Conosci già i nuovi buoni postali fruttiferi renditalia?

Sono Arrivati i BPF Renditalia

Tra i buoni postali fruttiferi è arrivato il nuovo Renditalia. Che farà concorrenza ai CCT.

BPF-renditalia -CCTPoste italiane ha lanciato un nuovo tipo di buoni postali fruttiferi. Si tratta del nuovo Renditalia, uno strumento di investimento innovativo i cui interessi sono indicizzati al tasso di rendimento dei BOT semestrali più una maggiorazione detta spread.  La vita per CCT ora è davvero dura.

Caratteristiche tecniche dei buoni postali fruttiferi Renditalia

I buoni Renditalia hanno una durata massima di cinque anni e possono essere rimborsati in qualsiasi momento senza penalità. L’unico danno in cui incorri rimborsandoli entro i primi 12 mesi è la perdita degli interessi maturati.

I buoni postali fruttiferi possano essere emessi sia in forma cartacea con un taglio minimo di € 50, sia dematerializzati. Solo in questo secondo caso sarà necessario avere un libretto o un conto corrente postale. Se possiedi un libretto smart potrai sottoscrivere i BPF Renditalia direttamente via Internet.

Il rendimento dei buoni è pari al tasso lordo dei BOT semestrali risultante dall’asta del mese precedente l’inizio del semestre di riferimento.

BPF  Renditalia contro CCT

I buoni postali fruttiferi Renditalia sono dei terribili concorrenti dei CCT. Infatti:

  • hanno lo stesso parametro di indicizzazione (il tasso dei BOT semestrali);
  • hanno uno spread più alto (0,50% per la serie R02 contro lo 0,15% medio dei CCT);
  • possono essere rimborsati in qualsiasi momento senza rischi di oscillazioni di prezzo.

Direi che in questo momento è più opportuno sottoscrivere buoni postali fruttiferi Renditalia dei CCT. Così facendo avrai comunque un rendimento indicizzato  al tasso dei BOT semestrali, ma godrai del il grande vantaggio di non sopportare perdite in caso di vendita anticipata dei buoni rispetto alla scadenza e di non pagare l’imposta di bollo per importi inferiori ai € 5.000.

La mappa concettuale e ho preparato per te, in formato stampabile, ti permetterà di avere sott’occhio le caratteristiche dei BPF renditalia mentre gli iscritti alla mailing-list riceveranno, domani,un foglio di calcolo precompilato che permetterà di capire i dettagli tecnici sulla base dei quali i rendimenti dei buoni postali fruttiferi sono calcolati.

Se non sei ancora iscritto alla lista di segreti bancari fallo subito!! Inserisci i tuoi dati nel form qui sotto:

 

Io ti aspetto, come sempre, nei commenti e ti auguro buona settimana.

32 commenti
  1. salve nel mese di giugno mi scadranno circa 50000 euro,divisi su due conti deposito(ho fatto dei vincoli)per non rifare questa operazione e farli fruttare a 1-2 anni,mi consiglia de bpf, e quali?

    Rispondi
    1. @ Giovanni
      Purtroppo è difficile dare consigli ‘al buio’ non conoscendo a fondo la sua situazione, ma ci proviamo 🙂
      Io sottoscriverei i BPF indicizzati all’inflazione che offrono un rendimento dell’1,25% (serie J35) più il tasso di inflazione. Per qualunque altra domanda o approfondimento sono qui. Buona giornata.

      Rispondi
  2. per i BPF cartacei è necessario portare appresso i soldi in contante o si potrebbero versare anche mediante carta o assegno? Grazie

    Rispondi
    1. @ Marcus
      Puoi anche portare gli assegni, ma in questo caso devi avere un libretto postale o un conto bancoposta nel quale versarli. Allo sportello credo accettino solo contanti per un importo massimo di 1.000 euro.

      Rispondi
    2. Per sottoscrivere i buoni cartacei puoi usare un assegno, anche senza libretto o conto corrente, l’importante è ricordarsi che con un assegno non si può sottoscrivere più di un buono (per i buoni cartacei non si può fare il rimborso parziale), quindi per ogni buono devi fare un assegno.
      .
      A me alla Posta mi hanno permesso di fare così, sebbene avessi un libretto postale, su esso non è stata riportata né l’operazione di versamento degli assegni, né quella di addebito per la sottoscrizione dei buoni, quindi il libretto non sembrerebbe essere stato usato.

      Rispondi
      1. @ Ale
        Grazie per la precisazione. Non avendo mai sottoscritto buoni postali cartacei negli ultimi anni non ero al corrente del fatto che le Poste accettassero anche gli assegni. Davvero utile il tuo commento.

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  3. Sono consapevole dei limiti nel confronto tra un tasso variabile e uno fisso, tuttavia secondo te sono più convenienti i Renditalia oppure i buoni 18 mesi?

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    1. @ Alex
      Direi che sono praticamente equivalenti, a meno di un rialzo improvviso dei tassi dei BOT che renderebbe i Renditalia più convenienti di quelli a 18 mesi. Dovendo scegliere, comunque, sottoscriverei piuttosto i 18 mesi plus.

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      1. Grazie. 🙂

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  4. Premesso che ritengo non particolarmente convenienti i BFP a breve scadenza (Renditalia, 18m, etc.). Sono indubbiamente più validi i BFPi, che con l’emissione J35 garantiscono già al compimento di 18m il rendimento reale garantito dell’1,25%,
    Non riesco, invece, a comprendere perchè il tasso reale J35 per tutti i 10 anni sia uguale, mentre nelle precedenti emissioni risultava crescente. Ciò per agevolare la sottoscrizione del BTP ITALIA? Ovvero per previsioni inflazionistiche particolari?
    E’ corretto dire che a tasso di inflazione decrescente CDP abbassi il tasso reale di investimento? Se fosse così dovremo aspettarci inflazione futura moderata (oggi 1,6%).
    E se invece ci stessimo avviando verso un periodo ben peggiore di deflazione, che è l’attuale realtà dei salari i cui valori stanno decrescendo in termini reali?
    Se i salari continueranno ad essere erosi in termini reali i risparmiatori saranno costretti ad attingere dai propri risparmi per le esigenze quotidiane ed allora tutti gli investimenti andrebbero a farsi benedire e così tutto il “sistema” Italia!!!

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    1. @ Coals
      I rendimenti reali dei BPFi sono scesi perché il livello generale dei tassi di interesse ha fatto altrettanto. Un ribasso del tasso di inflazione (che è il saggio di crescita dei prezzi) non impatta in nessun modo sul rendimento reale (a parte una lieve distorsione fiscale). Concordo sul fatto che i BPFi sono più convenienti dei Renditalia.

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      1. Grazie della risposta, ma la mia curiosità andava oltre. Secondo te dobbiamo aspettarci in Italia un periodo di deflazione? Del resto in pochissimi mesi siamo passati da un’inflazione al 3,3% all’ 1,2%!
        In caso di deflazione quale sarebbe la strategia migliore di investimento?

        A tal proposito:
        http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/30/sende-spread-piu-fiducia-nel-nostro-paese-no-merito-di-stati-uniti-e-giappone/579497/

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        1. @ Coals
          Sull’inflazione versus deflazione esiste un dibattito molto acceso. A mio avviso i rischi di inflazione, nel lungo periodo, ci sono comunque e restano alti anche se il tasso di inflazione dovesse scendere. Attenzione a non confondere le cose. Deflazione significa discesa dei prezzi, non riduzione del loro tasso di crescita. Un’inflazione dell’1% significa che i prezzi cresceranno meno del caso precedente (inflazione al 4%) ma continueranno a crescere. Quindi una riduzione del tasso di inflazione non significa deflazione. Un incremento moderato dei prezzi nel lungo periodo comunque inciderà moltissimo sul potere di acquisto dei tuoi soldi. Ad esempio 1.000 euro dopo 20 anni con un tasso di crescita dei prezzi dell’1% varranno solo più 820 euro.

          Ad ogni modo investire in titoli ad indicizzazione reale bypassa questo problema: se i prezzi scenderanno anche il valore di rimborso del capitale sarà inferiore in termini monetari e così pure gli interessi ma il loro potere di acquisto resterà invariato. Un caro saluto e a presto.

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  5. Ciao Giacomo, ad oggi sono più convenienti i bfp a 18 mesi plus o Quelli citati nel tuo articolo ???

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    1. @ Gianni
      Direi i 18 mesi plus a meno di rialzi improvvisi dei rendimenti dei BOT che farebbero lievitare i rendimenti dei Renditalia.

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  6. ma tra i bfpi, i 18 mesi plus e il btp italia(dove non pagherei la commissione fino al 18)quale conviene per somme dai 20000 in su?

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    1. @ Giuseppina
      Secondo me convenivano i BTP Italia in emissione. Ora che sono emessi conviene comprarli sul mercato, a patto di conservarli fino alla loro scadenza. Un caro saluto.

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      1. Approfitto dell’accenno ai BTP Italia e ovviamente della tua disponibilità, Giacomo 🙂
        In post precedenti era stato detto che i BTP legati all’inflazione era meglio venderli prima della scadenza per motivi fiscali (spero di non ricordare male).
        La stessa cosa vale anche per i BTP Italia?
        Grazie in anticipo.

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        1. @ Pino
          No, perché i BTP Italia ‘pagano’ l’inflazione maturata ogni sei mesi previa sottrazione del 12,50% a titolo di imposta per cui non si ha la ‘malefica trasformazione’ della rivalutazione da reddito diverso a reddito di capitale.

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  7. Non si capisce da quale meandro arrivi l’assunto per cui l’investimento in strumenti finanziari di questo tipo non siano soggetti ad imposta di bollo sino a € 5.000,00

    Pregasi chiarire, altrimenti si fa disinformazione e basta.

    Saluti

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    1. @ Gian
      Tale disposizione è contenuta nel decreto Salva Italia ed è risaputa da tutti. Ad ogni modo a questo link troverà tutto quello che le serve direttamente da una fonte ufficiale.

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  8. buongiorno ho appena conosciuto questa pagina da pochi giorni. volevo sapere una cosa i rendimenti dei btfrenditalia vengono calcolati annualmente cioè a fine anno, ma gli interessi vengono calcolati in entrambi i semestri? cioè: mettiamo il caso che nel primo semestre i buoni hanno un interesse di 0.80 più i 0,50 di interessi fissi e nel prossimo sempre il tasso d’interesse è 2,00 più i 0,50 d’interessi fissi a fine hanno vengono sommati tutte e 4 gli interessi? fanno una media? grazie e a presto

    Rispondi
    1. @ Pinko
      Gli interessi dei BFP Renditalia maturano ogni sei mesi sulla base del rendimento del BOT più lo spread. A fine anno si ‘sommeranno’ gli interessi dei due semestri di riferimento. Ti faccio subito un esempio, tratto dal sito delle poste. Immagina che il rendimento dei BOT per il primo semestre sia pari al 2,10% (più spread 0,50%) e per il secondo semestre esso sia del 2,30% (+ 0,50%).

      I rendimenti dei Renditalia saranno del 2,60% annuo per il primo semestre e del 2,80% per il secondo giusto? Ma poiché i medesimi tassi vanno rapportati a 6 mesi e non ad un anno andranno divisi per due e capitalizzati. Dopo un anno avrai (1,013 * 1,014) = 1,027182 che corrisponde ad un rendimento annuo lordo del 2,7182%.

      Se qualche cosa non è chiaro non devi fare altro che scrivermi. Ti risponderò subito e con grande piacere. Buona settimana.

      Rispondi
  9. Ora la cosa è più chiara. Grazie per la risposta

    Rispondi
    1. @ Pinko
      Ci mancherebbe. Grazie a Te.

      Rispondi
  10. Ciao Giacomo, vorrei un consiglio, se è possibile.
    Ad oggi,mi riferisco ai BFP di maggio(appena usciti), conviene sottoscrivere quelli a 18 mesi PLUS o quelli a 2 anni Plus ??
    Te lo chiedo perchè non sono riuscito a capirlo.
    Grazie e Buon lavoro

    Rispondi
    1. @ Gianni

      I BFP a 18 mesi plus rendono l’1% lordo, mentre quelli a 2 anni l’1,25%. Io per un ‘misero’ quarto di punto di differenza non vincolerei i miei soldi per 24 mesi e starei sui primi. Si tratta, come vedi, di un’opinione assolutamente personale. spero comunque di esserti stato di aiuto e sono qui per rispondere a tutte le tue domande. Un abbraccio.

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      1. Grazie mille Giacomo.
        Mi puoi spiegare da cosa dipende il valore del tasso offerto dai BFP, dato che cambiano ogni mese ???
        Ti sembrerà una domanda banale, ma ci capisco veramente poco.
        Ci sono altri strumenti alternativi ai BFP a 18 mesi Plus con maggiore rendimento ??

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        1. @ Gianni

          Il rendimento dei BFP cambia sulla base delle condizioni di mercato. Quando il livello dei tassi scende, cosa che è accaduta specialmente dopo il taglio dei tassi da parte della BCE, anche le Poste riducono la remunerazione sui nuovi prodotti offerti.

          In passato – ad esempio durante la crisi di novembre 2011, accadde l’esatto contrario con tassi sui BFP in salita rispetto alle emissioni precedenti. Ora come ora è difficile ottenere buoni rendimenti dai tuoi risparmi senza correre rischi aggiuntivi. Per cui se non vuoi complicarti la vita e non sai che obbligazioni individuare, è meglio accontentarsi dei rendimenti modesti offerti dalle Poste in attesa che, tra qualche tempo, le cose cambino e i rendimenti risalgano.

          Ti auguro buona giornata e ti invito a non farti problemi a chiedere. Ognuno di noi è ignorante al di fuori dal suo campo, per cui non ci sono domande ‘stupide’. E io sono qui per risponderti e per aiutarti. Un abbraccio.

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        2. Secondo me si potrebbero prendere in considerazione i BFP indicizzati all’inflazione, che, con l’attuale emissione, anche se si rimborsano anticipatamente dopo 18 mesi, anziché alla naturale scadenza dopo 10 anni, non cambia il rendimento.

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          1. @ Alessandro
            Esatto, sottoscrivo in pieno…

  11. Egr.Dott.SAVER,
    i Buoni RENDITALIA hanno una durata max di 3 anni.
    Un saluto,
    GEO.

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