti

          2. @ Fiore
            Le hanno dato informazioni scorrette caro Fiore. I BFPi hanno una durata massima di 10 anni, ma possono essere rimborsati in qualunque momento senza nessuna penalità, trascorsi i primi 18 mesi. Alle Poste non convengono perché rendono ‘troppo’ al cliente rispetto alle altre forme proposte.
            Come dire: “li abbiamo ma se non li vuoi è meglio…”

  12. Buongiorno Giacomo, e complimenti per il suo sito davvero utile.
    Non ho mai utilizzato strumenti postali e sarei interessato ad acquistare dei BFPi della serie J38
    Tre domande per lei:

    1. qual è la procedura di acquisto online? E’ necessario recarsi alle poste e aprire qualche conto di appoggio o libretto? se sì quale di questi strumenti di appoggio è preferibile ai fini di investimento?

    2. ho letto dell’eventualità di “switchare” da una serie all’altra, incassando i buoni in portafoglio e comprando quelli della nuova serie. Esistono dei “calcolatori” online per verificare caso per caso i vantaggi dell’operazione?

    3. esiste un link online dove leggere la percentuale corrente dell’inflazione da aggiungere al rendimento fisso dei BFPi?

    grazie e ancora complimenti per l’iniziativa!

    Rispondi
    1. @ Giovanni
      Le rispondo volentieri:
      1. i BFPi possono essere sottoscritti solo se si dispone di un libretto postale o di un conto corrente. Nel primo caso è necessario rivolgersi in posta, mentre se apre il conto bancoposta click potrà sottoscrivere i suoi buoni direttamente online. Io per comodità preferirei questa seconda opzione 🙂

      2. Che sappia io no. Esiste talvolta un file excel scaricabile sul sito del prof Scienza (http://www.beppescienza.it) ma è limitato al confronto di due serie

      3. Può andare direttamente sul sito Istat per trovare l’indice FOI usato come coefficiente dalle Poste: http://www.istat.it/it/archivio/30440

      Un caro saluto e grazie per i complimenti…

      Rispondi
    2. Il foglio di calcolo per il cambio di serie lo puoi trovare su http://www.investireoggi.it/forum/buoni-fruttiferi-postali-indicizzati-all-inflazione-italiana-vt37793.html insieme ad altre cose.
      I buoni si possono gestire online anche con lo smart.

      Rispondi
      1. grazie per le delucidazioni!
        quindi tu consigli libretto smart o caonto bancoposta al solo fine di acquisto dei bfp ?

        Rispondi
        1. Dipende da cosa ti serve. Il bancopostaclick è un conto corrente, puoi fare bonifici gratuiti etc. Io li ho entrambi (smart e click), sono gratuiti. Unica avvertenza: tenere la giacenza media sotto la soglia d’esenzione per il bollo.
          Per il file sul cambio di serie ti conviene andare qui http://www.finanzaonline.com/forum/obbligazioni-titoli-di-stato/1360168-buoni-fruttiferi-postali-indicizzati-allinflazione-v.html#post30985605 dove trovi la versione aggiornata ( 3.07). Ciao

          Rispondi
        2. @ Giovanni
          No, puoi usarli anche come sorta di conto deposito per l’impiego momentaneo della liquidità.

          Rispondi
      2. @ Killer
        Come sempre preziosissimo il tuo contributo… Grazie!!

        Rispondi
  13. Ben tornato

    Rispondi
    1. @ Andrea
      Grazie!! 🙂

      Rispondi
  14. Buonasera Giacomo,complimenti per la sua professionalita e chiarezza…vorrei sapere con il decreto salva italia attualmente fino a quando paghiamo le imposte di bollo c’e un decreto che da un tempo massimo o e divenuto parte integrante del sistema finanziario italiano?grazie anticipatamente per la sua risposta…saluti

    Rispondi
    1. @ Francys
      Grazie per i complimenti, caro Amico. Purtroppo l’imposta di bollo non ha una scadenza, ma è diventata a tutti gli effetti una tassa che ci accompagnerà ancora per un tempo indeterminato, ma verosimilmente molto lungo… Un caro saluto e a presto!!

      Rispondi
  15. @ Giacomo, leggo con interesse i suoi commenti e gradirei avere un suo consiglio.
    Nel 1993 ho investito 15 milioni di lire in 15 buoni postali fruttiferi ordinari: cosa mi consiglia? Di incassarli o tenerli ancora fino alla scadenza. grazie

    Rispondi
    1. @ Elios
      Decisamente di tenerli fino alla loro naturale scadenza. Tassi come quelli di allora, purtroppo, non se ne vedono più…Un caro saluto.

      Rispondi
  16. …ha ragione ho letto male io il prospetto , la durata massima dei BFPi è di 10 anni ma possono essere rimborsati prima. la cosa che pero’ mi ‘frena’ un pochino è che bisogna essere titolari di un c/c postale o di un libretto postale cosa che non mi garba molto anche perchè ne volevo fare due uno intestato a me e uno a mio marito, leggo pero’ che Lei consiglia la cointestazione….ma allora supero la cifra per la quale ‘scatta’ la tassa/bollo….. sono molto indecisa…..

    Rispondi
  17. Gentile Giacomo,
    apprezzo molto il suo sito, che sto cominciando a conoscere e a percorrere.
    Vorrei sottolineare ancora la comodità, per chi abita come me in un paesino remoto, di poter gestire i buoni postali tramite Internet (nel mio caso, con un conto Bancopostaclick), sia per l’acquisto che per il rimborso.

    Vorrei però far notare che il bollo si paga su TUTTI i rapporti che si intrattengono con lo stesso gestore e con la stessa intestazione, se la giacenza media COMPLESSIVA risulta superiore a 5000 euro. In questa giacenza media vengono considerati anche i buoni.

    Provo a spiegarmi meglio. Avendo sia un conto Bancopostaclick (cointestato con mio marito) con una giacenza media ben inferiore a 5000 euro, sia dei buoni postali indicizzati all’inflazione per circa ventimila euro, la giacenza media risulta complessivamente superiore al limite e quindi paghiamo l’imposta di bollo SIA per il conto Bancopostaclick SIA sui buoni postali. Infatti l’intestazione dei buoni postali è la stessa del conto al quale sono associati: cioè, non potrei intestarli solo a me per evitare di avere la stessa intestazione e quindi non pagare il bollo sul conto. Insomma, l’importo limitato che abbiamo sul conto Bancopostaclick non ci evita il pagamento dell’imposta di bollo relativa.

    Forse quel che ho scritto è banale e in tal caso me ne scuso, ma io ci avevo messo un po’ a capirlo 🙂
    Grazie ancora per il suo lavoro e cordiali saluti.

    Rispondi
    1. @ Cris
      Grazie a lei per questa precisazione importante. purtroppo spesso si comprende bene il funzionamento delle cose solo quando si è direttamente coinvolti. Come dire: la pratica vale molto di più di tante teorie e di interpretazioni delle normative. Spero di leggerla presto e con l’occasione la saluto caramente.

      Rispondi
    2. No, non si sommano buoni e bancoposta click relativamente all’imposta di bollo (anche con medesima intestazione). Si tratta sia di emittenti diversi (cdp e poste) che di regole diverse (imposta proporzionale annuale per i buoni, imposta fissa su base mensile, periodo rendicontato è il mese, per il click).

      Rispondi
  18. @ Killer in pensione

    Anch’io credevo di aver capito così, ma Bancoposta mi ha addebitato il bollo ANCHE sul conto Bancopostaclick per il 2012! E, in seguito a una mia richiesta di chiarimenti scritta, mi hanno risposto con una lunga missiva che sostanzialmente diceva quanto da me riportato sopra!

    Ora proverò a rileggere meglio la risposta di Bancoposta per vedere se ho capito male!
    Grazie per l’osservazione!

    Rispondi
  19. Salve GIacomo, le scrivo perché ho una questione particolare da sottoporle e non so che tipo di investimento fare. Ho ricevuto da poco 70.000 euro a titolo di risarcimento riconosciuto con sentenza di primo grado e nell’attesa del giudizio di appello ed eventuale giudizio in cassazione ho necessita’ di vincolare questi soldi senza rischi. Sono titolare di libretto Smart e vorrei versare tale somma intanto fino a dicembre 2013 e vedere cosa succede. Poi cosa Mi consiglia conto deposito mps o buoni indicizzati all’inflazione? Grazie anticipatamente per la cortese risposta.

    Rispondi
    1. @ Mary
      Se non vuole correre rischi, anche alla luce della situazione non facile in cui si trova MPS non ho dubbi: le consiglio i Buoni postali indicizzati. In questo modo oltre a non correre ‘pericoli’ derivanti dall’instabilità di MPS, avrà un capitale continuamente rivalutato sulla base dell’inflazione.
      Un caro saluto e a presto…

      Rispondi
  20. La ringrazio sentitamente per il consiglio.
    Cari saluti.

    Rispondi
    1. @ Mary
      Ci mancherebbe, grazie a Lei…

      Rispondi
  21. Buon giorno Giacomo, volevo chiederle un consiglio: io ho 30000 euro e vorrei investirli in modo sicuro e con un buon rendimento; lei cosa mi consiglia? La ringrazio

    Rispondi
    1. @ Antonio
      Per investire in modo sicuro, con un buon rendimento le consiglio di replicare uno dei portafogli che trova qui il cui rendimento annuo supera il 7% con un rischio contenuto:

      http://www.formazionefinanza.com/trend

      Provi una delle nostre newsletter, il primo mese è gratuito, e si renderà conto da solo di come pochi ma potenti accorgimenti ed una ‘giusta’ selezione di titoli possono davvero fare la differenza.

      Un caro saluto…

      Rispondi
  22. Vorrei iniziare a sottoscrivere Bfpi, tenuto conto che e’ necessario aprire il c/c per motivi di lavoro non posso fare file alla posta, quindi stavo optando per bancoposta clik e fare tutto comodamente da casa, ma ho letto che molti utenti hanno avuto delle truffe, dicono che rispetto alle banche le Poste investono meno in sicurezza e molti utenti hanno avuto truffe con perdita di soldi, ricarire di post pay fittizzie…cosa mi consigli

    Rispondi
    1. @ Alex
      Io aprirei senza problemi il conto bancoposta click. Gli utenti truffati sono quelli che hanno risposto ad email fasulle in cui si chiedeva loro di inserire i codici di accesso (phishing). Con un MINIMO di prudenza e di accortezza i tuoi soldi sono al sicuro anche in Posta.

      Il problema non è il collegamento tra te e la posta ma la prudenza e la cautela con cui operi. Un caro saluto e a presto!!

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    2. In alternativa al BancoPosta Click, puoi aprire un libretto postale Smart, che attivando l’RPOL dispositivo permette di sottoscrivere e rimborsare anticipatamente qualsiasi tipo di buono, inoltre fino a metà del prossimo anno viene riconosciuto un tasso promozionale del 2% netto (http://www.poste.it/bancoposta/librettopostale/smart.html).

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    3. Nel predente messaggio avevo dimenticato qualcosa, quindi lo riscrivo correttamente…

      In alternativa al BancoPosta Click, puoi aprire un libretto postale Smart (non ha nessun costo), che attivando l’RPOL dispositivo permette di sottoscrivere e rimborsare anticipatamente qualsiasi tipo di buono tramite Internet, inoltre fino a metà del prossimo anno viene riconosciuto un tasso promozionale del 2% netto sulla liquidità tenuta sul libretto Smart se si rispettano le condizioni indicate qui: http://www.poste.it/bancoposta/librettopostale/smart.html.

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  23. Ti ringrazio, ho già fatto con smart! anche dietro consiglio del Direttore Poste.
    Per i Buoni postali è vero che come rendimento saranno un pò inferiori agli altri strumenti ma il fatto di rimborsare in qualsiasi momento a 100 mi dà una certa sicurezza, poi per i Buoni indicizzati ho visto sul sito di Beppe Scienza un confronto tra BFPi e BTP Italia, in generale non ci sono grosse differenze di rendimento ma dal confronto sotto molti aspetti il BFPi esce vincitore.
    Comunque credo che, il un portafoglio a rischio moderato possono trovare posto sia BFPi e anche BTP Italia, sempre per il principio della diversificazione, sempre enunciato dal Dott. Saver.

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    1. @ Alex2
      infatti, il buono postale ha il grande vantaggio di non presentare nessuna oscillazione negativa di prezzo, poiché è rimborsabile in ogni momento presso le Poste come minimo al valore nominale. E questo è un vantaggio indubbio…

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  24. Giacomo una domanda:
    se voglio comprare i buoni postali indicizzati che cosa devo fare: aprire un conto deposito alle poste, aprire un libretto postale o devo fare entrambi?
    che costo hanno? pago il bollo su entrambi o nessuno?
    Grazie

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    1. @ Bob
      Basta un solo conto, sia esso un libretto di risparmio (la Posta non offre conti deposito) oppure un conto (va benissimo il bancoposta click).
      Il bollo è sempre lo stesso: 34,20 euro l’anno minimo e libretto e buoni fanno cumulo se la loro intestazione è la stessa.

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  25. Un super complimento per questo post molto istruttivo. Se posso vorrei fare una domanda. Io ho sottoscritto ormai 11 anni fa dei buoni ordinari 15mila per la precisione. Oggi vorrei passare ad una nuova forma di investimento , fondi con pagamento di cedole mensile. Lo ritieni una mossa sensata oppure no?Iero gestiti da banca Mediolanum. Grazie in caso per la risposta

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    1. @ Mauro
      Grazie per i complimenti. Purtroppo i fondi con cedola sono quasi sempre da evitare perchè hanno costi nascosti che ne ‘uccidono’ il rendimento. Inoltre, se gli interessi maturati non sono almeno pari alle cedole, finisci per lo spendere il capitale e non gli interessi, perché i pagamenti equivalgono a rimborsi e non a remunerazione.

      I fondi Mediolanum, poi, sono tra i prodotti più cari in assoluto. Un abbraccio e a presto!!

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  26. Ciao Giacomo,
    ho letto i vari consigli che dai e ti faccio i complimenti per le delucidazioni che fornisci.
    Quando parli di diversificazione a che tipo di investimento ti riferisci oltre ai titoli di stato?
    Da qualche hanno compero e vendo btp con un discreto guadagno mettendo in conto oltre la tassazione prevista anche il capital gain, ho aperto un libretto postale con conto smart più ho aperto un cc on line (una nota banca italiana) dove pago solo i bolli.
    Cosa puoi consigliarmi?

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    1. @ Gerardo
      Purtroppo non posso fornire indicazioni di investimento personalizzate, ma ti dico volentieri che per ‘diversificazione’ intendo una ripartizione del capitale disponibile anche su obbligazioni private e anche (in misura marginale e non in questo momento) sull’azionario.

      Per un esempio ‘pratico’ di diversificazione, guarda qui:

      http://www.formazionefinanza.com/

      Un caro saluto e a presto…

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  27. Complimento per questo bellissimo post!

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    1. @ Salento
      Grazie infinite…

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  28. Buongiorno, premesso che al giorno d’oggi non sono più sicuro della tenuta dell’italia (ancora oggi! dopo la crisi del 2011) io davvero non so più dove investire… comunque, appunto i btp sono ottimi per il trading (pro e contro) e faccio notare che dal 2014 con la liquidità che mi tornava compravo btp trentennali a prezzi scontati e col passare degli anni, con la diminuzione dei tassi d’interesse fino a zero…e il QE, il loro valore è cresciuto fino a +70%, mediamente li ho venduti a +50% oltre alle cedole. (Avevo pure il bfp3x4 dic. 2012)
    Ovviamente oggi siamo nella fase contraria, perderanno valore con l’aumento dei tassi d’interessi (anche se sarà molto lento) e l’incognita di questo governo………… dove fino a ieri parlavano di uscire dall’euro!!!

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    1. @ Marco
      Sei fuori argomento: questo articolo parla di buoni postali. Puoi scrivere il tuo parere o richiedere opinioni sulla pagina Facebook di Segretibancari. Grazie.

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      1. Si confrontavano BTP con buoni postali…altrimenti non lo scrivevo.

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      2. cmq grazie sono andato alla vostra pagina
        saluti

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  29. Secondo me il buono ordinario e quello 3X 4 dell’ emissione di settembre 2018 hanno rendimenti interessanti, se paragonati a quanto ha offerto cassa depositi e prestiti in tante emissioni del periodo 2005 2010, quando i tassi dei btp erano decisamente più alti degli attuali. Concordi Giacomo? Un saluto Ferdinando

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    1. @ Ferdinando
      Non mi occupo più di buoni postali, perché ora l’attenzione si è spostata sugli ETF e sulle strategie di investimento per persone con capitali superiori a 100.000 €. Mi dispiace.

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